Dr. Kevin Barrett * Nel 2002, David Frum, un redattore filo sionista che si occupava dei discorsi del presidente degli Stati Uniti, George Bush, inventò  il termine “asse del male” per indicare l’Iraq, l’Iran e la Corea del Nord. Tuttavia oggi, se dovessimo indicare due paesi del Medio Oriente ed un altro al di fuori di questa regione, come il vero" asse del male",  questi sarebbero il regime di Israele, l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti, visto che  questi tre paesi hanno diffuso la violenza e la destabilizzazione in tutto il Medio Oriente ed anche al fuori di questo. A differenza del trio di Frum, l’asse del male Sio-Saudi-Statunitense realmente si presenta come un asse maligno. Il regime di Israele, Arabia Saudita e gli USA, hanno loro stessi creato il gruppo terrorista dell’ISIS (Daesh in arabo).  Il regime di Israele, con l’aiuto degli statunitensi e dei sauditi, sta commettendo un genocidio in Palestina. Il regime di Israele, Arabia Saudita e gli USA, stanno spingendo i conflitti settari e la violenza in tutto il mondo mussulmano. Oltre al fatto che questi paesi stanno collaborando per saccheggiare tutte le risorse della regione.

di Alessio Mannino Grillo ha spostato il mirino contro l’euro per la sovranità monetaria. E ha fatto bene. Era ora. Bisognerà vedere quanto ci metterà a compiere l’ultimo passo: la denuncia del problema a monte di ogni moneta in mano alle banche private, anche quando tornassero nazionali e non più succursali della Bce. E cioè la proprietà, che dev’essere pubblica e non di una banca centrale con azionisti privati. Ma per ora contentiamoci dell’indubbio avanzamento. Ricapitoliamo. Dopo aver subito un duro colpo più politico che numerico alle europee, il Movimento 5 Stelle ha capito che il furbetto Renzi gli ha tolto il primato della novità e della lotta anti-casta (che questo poi sia vero, è un altro discorso). Nei mesi successivi il “capo politico” Beppe Grillo e il suo stratega Gianroberto Casaleggio hanno scelto di comparire meno e mandare avanti un po’ di più le giovani leve, primi fra tutti Lugi Di Maio e Alessandro Di Battista.

Di The Saker In seguito all'uso di un missile balistico tattico da parte degli ucraini contro Donetsk, Zakharchenko (primo ministro della Repubblica Popolare di Donetsk -ndt) ha dichiarato che il cessate il fuoco in pratica è finito. Strelkov ha avvertito ufficialmente che gli ucraini stanno ammassando truppe in preparazione per un attacco. Secondo Strelkov, il piano ucraino prevede un "push" molto breve e rapido verso Donetsk e il confine russo, con lo scopo di rendere qualsiasi stato novorusso inattuabile e perciò negoziare da una posizione di forza. Se è vero che Strelkov ha spesso esagerato la gravità delle minacce per neutralizzarle, questa volta però ci sono forti indizi che la sua analisi sia condivisa dall'esercito russo, e questi indizi sono i più infausti di tutti.

Ottawa - Mercoledì un terrorista, dopo aver attaccato ed ucciso una sentinella presso il memoriale militare nella tranquilla Ottawa, ha aperto il fuoco nella sede parlamentare, dove è stato a sua volta ucciso. Non era mai avvenuto un episodio simile in tutta la storia contemporanea del Paese delle grandi foreste. Il Canada ha appena iniziato ad uscire dallo stato di torpore quando sono emersi dei particolari shoccanti. Entrambi i radicali erano canadesi originari. Sia Michelle Zehaf-Bibo, 32 anni, che ha aperto il fuoco ad Ottawa, sia il suo compaesano Martin Couture-Rouleau, 25 anni, studiavano e lavoravano in Canada.

Igor Siletskij Il nazionalismo in Ucraina sta diventando il motore principale del processo elettorale. A scaldare gli umori radicali dell’elettorato sono le fiaccolate in onore di Stepan Bandera e dell’Armata ucraina di ribelli (UPA). Anzi i programmi di alcuni candidati a deputato rappresentano un piano per la realizzazione del Grande Impero Ariano. Gli analisti sono preoccupati: il nazionalismo si sta trasformando in un’ideologia statale in Ucraina. Peraltro, i politici europei preferiscono non notarlo. L’Europa non desidera riconoscere la minaccia proveniente da Kiev. Né le fiaccolate nelle città ucraine, né la decisione di approvare come festa statale il giorno della costituzione dell’UPA, nota per le sue operazioni punitive durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare, per gli eccidi di massa perpetrati fra la popolazione ebraica e polacca.

di Sebastiano Caputo Beppe Grillo è stato il primo tramite il suo Blog (fonte d’informazione e di formazione della comunità pentastellata) a portare al centro del dibattito politico e culturale “mainstream” quei temi sacrosanti ma oscurati per decenni dall’apparato mediatico-giornalistico. Questo è il suo grande merito. Ma se prima era la Lega Nord ad inseguire il Movimento 5 Stelle su alcune tematiche (quelle economiche ed europee in primis) adesso il rapporto di forza sembra essersi invertito (seppur le percentuali di votanti dicono il contrario). Nessuno saprà mai se Beppe Grillo con i numeri stratosferici che aveva un anno fa abbia avuto paura di andare fino e in fondo e vincere oppure se Gianroberto Casaleggio si fosse accontentato di una rivoluzione, diremo, “scolorata” (la progressione elettorale del M5S non possiede le caratteristiche delle rivoluzioni colorate tradizionali e d’importazione) funzionale ad una chirurgica operazione di marketing. Di fatto gli errori strategici hanno portato Beppe Grillo ad inseguire Matteo Salvini.

di Luciano Lago Gli storici saranno quelli che scriveranno un domani la cronistoria degli avvenimenti di questa epoca ed in particolare di come sia accaduto che le nazioni europee abbiano delegato la propria sovranità ed il proprio benessere economico ad un gruppo di tecnocrati e di capi di stato che hanno costituito la struttura oligarchica dell'Unione Europea concepita per esautorare gli Stati Nazionali e trasferire ad una ristretta oligarchia, collegata ad interessi monopolistici, i poteri di controllo dell'economia e della gestione finanziaria dei paesi europei. L'espropriazione della sovranità degli Stati è stata parte di un piano prestabilito che non era neppure menzionato esplicitamente nei trattati europei ma che si è verificato di fatto con l'imposizione di stretti vincoli di controllo attribuiti alla Commissione europea ed ad altri organismi non elettivi che hanno sostituito i governi nazionali ed i Parlamenti democraticamente eletti di ogni Stato.

In due campi di Giordania e Turchia uno staff di dodici agenti ha partecipato alla formazione dei ribelli anti-Assad. Che poi sono andati con lo Stato Islamico. Recentemente il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha affermato pubblicamente che il nuovo pericolo denominato Emirato Islamico, ossia l'ISIS (o Daesh, ndr) è anche figlio di una serie di sottovalutazioni fatte dall'intelligence Usa e, più in generale, di tutto lo staff della Casa Bianca incaricato di occuparsi del comparto difesa e sicurezza. Da parte sua Hillary Clinton, dopo aver rimproverato Obama sostenendo che ISIS si è rinforzato perché non è stata sostenuta e armata abbastanza l'ala moderata e laica dei ribelli anti-Assad, ha detto che l'Esercito Islamico è ormai pronto non solo a combattere in Siria o Iraq, ma a colpire in Europa e negli Stati Uniti.

di Andrey Fediašin I ministri degli Esteri dei paesi UE hanno deciso di raccomandare al prossimo vertice europeo (23-24 ottobre) di non revocare le sanzioni varate contro la Russia. Non è una notizia piacevole, ma quella che riguarda l’Ucraina è ancora peggio: l’UE non ha trovato i 2 miliardi di euro che servono a Kiev per ripagare alla Russia il suo debito per il gas già consumato. D’altra parte, che Bruxelles sia incline a giocare su tutti i campi senza però risolvere nessuno dei problemi reali, è un fatto ben noto. In Lussemburgo, dove i ministri hanno parlato delle sanzioni, si è sentita soprattutto la voce dei filoamericani, cioè della “lobby dell’Est” rappresentata da Polonia, Lettonia e Lituania. Proprio loro, a più riprese, hanno spiegato ai giornalisti che la politica della Russia non è sufficientemente collaborativa, pertanto le sanzioni non possono essere revocate.

di William Blum Non si può credere neppure ad una sola parola di quelle che gli Stati Uniti o i suoi media dominanti raccontano circa l'attuale conflitto che coinvolge lo Stato Islamico (ISIS) in M.O. Non si può credere neanche ad una parola di quelle che la Turchia, l'Arabia Saudita, il Qatar, il Kuwait, la Giordania, o gli Emirati Arabi Uniti dicono circa l'ISIS. Si può affermare con sicurezza da quale parte il conflitto sia realmente finanziato, armato o predisposto da alcuno di questi paesi del Medio Oriente, se di fatto si tratti di una sola parte? Perchè questi paesi permettono ai loro giovani fanatici di unirsi ai terroristi islamici? Perchè la Turchia, membro della NATO, ha permesso che tanti estremisti islamici transitassero dal suo territorio per entrare in Siria? La Turchia è più preoccupata di eliminare lo Stato Islamico o piuttosto i curdi assediati dall'ISIS? Questi paesi e le potenze occidentali sono più preoccupate di eliminare l'ISIS o piuttosto di rovesciare il governo siriano di Bashar al-Assad?