"Una soluzione federale è auspicabile solo da chi pensa ad una dittatura tecnocratica imposta alle popolazioni dell'Europa" di Alessandro Bianchi Ambrose Evans-Pritchard. International Business Editor of The Daily Telegraph - Oggi si vota in Grecia e il giudizio si divide tra chi considera Tsipras un nuovo Papandreou o un nuovo Samaras che si piegherà presto ai voleri della Troika e chi, al contrario, la miccia in grado di far implodere la zona euro. Cosa comporterebbe una vittoria di Syriza e, più in generale, cosa rappresentano le elezioni in Grecia per il futuro della crisi europea in corso? Sono un evento fondamentale per il futuro della zona euro. Ma non è ancora chiaro chi vincerà secondo gli ultimi sondaggi e gli scenari sarebbero diversi nel caso in cui Syriza dovesse ottenere una maggioranza assoluta o dovesse, al contrario, essere costretta ad una coalizione di governo, che complicherebbe inevitabilmente l'applicazione del suo programma.

Le autorità dell'Ucraina hanno dato ordine di riiniziare il bombardamento della città di Mariupol con l'artiglieria pesante. Secondo le prime informazioni ci sono state almeno 30 vittime e decine di feriti fra la popolazione civile. "Sparavano dalla zona di Sary Krym, che si trova sotto il controllo dell'Esercito", ha riferito alla RT il comandante aggiunto delle forze militari della Repubblica Popolare di Donetsk, Eduard Basurin. Il portavoce della Repubblica di Donetsk afferma che non sono le forze di autodifesa quelle che stanno bombardando le zone residenziali di Mariupol. "Secondo la nostra informazione, il fuoco procedeva dal villaggio di Srary Krym, occupato dai militari ucraini. In accordo con l'informazione di cui disponiamo attualmente, possiamo stabilire l'ipotesi che si tratti di una provocazione dei militari ucraini", ha aggiunto il rappresentante della Repubblica di Donetsk.

Brandon Ryant, un ex operatore addetto ai droni delle Forze Armate Statunitensi, ha chiesto scusa alle famiglie delle vittime degli attacchi aerei degli USA provocati dalle operazioni a cui egli stesso aveva partecipato. Con una lista di più di 1.600 morti sulle sue spalle, Bryant riconosce che gli attacchi si realizzavano "con una completa incertezza". "Mi dispiace che questo errore sia avvenuto. Sto facendo tutto il possibile per evitare che si producano più errori (.......) Non lo potrei sopportare", afferma Brandon Bryant, il quale ha lasciato il suo lavoro nel 2011 dopo di aver lavorato per cinque anni nelle missioni di droni statunitensi per bombardare obiettivi in Pakistan ed in Iraq, in una intervista rilasciata ad RT. Inoltre Bryant riconosce che "gli operatori erano carenti di visibilità e non erano sicuri della identità degli obiettivi su cui sparavano". "Noi scorgevamo soltanto una sagoma, ombre di persone e uccidevamo le ombre. Non c'era nessun tipo di supervisione (.....) ed il programma era marcio da dentro", confessa.

di Marco Mori Anche al sottoscritto piace scrivere articoli ed esprimere le proprie tesi su questa UE in convegni e dibattiti. Tuttavia, prima di tutto, resto un Avvocato e dunque non mi sarei sentito in pace con me stesso se non avessi tradotto le tesi che professo in una reale azione giuridica. Con atto di citazione (clicca qui per leggerlo) insieme agli Avvocati Laura Muzio e Gabriela Musu, con il prezioso supporto dell’associazione Salviamo gli Italiani, e l’aiuto altrettanto prezioso fornitomi dal materiale redatto dai giuristi e dagli economisti che compongono la squadra di Riscossa Italiana, ho convenuto in giudizio davanti al Tribunale di Genova, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Interni e quello degli Esteri per fare accertare che i Trattati UE costituiscono illegittime cessioni di sovranità nazionale non consentite ai sensi e per gli effetti del combinato degli artt. 1 ed 11 Cost..

di Eric Sommer Per causa dell'attacco terroristico di Parigi, il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, ha rilasciato la seguente dichiarazione, che si può considerare altamente significativa: "oggi affrontiamo una situazione nuova: è quella per cui non esiste più una linea di divisione tra la minaccia esterna e la minaccia interna". Ripetiamo la base di questo argomento tanto grave: "non esiste più una linea di divisione tra la minaccia esterna e la minaccia interna". Queste dichiarazioni sono state rilasciate con il fine di giustificare la mobilitazione di più di diecimila soldati all'interno della Francia, con la presupposta finalità di garantire la sicurezza e, nello stesso tempo, come base di argomentazione che possa giustificare il ruolo militare francese nella espansione delle guerre neocoloniali capeggiate dagli USA nel Medio Oriente ed in altre regioni del pianeta.

di Renàn Vega Cantor * Tale e quale ad una caricatura appare la libertà di espressione che domina in Francia che, se io vivessi in questo paese, potrei stare in carcere per aver scritto questo articolo. Le caricature che illustrano questo scritto sono del disegnatore brasiliano Carlos Latuff, il quale nel Novembre del 2012 fu catalogato dal Centro Simon Wiesenthal degli Stati Uniti come il terzo antisemita del mondo per causa delle sue denunce grafiche relative ai crimini commessi dallo Stato di Israele a Gaza. "La libertà di espressione in Francia è una completa falsità ed una frode", (Noam Chomsky). In questi giorni per motivo dei luttuosi avvenimenti di Parigi, è apparsa ogni forma di acclamazione alla pretesa libertà di pensiero, di opinione e di espressione che esisterebbe in Francia. Come era avvenuto dopo l'11 Settembre del 2001 quando si iniziò a dire senza molta immaginazione ""siamo tutti statunitensi", adesso si ripete come pappagalli "siamo tutti francesi" o, più banalmente "Je suis Charlie".

Un interessante approfondimento di Jacques Sapir sottolinea alcuni aspetti della decisione di Mario Draghi che sono passati quasi inosservati e tuttavia rappresentano un passo importante verso un ritorno alle politiche monetarie nazionali, e forse una preparazione allo scioglimento dell’euro. di Jacques Sapir, 22 gennaio 2015 E così, Mario Draghi ha usato il “bazooka”. L’annuncio appena fatto di questo giovedì 22 gennaio resterà agli annali. La Banca Centrale Europea si è infine convertita all”allentamento’, il cosiddetto “quantitative easing” (o QE per gli addetti ai lavori). Ma è una misura disperata. Non vi è alcuna prova che darà i risultati sperati. E invece solleva molte domande. In un certo senso, ci si può anche scorgere, e questo è forse il punto più importante, l’inizio di un riconoscimento che la zona euro non funziona più ed è opportuno prepararne lo scioglimento.

Di Tony Cartalucci L'Esercito Arabo Siriano starebbe per circondare completamente i militanti che ancora occupano la città settentrionale di Aleppo da quando la invasero da territorio NATO nel 2012. Una volta che l'accerchiamento sarà completato, gli analisti credono che la città sarà liberata, similmente a quanto successe con la liberazione di Homs più a sud. La disperazione dei militanti di fronte a questa fase finale della battaglia per Aleppo è evidente nei tentativi dei loro sponsor occidentali di mediare un cessate il fuoco e organizzare "aiuti". Tentativi simili erano stati fatti invano verso la fine della battaglia per Homs, a metà 2014, ora sotto il controllo del governo siriano. Piccole sacche di militanti furono isolate nella città, permettendo di ristabilire l'ordine nella gran parte di essa e della regione circostante. Mentre il governo siriano riguadagna sistematicamente controllo di una nazione sovvertita da terroristi appoggiati dall'Occidente e accompagnati da un torrente apparentemente inesauribile di soldi, armi ed equipaggiamento, la disperazione di questi interessi occidentali è visibilmente aumentata.

di Max Parisi Francoforte - Il presidente della Bce ha annunciato ieri azioni specifiche della Bce per contrastare sia la deflazione che la crisi economica che si riassumono in due principali punti. Il primo: la Bce varerà un programma di acquisto di titoli di stato delle nazioni dell'eurozona per l'importo di 60 miliardi di euro al mese fino al 2016 come minimo, ma anche dopo se non ci saranno miglioramenti. Il totale complessivo dell'operazione è di mille e cento miliardi di euro al minimo, di più in maniera indefinita se il quantitative easing dovesse continuare oltre il 2016. Il secondo: il rischio sull'acquisto sarà solo marginalmente della Bce, cioè condiviso fra tutti gli stati che usano l'euro, il rischio principale è a carico delle singole banche centrali nazionali, con una percentuale dell'80% a carico di queste ultime e solo il 20% a carico della Bce. Questo significa che la "copertura" del valore dei titoli acquistati tramite questa colossale operazione di quantitative easing sarà per l'80% a carico delle nazioni i cui titoli di stato sono stati acquistati.

La guerra economica. Gli Stati Uniti si scavano la propria tomba: il crudo a basso prezzo acuisce il deficit di bilancio. Il brusco crollo dei prezzi del petrolio e del gas hanno accentuato il deficit di bilancio di varie amministrazioni statunitensi, lo avverte la rivista digitale U.S. News World Report. Le conseguenze della caduta del prezzo del crudo e del gas sul mercato mondiale per l'economia statunitense possono essere numerose, sostiene l'analista politico Jason Gold nell'articolo pubblicato su U.S. News World Report.