di Simone Sauza Su Mafia Capitale si è detto e scritto relativamente tanto. Eppure sembra non averci insegnato nulla. Del resto, l’errore più grande che si possa fare è relegarlo in qualche anfratto della memoria collettiva come uno dei tanti casi di corruzione, tanto per alimentare il misero qualunquismo del “so’ tutti ladri!”. Il procedere caso per caso, scandalo per scandalo, empiricamente, non solo è poco utile, ma è letteralmente dannoso. Come quando si pensa che Mafia Capitale sia un problema di Roma; o quando si tratta la Mafia come una specie di villain dei fumetti. È la visione sistematica di queste vicende (Mafia capitale come il Mose o la Tav) a mancare.

di Peter Koening * Washington è determinata a scatenare una guerra contro la Russia. Fa tutto parte del PNAC (Plan for a New American Century, Piano per un Nuovo Secolo Americano) per dominare il mondo. Dopo la Russia, la Cina dovrebbe seguirla. Questo è il piano. La Cina è circondata, ora, mentre ne parliamo. Non importa che Russia e Cina abbiano di recente concluso un patto, una stretta alleanza finanziaria e militare – quasi impossibile da sconfiggere. A meno che – e qui sta il nocciolo della questione – a meno che Washington non inizi una guerra nucleare totale, distruggendo il pianeta, incluso se stessa – ma soprattutto l’Europa. Dei 28 Paesi membri della NATO, 26 sono in Europa, di cui 12 in Europa orientale, Paesi che erano il “cortile di casa” della ex Unione Sovietica. E tutto ciò è accaduto nonostante la promessa di Washington, al momento della caduta del Muro di Berlino, di non di espandere la NATO verso est. Una menzogna e un vero affronto verso la Russia.

I paesi che compongono la UNASUR ("Union de Naciones Suramericanas") hanno manifestato il loro rifiuto verso il progetto di legge con cui il governo Nord Americano pretende di emettere sanzioni contro il Venezuela e che rappresenta un'altra evidente ingerenza dell'Amministrazione di Obama nella politica interna dei paesi della regione. L'informazione è stata diffusa attraverso un comunicato emesso dal Ministero degli Esteri dell'Organizzazione in data 26 di Dicembre, in cui il blocco dei paesi latinoamericani aderenti all'Organizzazione hanno tutti condannato in forma categorica l'approvazione del progetto di legge con cui la Nazione Nord Americana trasgredisce "il principio di non interferenza nei fatti interni di altri Stati e non contribuisce alla stabilità, alla pace sociale e la democrazia in Venezuela".

di Marco Mori Il 24 settembre, Mario Draghi, governatore di BCE e primo artefice delle politiche volte allo smantellamento della democrazia in Europa, dichiarava quanto segue: “In Eurozona non c’è rischio deflazione”. A pronta smentita della sua assurda profezia pubblicavo questo articolo che vi invito a rileggere. Vedi: Draghi dice che in Europa non c’è rischio deflazione e intanto Renzi agisce per abbattere i salari. Draghi, ancora tre mesi fa, dunque negava apertamente l’evidenza ed, in manifesta malafede, ribadiva che l’austerità non avrebbe portato l’Europa in deflazione. In realtà è ovvio, come era ovvio tre mesi fa, che la deflazione arriverà ovunque in Europa e, dove già c’è, aumenterà esponenzialmente. Siamo, infatti, in una situazione di palese rarefazione monetaria, causata dalle politiche recessive che vengono imposte ad oltranza alle nazioni (si tassa più di quanto si spende). Manca moneta (che ricordiamolo: si crea dal nulla senza alcuna contropartita), serve più spesa, ma invece che immetterla si fa l’esatto opposto. Questo per l’ormai acclarato disegno criminoso di utilizzare la crisi come leva per cancellare le sovranità nazionali di ogni singolo paese UE.

di Luciano Lago La vicenda delle due ragazze italiane, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, sequestrate da un gruppo jihadista in Siria e ricomparse in un video trasmesso dai terroristi, dimostra quanto può capitare a chi, ingenuamente ed in modo sprovveduto, crede alla narrazione falsata dei media nostrani, si entusiasma e parte ad arruolarsi come crocerossina per prestare aiuto ai "ribelli democratici" (così descritti dalla RAI e dagli altri media italiani) ed alla popolazione siriana presa in ostaggio dall'Esercito di quello che i media filo atlantisti definivano "il cattivo tiranno" Bashar al-Assad... Le due ragazze che si facevano fotografare con la bandiera dei ribelli in piazza, sorridenti ed allegre, una volta arrivate sul posto e calate nella realtà del conflitto in corso, dopo qualche giorno le due, idiotizzate dalla propaganda, hanno dovuto toccare con mano quale fosse la realtà della situazione e proprio quei "ribelli democratici" che loro sostenevano, guarda caso, le hanno catturate e sequestrate, probabilmente sottoposte chissà a quale violenze, ed adesso le trattano come preziose prede di un certo valore al fine di ottenere un facile riscatto dall'imbelle governo italiano. Governo, sia detto per inciso, complice di quei gruppi terroristi che combattono in Siria da tre anni e mezzo e che sono stati armati ed appoggiati dagli USA e dalla NATO, per rovesciare il governo legittimo di Assad, colpevole di essere non conforme agli interessi USA.

Il golpe di Kiev è come le operazioni CIA contro leader indesiderati in Iran, Cile e Venezuela: lo dice il regista di Platoon mentre gira un documentario in Russia l colpo di stato armato a Kiev è dolorosamente simile alle operazioni fatte dalla CIA per cacciare via i leader stranieri indesiderati in Iran, Cile e Venezuela, ha affermato il regista Oliver Stone dopo aver intervistato per un documentario il presidente deposto dell'Ucraina. Stone ha trascorso quattro ore a Mosca per parlare con Viktor Yanukovich, che fu deposto dalla sua carica nel corso del colpo di stato del febbraio 2014, come ha scritto il regista sulla sua pagina Facebook. Vedi: Oliver Stone: la verità non va in onda in Occidente

di Antonio  Terenzio Il rublo riprende quota e, dopo qualche settimana, i velinatori della stampa atlantista, dimentichi di un paese come la Russia, che durante la sua storia ha dovuto subire crisi ben peggiori, toppano ancora e devono rassegnarsi all’evidenza che Putin e la sua classe dirigente sono di ben altro spessore rispetto ai Gorbaciov e agli Eltsin, e che l’Orso russo, non si fara’ schiacciare da nessuno. La Crisi Ucraina invece, scatenata da un golpe preparato dalla Nato e dalla Cia, ha portato all’elezione dell’oligarca Petro Poroshenko e alla nomina di tre personalita’ indicate direttamente dal Dipartimento di Stato Usa, inserite nei ministeri centrali come Salute ed Economia. Tali investiture sono la prova oramai tangibile ed inoppugnabile del coinvolgimento americano nel governo fantoccio di Kiev. E gli scribacchini o militanti per la “democrazia e i diritti” sul modello occidentale, non sanno piu' a che santo progressista aggrapparsi, se all’intervento del think tank del Foreign Affairs, Mearsheimer, ripreso qualche mese addietro dalla Stampa, si aggiunge anche quello di George Friedman, importante analista del centro di studi strategici americano Stratford, i quali ammettono, senza mezzi termini, l’errore Usa di aver provocato il golpe di Majdan attraverso l’utilizzo di bande pseudo/naziste, per rovesciare il governo di Yanukovich regolarmente eletto, onde arrivare ad una frattura profonda con Mosca.

Il comandante delle Guardie della Rivoluzione dell'Iran (IRGC): le mosse degli Stati Uniti e gli attacchi dei terroristi dell'ISIS sono destinati al fallimento. Teheran- Il Maggiore Generale Qassem  Soleimani, ha dichiarato, nel corso di una conferenza stampa, che le mosse degli USA e gli attacchi terroristici dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante sono destinati ad un fallimento. "Credo, ha detto Soleimani, che sia le manovre degli Stati Uniti, sia gli atti terroristici dell'ISIS  sono destinati al fallimento perchè non sono alla ricerca della verità". "La loro risoluzione non porterà alla vittoria; tutti abbiamo assistito in Siria alle misure che essi hanno adottato ed abbiamo visto che non hanno prodotto alcun risultato utile per loro", ha aggiunto. Il generale Soleimani ha sottolineato che le vittorie ottenute dalla Repubblica Islamica dell' Iran sono tutte il risultato della loro vera ricerca della verità.

Il segretario generale dell'Iniziativa Nazionale di Palestina, Mustafa Barghouti, ha lanciato una grave accusa, la scorsa Domenica, contro Israele che utilizzerebbe i residenti della Striscia di Gaza come cavie per testare le sue nuove armi. "Nel corso dell'ultima offensiva (dall'Inizio di Luglio fino alla fine di Agosto), il regime di Tel Aviv ha utilizzato armi proibite e di distruzione di massa contro i civili di questa regione assediata", ha annunciato l'esponente palestinese nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Ramala, nella zona occupata della Cisgiordania. Dopo aver sottolineato che il regime israeliano è uno dei maggiori produttori di armi del mondo, il dirigente palestinese ha assicurato che ci sono documenti e prove che attestano l'impiego di armi proibite da parte del governo di Tel Aviv contro i palestinesi.

Di Paul Craig Roberts Cari lettori: il conflitto fatto cominciare da Washington tra l'Occidente e Russia/Cina è spericolato e irresponsabile. Potrebbe provocare la guerra nucleare, alla quale in effetti Washington si sta preparando fin dal regime di George W. Bush. Washington ha modificato la dottrina bellica statunitense così da poter cominciare il conflitto con un primo attacco nucleare. Si è ritirata dal trattato ABM per costruire e schierare missili anti-balistici mirati a impedire il contrattacco contro gli USA. E' impegnata ad aumentare le forze ai confini russi e sta demonizzando il governo russo con accuse false. Mentre i regimi di Bush e Obama smantellavano le salvaguardie istituite per minimizzare il rischio di guerra nucleare, nessuna protesta arrivava dall'opinione pubblica americana o dai media. Anche i vassalli europei di Washington sono rimasti zitti. La corsa di Washington all'egemonia mondiale ha portato al mondo la follia nucleare. Mosca e Pechino capiscono di esserne i bersagli. Come spiegato da Larchmonter, Russia e Cina stanno riunendo le loro capacità economiche e militari per proteggersi dall'attacco di Washington   La demonizzazione di Saddam Hussein, Gheddafi e Assad è stata il preludio agli attacchi militari contro Iraq, Libia e Siria. Visti i precedenti, è ragionevole pensare che la demonizzazione di Putin sia il preludio all'attacco statunitense.