Di Pablo Jofre Leal L’Iraq si dibatte oggi in un nuovo conflitto che intensifica la distruzione del paese, la morte dei suoi cittadini e soprattutto il cammino verso il precipizio dopo anni dall’intervento statunitense, i cui risultati sono stati soltanto quelli di intensificare le divisioni nell’ambito di questo paese tormentato del Medio Oriente. L’offensiva del gruppo bahatista  takfiro, "Stato Islamico dell’Iraq e del Levante" (EIIL) che nella sua origine era costituito da una forza mercenaria finanziata con denaro saudita ed una strategia politica dettata a Washington e dal regime di Tel Aviv, ha messo sul tappeto l’evidente fallimento della politica estera statunitense e dei suoi interventi militari in Medio Oriente. Fallimento particolarmente visibile in Iraq, paese che dall’esecuzione dell’ex dittatore Saddam Hussein (in precedenza alleato degli USA, Inghilterra e Francia), iniziò l’anno 2003 con una prima fase di occupazione, sotto il pretesto di delle armi di distruzione di massa che mai furono trovate nel territorio iracheno. Dopa il conflitto non si è rinforzata l’economia e soltanto si è favorito il complesso militare industriale statunitense, le imprese multinazionali che hanno preso gli appalti per la ricostruzione di raffinerie, ponti, strade, ed altre opere di infrastrutture per decine di milioni di dollari. Le stesse che furono distrutte dopo l’invasione dell’Iraq. Un paradosso surreale, sanguinoso e cruento per la viabilità dell’Iraq come paese.

di Luciano Lago Le notizie che arrivano dalla martoriata regione del Donbass ed in particolare dalle città di Slaviansk e di Kramatorsk ci raccontano di bombardamenti contro zone residenziali, di combattimenti all’interno di zone abitate e di numerose vittime civili, con famiglie ancora presenti in città rifugiatesi negli scantinati per sfuggire ai bombardamenti dell’”operazione castigo” attuata dal governo di Kiev, rompendo unilateralmente la tregua, con l’appoggio della NATO che fornisce armamenti ed assistenza all’esercito ucraino. Ormai non si può più nascondere il genocidio e la pulizia etnica che stanno avvenendo in quella regione con la complicità dell’Unione Europea che si disinteressa e chiude gli occhi di fronte ad una guerra che è deflagrata anche per precise responsabilità di personaggi come la baronessa Ashton e Mnuel Barroso che si erano recati a Kiev per fare opera di sobillazione ed appoggiare il rovesciamento illegale del governo in carica, promettendo l’inclusione dell’Ucraina all’interno della UE, come gettare benzina sul fuoco in un paese già spaccato a metà nella divisione fra popolazione pro Occidente e pro Russia.

Di Karin Brothers Alcuni fatti, emersi dopo che Israele ha tolto il silenzio stampa sul rapimento e l'uccisione del 12 giugno di tre studenti israeliani, suggeriscono che potrebbe essere stata un'operazione del governo israeliano usata intenzionalmente per punire Hamas e rompere il nuovo governo di unità palestinese. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha immediatamente accusato Hamas del rapimento (senza fornire alcuna prova) e ha proceduto a "condurre ricerche" in tutto il West Bank, finché i corpi sono stati ritrovati apparentemente il 30 giugno. La "ricerca" ha comportato l'arresto e il pestaggio di circa 600 membri di Hamas (parlamentari compresi) e la distruzione di circa 2.100 case; le forze israeliane hanno ucciso almeno 7 palestinesi. Israele ha anche intensificato le incursioni aeree sulla Striscia di Gaza, che è sottoposta al blocco dal settembre del 2006. Il governo di Gaza ha invocato il soccorso dell'ONU, che ha risposto condannando i rapimenti anziché il massiccio abuso sulla popolazione palestinese. E ha poi sollecitato "tutte le parti" a mostrare controllo.

di Marco Della Luna Renzi: l’uomo della provvidenza 2014. Il più efficiente ufficio governativo è quello delle pubbliche relazioni di Matteo Renzi – anche se forse non ha sede in Italia… Renzi è riuscito ad aumentare popolarità e seguito sia nella base che nel ceto politico a dispetto del totale mancamento al suo scadenziario di riforme, a dispetto della scoperta che il suo vantato ottenimento della “flessibilità” all’ultimo vertice europeo era un bluff, e persino a dispetto del perdurante cattivo andamento socio economico. Per non dire della sua raggelante slealtà verso Letta (Enrico, stai sereno!”). La sua capacità comunicativa è più forte dei fatti. Batte Berlusconi.

Una interessante corrispondenza del giornale britannico "The Telegraph" che illustra bene quali saranno per l'Italia le conseguenze della nomina di Juncker alla Presidenza della Commissione UE Sul Telegraph Ambrose Evans-Pritchard commenta l’elezione del Presidente Junker: il metodo con cui è stato imposto vìola i Trattati e rende evidente la necessità per la Gran Bretagna, ma ancor più per la Francia e l'Italia, di uscire dalla UE e salvare la propria sovranità (e non morire di deflazione da debito) I parlamenti sovrani d'Europa sono vittime di un gioco di prestigio costituzionale, anche se alcuni sono più sottomessi rispetto ad altri. Il metodo degno di Oliver Cromwell che Jean-Claude Juncker ha imposto agli Stati è una violazione dei trattati. L'episodio chiarisce la necessità per la Gran Bretagna di ritirarsi dall'Unione, così come per la Francia o per qualsiasi altro paese che voglia rimanere autonomo sotto uno stato di diritto.

Di Paul Craig Roberts Una persona potrebbe pensare che la repulsione della "comunità internazionale" per il massacro sconsiderato di civili in 8 nazioni da parte di Washington avrebbe portato il Tribunale per i Crimini di Guerra ad emettere ordini di arresto per i presidenti Clinton, Bush, Obama, e per molti ufficiali dei loro regimi.  Ma la parte della "comunità internazionale" che ha voce, l'Occidente, è diventata assuefatta ai crimini di Washington contro l'umanità, e non si prende la briga di protestare. Di fatto, molti di questi governi sono complici dei crimini di Washington, e potrebbero esserci ordini di arresto anche per i membri dei governi europei. L'eccezione è la Russia. Il ministero degli esteri della Federazione Russa ha pubblicato un Libro Bianco sulle violazioni dei diritti umani e della legge in Ucraina. Gli americani disinformati credono che tutte le violazioni siano da parte dei russi. Il Libro Bianco documenta attentamente e accuratamente le violazioni riportate accadute in Ucraina nei 4 mesi che vanno da dicembre 2013 a marzo 2014. Il Libro Bianco è disponibile qui: White Book on Violation of Human Rights

Questo il drammatico appello del comandante della resistenza in Ucraina orientale, lanciato il 4 luglio: "Vorrei rilasciare una breve dichiarazione su quanto sta succedendo a Slavyansk. E lanciare un appello, se volete. Ieri, il nemico ha completamente circondato Nikolayevka e ha colpito la città nel modo più feroce possibile, usando tutti i tipi di armi: sistemi di lanciarazzi multipli pesanti, obici, mortai, carriarmati, trasporti corazzati. La distruzione è enorme. E' semplicemente impossibile determinare il numero di vittime, perché ormai niente funziona nella città. Le nostre unità a Nikolayevka continuano la battaglia essendo completamente accerchiate. Non abbiamo modo di comunicare con loro. Nikolayevka è stata completamente tagliata fuori da Slavyansk. In questo momento, una grande colonna di mezzi corazzati nemici si sta muovendo verso Semyonovka da sud, lungo l'autostrada Kharkov-Rostov. Allo stesso tempo, il nemico continua a colpire ininterrottamente con l'artiglieria sia la città che Semyonovka. Ieri, la centrale termica di Nikolayevka è stata rasa al suolo e data alle fiamme.

LONDRA - Non intende tornare in Gran Bretagna se non per veder sventolare la bandiera nera salafita su Downing Street e Buckingham Palace: a dichiararlo alla 'Bbc' è Abu Osama, un terrorista britannico che sostiene di essersi unito ai combattimenti per la creazione di un califfato nel mondo islamico, di aver ricevuto un addestramento militare e di aver combattuto con gli estremisti del Fronte al-Nusra.

«Se l’Europa facesse un selfie, mostrerebbe il volto della noia», dice Renzi al Parlamento Europeo. Noia? «No, il volto di paesi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e la stessa Italia non è annoiato, è disperato», protesta il “Keynes Blog”. «L’Europa attuale non è un sogno, men che meno ha un’anima. E’ un insieme di regole – quelle che Renzi non vuole cambiare – basate su una teoria economica che si è dimostrata palesemente incapace non solo di prevedere, ma anche di guarire la crisi iniziata nel 2008». Il tutto – regole e istituzioni – è «orientato a garantire i paesi creditori e bastonare quelli debitori». Aggiunge il blog: non stiamo camminando lentamente, stiamo tornando indietro. «La “generazione Erasmus” (ora ribattezzata “generazione Telemaco”) di cui Renzi si sente parte, è la più colpita, con tassi di disoccupazione oltre ogni soglia di tollerabilità: stiamo distruggendo capitale fisico e umano, ponendo le basi perché la crescita non ritorni in tempo utile affinché questa generazione possa goderne».

di Anacronista Come non provare ammirazione per i lodevoli successi di Vladimir Putin? Da molti, non solo in Russia, dove il suo tasso di approvazione si aggira intorno all'80%, ma anche nel resto del mondo, perfino tra gli statunitensi più informati, Putin viene ormai considerato il leader mondiale più importante del momento, l'uomo che, con abilità e sangue freddo, sta ostacolando l'imperialismo americano e i piani mondialisti del NWO sionista. Colui che ha risollevato la Russia dal disastro degli anni '90, che ha cacciato gli oligarchi, che ha fatto espandere grandemente la classe media, che incentiva le famiglie numerose, che ha legiferato per impedire che gli orfani russi vengano adottati da coppie omosessuali, che ha impedito agli USA di attaccare la Siria, che ha rinnovato il volto della Russia con le belle olimpiadi di Sochi, che è vicino alla Chiesa ortodossa, che vieta gli OGM, e che ha tanti altri meriti.