Avvertimento Ue: la soglia del 3% non si tocca. ROMA (WSI) - Il Governo Renzi ancora non è nato ma da Bruxelles arrivano già le indicazioni su come dovrà muoversi, visto che cambiano gli interlocutori ma non le preoccupazioni dell'Europa: debito elevato da abbattere e scarsa competitività da recuperare, stando sempre attenti a rispettare i vincoli europei sui conti.

Migliaia di sostenitori del governo si sono riuniti a Caracas per chiedere “pace” dopo gli scontri che hanno lasciato tre morti. Il leader dell’opposizione Henrique Capriles ha chiamato i sostenitori a riunirsi per una marcia nazionale “contro i paramilitari e la violenza”. Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha indetto un raduno di massa per respingere le violente proteste dell’opposizione delle ultime settimane. Il culmine delle violenze s’è avuto a Caracas, quando gli scontri hanno lasciato tre morti e decine di feriti. Vi sono resoconti contrastanti su ciò che è esattamente successo. Maduro nel raduno di ieri ha attaccato ciò che ha definito “complotto per un colpo di Stato” dell’opposizione di estrema destra, e promosso il “piano nazionale di pacificazione” per ridurre la criminalità e contrastare la violenza politica.

Sull’importante giornale francese La Tribune, un gruppo di economisti di diversi paesi europei, tutti firmatari del Manifesto Europeo di Solidarietà, lanciano un appello ai politici francesi e tedeschi perché mettano fine alla crisi dell’eurozona nel migliore dei modi. Sono tutte cose che sappiamo, ma possono essere una buona sintesi per i nuovi arrivati, e poi un punto fondamentale viene messo bene in chiaro: l’euro non è in crisi, ma è la crisi stessa, e in questo momento rappresenta il peggiore nemico della coesione e della pace in Europa.

-Europa e la Bce di Draghi continuano a tenere sotto osservazione l’Italia e soprattutto gli italiani, di cui ovviamente non si fidano - Ecco perché non torneremo mai al voto: i burocrati di Bruxelles non possono permettersi che i cittadini votino in massa per il Banana decaduto o per Beppe Grillo.  Commissariati. Forse è arrivato il momento di cominciare a guardare in faccia la realtà. Questa è la parola. L'Italia è la provincia di un impero tecnocratico, quello che ha per capitale Bruxelles e quartier generale Berlino. E così sia. Non è una suggestione e neppure un sospetto: lo sussurra il Colle. La notizia arriva chiara e senza fronzoli da Marzio Breda, autorevole quirinalista del Corriere della Sera, uno che sa interpretare e prevedere le mosse di Napolitano. Il governo Renzi non sarà come quelli di Monti e Letta. Non avrà il bollino blu del capo dello Stato. Non è certificato.

Il protettore di Renzi è uno dei massimi registi della strategia della tensione: Michael Ledeen scritto da Infiltrato.it Attivissimo nel periodo più caldo per conto della Cia, e non solo, si distinse per la gestione della tragicommedia di piombo e per i depistaggi per la strage di Bologna. Servì molti interessi e in particolare quelli israeliani. Oggi punta su Renzi.

lunedì 17 febbraio 2014 BERLINO - La cancelliera tedesca Angela Merkel, riporta domenica Der Spiegel, ha di fatto bloccato l'offerta avanzata dal ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble rispetto a un nuovo aiuto alla Grecia prima delle elezioni europee del prossimo maggio per evitare che nel paese ellenico siano i partiti antieuropeisti a prevalere. Tuttavia, riporta la rivista tedesca, le preoccupazioni di Angela Merkel sono interne e il timore è quello che il partito anti-euro Alternative for Germany (AfD) possa beneficiare di un nuovo dibattito parlamentare su nuovi aiuti ad Atene.

Michael Snyder: "Governi dominano completamente vita cittadini". NEW YORK (WSI) - Tra le paure che scuotono gli americani, c'è quella di vedere gli Stati Uniti che diventano, con il passar del tempo, simili all'Europa. Michael Snyder, autore del libro "The Beginning of The End", lancia un chiaro avvertimento nel suo editoriale "If America Continuer to Go Down The Same Path as Europe, This Is What Life Will Be Like.

Riceviamo e pubblichiamo un articolo di Mauro Bottarelli Fonte: Il Sussidiario.net Oggi  non potevo esimermi dallo scrivere un breve articolo dedicato all’operazione Renzi. Avete visto che, come vi avevo detto, il curatore fallimentare è arrivato prima del 2015? Certi ambienti hanno fretta. Ma sono generosi. Queste ore ci dimostrano una cosa: per migliorare la valutazione di un Paese non serve far migliorare la sua economia, competitività, tasso di occupazione o di attrattività verso investimenti esteri. Basta conoscere le persone giuste, farsi gli amici giusti e tac, i rating migliorano così, per miracolo. Moody’s, infatti, l’altro giorno ha sì mantenuto la nostra valutazione di credito a Baa2 ma ha rivisto al rialzo l’outlook, passato da negativo a stabile. Il tutto senza colpo ferire, a parte l’anomalia tutta italiana del terzo governo di seguito senza mandato popolare. Ma tant’è, certi mondi hanno superato i riti novecenteschi come il suffragio universale: qui si è fatto cadere un governo in quattro e quattr’otto - non che ne sentirò la mancanza, di Saccomanni in testa - non per ragioni di sopravvenuta sfiducia nelle aule parlamentari, ma per il libro di Alan Friedman, una sorta di assist davanti alla porta per Silvio Berlusconi, quando di fatto si contraddice con prove video il presidente Napolitano sul timing del suo primo contatto con Mario Monti per sondare la disponibilità a sostituire il Cavaliere: non in pieno volo dello spread, ma a maggio, quando Deutsche Bank vendette 7,5 miliardi di titoli di Stato italiani, avendo anche la tenera accortezza di dire ai mercati en plein air che stava contemporaneamente coprendosi con credit default swaps. Come dire, stanno crollando e noi scarichiamo. Insomma, magari non un golpe come proclamato da Berlusconi, ma oggi ci sono le evidenze dei fatti che sia stata un’operazione eterodotta molto ben congegnata.

di Luciano Lago Nelle lussuose sale dei club esclusivi dove si riuniscono i personaggi della Elite finanziaria che mantiene il controllo del sistema economico mondiale , una sottile inquietudine serpeggia da tempo: sarà possibile una rivolta di masse giovanili di alcuni grandi paesi contro l’ordine imposto dalla globalizzazione? Potrebbe essere questo il paventato “risveglio globale” (“the Global Awakening”) indicato come rischio reale da alcuni esponenti della elite come Zbigniew Brzezinski, già cofondatore della "Trilateral Commission", il quale già tempo addietro, in alcune analisi fatte nel corso di riunioni della “Council of Foreign Relations” a Montreal,  aveva parlato di questo pericolo connesso anche alla diffusione di internet e delle tecnologie informatiche che, avendo in parte incrinato il monopolio dell’informazione dei grandi media controllati dalla Elite (i mega media), hanno l’effetto di aumentare il grado di percezione condivisa e di consapevolezza nelle nuove generazioni suscitando possibili rivolte che si diffondono a macchia d’olio in molti paesi, soprattutto in quei paesi in via di sviluppo dove esistono enormi differenze sociali accompagnate ad un forte sviluppo demografico e di conseguenza possono rappresentare una bomba ad effetto ritardato.