In una riunione con i suoi colleghi questo Martedì,  Lyndon La Rouche ha sottolineato che la bancarotta derivante dalla bolla speculativa di Londra e di Wall Street è impossibile da fermare. La quantità di obbligazioni in derivati finanziari, che si stima in circa 1.700 bilioni di dollari, è semplicemente impagabile. La instabilità che ha suscitato la manipolazione anglo saudita del prezzo internazionale del petrolio ha creato un altro potenziale detonatore perchè avvenga uno scoppio sistemico della bolla di Wall Street e di Londra. In queste condizioni, l’unica opzione che rimane ai pescecani di Londra e di Wall Street è quella di provocare una guerra mondiale. Il riscatto dei loro debiti con il denaro pubblico, è impensabile perché non basterebbe tutto il denaro del mondo. Si trovano in una situazione impossibile da sostenere ove la bancarotta  provocata dalla loro bolla speculativa è inevitabile.  Come ha ripetuto La Rouche,” la bancarotta generalizzata di Wall Street è inevitabile senza una guerra generale. Si sono esaurite tutte le altre opzioni.

di Matteo Volpe Esiste una morbosa attenzione in Italia nei confronti dell’illecito delle cariche pubbliche, che si estende non solo a ciò che è oggettivamente passibile di reato secondo le leggi, ma a anche tutto quello che può essere sospettabile o “in odore” di colpevolezza o semplicemente “sconveniente”. Il filosofo francese Michel Foucault notava che nelle società pre-moderne che praticavano la tortura il sospetto rappresentava non un indizio che potesse essere sia provato che smentito, ma era di per sé stesso il marchio infamante che avrebbe portato alla futura confessione del delitto e alla pena. Questo meccanismo sembra replicarsi oggi nei discorsi dei media e nelle chiacchiere “da bar” dell’uomo della strada (spesso la distinzione tra i due soggetti non è così netta) dove si indaga sul personaggio pubblico (dello spettacolo, dello sport, della cronaca nera) alla ricerca paranoica di un segno che possa inchiodarlo come colpevole. I media giocano come il gatto col topo, aizzati da folle di spettatori inferocite, anche se la pena, ovviamente, non è più fisica ma è metaforizzata.

di Eugenio Orso Ero certo che l’attacco al lavoro neocapitalista, con il pieno supporto di quella che nell’altro secolo era “la sinistra” e l’acquiescenza sistematica dei sindacati gialli (più o meno tutti), non sarebbe cessato con la diffusione a macchia d’olio dei contratti precari dalla fine degli anni novanta, con la contrattualistica “ad hoc” di Marchionne fuori dalla confindustria, con la “contrattazione separata” per il settore metalmeccanico che divideva la trimurti sindacalese (fim-cisl e uilm-uil firmatarie in proprio, in barba alla fiom-cgil). Alla fine del 2009, in occasione dell’accordo separato per il rinnovo del contratto nazionale metalmeccanico, firmato da fim-cisl e uilm-uil e federmeccanica, escludendo fiom-cgil che starnazzava a vuoto, erano già chiarissimi (per chi li voleva leggere) i segnali di un attacco generale portato contro il lavoro stabile, in termini di redditi e diritti, e l’intento controriformista di più lungo periodo dei governi, di gran parte del sindacato e della confindustria. Dopo la diffusione a macchia d’olio della precarietà, aggirando lo Statuto dei Lavoratori, la parola d’ordine neoliberista era colpire i “vecchi” contratti. Si trattava di politiche contro i lavoratori imposte dall’esterno, nel più generale quadro, in occidente, di affermazione piena del neoliberismo e di un’assolutistica “democrazia di mercato”, fondata sul predominio del grande azionista proprietario (shareholder, in neolingua), sulla prevalenza delle ragioni della finanza internazionalizzata e sulla creazione del valore azionaria, finanziaria e borsistica. Siamo andati negli anni ben oltre Marx e la classica estorsione del plusvalore, a beneficio dei detentori del capitale produttivo.

Per capire quanto sia coinvolta Israele nella crisi siriana e come sia quindi spiegabile l'appoggio che il regime di Tel Aviv fornisce alle forze dei "ribelli siriani", ormai documentato e comprovato in varie occasioni, bisogna  partire da lontano. Per questo pubblichiamo l'articolo scritto più di un anno fa da Craig Murray in riferimento ai diritti di sfruttamento delle risorse petrolifere sulle alture del Golan siriano occupate da Israele. Israele ha concesso diritti di sfruttamento del petrolio siriano a Murdoch e Rothschild

Nel contesto  geopolitico mondiale, l'anno 2015 si caratterizzerà per una maggiore integrazione in Eurasia, mentre gli Stati Uniti si andranno allontanando poco a poco dalla zona. Il 2015 sarà testimone di una completa integrazione geostrategica che eroderà progressivamente l'egemonia del dollaro USA come valuta di riserva e, soprattutto, del petroldollaro, secondo quanto ritiene il giornalista ed analista politico Pepe Escobar , in un articolo pubblicato da "Sputinik International".

di J.C. Collins Dal 1944 il mondo finanziario era stato centralizzato attorno al dollaro americano unipolare, ma sta ora passando per una forma di temporaneo decentramento con l'implementazione della Banca per lo Sviluppo dei BRICS e l'Intesa sulla Riserva di Evenienza, a guida orientale. Il dollaro unipolare era supportato soprattutto da istituzioni che a prima vista sembravano controllate dagli USA, ma che a ben guardare erano dirette dagli stessi interessi bancari dietro alle istituzioni dei BRICS. Queste istituzioni occidentali sono: la Federal Reserve, la Banca Mondiale, l'Organizzazione Mondiale per il Commercio e il Fondo Monetario Internazionale. A queste si possono aggiungere la Banca per lo Sviluppo dei BRICS e l'Intesa sulla Riserva di Evenienza, quali strumenti economici dei medesimi interessi bancari.

di Gianni Petrosillo In Russia l’Opposizione è imbavagliata e controllata. Questa è la vulgata che domina sui media internazionali. Ovviamente, si tratta di una frottola. L’Occidente si fa sempre delle strane idee sulla legittimità del dissenso e sulle modalità di partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale, almeno nei paesi che non fanno parte del suo circuito. Al suo interno vale la regola perenne che nulla deve mettere in pericolo l’ordine democratico mentre fuori dal suo recinto sono permesse numerose eccezioni. La libertà d’azione dei singoli e dei gruppi ha limiti ben precisi nei regimi democratici, a protezione della legalità, dell’integrità degli equilibri costituzionali e degli apparati che concorrono ad assicurare armonia e stabilità dell’edificio istituzionale. Esattamente gli stessi principi che vengono violati all’esterno allorché si ricorre, per interessi geopolitici, a macchinazioni e sotterfugi finalizzati ad originare artificiosamente situazioni di dissenso pubblico.

Rostislav Ishenko* Nel 2014 l’attenzione della società russa, e in misura significativa della comunità internazionale, s’è concentrata sull’Ucraina. Ciò è comprensibile per gli eventi drammatici che si svolgevano in questo territorio, ma non è corretto, dal punto di vista dei processi globali gli eventi in Ucraina sono solo un pallido riflesso. La crisi ucraina è la logica continuazione delle crisi siriana e libica iniziate nel 2011 e proseguita fino ad oggi, e della crisi georgiana del 2008. Tali crisi erano fasi dell’attacco coordinato degli USA alla Russia. In realtà negli ultimi sei anni il confronto globale tra Mosca e Washington è entrato nella fase aperta, dal 2008 su iniziativa degli Stati Uniti e da allora si amplifica. In tale sequenza il 2014 è fondamentale.

"Rifiuto questa onorificenza perchè ritengo che non spetti al Governo decidere chi sia onorabile e chi no", afferma l'autore del libro" Il Capitale nel XXI secolo". A suo tempo molto vicino all'attuale presidente della Repubblica, l'economista ha alzato ultimamente il tono delle sue critiche contro la politica dei tagli attuata da Valls. Thomas Piketty, considerato il guru francese dell'economia, autore del "Il Capitale nel XXI secolo", ha annunciato questo Giovedì che si rifiuta di ricevere la massima onorificenza civile che un cittadino francese possa ricevere, la Legion d'Onore. Rifiuto questo riconoscimento perchè non ritengo che spetti al governo decidere chi è onorabile e chi no", ha afermato Piketty nelle sue polemiche dichiarazioni rilasciate all'agenzia AFP. "Farebbero meglio a concentrarsi su come risuscitare la crescita economica in Francia ed in Europa", ha aggiunto l'economista.

L'impresa israeliana per il Petrolio ed il gas "AFEK", ha iniziato le sue operazioni di perforazione nel Golan siriano occupato, nella zona denominata "El petroleo 5", dove sono arrivati vari veicoli pesanti per iniziare quelle che l'impresa definisce "perforazioni di prova", come preludio all'inizio di altre operazioni reali nell'arco di due settimane. I preparativi per iniziare i lavori di perforazione sono stati fatti dopo che un Tribunale Supremo israeliano aveva dato luce verde all'impresa israeliana per rubare il petrolio del Golan occupato (dopo la guerra del 1967). L'azione ostile di Israele, avviene dopo che l'ONU aveva reiterato la sua richiesta al governo di Tel Aviv di cessare l'occupazione israeliana e di adempiere alle risoluzioni già emesse circa il Golan siriano occupato, in particolare la risoluzione del Consiglio di Sicurezza n.497 dell'anno 1981 che considera nulla e senza effetto legale l'imposizione delle sue leggi sul territorio occupato del Golan.