Risposta del presidente iraniano alle accuse americane La forte capacità difensiva della Repubblica Islamica dell’Iran ha spinto gli USA ad accusare il paese persiano di "attuare sforzi per incrinare la sicurezza della regione". “In particolare il programma missilistico attuato dall’Iran continua a essere considerato una minaccia pericolosa per la regione”. Ha dichiarato il portavoce del Pentagono, John Kirby, per poi aggiungere che il suo ufficio ha esaminato le informative di riferimento e si tratta di una questione che segue da vicino.

"Il mondo moderno è un romanzo con una serie d’intrecci e di protagonisti che non svela mai il nome dell’autore al lettore il quale stupidamente continua a leggerlo" ( tratto da “Il Potere. Il mondo moderno e le sue contraddizioni”). di Sebastiano Caputo “Con o senza suffragio universale, è sempre un’oligarchia a governare e a saper dare alla volontà del popolo l’espressione che desidera”. Vilfredo Pareto

di GPG C’e qualche sottilissimo e lievissimo indizio, che i Poteri forti spingano per Renzi premier al posto di Letta….. Nei giorni scorsi s’era notato qualcosina: gli attacchi a Napolitano sferrati a mezzo Corriere, le interviste pubblicate di Alan Friedman di De Benedetti, Monti e Prodi, l’attacco frontale di Confindustria a Letta, ….. E’ cosi’, rischiamo di essere al sesto Premier senza investitura popolare (Dini, D’Alema, Amato, Monti, Letta e… Renzi) in 20 anni. Ma perche’ i Poteri Forti spingono per Renzi premier?

di Funny King Lettera aperta agli amici Svizzeri da parte di emigrante italiano. Cari amici Svizzeri è perfettamente inutile cercare di capire le scomposte reazioni dell’establishment europeo di fronte ad una decisione del popolo sovrano. Costoro semplicemente non concepiscano che esista ancora una democrazia compiuta e diretta nel cuore dell’Europa. Fate caso al fatto che il Parlamento Europeo, ancora formalmente eletto dai cittadini d’Europa ha poteri limitatissimi e ininfluenti quando si tratta di prendere decisioni importanti, viceversa la commissione europea, non eletta ma nominata nelle segrete stanze delle consorterie elitarie europee ha in se tutto il vero potere. Fate caso al fatto che la Costituzione Europea è stata fatta passare come ordinario trattato internazionale perchè altrimenti NON sarebbe passata al vaglio del voto popolare Francese e Tedesco.

di Leo Junior Ed ora quali armi utilizzerà la finanza internazionale per punire gli svizzeri che si sono ribellati ai loro banchieri? Perché – come dimostra la squallida vicenda italiana di Napolitano, Monti e Berlusconi – i mercati intervengono per punire i popoli che votano male. La democrazia? È accettabile solo quando i voti premiano i personaggi imposti dagli speculatori. Se no si scatena una bella manovra per far lievitare artificiosamente lo spread oppure si attacca la moneta, si contrastano i commerci.

di Michael Mocci Parigi, 11 feb – Capita in Francia, il Paese della libertà e dell’uguaglianza, che se hai una libreria in cui non vendi i soliti best sellers  ma testi non conformi che vanno al di là del pensiero unico, qualcuno possa tranquillamente spaccarti le vetrine e prendersela con i tuoi libri, senza che i media nazionali condannino il gesto a suon di citazioni di Voltaire. È quello che è successo alla Librairie Facta a Parigi in rue de Clichy alle ore 16, nel corso di una manifestazione antifascista autorizzata dalla polizia.

Intervista a Giulio Sapelli di  Piergiorgio Greco Non è tanto l'iniziativa di Napolitano, che nella calda estate del 2011 già sondava Mario Monti per un cambio al vertice del governo quattro mesi prima della caduta di Berlusconi, a sorprendere un fine analista come il professor Giulio Sapelli: no, ricevere personaggi come l'ex commissario europeo, con cui tra l'altro aveva lavorato insieme nei palazzi di Bruxelles, era per Napolitano una cosa piuttosto normale, che non dovrebbe scandalizzare. Piuttosto, il professore è sorpreso dalla grande attenzione che il Corriere della Sera ha scelto di riservare al presidente della Repubblica, che pure in tempi non sospetti aveva sostenuto e spalleggiato nelle sue iniziative politiche per scansare Berlusconi: "In via Solferino hanno scelto un cambio di strategia, mettendo in moto dinamiche inevitabili in tempi come quelli attuali, quando la crisi economica è peggiore di quella del 2011. Dinamiche che vogliono innescare cambiamenti o riassestamenti di blocchi di potere, in un contesto sociale davvero difficilissimo".

  Sosteneva un vecchio refrain:  "mi  notano  di più se vado e me ne sto in disparte o se non vado per niente?" Francois  Hollande ha risolto lo psicodramma decidendo  di non andare e di far pesare la sua assenza all'inaugurazione dei giochi olimpici di Sochi. Un assenza significativa motivata dalla protesta della presunta repressione dei diritti dei gay attuata dal regime di Putin in Russia. Francois  Hollande vuole sostenere la battaglia delle associazioni pro Gay e le relative denunce di queste contro il regime autoritario e retrogrado di Putin che, secondo tali associazioni, viola in modo  costante i diritti dei gay ed in particolari quelli di contrarre matrimonio legalizzato ed adottare bambini, diritti riconosciuti o in fase di riconoscimento in molta parte d'Europa.

  Si chiama Spirale della Deflazione Economica Imposta. Ne ho scritto per la prima volta 4 anni fa ne “Il Più Grande Crimine”», ricorda Paolo Barnard. «Dissi che la Germania e la Francia avevano progettato la distruzione dei paesi industrializzati del sud Europa con l’adozione dell’euro, in particolare dell’Italia, perché era la Piccola Media Impresa italiana che aveva stroncato quella tedesca, al punto che nel 2000, prima dell’euro, l’Italia era il maggior produttore e la Germania l’ultimo (dati Banca d’Italia)». Oggi lo scenario si è ribaltato, puntualmente. E le imprese tedesche vengono a fare shopping da noi, perché «in quel comparto industriale abbiamo il miglior sapere al mondo». E, grazie alla trappola dell’euro, che ha «deprezzato l’economia italiana a livello albanese», i tedeschi comprano le aziende italiane a prezzi stracciati. Lo conferma un recente report del “Financial Times”: «Le piccole medie imprese tedesche si sono gettate in un’abbuffata trans-alpina, rendendole le più attraenti acquirenti straniere in Europa di aziende italiane».

di Salvatore Antonaci Uno schiaffone in piena faccia all’Unione Europea. Questa l’immagine, un poco a tinte forti, con la quale potremmo sintetizzare l’esito dell’odierno referendum svizzero in tema di immigrazione. Si trattava  dell’iniziativa popolare del partito della destra nazional-conservatrice UDC dal titolo, come al solito concreto fino alla brutalità, “contro l’immigrazione di massa”. In realtà, l’obiettivo dei promotori è meno draconiano di quel che potrebbe apparire: nessuna espulsione di massa o revoche di cittadinanza alle viste, ma una reintroduzione del controllo confederale sulla materia attraverso il meccanismo delle “quote” e la contestuale rinegoziazione del trattato di libera circolazione delle persone  al quale anche la Svizzera aveva aderito, dopo laboriose trattative ed un altro voto referendario nel 2002.