Per smascherare la truffa del così detto "governo democratico" instaurato in Ucraina, sotto la protezione degli USA, della NATO e della Unione Europea, pubblichiamo alcuni profili dei personaggi collocati al potere a Kiev e visti da Putin come nemici della Russia. Il governo ucraino golpista è stato riconosciuto dalle potenze occidentali e dai paesi europei in meno di 24 ore dal suo insediamento avvenuto attraverso una azione di forza in piazza. Vi partecipano diversi membri di organizzazioni esplicitamente naziste, tra cui tre dirigenti distintisi con false immagini di aggressione e tortura per convincere l’opinione pubblica occidentale della crudeltà del presidente democraticamente eletto Viktor Janukovich.  Da notare che il vicesegretario del Consiglio di sicurezza nazionale ha rapporti con al-Qaida.

di William Engdahl Gli eventi in Ucraina dal novembre 2013 sono così sorprendenti da sfidare quasi la realtà. Il Presidente ucraino legittimamente eletto (secondo tutti gli osservatori internazionali), Viktor Janukovich, è stato abbattuto dalla carica e costretto a fuggire come un criminale di guerra, dopo più di tre mesi di proteste violente e di omicidi terroristici da parte della cosiddetta opposizione.  Il suo “crimine”, secondo il capo della protesta, era aver rifiutato l’offerta dell’UE di un’associazione vagamente definita che offriva poco all’Ucraina e di aver favorito un accordo concreto con la Russia che riduceva subito di 15 miliardi di dollari il debito e la forte riduzione dei prezzi d’importazione del gas russo. Washington, a quel punto ha accelerato e il risultato attuale è la catastrofe.

di Eugenio Orso In questo frangente storico, in cui gli atlantisti, gli usa e la ue sono all’attacco in Europa (Ucraina) e altrove nel mondo (Siria, Venezuela), le speranze di liberazione di un paese sottomesso come l’Italia, periferia dell’”impero del male” neocapitalistico, sono irrilevanti se non nulle. Questo lo dovrebbe capire anche un idiota. Perciò, continuerà l’applicazione delle politiche antisociali, ultraliberiste e “rigoriste” nella penisola, e gli esecutivi che si susseguiranno saranno collaborazionisti dell’occupatore del paese. Da Monti a Renzi è stato così e così sarà anche nel prossimo futuro. L’Italia è territorio completamente conquistato dall’”impero del male” occidentale militar-finanziario. Nessun cartello elettorale interno al sistema – ivi compresi la futura “lista Tsipras” e m5s – esprime un programma veramente alternativo a quello europoide, applicato dagli esecutivi collaborazionisti, perciò nel paese non esiste alcuna opposizione, considerato che l’”extraparlamentarismo” è ridotto al lumicino, se non scomparso del tutto, e comunque incapace di esprimere alternative sistemiche degne di questo nome.

di Luciano Lago Mentre si prospettano scenari di guerra a livello internazionale, in Italia proseguono le sceneggiate poco serie della classe politica con il nuovo governo Renzi, personaggio costruito dalla pubblicità come neanche l’omino del Mulino Bianco Barilla , il quale  inizia a toccare con mano le problematiche italiane e si prende le prime scottature di prammatica. Dalla tassa sulla Casa e sulla benzina, primi provvedimenti tanto per rimanere nella tradizione, alle dimissioni del primo sottosegretario sotto indagine.

Riceviamo e pubblichiamo: di Alessandro Monchietto 1. Nella produzione di un ordine del discorso dominante, le notizie vengono selezionate, accorpate, differenziate: alcuni casi di cronaca vengono messi in risalto, altri lasciati in ombra o taciuti. Tutto si muove all’interno di una dinamica che sta a noi comprendere e districare, per non farci travolgere da un’ingiusta lettura del presente. C’è oggi nel mondo un discorso dominante, o che piuttosto si avvia a diventare dominante, relativo all’attuale crisi. Nella sostanza esso sostiene che l’odierna condizione di precarietà economica che caratterizza il continente europeo dipenda dai debiti pubblici, dalla loro quantità troppo elevata, dall’eccessivo rapporto fra debito e Pil. Il problema viene presentato come “crisi dei debiti sovrani”, in particolare di alcuni membri (i cosiddetti PIIGS) ordinariamente descritti come incapaci di controllare l’eccesso di spesa pubblica e la conseguente spirale debitoria; questo dato spaventerebbe gli investitori, determinando una diminuzione della fiducia del mercato azionario che – per questo motivo – comincerebbe a richiedere interessi sempre più alti.

La diplomazia internazionale si scalda e i Paesi occidentali gareggiano a fare la voce grossa contro la Russia, rea di difendere gli interessi dei propri connazionali in Crimea. Per approfondire il tema ci siamo rivolti a Sergio Romano, editorialista del “Corriere della Sera” e di “Panorama”, scrittore e diplomatico, che dal 1985 al 1989 ha ricoperto il ruolo di Ambasciatore d’Italia a Mosca. - Perché secondo Lei l’Unione Europea sembra essersi dimenticata dell’accordo firmato il 21 febbraio con Yanukovich, il quale prevedeva che l’opposizione rendesse le armi e sgomberasse la piazza? - Credo che l’Europa sia imbarazzata, perché certamente ricorda che l’accordo fu concluso con Yanukovich. La signora Ashton ha pubblicato in alcuni giornali europei, fra cui il Corriere della Sera, un articolo subito dopo in cui dava la sensazione di capire che un eventuale accordo sull’Ucraina passa necessariamente attraverso un dialogo con la Russia. In altre parole, non ha voluto rievocare l’episodio di Yanukovich, però ha dato la sensazione che aveva perfettamente capito quali fossero i termini della questione.

Una settimana dopo la sua designazione, colui che si è autoproclamato presidente dell’Ucraina, Alexander Turchinov, ha preso una decisione chiave: ha destituito 18 governatori regionali. Nelle regioni orientali del paese ha nominato alcuni oligarchi della sua cerchia perché prendano possesso dei posti vacanti. “Hanno consegnato il popolo ucraino ad importanti esponenti della finanza e degli affari in modo che utilizzino il potere per recuperare rapidamente tutto il denaro investito nelle denominate “rivoluzioni”. “Questa è la lotta degli oligarchi per il loro futuro, non certo per il futuro del paese”.

Una iniziativa dell'associazione senzaNeuro La volontà di cambiamento e di alternative nuove che si respira tra la gente ha bisogno di idee concrete per diventare realtà. senzaNeuro.com organizza, dal 21 Marzo 2014 al 21 Aprile 2014, la prima edizione de «IL MESE DEL BARATTO ONLINE, sbarattiamoci del passato!». Senzaneuro L'evento nasce dalla convinzione che l'unico modo per poter affrontare, e quindi vincere, le difficoltà sociali sia quello di collaborare per creare nuove strade da seguire. L'uso smisurato della moneta e la conseguente perdita di importanza del baratto hanno privato la società della sua arma più potente: la Collaborazione. In Italia esistono già dei mercatini o delle piccole attività  dislocate su tutto il territorio che stanno rivalutando il baratto come sistema economico parallelo ma, data l'imponenza del sistema monetario e lo scarso interessamento dei media, ancora non si è radicata nella coscienza popolare l'idea che il baratto non è un'utopia e che creare una rete nazionale dedicata al baratto, ai giorni nostri,sia una meta assolutamente raggiungibile, grazie all'utilizzo del web. Lo scopo principale de «Il mese del baratto online», come del resto quello di senzaneuro.com, è di diffondere la pratica del baratto e di proporre alternative valide ad un sistema sociale che non riesce ad occuparsi della serenità dei cittadini.

L'Ucraina è in rovina e nessuno riuscirà a riportare presto le cose a posto. La Russia ora può difendere i propri interessi, e l'Occidente rischia il fiasco di Thierry Meyssan Mentre i dirigenti della NATO si beano del colpo di Stato di Kiev, che presentano all'opinione pubblica come un'ulteriore rivoluzione, la situazione è invertita sul terreno. Invece che a un governo di teppisti, che alza la posta in gioco tra Washington e Mosca, spetta ora agli agenti statunitensi esercitare il potere e gestire i problemi che hanno organizzato. Tuttavia, il paese è in rovina e nessuno, chiunque sia, riuscirà a riportare in fretta le cose a posto. La Russia ora può difendere i propri interessi, senza farsi carico del passivo di vent'anni di corruzione precedenti. La Russia non ha reagito agli eventi ucraini nel corso delle Olimpiadi invernali di Soči.  La sua stampa continuava a fare i suoi titoli sulle gesta dei suoi atleti intanto che si combatteva a Kiev e in molti capoluoghi di provincia. Il Cremlino ha ritenuto in effetti che in qualsiasi momento i nemici della Russia potevano ancora trasformare la sua festa sportiva in un bagno di sangue.

di Aleksandr Dugin Questa è la quinta volta che la Russia difende la propria sovranità da una vera minaccia. E’ già successo nel: 1991, con la perdita della sovranità e la decadenza dell’URSS, della Grande Russia, quando si formò la moderna Ucraina; 1993, con la perdita della sovranità della Federazione Russa. Raggruppamenti liberali filo-statunitensi andarono al potere dopo il bombardamento del parlamento patriottico la cui conseguenza fu la prima campagna militare cecena; 1999, con le esplosioni di edifici a Mosca, Basaev invase il Daghestan, con l’avvento di Putin e la seconda campagna militare cecena, Putin ristabilisce la sovranità della Russia; 2008, quando la Russia fu provocata dall’attacco a Tskhinvali. Inviò le truppe impedendo il collasso dello Stato russo nel Nord Caucaso, consolidando la posizione russa nello spazio post-sovietico, la sovranità viene affermata e rafforzata.