di Paul Craig Roberts L'atteggiamento aggressivo e insensato che i guerrafondai di Washington hanno assunto nei confronti di Russia e Cina ha mandato in pezzi le conquiste di Reagan e Gorbaciov. Reagan e Gorbaciov avevano posto fine alla guerra fredda e rimosso la minaccia di un Armageddon nucleare. Ora i neocon, il complesso militare-industriale statunitense e i politici americani dipendenti dai fondi elettorali del complesso militare-industriale hanno resuscitato la minaccia nucleare. La corrotta e ambigua amministrazione Clinton ruppe l'accordo che l'amministrazione di George HW Bush aveva stretto con Mosca nel 1990. Mosca avrebbe acconsentito ad una Germania riunificata membro della NATO e in cambio Washington non avrebbe spinto per un’espansione della NATO verso est. Gorbaciov, il segretario di Stato americano James Baker, l’ambasciatore degli Stati Uniti a Mosca, Jack Matlock, e diversi documenti declassificati testimoniano il fatto che a Mosca era stato assicurato che non ci sarebbe stata un’espansione della NATO in Europa orientale.

Di William Engdahl La medicina legale non è la mia specialità, però certe cose sono così ovvie che un giornalista non può non fare domande dettate dal buon senso. I famigerati video delle "decapitazioni" di due giornalisti statunitensi da parte dell'ISIS, ovvero di IS, Daash o Al Qaeda a seconda delle vostre preferenze, meritano di essere osservati con più attenzione. Stanno emergendo dettagli che mostrano come entrambi i video siano del tutto finti, messi in scena presumibilmente da attori professionisti per creare il supporto popolare per i bombardamenti americani in Siria e così finalmente deporre il democraticamente eletto Bashar al Assad.

di Fabrizio Belloni Quando meno te l’aspetti, la Storia (che è una persona per bene, quando non è sostituita dalla sua controfigura, la propaganda, che è un pò come paragonare una mamma di casa ad una sciacquetta da quattro soldi), ti sbatte in faccia la verità, e la riprova che tutto quanto era ed è pensato e creduto corre nel fiume del divenire umano. Oggi è morta questa Europa. Era nata con speranze e fatiche. Era nata con visioni di largo respiro, nel tentativo di dare una risposta agli enormi problemi, veri, taciuti ma presenti, ineliminabili, che la Seconda Guerra Mondiale aveva evidenziato nel modo più brutale e più reale che mai. E’ stato il tentativo che le democrazie avevano posto in essere nell’illusione di accantonare, di rendere inoffensivo il bisogno, la natura stessa che era nata nel Centro Europa: creare una sola, vera Fortezza Europa, erede di tremila anni di crescita tumultuosa.

Farneticanti dichiarazioni del capo di Stato Maggiore di Israele Benny Gants  che lasciano intendere il prossimo piano di guerra di Israele. Il capo di Stato Maggiore di Israele, Benny Gantz, ha annunciato che potrebbe lanciare in Libano una operazione militare simile a quella fatta a Gaza. Inoltre ha menzionato l'Egitto, la Siria e l'Iran come nemici di Israele sul cui territorio non esclude di "attuare". "Il leader di Hezbollah ( Sayyed Hassan) Nasrallah, vede che la società israeliana non si è fratturata ed è disposta ad accettare le conseguenze (di Gaza) e che andremo a fare in Libano quello che abbiamo fatto a Gaza", ha dichiarato Gantz al giornale Yedioth Aharonoth, nelle sue prime dichiarazioni dalla fine della guerra di Israele a Gaza che si è sviluppata in Agosto. Gantz ha spiegato che Hezbollah, secondo Israele, rappresenta una minaccia più grave che Gaza".

di Luciano Lago Mentre gli avvenimenti incalzano con la duplice guerra in Medio Oriente (Iraq e Siria) a cui si potrebbe aggiungere lo stato di caos e guerra civile in Libia ed il conflitto in Palestina (Gaza) che in questo momento sembra oscurato dai media, l'opinione pubblica occidentale chiede a gran voce un intervento contro le barbarie dei tagliatori di teste del Califfato dello Stato Islamico (ISIS) ma pochi hanno compreso che la guerra in Medio Oriente contro l'ISIS è solo una parte di quello che appare come un conflitto ormai generalizzato che sta investendo, con modalità nuove e non convenzionali, un'area che va dal Medio Oriente all'Europa, all'Asia, al Sud America. Molti analisti internazionali  (da Paul C. Roberts, a Thierry Meyssan, Alfredo Jalife, ed altri) definiscono ormai apertamente questo conflitto come la "terza guerra mondiale" già iniziata.

di Marco Della Luna Notoriamente, se un’affermazione, per quanto falsa, viene ripetuta decine di migliaia di volte soprattutto dalla Tv, alla fine la gente la sentirà come vera. Sfruttando tale principio, i regimi inculcano così dogmi, insiemi di dogmi, costituenti un senso comune artificiale, utile alla gestione del corpo sociale, a far accettare alla gente come giustificate le operazioni che si compiono sulla sua testa, sulle sue tasche, sulla sua vita, sui suoi diritti. Ma anche sulla società come tale. Un senso comune che produce quindi consenso (legittimazione democratica) e ottemperanza popolare (compliance). I dogmi riguardano soprattutto l’economia, la legittimazione del potere, l’interpretazione e la valutazione della storia. Chi osa uscire criticamente dal recinto dei dogmi e della dialettica consentita tra i paletti, viene etichettato come antagonista, estremista, antisociale, populista, eccetera, e viene delegittimato culturalmente, emarginato – finché i fatti e le realtà censurate non rompono l’incantesimo del sistema dogmatico.

Riceviamo e pubblichiamo da Marcella Guidoni Gli articoli pubblicati da molti siti Internet e dai giornali italiani mainstream sulla Corea del Nord non contengono alcuna concreta informazione. Leggendone qualche esempio, è facile rendersi conto che in essi non c’è nessuna volontà di far conoscere il Paese da un punto di vista culturale, sociale o storico: essi sono mossi solo dalla necessità di servire una propaganda che si basa sul dogma che siamo il migliore dei mondi possibili e i paladini dei diritti umani, della libertà e della democrazia. Nessun luogo al mondo, più della Corea del Nord, col suo modello di vita antitetico al nostro, può meglio servire a questo scopo. L’inconsistenza delle argomentazioni è data a volte dalla superficialità, altre volte dalla contraddittorietà, in altri casi ancora dall’evidente falsità delle notizie riportate.

di Eugenio Orso Nel mondo capitalistico precedente e in quello attuale, più correttamente definibile neocapitalistico, è possibile l’esistenza di una società a socio unico. Tale situazione, ossia l’unicità del socio nella società, può essere transitoria, in attesa di ricostituire la pluralità dei soci, oppure stabile, come accade, ad esempio da noi, per le S.p.A. possedute interamente da un ente pubblico. Com’è noto, economia e “aziendalismo” nella prevalenza su ogni altra cosa (legami comunitari, tradizioni, specificità culturali, aspetti religiosi) hanno trasferito i loro criteri di funzionamento in ogni aspetto della vita sociale e umana, cosicché possiamo parlare di “capitalismo assoluto”, oppure, se vogliamo, di capitalismo assolutamente egemone. Allora non è un caso se in paesi come l’Italia, in cui l’”esperimento” di transizione al neocapitalismo finanziario assoluto e globale (espressione mia) è in una fase avanzata, vi sia stato il “transfert” nella cosiddetta vita democratica del paese delle peggiori pulsioni assolutiste e aziendaliste, tali da contraddire ciò che dovrebbe essere la democrazia, almeno su un piano teorico e propagandistico, azzerandone i presupposti.

di Thierry Meyssan Se si segue passo passo il discorso anti-terrorismo di Washington e dei suoi alleati del Golfo, chiunque capisce che si tratta soltanto di una giustificazione retorica per una guerra che persegue altri fini. Gli Stati Uniti affermano di voler distruggere l’Emirato Islamico che essi stessi hanno creato, e che esegue per loro la pulizia etnica necessaria al piano di rimodellamento del "Medio Oriente allargato". Ancora più strano, essi affermano di volerlo combattere in Siria con l’opposizione moderata, che è composta dagli stessi jihadisti dell’Emirato. Infine, gli USA hanno distrutto a Rakka degli edifici che erano stati evacuati due giorni prima proprio dall’Emirato Islamico. Per Thierry Meyssan, dietro a queste apparenti contraddizioni prosegue la guerra del gas. La campagna aerea degli Stati Uniti in Iraq e in Siria lascia perplessi: è impossibile distruggere un gruppo terroristico esclusivamente con degli attacchi aerei. In Iraq, gli Stati Uniti e il CCG (Consiglio di Cooperazione del Golfo) hanno abbinato le proprie azioni con quelle a terra delle truppe irachene o curde. In Siria, non dispongono di alcuna forza in grado di lottare seriamente contro l’Emirato Islamico.

Di Tony Cartalucci L'obiettivo degli USA a Hong Kong è chiaro: trasformare l'isola nell'epicentro della sovversione finanziata dall'estero, con il quale infettare tutta la Cina più direttamente. I manifestanti del movimento "Occupy Central" urlano slogan famigliari e usano tattiche già viste nel resto del globo come parte dell'immensa campagna statunitense di destabilizzazione politica e cambio di regime. Identificare i leader, seguire i soldi ed esaminare come la stampa occidentale tratta questi avvenimenti rivela con certezza che ancora una volta Washington e Wall Street sono all'opera per rendere l'isola di Hong Kong il più difficile possibile da governare per Pechino. Facciamo i nomi: chi c'è dietro "Occupy Central"?