Ecco in cosa è incappata la candidatura della Mogherini....Ulteriore testimonianza del coinvolgimento della Polonia nella guerra in Ucraina di Gianni Fraschetti Mentre la guerra nel sud-est dell’ex-Ucraina infuria, altre prove emergono sulla partecipazione polacca. Tale partecipazione era stata finora indiretta (cioè senza unità militari polacche ufficiali), ma ora sta cambiando qualcosa anche in questo senso, visto che il 16 luglio nel porto di Odessa, in un clima di estrema segretezza, sono stati scaricati dodici veicoli semoventi armati con obici da 152 mm "Dana" di produzione ceca, della Wojska Lądowe, l'esercito polacco, così come i bus e i camion per il trasporto truppe e materiale Dopo aver scaricato il battaglione di artiglieria (presumibilmente della1^ Brigata di Artiglieria Masuria), i soldati polacchi completamente equipaggiati hanno raggiunto la stazione ferroviaria separata per raggiungere una tradotta in loro attesa.

Mentre l'attenzione dell'opinione pubblica europea è concentrata sugli avvenimenti luttuosi dell'abbattimento dell'aereo della Malesian Airlines sui cieli dell'Ucraina, con il solito rimpallo di responsabilità (ogni parte accusa l'altra di aver lanciato il missile) , sull'invasione di Gaza attuata da parte di Israele con relativo elenco di palestinesi massacrati, un paese europeo membro della NATO  si sta riservatamente preparando per entrare in guerra con l'Ucraina e, di conseguenza, provocare un coinvolgimento  della Russia che è l'obiettivo ultimo dell'Amministrazione statunitense. La notizia è la seguente: "Il 16 luglio nel porto di Odessa, in un clima di estrema segretezza, sono stati scaricati dodici veicoli semoventi armati con cannoni da 152 mm cannoni, obici 77 "Dana" di produzione ceca, armamento delle forze armate della Polonia così come i bus e i camion per il trasporto truppe e materiale.

di Eugenio Orso In questo post intendo descrivere con grande semplicità la situazione italiana, alla luce degli accadimenti internazionali e delle grandi manovre geopolitiche. Fuori tempo massimo significa che tutto ciò che in passato era soltanto temuto ora diventa inevitabile, perché non ci sono più margini (di tempo) per evitarlo. Gli euroservi filo-atlantici hanno vinto e stravinto nel nostro paese, che tengono saldamente in pugno e nessun aiuto esterno, tale da invertire la direzione di marcia, sembra concretarsi.

Il 17 luglio 2014 la follia di tre mesi di conflitto militare nell’oriente ucraino ha prodotto la prima scioccante conseguenza internazionale. Alle 15:20 GMT il jet Boeing 777-200 del volo MH-17 delle Malaysian Airlines, da Amsterdam a Kuala Lumpur, scompare nello spazio aereo ucraino proprio sopra l’area degli intensi combattimenti nella regione di Donetsk, schiantandosi vicino al villaggio di Grabovo, a circa 60 km af est da Donetsk. Tutti i 285 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio sono morti. Secondo i dati disponibili l’aereo di linea “volava alla quota di 10600 metri sul 350° livello di volo“. Tale quota di volo era aperto ai voli internazionali nonostante dall’8 luglio 2014 le autorità aeronautiche ucraine “non raccomandassero” voli internazionali sulla zona al di sotto del 302° livello, cioè 9600 metri, per via dell0″operazione antiterrorismo” scatenata nella zona che coinvolge operazioni dell’aviazione ucraina e difesa aerea attiva. Quindi formalmente la compagnia malese ha rispettato i limiti dell’autorità dell’aviazione civile ucraina, anche se il rischio per la sicurezza del volo era evidente.

di Jean-Claude Paye È con grande ipocrisia che i governi europei pretendono aver dato alla Commissione europea un mandato per negoziare il Partenariato trans-atlantico con Washington nel rispetto del diritto europeo. In realtà, come al momento dei precedenti Swift dei dati relativi a passeggeri aerei e della lotta contre l’evasione fiscale, la Commissione ha istruzione di sospendere le leggi europee nelle relazioni con gli Stati Uniti. Perciò, la negoziazione vale a determinare i campi nei quali gli Europei non saranno più protetti dai loro Stati. Belgio e gli Stati Uniti hanno appena stipulato un accordo con l’intento di applicare in Belgio una legge americana contro la frode fiscale, il Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA). La firma dell’accordo ha avuto luogo questo 23 aprile. Numerosi paesi, quali il Regno Unito, la Francia, la Germania e il Giappone hanno già firmato con gli USA un accordo che applica questa legge sul loro territorio. A partire dal primo gennaio 2015, le istituzioni finanziarie dovranno dichiarare alle autorità americane i movimenti dei conti posseduti da cittadini americani. Dal momento in cui il montante supera i 50.000 dollari o si sono verificati un certo numero di movimenti con il territorio americano, la banca deve fornire un resoconto preciso delle entrate e delle uscite di fondi.

IT: L'associazione dei BRICS, di significato sempre maggiore nel moderno mondo multipolare, potrebbe portare importanti cambiamenti nelle relazioni internazionali. Qual è l'agenda, e quali progetti Lei, come leader russo, considera importante discutere con i partner BRICS al prossimo summit? Putin: Il mondo moderno è infatti multipolare, complesso e dinamico, questa è la realtà oggettiva. Tutti i tentativi di creare un modello di relazioni internazionali in cui tutte le decisioni siano prese da un singolo "polo" sono inefficaci, funzionano sempre male e sono destinati a fallire. Queste sono le ragioni per cui l'interazione, proposta dalla Russia, di stati influenti come i BRICS si è dimostrata necessaria. I nostri sforzi comuni hanno davvero contribuito a migliorare la prevedibilità e la sostenibilità delle relazioni internazionali. Il tema del prossimo summit è Crescita Inclusiva: Soluzioni Sostenibili. Di conseguenza considereremo le questioni più urgenti di politica globale ed economia, e anche lo sviluppo dei BRICS.

di Luciano Lago Mentre la casta politica si attarda nei palazzi istituzionali a discutere dei massimi sistemi e della possibile riforma del Senato, di nuove leggi elettorali e di soglie di sbarramento, l'Istat ci segnala i dati impietosi dell'affossamento del paese e dell'arretramento sociale di larga parte della popolazione italiana. La schiera dei nuovi poveri, incrementatasi a seguito dell'esercito di disoccupati e di cessazione di attività di migliaia di piccole imprese artigianali e commerciali, non ha fatto che aumentare a dismisura fino a toccare il record dei 10 milioni circa. Una massa di gente, soprattutto famiglie con minori ed anziani, che si trova al di sotto del livello di sussistenza, che non riesce più a fare la spesa ed a pagare l'affitto o le bollette di energia elettrica, gas e spazzatura che sono fra le più care in Europa grazie alla privatizzazione dei servizi fortemente voluta dai responsabili politici nazionali.

Di John Pilger L'altra sera ho visto "1984" di George Orwell in un teatro di Londra. Sebbene venisse sbandierata l'interpretazione contemporanea, il monito di Orwell riguardo al futuro veniva presentato come un pezzo storico: remoto, innoquo, quasi rassicurante. Era come se Snowden non avesse rivelato niente, se il Grande Fratello non fosse ora una spia digitale, se lo stesso Orwell non avesse mai detto: "Per essere corrotti dal totalitarismo non occorre vivere in un paese totalitario." Acclamata dai critici, l'abile regia rispecchiava la cultura e la politica del nostro tempo. Quando si accesero le luci, il pubblico stava già uscendo. Sembravano indifferenti, o forse attratti da altre distrazioni. "Che pippa mentale." ha commentato una ragazza accendendo il suo cellulare.

di JOSHUA FRANK Abbiamo aspettato adesso per quasi sette anni per scoprire quale sia  la progressiva vena nascosta nel profondo del cuore del presidente Barack Obama. Ma passando da un attacco ad un drone dopo l'altro, da un bambino morto accatastato su un altro, ogni barlume di speranza che Obama avrebbe potuto mettere fine all' estremismo bellicista degli Stati Uniti è finalmente giunta al termine. Non solo Obama ha rifiutato di modificare la sanguinosa politica estera dei suoi predecessori, ma ha anche promesso di continuare nei suoi aspetti più estremi. In nessun altro caso questo è risultato più vero che con nel caso di Israele e Palestina. Questa realtà è probabilmente venuta fuori come una sorpresa per molti che avevano messo le loro aspirazioni sul nostro primo presidente nero, un uomo che ad un certo punto, agli inizi della sua carriera, aveva fatto credere ai palestinesi avevano anche loro un diritto di esistere, non solo, ma anche di risiedere nel proprio paese.

GAZA - "Qui a Gaza sono in atto disastri umanitari di un'intera popolazione". Meri Calvelli, cooperante italiana che conosce la terra palestinese e i suoi 'dolori' da più di dieci anni, che denuncia a voce alta come la Striscia di Gaza sia il "luogo in cui viene sperimentata la punizione collettiva", è anche oggi a Gaza City ed è reduce da una visita in una delle scuole che l'Unrwa ha aperto per dare rifugio ai palestinesi che hanno lasciato il nord della Striscia di Gaza dopo gli avvertimenti dell'Esercito israeliano. Per Israele è da qui che è partita la maggior parte dei missili sparati contro le città israeliane.Meri Calvelli racconta in un'intervista telefonica ad Aki-Adnkronos International di "nonni arrivati" a Gaza "su un carretto mentre cadevano le bombe", di "famiglie intere con molti anziani e bambini, tanti disabili, di gente povera che lavora la terra, di gente arrivata con i ciuchi", di gente che dietro alle foto che hanno riempito la stampa internazionale si chiede: "Ma noi cosa abbiamo a che fare con tutto questo? Ci chiamano 'terroristi'. Siamo solo povera gente che vuole stare nella sua terra".