di Marco Della Luna Il finanziamento della spesa pubblica moderna attraverso la tassazione non è compatibile col fatto che il grosso delle ricchezze e del reddito ha ormai natura finanziaria e può perciò facilmente sfuggire alla tassazione mediante spostamenti e occultamenti, sicché il peso fiscale ricade sempre più sui patrimoni-redditi redditi medi e medio-bassi, cioè su quelli non abbastanza grandi da potersi muovere per sopra i confini e collocare in posizioni di esenzione o quasi esenzione fiscale. La conseguenza di ciò è che il divario sociale si fa sempre maggiore (nel senso che patrimoni e redditi si concentrano sempre più nelle mani di pochi e vengono sottratti da quelli della quasi totalità della popolazione), e la copertura del fabbisogno pubblico sempre più critica. Celare questo semplice dato di fatto all’opinione pubblica, in modo di evitare resistenze e poter continuare in questo processo di accaparramento della ricchezza, è un bisogno primario delle classi dominanti che lo hanno costruito ne stanno beneficiando. Infatti, si pone il problema di come prevenire ribellioni da parte degli strati impoveriti delle popolazioni, che costituiscono circa il 90% di esse.

Se qualche cosa mancava alla nefasta multinazionale Monsanto ( specialista in produzioni OGM ed altri veleni per l'agricoltura ), questo era l'assoldare un esercito privato di assassini prezzolati a difesa dei propri interessi.  Considerando che questa grande multinazionale controlla la distribuzione di alimenti sulla metà del pianeta, condivide asset finanziari con le più importanti società farmaceutiche e produce armi nucleari e biologiche, da ultimo si è assicurata anche la produzione del vaccino per il virus dell'Ebola ed il suo campo di interessi spazia dalla chimica all'agricoltura, agli armamenti, alle biotecnologie ed ai brevetti sulle sementi, non c'è da meravigliarsi che la grande "corporation" abbia avuto la necessità si arruolare un esercito mercenario a tutela dei propri interessi. Questa notizia  viene rivelata da una informativa di Jeremy Schaill, in una inchiesta per il giornale "The Nation",  dove si afferma che l'esercito mercenario più grande al mondo, quello dellaBlackwater (in precedenza denominato Xe Service e dopo, di recente come " Academi"), è stato acquistato dalla multinazionale.

di Stefania Elena Carnemolla Renzi critico con la missione in Libia, eppure ha giurato nelle mani di chi l'autorizzò e suo ministro della Difesa è colei che la votò. Perché non si dimette? Dalla Leopolda, fiera della new age renziana, dal palco con scenografia molto ritrovo da chiacchiericcio, l'abusivo di Palazzo Chigi, commentando la manifestazione della Lega Nord contro gli immigrati, ha spiegato: Se ci sono sbarchi è perché la Libia è saltata, dopo un intervento militare fatto con la logica della tecnocrazia e non della politica. La nostra Marina ha salvato ottantamila vite umane ma questa non è la scusa per rivedere l'approccio usato in Libia.

Il presidente del Parlamento Ungherese, Laszlo Kover, ha dichiarato che, "se le autorità di Bruxelles continueranno a cercare di imporre la propria volontà all'Ungheria sul come il paese debba essere governato, l'Ungheria non avrà altra strada che considerare la sua uscita dall'Unione Europea". Per quanto lo stesso Kover ha poi limitato la portata della sua dichiarazione, affermando che al momento non è probabile che si arrivi a questa decisione, le affermazioni fatte da Kover sono state appoggiate da alcuni esponenti politici influenti del paese europeo. "Laszlo ha parlato molto chiaramente circa i problemi esistenti sul funzionamento della UE. Comunque sia, riteniamo che i valori di riferimento dell'Unione Europea sono abbastanza distanti dai nostri e pertanto li consideriamo per noi inaccettabili", questo quanto ha detto il deputato Tamas Deutsch, citato dalla stampa locale ed ha aggiunto che il paese dovrà decidere da solo circa il suo futuro di permanenza o meno nella UE.

di Paul Craig Roberts Il governo federale ha annunciato che sta inviando migliaia di soldati statunitensi aggiuntivi in Liberia. Il generale Gary Volesky ha affermato che le truppe "estirperanno" l'ebola. La storia ufficiale è che truppe da combattimento vengono mandate a costruire strutture di cura per i malati di ebola. Perché truppe da combattimento? Perché non inviare una squadra di costruttori, magari un battaglione di ingegneri, se proprio devono essere militari? Perché non agire come fa abitualmente il governo e dare in appalto le unità di cura a una ditta di costruzioni? "Migliaia di truppe aggiuntive" fanno una squadra di costruttori inesperti molto grande, per 17 unità di cura. Non ha senso.

di Igor Siletskij La Russia resterà in isolamento finché non impara a rispettare la sovranità di altri popoli. E solo una forte alleanza occidentale può insegnarglielo, pertanto la NATO deve essere pronta a usare la forza militare. Chi lo dichiara sono i dirigenti della NATO – Jens Stoltenberg e Alexander Vershbow, i quali però assicurano che non vogliono una “guerra fredda”. Parlando recentemente al German Marshall Fund a Bruxelles, Jens Stoltenberg, da poco entrato nella carica di Segretario generale della NATO, ha dichiarato che la NATO non vuole rivaleggiare con la Russia e nessuno vuole una nuova guerra fredda a distanza di 25 anni dalla caduta del muro di Berlino.  A credergli, la NATO vuole addirittura cooperare con la Russia, ma è Mosca che non vuole venire incontro all’Occidente. Per questo motivo l’alleanza dovrà ampliare la sua presenza in Europa orientale, senza però “dislocare una quantità notevole di truppe”. Secondo Stoltenberg, ciò contiribuirà a “rafforzare la difesa collettiva dei membri della NATO”, il che “ non è in contrasto con la politica mirante a sviluppare i rapporti con la Russia”.

di Luciano Lago A Roma la Polizia ha caricato brutalmente i lavoratori delle acciaierie di Terni che manifestavano per i loro sacrosanti diritti ed alcuni degli operai sono rimasti feriti. L'attuale regime neo liberista al servizio della finanza, impersonato dal governo Renzi, tollera ed è accomodante con le manifestazioni della piazza quando queste sono fatte dai gay, dagli pseudo pacifisti, dai cortei degli immigrati extracomunitari che richiedono diaria ed alloggio a spese degli italiani, dalle kermesse del tipo di quella del 1° maggio, persino dalle ributtanti "Femen" che si esibiscono in spogliarelli improvvisati. Quando invece si tratta di operai che manifestano per il loro posto di lavoro sacrificato agli interessi delle multinazionali, allora il regime si dimostra intollerante e sordo ad ogni richiesta. Si reprimono con la forza coloro i quali non si assoggettano ai cambiamenti imposti dai mercati, dalle multinazionali, nonchè alle nuove regole del lavoro senza tutele e con precarietà assicurata, questo il regime non lo può tollerare perchè deve risponderne ai suoi referenti a Bruxelles, a Francoforte ed alla city di Londra. Il governo non può dimostrarsi debole con il dissenso e le proteste, non può fare "brutta figura" con l'Europa. Matteo Renzi lo aveva già detto: dobbiamo fare i compiti a casa e fare "bella figura" con l'Europa.  Forse però non tutti avevano capito che, fra i compiti a casa previsti c'erano proprio la spoliazione dei diritti del lavoro e l'affidamento al mercato dei servizi pubblici una volta privatizzati.

di Kevin Barrett * Allo stesso modo di come era stato assassinato Furkan Dogan, un ragazzo di 18 anni che si trovava a bordo della nave Mavi Marmara ed analogamente all'attivista americana Rachel Corrie, di 23 anni, che fu deliberatamente schiacciata da una scavatrice israeliana (manifestava contro l'abbattimento delle case palestinesi). Così è stato per l'ultima vittima- Orwa Hammad, un ragazzo statunitense di 14 anni che è stato assassinato mentre cercava di fermare il genocidio nella Palestina occupata. Tuttavia, a differenza della morte senza senso ed inutile di 64.937 soldati statunitensi in Vietnam, in Afghanistan ed in Iraq, questi tre valorosi giovani hanno sacrificato la loro vita per una causa giusta e di grande urgenza. Ovunque ci siano esseri umani che si preoccupano per la giustizia, i tre giovani eroi americani saranno ricordati.

di Francesca Morandi Molti italiani ancora non lo capiscono: l’euro è il problema, non la soluzione. Lo afferma un’analisi del settimanale britannico The Spectator che, in un articolo intitolato “Il declino terminale dell’Italia e nessuno ha lo stomaco di fermarlo”, dipinge un quadro desolante sulla decadenza economica e politica dell’Italia, definita prigioniera dell’unione monetaria senza un’unione politica e privata dei mezzi per risollevarsi, come la tradizionale medicina valutaria della svalutazione. L’economia italiana è in stagnazione dal 2000 – scrive The Spectator. Inoltre, negli ultimi cinque anni ha subito una contrazione del 9.1%. Peggio ancora, il mese scorso è entrata in deflazione - quello che tutti temevano - che in Giappone ha causato una stagnazione dell’economia per 20 anni. L’esperienza dell’Italia all’interno dell’unione monetaria europea è stata particolarmente dolorosa – continua. Gli italiani sono entrati nell’euro seguendo il gregge (europeista, ndr), senza un serio dibattito, ma con una tale euforia di firmare che hanno accettato un tasso di cambio con la lira troppo alto. I prezzi dei beni essenziali, come sigarette, caffè e vino, sono raddoppiati nel giro di una notte, mentre i salari sono rimasti fermi.

Nelle elezioni della scorsa Domenica, in Brasile Dilma Rousseff ha vinto al secondo turno le elezioni per la presidenza con il 51,45% dei voti, sorpassando nettamente il candidato socialdemocratico Aecio Neves, che ha ottenuto il 48,55% dei suffragi. Poco tempo prima , in Bolivia, il presidente Evo Morales aveva trionfato in Bolivia lo scorso 12 Ottobre ottenendo il 61 % dei voti e riconfermandosi alla presidenza del paese. Per parte sua, il candidato bolivariano in Uraguay, del "Frente Amplio", Tabarè Vasquez, ha ottenuto il 46 % dei suffragi sconfiggendo il suo rivale Luis Lacalle Pou, del partito Nazionale, l'altro partecipante al ballottaggio elettorale. Il presidente dell'Ecuador, Rafael Corea, ha manifestato la sua allegria (mediante la rete Twitter) per il risultato elettorale che conferma quanto sia cambiato in questi anni il panorama dell'America Latina, visto che il fronte bolivariano continua a vincere nei paesi come Brasile, Uruguay, Bolivia e risulta il movimento politico al potere anche in paesi come Venezuela, Ecuador, Nicaragua, con forti vincoli di collaborazione anche con l'Argentina della Cristina Kirchner.