Agosto: ribaltamento del fronte dell'Est di Eloy Fontan L'Esercito ucraino continua a bombardare ed ad attaccare le popolazioni civili di Lugansk, Donetsk e delle altre località controllate dalle milizie autonomiste, mentre cerca di occultare le migliaia di diserzioni nel suo esercito e la perdita di più di 10.000 dei suoi soldati nella guerra in corso. Il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, affermava di recente che il giorno 22 Agosto si stava combattendo per le strade di Lugansk e di Donetsk, che la guerra stava per volgere alla sua fine. Niente di più lontano rispetto alla realtà: l'Esercito ucraino era avanzato nella regione del Donbass in una guerra di posizioni che gli è costata la perdita di più di 10.000 dei suoi soldati. Volontari neo nazisti e mercenari compongono i battaglioni del castigo di questa accozzaglia di truppe; i soldati di rimpiazzo ed i riservisti, carne da cannone per il fronte.

Riceviamo e  volentieri pubblichiamo da Roberta Clerici

In queste ore i giornali riportano analisi sui punti critici della riforma della giustizia penale, prescrizione, intercettazioni, falso in bilancio etc.., col risultato che della riforma della giustizia civile, ovvero l'unica che molto probabilmente verrà votata oggi dal Consiglio dei Ministri, nessuno parla.

A pensare male si fa peccato... ma poiché è una tecnica politica quella di pilotare l'attenzione pubblica su un tema, per poi procedere senza particolari intoppi su altro, vale la pena ricordare che la riforma del settore civile riguarda milioni di Italiani che - di punto in bianco - si ritroveranno a fare i conti con modifiche sostanziali. Non che tutti i punti siano da scartare, anzi. Divorziare senza passare dal Giudice, o avere l'accesso al gratuito patrocinio anche per pagare le transazioni, sono belle conquiste, assieme ad altre, ma permane una generale sensazione che anche questa ri-forma andrà a favorire caste e lobbies, banche in testa.

di Anatoli Vasserman La decisione della UE delle sanzioni contro l'economia e le finanze russe- che per lo più non castigano fatti ma semplici sospetti- presumibilmente dovrebbero pregiudicare l'economia russa piuttosto che le economie dei paesi europei. Tuttavia questo ragionamento si basa su delle comparazioni statistiche completamente assurde. L'economia russa è certamente più debole che quella della UE. Bisogna però considerare che quella russa è un'economia altamente produttiva e salutare mentre che le economie dell'Unione- allo stesso modo che quelle degli Stati Uniti- includono nel proprio Prodotto Nazionale Bruto tutta una serie di "prodotti finanziari" carenti di valore reale-.

Per gli USA la cosa più importante di tutto quello che sta avvenendo in Ucraina è che questi avvenimenti riescano ad affossare le relazioni tra la Federazione Russa e l'Unione Europea. In effetti tutte e ciascuna delle azioni degli USA non sono altra cosa se non tentativi di arrivare a questo obiettivo, ricorrendo inoltre a vari sistemi volta per volta.

Di Paul Craig Roberts L'ultima bugia di Washington, che questa volta viene dalla NATO, è che la Russia abbia invaso l'Ucraina con 1.000 soldati e artiglieria motorizzata. Come facciamo a sapere che è una bugia? Forse perché non abbiamo sentito che menzogne dalla NATO, dall'ambasciatrice statunitense all'ONU Samantha Power, dall'assistente segretario di stato Victoria Nuland, da Obama e il tutto il suo regime di bugiardi patologici, e dai governi britannico, tedesco e francese, oltre che dalla BBC e dal complesso dei media occidentali? Questa ovviamente sarebbe già una buona ragione per sapere che l'ultima propaganda occidentale è una bugia, visto che i bugiardi patologici di punto in bianco non si mettono a dire la verità. Ma ci sono ragioni ancora migliori per capire che la Russia non ha invaso l'Ucraina con 1.000 soldati.

di Luciano Lago Come risulta evidente a tutti coloro che dispongono di un minimo di spirito critico, l'Italia è un paese allo sfascio, alla mercè delle centrali di potere finanziario sovranazionali, piegato agli interessi della oligarchia di Bruxelles e della Germania, colonia degli USA per quanto riguarda la sua inesistente politica estera. A capo del governo abbiamo un personaggio giovane e loquace, il fiorentino Matteo Renzi  , il quale, grazie ad una massiccia campagna di marketing, è riuscito per un certo  tempo ad incantare una grande massa di italiani, in realtà la disillusione sta poco a poco arrivando anche per molti che gli avevano dato fiducia, visto che "il fiorentino" o il "Pitti bimbo" (come taluni lo chiamano) rimane avviluppato nelle sue stesse chiacchiere e nelle sue mirabolanti promesse non mantenute: "faremo una riforma al mese", "pagheremo tutti i debiti della pubblica amministrazione", "faremo ripartire la crescita","Enrico stai sereno", ecc.. I fatti puntualmente si incaricano di smentirlo.

Di Paul Craig Roberts Gli Stati Uniti, crogiolandosi nella loro arroganza e orgoglio, fanno finta di essere "l'unica superpotenza al mondo", "la nazione eccezionale e indispensabile" scelta dalla storia per esercitare l'egemonia sul mondo. In verità, gli USA sono il misero fantoccio teppista della lobby israeliana. Se il governo sionista ordina a Washington di mangiare escrementi di cane, Washington li mangia. Nemmeno il capo di stato maggiore dell'esercito statunitense riuscì a far riconoscere che l'attacco israeliano alla USS Liberty, nel 1967, che risultò nella morte di quasi tutto l'equipaggio, non fu un "errore", ma un atto intenzionale di distruzione di una nave della Marina USA e del suo equipaggio. Nemmeno le università statali nell'entroterra americano sono indipendenti dalla lobby israeliana, che può determinare incarichi e assunzioni indipendentemente dalle decisioni delle facoltà e dei loro presidi. Grazie alla codarderia e alla mancanza di integrità di Phyllis Wise, cancelliera alla University of Illinois di Urbana-Champaign, il professor Steven Salaita è l'ultima vittima della lobby israeliana.

di Fabio Calabrese In questi giorni di fine agosto 2014, forse complice il periodo estivo (anche se non si è mostrato molto tale dal punto di vista meteorologico), è soprattutto la politica internazionale a essere in fermento. Come al solito, l’aggressione israeliana contro Gaza – che non può avere un’ombra di scusante – ha rinfocolato di rimbalzo il fondamentalismo islamico, con “Il califfato” che cerca di prendere il controllo dell’Irak, e i ribelli siriani che tentano ormai da tre anni, fortunatamente senza successo, di rovesciare il governo Assad, e rappresentano l’ultima coda delle artificiose “primavere arabe”. Che la politica “occidentale”, che sostiene il fondamentalismo in Siria mentre lo combatte in Irak, sia del tutto schizofrenica e legata a una rappresentazione del tutto inadeguata della situazione, questo è un fatto evidente. Naturalmente, quando si parla di politica “occidentale”, si intende politica statunitense. Gli stati europei a cominciare dall’Italia, del tutto proni agli Stati Uniti e a Israele, fanno solo finta di avere una politica estera. Il dato più rilevante è forse un fatto di costume: sembra che vi siano centinaia di giovani “europei” fra cui una quarantina di “italiani” che combattono con i ribelli siriani e il “califfato” iracheno.

di Andrej I. Fursov Gli anglo-sassoni continuano a sostenere l’Ucraina, sperando di farne un suo Stato neo-nazista, un nuovo Terzo Reich  contro la Russia, quando incitarono Hitler contro l’Unione Sovietica a metà del secolo scorso.  Questa l’ipotesi controversa che molti, ovviamente, non osano evocare.Cosa cerca l’occidente in Ucraina? Lo storico Andrej Fursov ritiene che il compito principale dell’occidente sia destabilizzare l’Eurasia. Ma dopo la “Vittoria in Crimea”, secondo Fursov, la Russia vive la fine dell’era delle sconfitte storiche. Dopo la vittoria più importante del 20° secolo, la nostra vittoria contro i nazisti  tedeschi, affrontiamo il nuovo Terzo Reich  contro cui  combattere in questo secolo? D: Di recente, ha detto che oggi la Russia supera l’era delle sconfitte storiche. La vittoria più importante del 20° secolo fu la sconfitta del nazismo tedesco, ma c’è la sensazione incombente che affronteremo un nuovo Terzo Reich, questo secolo. R: Nella storia non ci sono ripetizioni identiche e naturalmente possiamo confrontarla alla situazione attuale, ma non dobbiamo dimenticare che è molto diversa dal 1939-1941.  C’era un aggressore evidente che si avvicinava ai nostri confini.

di Marco Della Luna I fatti, politicamente non sempre corretti, oggi impongono di trattare pubblicamente il problema dei musulmani immigrati, di prima, seconda e terza generazione, all’apparenza perfettamente integrati nelle società occidentali, anzi assimilati, che partono per combattere nel jihad e commettere ogni atrocità, uccidono se capita loro concittadini occidentali. poi rientrano in “patria” per qualche tempo, si riorganizzano, ripartono e tornano a combattere la Guerra Santa. Anche prima di questo jihad del Califfato, avevamo avuto molti casi, anche in Italia, di improvviso viraggio terroristico (o simile) da parte di islamici comportamentalmente integrati. Come è possibile che si lancino in queste mostruosità, se, a tutti gli effetti pratici, erano perfettamente integrati in un paese come la Francia o il Regno Unito, e addirittura nati là? Se si comportavano secondo i valori di questi paesi? Se avavno legami sociali importanti in essi? Evidentemente l’integrazione comportamentale, l’inserimento sociale, l’assunzione di ruoli anche pubblici, non sono indicatori affidabili.

di Paul Craig Roberts Secondo Lenin, il governo sovietico si basava "direttamente sulla forza, non limitata da nulla, non ristretta da alcuna legge né regola assoluta." (Lenin, "Un contributo alla storia della questione dittatura", 1920, dalla "Raccolta di Lavori", 4a edizione russa, pag. 326). Nel 21° secolo il governo USA riecheggia Lenin. Nessuna legge, interna o internazionale, impedisce agli USA di torturare, né di attaccare paesi sovrani o condurre operazioni militari all'interno di questi. Le garanzie costituzionali e il debito processo non impediscono agli USA di detenere i cittadini indefinitamente, o di assassinarli solo in base a sospetti o accuse.