Di Eric Zuesse Obama sta apportando gli ultimi ritocchi alla forza di primo attacco nucleare disegnata per eliminare la Russia prima che questa abbia la possibilità di contrattaccare. La "mutua distruzione assicurata" è finita. L'Ucraina ha un ruolo centrale. Mercoledì 11 giugno, la CNN ha titolato "Gli USA inviano in Europa bombardieri stealth B-2", e ha riportato che "sono arrivati in Europa questa settimana per gli addestramenti". Wikipedia scrive che i B-2 sono concepiti primariamente come bombardieri nucleari, e che sono gli unici aerei in grado di trasportare grandi armi aria-terra in modalità stealth. In altre parole, il vantaggio principale della nuova versione stealth del B-2 è la sua capacità di attacco nucleare a sorpresa. Questo è l'aggiornamento: l'abilità dell'arma di volare senza farsi rilevare sul paese bersaglio e distruggerlo prima che questo abbia modo di lanciare a sua volta le proprie armi atomiche. Il vantaggio dello stealth è di costituire un arsenale nucleare con lo scopo di vincere la guerra atomica, anziché di assicurare la pace attraverso la "mutua distruzione assicurata".

di Ziad al-Fadil Syrian Perspective ricorda umilmente, di essere stata tra i primi a rivelare il ruolo di Izat Ibrahim al-Duri nel disastro in Iraq. Abbiamo seguito al-Duri per anni dopo esser sfuggito ai tribunali illegali istituiti dall’alto commissario statunitense L. Paul Bremer, forse uno dei più completi imbecilli del mondo, nascondendosi nel nord, nella sua città natale di Mosul, svicolando lungo le linee di faglia tra arabi, curdi e turchi. Finalmente arrivato in Turchia, fu adottato da una squadra di spettri statunitensi e inglesi presentatigli dai sicari del MIT di Erdoghan. Da quel momento svolge il ruolo che gioca ora. Attenzione, non credo che il SIIS sia ciò che sembra. Non è un’organizzazione salafita, poiché tali organizzazioni, ripeto, non prendono quali capi ex-baathisti come al-Duri. Alcuni di voi avranno sentito parlare di una recente dichiarazione da Mosul secondo cui il SIIS ha ora un comando unificato con al-Duri. È vero, al-Duri è un ex-militare iracheno salito alla ribalta sotto Sadam, divenendo l’unico uomo capace di sputare in faccia a leader temibili senza nemmeno alzare un sopracciglio. Tuttavia al-Duri non ha alcuna esperienza militare sostanziale come comandante sul campo, e se ne vedrà abbastanza presto il fallimento. È inoltre in cattive condizioni di salute, soffre di gravi condizioni respiratorie e nefrite che lo spacceranno al più presto.

di Tyler Durden Il consigliere di Putin, Sergey Glazyev, a marzo fu il primo a suggerire che la Russia scaricasse i bond statunitensi e il dollaro, in risposta alle sanzioni degli USA; una strategia che ha funzionato [...] visto anche l'avanzo di bilancio russo, appena riportato dalla Banca Centrale, salito da 33 a 35 miliardi di dollari, ben lontani dai "più di 200 miliardi di fuoriuscite" che Mario Draghi recentemente prevedeva. Fu Glazyev anche a spingere il Cremlino ad approcciare la Cina e a stringere l'accordo sul gas naturale con Pechino. Ora Glazyev ha pubblicato un articolo sul russo "Argumenty Nedeli", in cui delinea un piano per "minare il potere economico degli USA" così da costringere Washington a fermare la guerra civile in Ucraina. Glazyev è convinto che l'unico modo per far sì che gli USA rinuncino al loro piano per una nuova guerra fredda è di distruggere il sistema del dollaro.

Pubblichiamo una interessante riflessione sulla  catastrofica  situazione  della sinistra italiana «Compagni della base di Sel e di Rifondazione, ma che aspettate a darvi una mossa e ruzzolare dalle scale tutti i vostri dirigenti?». Per Aldo Giannuli, l’ennesima rovinosa sconfitta elettorale della cosiddetta sinistra radicale è una condanna senza appello: una sinistra senza idee e senza proposte. Per un motivo semplicissimo: non ha capito la crisi, non “vede” quello che sta succedendo, non sa articolare un’analisi. Ovvio, quindi, che non proponga rimedi credibili. Numeri impietosi: con la sola eccezione di Grecia e Portogallo, la sinistra radicale europea è ormai solo un voto di testimonianza. E tocca il fondo in Italia con la Lista Tsipras al 4%. «Il dato evidente e schiacciante è che la sinistra radicale non ha intercettato niente della protesta che monta». Le europee sono state un referendum sull’euro, e infatti «la protesta ha premiato i partiti che si sono dichiarati apertamente contro l’euro e la Ue». La sinistra? Non pervenuta: non ha nemmeno sfiorato il tema cruciale dell’insostenibilità della moneta unica “privatizzata” dalla Bce.

Da Russia Today un'intervista all'eminente storico americano Stephen Cohen, autore di “Soviet Fates and Lost Alternatives: From Stalinism to the New Cold War", che considera la crisi Ucraina come la fase finale di una politica estera americana che per decenni ha cercato la guerra con la Russia, con la complicità conformista dei media mainstream. Le analogie storiche possono non essere precise, ma gli americani dovrebbero guardare alla propria guerra civile e confrontarla con ciò che sta accadendo oggi in Ucraina. Gli Stati Uniti stanno dando il loro sostegno a un'avventura omicida criminale che ha poco a che fare con l'unificazione del paese. Questa valutazione viene dal Professor Stephen Cohen, eminente studioso statunitense di storia russa e scrittore, consigliere di George HW Bush alla fine degli anni '80. Cohen ha parlato con RT degli errori delle diverse amministrazioni americane nella loro politica nei confronti della Russia, della peggior crisi degli ultimi decenni a cui queste politiche hanno condotto, e del deterioramento del dibattito politico in America, che impedisce che a Washington le cose cambino.

di Anna Lombroso Ci sarebbe e ci sarebbe stato proprio bisogno di un po’ di Kirchner in Europa, qualcuno che le canti ai cravattari in cravatta, come ha saputo fare la presidente argentina denunciando quella che ha definito l’estorsione della Corte suprema Usa, che reclama il pagamento di 1,3 miliardi di dollari ai fondi speculativi titolari di Tango bond finiti in default nel 2002. La presidente ha voluto precisare precisato che quello che l’Argentina affronta “non è un problema finanziario o giuridico, ma significa convalidare un modello di business a scala globale” che potrebbe portare a “tragedie inimmaginabili”. “Vogliamo onorare i debiti, ma – ha concluso – non vogliamo essere complici di questo modo di fare affari”. Non contenti di essere i guardiani del mondo, dopo aver diffuso la peste con quella patologica mutazione del capitalismo in turbofinanza, gli Usa, a nome e per conto della cupola planetaria, fanno gli esattori, anzi gli strozzini di quelli che sotto il doppiopetto gessato celano la rivoltella o il drone.

di Luciano Lago Se analizziamo gli avvenimenti sulla scena internazionale, possiamo constatare che le ultime recenti crisi avvenute in Ucraina e nell’area Medio Orientale (Siria/Iraq), sqono l’indice di una complessa fase storica di transizione che l’umanità sta vivendo verso un assetto mondiale privo di un unico centro egemonico (gli Stati Uniti); quello verso cui definitivamente ci stiamo avviando (secondo vari analisti) è l’avvento prossimo di un mondo multipolare (le aree in crisi sono la manifestazione plastica di questo cambiamento). In sostituzione di un unico potere egemonico (secondo l'ipotesi del prof. Randall Schweller) ci saranno una serie di poteri che includeranno non solo Nazioni ma anche imprese multinazionali, movimenti ideologici, gruppi criminali e terroristi globali, organizzazioni per i diritti umani che concorrono fra loro, si passerà da un regime internazionale ancorato a principi prevedibili e relativamente costanti ad un altro sistema inconoscibile, molto più erratico ed instabile (vedi The Bipolarity of a Unipolar World ).

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi che il governo degli Stati Uniti e l'Amministrazione Obama siano complici e supporter del terrorismo in Medio Oriente, questa è una ulteriore conferma. Clamoroso : gli USA hanno addestrato in Giordania i miliziani dell'EIIL/EIIS Si apprende da varie fonti che i componenti dell'organizzazione jihadista denominata "Stato Islamico dell'Iraq e del Levante", o ISIL, (la stessa che attualmente ha rivendicato l'attacco in parte dell'Iraq) sono stati addestrati nel 2012 da istruttori americani che lavorano in una base segreta in Giordania, secondo accreditate informazioni rivelate da funzionari giordani. I funzionari hanno riferito che decine di membri ISIS sono stati addestrati in quel periodo come parte di un aiuto segreto per i ribelli che combattevano contro il regime del presidente siriano Bashar al-Assad in Siria. I funzionari hanno detto che la formazione dei miliziani  non era stato pensata per essere utilizzata per qualsiasi futura campagna in Irak. I funzionari giordani hanno detto che tutti i membri ISIS che hanno ricevuto una formazione dagli Stati Uniti per combattere in Siria erano stati controllati per eventuali collegamenti a gruppi estremisti come al-Qaeda.

di Gianni Petrosillo Con l’assalto di ieri all’Ambasciata russa a Kiev, organizzato da gruppi settari dell’estrema destra nazista e dagli euromajdan filo-europeisti, alla cui testa vi era il Ministro degli esteri ucraino, Andriy Deshchytsia, nativo di Livov, si è toccato il fondo di una situazione che appariva già irrecuperabile da tempo. L’Immagine del politico che incita la folla alla violenza e al pogrom antirusso è l’epitome di questa crisi che ha superato qualsiasi livello di decenza e di guardia. Ancor più penosa la posizione dei paesi occidentali in seno al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, i quali hanno respinto l’istanza russa di condanna dell’episodio e la presa di provvedimenti verso le autorità ucraine. Vergognosa complicità con atti di banditismo che tradisce tutta la pazialità della Comunità Internazionale, pregiudizialmente schierata contro Mosca. Se un tal avvenimento avesse toccato Washington adesso sentiremmo le lamentele a cascata di mezzo mondo.

di Gabriele Repaci Che cos’è la mondializzazione? E’ un fenomeno ineluttabile oppure si tratta di qualcosa di reversibile? L’unificazione monetaria europea è stata vantaggiosa per i popoli del Vecchio Continente o al contrario li ha immiseriti? A questi quesiti tenta di dare una risposta Alain De Benoist nel suo ultimo libro " La fine della sovranità". Come la dittatura del denaro toglie il potere ai popoli, Arianna Editrice, p. 128. In quest’opera che si pone come completamento del suo precedente volume Sull’orlo del Baratro il pensatore francese analizza le cause della depressione che sta colpendo l’economia europea le quali vanno ricercate in una crisi generale del capitalismo globalizzato affermatosi in tutto il mondo a partire dalla caduta del muro di Berlino e la fine degli ultimi stati socialisti.