Un vecchio militante dell'ISIS (Stato Islamico) ha rivelato nel corso di una intervista con Newsweek fino a che punto la cooperazione con l'Esercito turco ha permesso al gruppo terrorista, che attualmente controlla una buona parte del territorio dell'Iraq e parte della Siria, di viaggiare liberamente per il territorio turco per attaccare alle spalle le forze curde che combattono contro l'ISIS nel nord est della Siria. "Sherko Omer" è lo pseudonimo di un esperto tecnico delle comunicazioni che ha lottato nelle file dello Stato Islamico e che è riuscito a fuggire dal gruppo. Questi ha riferito a Newsweek che egli aveva viaggiato in un convoglio di camions che erano parte di una unità dell'ISIS dalle posizioni del gruppo a Raqqa (nord della Siria) fino in Turchia e dopo è ritornato in territorio siriano attraversando di nuovo la frontiera per attaccare i kurdi siriani nella città di Serekaniye, nel nord della Siria, in Febbraio. Durante il tragitto, i miliziani dell'ISIS hanno alloggiato in varie dimore assicurategli nel territorio turco.

Di Michael Snyder Come si mette a posto una superpotenza con livelli di debito esplosivi, una popolazione in rapido invecchiamento, che consuma molta più ricchezza di quanta ne produce, e che ha dozzine di banche zombi che potrebbero collassare da un momento all'altro? Potreste pensare che stia parlando degli Stati Uniti, invece mi riferisco all'Europa. La verità è che l'Unione Europea ha una popolazione maggiore degli Stati Uniti, un'economia anch'essa maggiore ( List of countries by GDP ) e un sistema bancario molto più vasto. Di solito scrivo articoli sugli orribili problemi economici che si trovano a fronteggiare gli USA, ma senza dubbio al momento le condizioni economiche in Europa sono ancora peggiori. Di fatto sono in molti (compreso il Washington Post:  Worse than the 1930s: Europe’s recession is really a depression )  a definire ciò che sta accadendo in Europa una piena "depressione". Purtroppo, probabilmente questo è solo l'inizio. Nei mesi a venire, in Europa le cose molto verosimilmente peggioreranno.

di Luciano Lago Il presidente Giorgio Napolitano lascerà molto probabilmente a fine Dicembre, magari con l'annuncio in diretta Tv per il discorso della sera di Capodanno. Poi, per l'addio ufficiale, bisognerà attendere qualche settimana, magari febbraio, quando scatteranno i 15 giorni canonici per la convocazione delle Camere. Dopo le voci esplose sabato su Repubblica (a firma di Stefano Folli, storicamente vicino al Colle) e sul Fatto quotidiano, arriva la conferma quasi "istituzionale" del quirinalista del Corriere della Sera Marzio Breda, che lancia anche un'ipotesi sui tempi. Vedi: Libero quotidiano Questa la notizia delle probabili dimissioni del Presidente Napolitano, ci si troverà quindi alla fine dell'anno, in epoca di saldi, a dover eleggere un nuovo Presidente della Repubblica italiana. Quando Napolitano, con le sue dimissioni, avrà liberato la scena politica dalla sua "ingombrante presenza", non sappiamo quanti lo rimpiangeranno ma di sicuro noi non saremo fra questi.

di Cecilia Della Negra “La colonizzazione sionista della terra di Israele può solo arrestarsi o procedere a dispetto della popolazione nativa palestinese. Questo significa che può procedere e svilupparsi solo con la protezione di una potenza indipendente, dietro un muro di ferro che i nativi non potranno penetrare” (Vladimir Jabotinsky, fondatore di “Irgun”, 1923). STORIA VECCHIA – Potrebbero essere sufficienti queste parole, messe nero su bianco dal leader di “Irgun ” – organizzazione sionista, armata e clandestina, nel lontano 1923 per comprendere che le “security reasons ” opposte dal governo israeliano per giustificare la costruzione del muro, con la sicurezza c’entrano ben poco. È piuttosto una palese operazione politica – così come lo è l’insediamento delle colonie illegali in Cisgiordania – di annessione territoriale. Un modo per spingere il popolo palestinese sempre più nell’angolo di terra che gli resta – frammentato – chiudendolo dentro una gabbia a cielo aperto. Ampia, ma pur sempre una gabbia.

di Mikel Itulain A seguito  degli avvenimenti in Medio Oriente, in questo periodo  i grandi media occidentali parlano e scrivono  tutti concordemente degli  efferati  crimini degli jihadisti dello Stato Islamico (ISIS) (per quanto in alcuni casi i video delle decapitazioni sembrano un montaggio con effetti speciali). Fino a poco tempo prima  questi media erano rimasti assolutamente in silenzio davanti ai feroci e reali crimini commessi da questi mercenari contro la popolazione della Libia e della Siria, quando allora arrivarono persino a esaltare  il loro "lavoro" parlando di quegli stessi mercenari come di "combattenti per la libertà". In definitiva adesso la verità viene a galla e si rende evidente che tutti che questi fanatici jihadisti non sono altro che mercenari , sia quelli dello "Stato Islamico", sia quelli dell'Esercito siriano libero o di Al Nusra e degli altri gruppi che combattono in Siria e che  sempre e comunque hanno svolto il loro lavoro di carnefici per conto del potere economico occidentale.

di Luciano Lago Se andiamo ad analizzare la storia degli ultimi 40 anni, possiamo facilmente accorgerci che determinate situazioni , verificatesi in varie parti del mondo, tendono a ripetersi.  Non per nulla un grande storico italiano, Gian Battista Vico, storico e filosofo del XVII secolo, aveva esposto una sua teoria  dei cicli storici o dei "corsi e ricorsi storici", che, a nostro modesto parere, si potrebbe ben applicare anche alla storia economica dell'ultimo secolo. Se consideriamo quello che sta accadendo in Europa in questa fase della sua Storia e paragoniamo questa situazione di grave crisi economica e di forte indebitamento degli Stati europei con quanto accaduto in America Latina nella decade degli anni '80, sembra inevitabile trovare delle impressionanti analogie. Qualora  si volesse  verificare quale sia stata la condotta dei grandi organismi internazionali quali il FMI , la Banca Mondiale, nonchè le grandi banche internazionali, si potrà facilmente comprovare che le strategie, le fasi e persino la terminologia che furono teorizzate in quell'epoca (fine anni '80) nella crisi economica e finanziaria in cui furono coinvolti quasi tutti i paesi dell'America Latina, coincidono esattamente  con quelle  che attualmente vengono utilizzate per le nazioni del Sud Europa.

La CIA sta progettando di realizzare in Ucraina delle prigioni similari a quella di Guantanamo  dove conta di rinchiudere i terroristi dell'ISIS (Stato Islamico). Anche il governo di Kiev le potrà utilizzare per internare i detenuti del Donbass, ha informato il Kriminform, facedo riferimento alle sue fonti. Nel corso dei negoziati di alto livello che hanno avuto luogo tra Agosto ed Ottobre, Kiev e Washington hanno concordato che da parte statunitense si finanzierebbero, come debiti a lungo termine, attività per rinforzare la difesa dell'Ucraina. In cambio dell'appoggio finanziario, il governo di Kiev si è impegnato ad installare nel suo territorio varie prigioni segrete per i combattenti dello Stato Islamico, lo rivela l'agenzia di notizie Kriminform.

Di Udo Ulfkotte "Ora gli americani stanno perfino pensando di far saltare in aria un impianto nucleare in Ucraina per poi incolpare dell'azione i separatisti o i russi", lo afferma il giornalista tedesco Udo Ulfkotte, ex corrispondente del Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei maggiori giornali tedeschi. Egli ha pubblicato un libro, "Giornalisti comprati", nel quale descrive come i politici americani e tedeschi sviano i media tedeschi affinché i giornalisti diano l'interpretazione desiderata agli eventi mondiali. Ulfkotte dichiara che i reporter vengono sollecitati a scrivere articoli favorevoli alla posizione americana e contrari alla Russia. Nella seguente intervista ci parla in dettaglio di come questo avviene e di come le sue rivelazioni stanno influenzando la sua vita.

di Vicky Pelaez La verità e l'integrità sono parole  composte da lettere morte . Nessuno sa più  che cosa significhino", lo ha detto Paul Craig  Roberts,  l' ex assistente segretario del Tesoro degli Stati Uniti,  parlando della situazione di vuoto morale dell'Occidente. Tuttavia, la vita è piena di sorprese e quando il mondo era già stato abituato a parole ambigue  e mescolate, tutto il mondo  è rimasto  colpito dal discorso diretto e inequivocabile fatto  dal presidente russo Vladimir Putin alla undicesima riunione della International Discussion Club di Valdai (Sochi, Russia) a cui  hanno partecipato 108 esperti, storici e analisti provenienti da 25 paesi. Senza mezzi termini e preamboli,  il presidente russo ha esposto la verità  pura  e semplice di ciò che sta accadendo nel sistema mondiale attuale che si presenta  sempre di più "indebolito, frammentato e  distorto" e dalle nuova realtà . Ha indicato  gli Stati Uniti che, ritenendosi  vincitori  della guerra fredda, hanno  creato "le condizioni per uno squilibrio internazionale acuto e profondo" .

Di Peter Koenig* La BCE ha appena lanciato (in vigore dal 4 novembre 2014) un nuovo sistema per controllare e regolare il sistema bancario europeo. Si chiama "Meccanismo Unico di Supervisione" (SSM) e dovrebbe monitorare e disciplinare le banche europee che non si "comportano bene" in termini di investimenti troppo rischiosi in confronto al loro capitale di base. Di fatto, il SSM è uno dei tre pilastri del sistema di "sicurezza" posto in essere dalla BCE e dalla Commissione Europea (CE). Il Meccanismo Unico di Soluzione (SRM) è il braccio forte della BCE per salvare o liquidare le banche "nei guai". In altre parole, somministrerà alle banche "troppo grandi per fallire" in difficoltà il cosiddetto "salvataggio dall'interno" (bail-in), il che significa che le banche troppo indebitate si salveranno con il denaro dei correntisti o degli azionisti.