Di Paul Craig Roberts Avendo servito gli scopi della propaganda di Washington, l'aereo malese abbattuto e il presunto convoglio corazzato russo, che sarebbe entrato in Ucraina e sarebbe stato distrutto, sono spariti dalle notizie, sebbene entrambe le storie rimangano completamente e totalmente irrisolte. Il governo servo di Washington in Ucraina non ha reso pubbliche le registrazioni delle comunicazioni tra il controllo del traffico aereo ucraino e il volo malese 17, e Washington non ha reso pubbliche le foto del suo satellite che si trovava direttamente sopra l'aereo al momento dell'abbattimento. Dal fatto che le prove vengono intenzionalmente trattenute possiamo concludere con sicurezza e definitivamente che le prove non supportano la propaganda di Washington e di Kiev. Possiamo concludere con sicurezza e definitivamente anche che l'improvviso disinteresse dei media occidentali per la storia irrisolta, e il fatto che non pretendano le prove tenute segrete, è il linea con il loro ruolo di ministero della propaganda. In altre parole, Washington e le sue "prostitute mediatiche" stanno proteggendo le menzogne che hanno diffuso in tutto il mondo e usato come base per le ulteriori sanzioni che hanno inasprito il conflitto con la Russia. Washington non potrebbe rendere più chiaro che intende intensificare, non stemperare, il conflitto che essa sola ha orchestrato. Lo stesso dicasi per il presunto convoglio corazzato russo. Il governo russo ha definito la storia una fantasia, come chiaramente è, ma nondimeno Washington e i suoi media vassalli hanno tenuto la storia in piedi.

AMERICA, STAY SAFE, STAY HOME. Il regime USA e l’amministrazione Obama, nonostante la campagna mediatica che in Italia vorrebbe farci credere che gli USA non hanno intenzione di partecipare direttamente ai combattimenti in Iraq, sta invece rendendo chiaro che raid aerei mirati contro l’ISIS (ISIL) si estenderebbero anche in Siria. Un anno fa, l’amministrazione Obama stava facendo del suo meglio per costruire il sostegno pubblico per l’intervento militare degli Stati Uniti in Siria. Anche se questo tentativo è fallito, nessuno di coloro che hanno seguito da vicino questa crisi ha creduto per un momento che questa sarebbe stata la fine della cospirazione USraeliana. Sapevamo che si sarebbero solo riorganizzati e avrebbero tentato un attacco sfruttando un’altra angolazione. L’angolo che gli USA hanno scelto è stato sorprendente. L’Iraq è stato occultato dal radar dei media per così tanto tempo che quasi nessuno l’avrebbe considerato come un.importante variabile geopolitica. Ma i mercenari dell’ISIS (o ISIL) hanno fatto cambiare idea a molti.

di Igor Siletskij Barack Obama sta preparando una dichiarazione in relazione alla morte del giornalista James Foley. Il video dell'esecuzione dell’americano è stato diffuso dai militanti dello "Stato islamico", che hanno anche minacciato di uccidere gli altri ostaggi se Washington non ferma gli attacchi contro di loro. Nel frattempo, le forze governative irachene e gruppi armati di soldati curdi continuarono a combattere contro i militanti dello Stato islamico, mentre la situazione umanitaria nel nord dell'Iraq si complica. Alla Casa Bianca non commentano le informazioni sul discorso del Presidente: fanno notare che i servizi di intelligence stanno controllando l’autenticità del video. Tuttavia, uno dei funzionari ha confermato ai giornalisti che il video apparso su YouTube con la presunta esecuzione di Foley, scomparso in Siria nel 2012, non è un falso. Il 19 agosto in rete è apparso un video, nel quale un militante dell’autoproclamatosi Stato islamico decapita il giornalista 40 enne. Il militante ha anche minacciato di uccidere altri ostaggi, in particolare, un altro giornalista Steven Sotloff che è immortalato nello stesso fotogramma, se gli Stati Uniti non cessano il bombardamento.

Il prof. Jacques Sapir (*) ha scritto una lettera aperta diretta al proprio presidente François Hollande (con un’analisi e un’esortazione che ricordano quelle rivolte dall’inglese Pritchard al premier italiano Renzi). Gli ultimi dati economici mostrano che la crisi è ancora in corso, e non finirà finché non sarà rimossa la causa fondamentale del disfacimento economico e politico dell’Europa: l’euro. È inutile e vile criticare l’austerità senza parlare di smantellamento della moneta unica, e in politica la viltà non paga. di Jacques Sapir – 14 agosto 2014 Signor Presidente della Repubblica, Il nostro paese sta assistendo da diversi anni ad una profonda crisi che non cessa di aggravarsi. Gli ultimi disastrosi dati dell’INSEE lo confermano. Con una crescita dello 0% nel primo semestre dell’anno, la situazione è oggettivamente grave. Questa crisi non scomparirà finché non verranno prese le necessarie decisioni nella direzione giusta. Le cifre che abbiamo visto smentiscono le varie dichiarazioni sue e del suo governo, che si sono susseguite fin dal 2012. Non c’è alcuna inversione di marcia nella curva della disoccupazione, e lei passerà alla storia come l’Hoover francese, che ad ogni bivio si aspetta di vedere la crescita. Dobbiamo riconoscere la verità.

Di Steven MacMillan Il Medio Oriente è da decenni divorato dal caos, e la regione negli ultimi anni è diventata sempre più instabile soprattutto a causa delle guerre per procura sponsorizzate dagli occidentali. L'attuale mappa del Medio Oriente venne disegnata nel 1916 tramite il furtivo accordo Sykes-Picot, che suddivise i territori di Siria, Iraq, Libano e Palestina, governati dagli ottomani, in aree controllate dalla Gran Bretagna o dalla Francia. Il caos che oggi vediamo nel Medio Oriente è opera del potere anglo-americano-israeliano, che sta cercando di ridisegnare la mappa per adattarla ai suoi attuali obiettivi strategici e imperialistici. Lo Stato Islamico: una creatura dell'intelligence USA Lo Stato Islamico (IS) ha raggiunto notorietà mediatica negli ultimi mesi per la sua campagna di terrore in Iraq, che ha portato gli USA a compiere attacchi aerei nel nord del paese. Quella che i media mainstream hanno omesso però è la relazione intima tra le agenzie di intelligence statunitensi e l'IS, che esse hanno addestrato, armato e finanziato per anni. Nel 2012, World Net Daily ricevette una "soffiata" dagli ufficiali giordani, che riportavano come l'esercito USA stesse addestrando l'ISIL (com'era allora conosciuto) in Giordania, prima di schierarlo in Siria per combattere contro Bashar al-Assad. ( Vedi:  US Trained ISIL terrorist at secrete Jordan base ).

Il leader del partito MPF (Movimento per la Francia), Philippe de Villiers, ha parlato al quotidiano Le Figaro del suo incontro con il Presidente russo Vladimir Putin, avvenuto al Palazzo di Livadija, in Crimea. Secondo il politico francese, “le accuse dell’Occidente contro la Russia e il suo Presidente sono assurde, mentre l’UE sta lavorando per Washington”, perché “le sanzioni sono un atto di umiliazione che serve a provocare i popoli che ancora hanno dell’orgoglio”. Nell’intervista a Le Figaro de Villiers ha rilevato che l’America sta fomentando guerre in tutto il mondo per far fronte ai suoi debiti, e ha esortato l’UE a non cedere alla pressione e sviluppare la cooperazione con la Russia. Vi proponiamo un riassunto dell’intervista pubblicata da Le Figaro. Il leader del partito MPF (Movimento per la Francia), Philippe de Villiers, ha parlato al quotidiano Le Figaro del suo incontro con il Presidente russo Vladimir Putin, avvenuto al Palazzo di Livadija, in Crimea. L’incontro è stato organizzato in concomitanza con la firma del protocollo d’intenti per la creazione in Russia di una serie di parchi tematici, dedicati alla storia, analoghi al famoso parco di divertimenti francese Puy du Fou, che mirano a “valorizzare il patrimonio storico della Russia e l’anima russa”.

Il governo ucraino accelera l'offensiva all'Est per ottenere il gas scisto con gli USA grazie ad un contrratto segreto con la Shell Per il governo di Kiev è importante arrivare al controllo dell'Est Ucraina prima di tutto per il gas scisto, il cui sviluppo ed estrazione risulta programmato dalle imprese occidentali, questo quanto ritiene il presidente del Comitato della politica estera della Duna Statale russa, Alexei Pushkov. " Kiev sta conducendo la guerra nell'Est dell'Ucraina per otttenere le riserve del gas: secondo i dati procedenti dalla Germania, si tratta di 5.578 milioni di metri cubi. Il controllo sarà effettuato dagli USA, ha scritto il politico russo nel suo conto Twitter. Si tratta delle riserve di gas di scisto di Yuzovsky, che si trovano nella frontiera tra le regioni di Jarkov e di Donetsk.Le risorse si stimano in più di 4 bilioni di M.cubi di gas. Nel maggio del 2012, la multinazionale shell ha vinto la gara per il diritto allo sfruttamento di questo giacimento. Inoltre risulta che ha avuto un permesso per lo sfruttamento della  miniera anche l'impresa ucraina Burisma, in cui uno dei membri del Consiglio di Amministrazione è il figlio del vicepresidente degli USA , Joe Biden.

di Anacronista Riporta Zerohedge: (isis-gets-angrier-america-we-will-drown-all-you-blood) "Nell'ultimo mese l'ISIS è diventato sempre più arrabbiato, finché oggi ha prodotto un video in cui ammonisce gli Stati Uniti che attaccherà gli americani 'ovunque' se i raid statunitensi continueranno a colpire i suoi militanti. Il video, pubblicato da Reuters, che mostra la foto di un americano decapitato durante l'occupazione statunitense dell'Iraq, contiene una dichiarazione in inglese: 'vi affogheremo tutti nel sangue'." Leggendo i commenti dei lettori di Zerohedge, solitamente ironici e smaliziati, ci si accorge di come questi video propagandistici siano efficaci perfino sulle porzioni di popolazione più informate. La maggioranza dei commenti infatti impreca contro i mussulmani, o invoca le bombe atomiche contro di loro. Ciò renderà felici tutti i servizi segreti che da tempo preparano il terreno per l'epico "scontro di civiltà" tra filo-sionisti e filo-mussulmani. Il video dell'ISIS serve a questo, a convincere gli americani che sono in pericolo e che quindi devono approvare tutte le avventure belliche di Washington e aspettarsi qualche brutto scherzo in casa. Se e quando verrà perpetrato un nuovo 11 settembre, magari facendo detonare una "bomba sporca" batteriologica, il pubblico sarà già pronto ad incolpare gli "estremisti islamici" e a credere alle "rivendicazioni" che sicuramente verranno diffuse dai media pochi minuti dopo l'evento.

di Thierry Meyssan Tutti hanno potuto notare la contraddizione di quelli che recentemente definivano l’Emirato Islamico «paladino della libertà» in Siria mentre oggi si indignano per i suoi abusi in Iraq. Ma se questo discorso è di per sé incoerente, ha invece perfettamente senso sul piano strategico: i medesimi individui dovevano essere presentati ieri come alleati e oggi come nemici, anche se continuano sempre ad obbedire agli ordini di Washington. Thierry Meyssan rivela i retroscena della politica degli Stati Uniti attraverso il caso particolare del senatore John McCain, maestro concertatore della "primavera araba" e interlocutore di vecchia data del Califfo Ibrahim. hn McCain è conosciuto come il capofila dei repubblicani, sfortunato candidato alla presidenza statunitense nel 2008. Come vedremo, questa non è che una parte della sua biografia reale, quella che gli serve da copertura per condurre azioni segrete per conto del suo governo. Quando ero in Libia durante l’attacco "occidentale", ho potuto consultare un rapporto dei servizi segreti specializzati sugli affari esteri. Vi si poteva leggere che il 4 febbraio 2011 la NATO organizzò al Cairo una riunione per lanciare la "primavera araba" in Libia e in Siria. Secondo il documento, la riunione era presieduta da John McCain. Il rapporto specificava la lista dei partecipanti libici, la cui delegazione era guidata dal numero due del governo dell’epoca, Mahmoud Jibril, il quale aveva bruscamente cambiato schieramento all’inizio della riunione per diventare il capo dell’opposizione in esilio.

di Marco Della Luna Napolimonti, Napoliletta, Napolirenzi… sotto il terzo Governo Napolitano consecutivo, sempre non eletto, l’Italia tira diritto sulla sua rotta di recessione, indebitamento, disoccupazione, deindustrializzazione, cessione di aziende strategiche a stranieri (cinesi, da ultimo) e cessione di sovranità in favore dei potentati finanziari stranieri che da un quarantennio dettano le (intenzionalmente) erronee ricette monetarie, bancarie, fiscali, daziarie. Queste – ormai è innegabile – hanno prodotto la carenza di liquidità per investimenti pubblici e privati, che è la causa più profonda e insieme più diretta del disastro economico in corso. Causa anche dell’insostenibile indebitamento pubblico. Le riforme renziste non hanno utilità per l’economia, alcune perché di ambito non-economico (istituzioni, elezioni), e tutte per via dei diversi anni necessari a metterle in opera (riforma della p.a., della “giustizia”).