Crolla definitivamente la situazione in Ucraina. Kiev ha deciso di richiamare i riservisti per essere pronta a un eventuale attacco russo. Attacco che, effettivamente, non ha tardato ad arrivare. L’esercito di Mosca ha infatti iniziato l’assalto di un reparto della Marina militare ucraina a Sebastopoli. A renderlo noto è un deputato del partito Udar, Dmitri Bolotserkovets, citato dall’agenzia Unian e dal quotidiano Ukrainskaia Pravda, secondo cui un ufficiale ucraino inviato per trattare è stato fatto prigioniero. In un locale sarebbe scoppiato un incendio. I militari ucraini hanno bloccato un mezzo blindato russo e si preparano alla difesa, mentre lungo il perimetro della caserma sono disposti uomini armati di mitra.

LA PEGGIORE DELLE DISGRAZIE POSSIBILI di Ambrose Evan PRITCHARD La valuta da super-potenza, l’euro, è una vera disgrazia. Fate attenzione a ciò che desiderate. I padri fondatori dell’euro sognavano una moneta da superpotenza che avrebbe potuto tener testa al dollaro, liberando l’Europa dall’egemonia monetaria degli Stati Uniti. Charles de Gaulle si lamentava del “privilegio esorbitante” dell’America in quanto titolare della valuta di riserva mondiale, in grado di cavarsela sempre nelle crisi dell’economia. Ora ce l’hanno anche loro, solo per scoprire che si tratta di una maledizione.

"Il mondo sta entrando in nuovo periodo della storia", ha dichiarato l'economista e politico americano Lyndon LaRouche il 23 febbraio. "Non ci troviamo di fronte a un problema dell'Ucraina", ma "come chiunque con un po' di intelligenza in Europa sa, compresi i russi", l'Ucraina è solo un elemento nei preparativi verso una guerra nucleare, alimentati dal crollo dell'oligarchia finanziaria transatlantica. È in gioco la stessa sopravvivenza della civiltà umana, ha ammonito LaRouche. Perciò, gli strateghi devono pensare al futuro per determinare una sana politica per l'oggi. Gli americani hanno una speciale responsabilità perché possono impedire la guerra rimuovendo il Presidente Obama dalla carica.

Di  Stefan Steinberg tradotto da  Anacronista Il segretario alla difesa statunitense Chuck Hagel ha aumentato la pressione sul governo russo, dopo l'incontro dei ministri della difesa della NATO tenutosi giovedì a Bruxelles. "Ci aspettiamo che le altre nazioni rispettino la sovranità ucraina ed evitino azioni provocatorie." ha dichiarato Hagel. "Ecco perché sto monitorando con attenzione le esercitazioni militari della Russia sul confine ucraino, appena annunciate ieri." Il monito di Hagel arriva il giorno dopo che il segretario di stato americano John Kerry aveva espresso la propria minaccia contro la Russia: "Ogni tipo di intervento militare che violasse la sovrana integrità territoriale dell'Ucraina sarebbe un colossale, gravissimo errore." aveva detto ai cronisti a Washington. "L'integrità territoriale dell'Ucraina deve essere rispettata."

Kevin O'Rourke su Irish Economy commenta le notizie che arrivano dai sondaggi e dai giornali sul clima anti-euro che si respira in Francia: non sono le minuscole variazione dello zero virgola a indicare la direzione, ma è il movimento lento delle grandi variabili quello che fa la storia (e il fallimento arriva graduale, ma poi precipita). di Kevin O'Rourke L'area dell'euro sembra attraversare acque più tranquille. Ma nessuno dei suoi problemi è risolto: l'euro ha meno del 50% di possibilità di sopravvivere. E' tempo di considerare il dopo-euro. Il messaggio può sembrare paradossale. La moneta unica sembrava salva. Dopo la peggiore crisi della sua giovane storia, gli indicatori ritornano positivi. Alla fine del 2013 l'attività è ripartita, più forte di quanto si pensasse. Il governo prende in prestito al 3,5 % in Spagna e in Italia, a un tasso quasi due volte più conveniente di due anni fa. L'euro si avvicina a 1,40 dollari, ai massimi dal 2011. Ma, in fondo, non si è risolto niente. L'area dell'euro rimane bloccata in un circolo vizioso. Il debito delle famiglie, delle imprese, degli Stati membri rimarrà troppo elevato nei prossimi anni, data la crescita che rimane troppo lenta perché possa essere facilmente ripagato, e l'inflazione troppo bassa perché possa erodere la montagna.

Di Rafael Poch Dopo che le forze armate hanno chiuso lo spazio aereo in Crimea, la Russia si prepara ad una crisi di lunga durata in cui la cosa importante è quella di non fare passi falsi. La ministra della difesa tedesca, Ursula von der Layen, una novellina in questi conflitti, descrive la situazione della Crimea come “molto confusa e difficile”. Effettivamente uomini armati, senza dubbio effettivi della fanteria di marina Russa, senza mostrine e distintivi, forse appoggiati da unità speciali della polizia ucraina recentemente disciolta a Kiev, si sono posizionati in quella che sembra una piena presa di controllo dei centri nevralgici del comando e delle comunicazioni di questa penisola di due milioni di abitanti, monumento delle glorie militari russe dal secolo XVIII e la cui popolazione è in maggioranza avversa al cambio di regime che ha avuto luogo a Kiev, come conseguenza di uno strano miscuglio di rivolta popolare e regolamento di conti tra oligarchi ed imperi.

KIEV-All'aeroporto militare di Gvardiiski, vicino alla capitale della Crimea, Sinferopoli, sono atterrati 13 aerei militari russi Il-76 ognuno con a bordo 150 paracadutisti per un totale di 2.000 soldati. Lo denuncia il rappresentante permanente del presidente ucraino in Crimea, Serghiei Kunitsin, citato dall'agenzia Unian. Poco prima il ministero degli affari esteri ucraino aveva protestato in una nota trasmessa alla Russia contro la violazione dello spazio aereo ucraino (...), chiedendo il rientro immediato dei militari e dei loro veicoli alle loro basi. Intervenendo alla televisione, il presidente ucraino ad interim, Aleksandr Turcinov, ha chiesto al leader russo Vladimir Putin di far cessare la "aggressione non dissimulata" in Crimea. "Mi rivolgo personalmente al presidente Putin - ha detto - per chiedergli di fermare immediatamente la sua aggressione non dissimulata e di ritirare i suoi militari in Crimea. Secondo il presidente ad interim, si tratta di una provocazione di Mosca.

Intervista con James Petras Realizzata da Hector Vincente -HV: Il primo argomento sul quale vogliamo consultarla è la situazione che si sta vivendo in Ucraina, con l’ordine di arresto che si è emanato contro il destituito presidente Viktor Fedorovich Yanukovich; ci sono dichiarazioni del primo ministro russo Medvedev con le quali si è messa in dubbio la legittimità delle nuove autorità ucraine: Cosa ci può dire su tale questione? JP: Risulta evidente che gli USA e l’Unione europea hanno ottenuto un un governo che sarà conforme alla loro politica. Adesso sta già iniziando una purga di tutta la giunta ufficiale del regime democratico per mettere al loro posto i rappresentanti dei diversi settori dell’opposizione.