di Marco Cedolin Diciamocelo in tutta franchezza, quanti di noi credevano seriamente che i camerieri posti a dirigere la colonia Italia, per conto delle grandi banche internazionali, della cricca Usraeliana e di un'altra dozzina di entità sovranazionali, avrebbero permesso la cancellazione della riforma Fornero, una delle pietre miliari su cui si regge l'intero progetto UE di riduzione in schiavitù di chi in Italia ci vive? Spero pochi, magari molto giovani e ancora refrattari alla disillusione, oppure scarsamente informati sulle dinamiche attraverso le quali il potere protegge e preserva sè stesso ad ogni costo..... L'istituto del referendum, in Italia, ha cessato di avere un senso (ammesso che l'abbia mai avuto) dopo le consultazioni degli anni 70/80 su divorzio, aborto ed energia nucleare. Consultazioni che (a prescindere da come la si pensi) affrontavano temi di grande peso, pur proponendosi, almeno nei primi due casi, di ratificare un qualcosa che ormai stava prendendo piede a livello internazionale.

di Nino Galloni Sta passando senza grandi commenti o come un fatto positivo che la BCE, Banche Centrali e governi, favoriscano e spingano banche di piccole e medie dimensioni verso la trasformazione in Spa per essere quotate in borsa ovvero altri tipi di aggregazioni e concentrazioni. È solo una parte dell’ultimo previsto passo della grande finanza internazionale verso il controllo totale iniziato nella seconda metà degli anni ‘70 e che ha visto, nell’ordine:

Dopo l'attacco lanciato Domenica  da Israele ad una postazione degli Hezbollah nella località di Quneitra, sul Golan siriano, che ha causato la morte di sei militanti Hezbollah fra i quali un alto ufficiale iraniano, in Israele serpeggia un certo nervosismo in particolare tra la popolazione residente nella Galilea che teme una reazione militare degli Hezbollah che potrebbero raggiungere, con i loro missili, obiettivi presenti sia in Galilea che in altre località del paese. Non più tardi di Lunedì, il vicepresidente del Consiglio Politico di Hezbollah, Mahmud al Qamati, ha rilasciato una intervista in cui ha affermato che non è costume di Hezbollah lasciare impunita una aggressione, scegliendo il luogo ed il momento in cui rispondere.

di Amedeo Maddaluno Il fatto: il cosiddetto “Stato Islamico” (“SI”) Come si finanzia il sedicente “Califfato”? Si può rispondere: in buona parte grazie a traffici illeciti tra cui quello di petrolio. Per simili traffici servono i canali per esportare greggio dalle aree di conflitto ai mercati di sbocco, una rete costituita da contrabbandieri, ricettatori, acquirenti, con la complicità o l’attivo supporto delle forze di sicurezza e di intelligence dei paesi che circondano le aree di conflitto (1). L’intelligence occidentale – inclusa la nostra – ritiene che la fonte dei finanziamenti diretti allo “SI” si trovi in massima parte nel Qatar (con fondi diretti) e in Turchia (attraverso la quale passano i traffici di greggio). L’informazione è controintuitiva: Qatar e Turchia sono gli sponsor storici della Fratellanza Musulmana e delle sue filiazioni. Per quale motivo i due principali concorrenti dell’Arabia Saudita (sospettata di essere l’originario sponsor dello “SI”) per l’egemonia nel mondo sunnita sarebbero tra i principali sostenitori di un gruppo di ispirazione wahabita – e quindi culturalmente affine proprio all’ambito saudita? Il Califfato costituisce per la monarchia saudita una minaccia potenziale ma il motivo è a monte e sta nelle rivalità regionali che contrappongono potenze sciite e sunnite ed in quelle globali.

di Edoardo Beltrame E’ una partita rischiosa: forse bluffano o forse no, ma loro hanno il gas e noi no. Dopo averlo annunciato in dicembre, Gazprom ha confermato al commissario europeo Maros Sefcovic che entro due anni chiuderà i gasdotti ucraini; consiglia quindi l’Europa di avviare i lavori per la costruzione di un gasdotto che unisca la Grecia alla Turchia perché, così ha deciso, in futuro il suo gas passerà dalla Turchia e il nuovo gasdotto intercetterà quello che dovrebbe portarci il gas azero. Per noi europei, che dobbiamo scaldarci con il gas di quelli che abbiamo messo sotto embargo, non è una buona notizia. Se poi non saremo pronti a pagare ai Russi il gas degli Ucraini, potremmo patire il freddo anche quest’inverno e molte industrie potrebbero interrompere la produzione.

di William  Engdhal Oggi in molti paesi c'è battaglia per decidere se permettere o proibire gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM). In Russia il governo ha per mesi dibattituto con forza una loro possibile messa al bando. La Cina ha rifiutato le consegne statunitensi di mais in quanto contenevano OGM illegali della Syngenta. Il Brasile sta abbandonando la coltivazione della soia OGM per passare a quella non-OGM certificata. Anche il governo indiano sta battagliando sulla materia. A volte trovo piacevole riportare gli sviluppi positivi per noi, e questo è il caso per ciò che potrebbe sembrare un piccolo sviluppo ma in realtà indica un cambiamento importante che potrebbe avere effetti profondi sulla nostra sicurezza alimentare. Ha a che fare con i polli, i polli venduti in Germania. Forse è una pietra miliare nella guerra globale per la salubrità del nostro cibo futuro.

di Tyler Durden A novembre, prima di capire quanto grave fosse il crollo del greggio (e di quanto sarebbero diventate enormi le implicazioni), scrivemmo “Come i petrodollari morirono senza che nessuno lo notasse“, perché per la prima volta in quasi vent’anni i Paesi esportatori di energia si ritireranno dal mercato mondiale dei “petrodollari” nel 2015. La morte empirica dei petrodollari segue anni di fortuna per esportatori di petrolio come Russia, Angola, Arabia Saudita e Nigeria. Gran parte di quel denaro finì nei mercati finanziari, contribuendo alla spinta dei prezzi delle attività e mantenendo basso il costo del denaro, riciclando i cosiddetti petrodollari. Aggiungemmo che nel 2014 “i produttori di petrolio effettivamente importeranno capitali per 7,6 miliardi di dollari. In confronto ne hanno esportato 60 miliardi nel 2013 e 248 miliardi nel 2012, secondo il grafico della BNP Paribas“:

Il presidente francese Hollande e' contro la Siria di Bashar al Assad, ovvero un governo che fino a quel momento aveva vissuto in pace con chiunque. E vale ricordare che mai in alcun modo Assad aveva attentato alla sicurezza dell'Europa, degli Stati Uniti o dei paesi del Golfo Persico . Mai.Nel 2012 la città di Baba Amr, nel distretto di Homs, venne riconquistata dall'Esercito Siriano dopo circa un anno di assedio e bombardamenti. Baba Amr era una roccaforte degli terroristi che hanno appoggiato dall' Occidente e gli Stati Uniti e alcuni paesi arabi e piu Turchia.C'è un fatto che nessuno ha mai potuto raccontare e che oggi, all'indomani dell'attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi, acquista un nuovo significato, anche alla luce delle dichiarazioni del Presidente Hollande che ha ribadito la sua volontà di combattere il terrorismo"in ogni sua forma"e"dovunque".