di Pepe  Escobar Difficile trovare un'illustrazione che mostri meglio dove sta andando il mondo multipolare, di quanto è successo al summit della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC) a Pechino. Osservate molto bene le foto ufficiali. In Cina, paese pregno di significati simbolici, la posizione è tutto. Indovinate chi ha il posto d'onore, a fianco del presidente Xi Jinping. E indovinate dove è stato relegato il leader "anatra zoppa" della "nazione indispensabile". I cinesi possono essere maestri anche nel mandare un messaggio globale. Quando il presidente Xi ha sollecitato l'APEC ad "aggiungere legna al fuoco dell'Asia-Pacifico e all'economia mondiale", questo è ciò che intendeva, indipendentemente dalla decisioni inconcludenti prese dal summit:

di Juan Aguilar Dopo la sconfitta delle forze lanciate dai golpisti di Kiev, sostenute dalla NATO contro le milizie Novorrosia, un disastro militare che ha provocato gli accordi di Minsk, e dopo le elezioni nel Donbass, riconosciute dalla Russia e dai paesi che sostengono Mosca, è il momento di fare il punto della situazione di come il Cremlino ha gestito il pericoloso conflitto geopolitico provocato sui confini della Russia dalle stesse potenze atlantiste. Pochi mesi fa, alcuni analisti hanno disegnato un possibile scenario incentrato su tre punti: - gli USA cercherebbero di acutizzare la crisi in Ucraina, per indebolire la Russia, e portare sotto controllo l'intero mercato europeo prima che siano costretti a interrompere la stampa di dollari e prevenire il collasso della propria economia ; - Il Cremlino cercherà di portare la crisi in Ucraina da una fase acuta ad una fase cronica, sapendo che arriverà l'inverno, con dei lenti negoziati con la prospettiva del crollo economico dell'Ucraina. Allo stesso tempo, il Cremlino userebbe quel tempo per creare condizioni adeguate nel caso si raggiungesse una fase di confronto acuto con gli Stati Uniti: L'abbandono del dollaro, l'alleanza con la Cina e l'Iran, la creazione dell'Unione Eurasiatica, ecc..

di Luciano Lago Ci aveva preavvisato la Presidente Laura Boldrini, terza carica della Repubblica, la quale  aveva detto solennemente e testualmente " .....gli immigrati ci offrono uno stile di vita che presto sarà uno stile di vita diffuso per tutti noi, loro sono l'avanguardia di quello che presto sarà uno stile di vita per moltissimi di noi......"  Vedi: "I migranti ci offrono uno stile di vita...... Non sembra però che lo "stile di vita" dei nuovi migranti , quelli arrivati con l'operazione "Mare Nostrum", sia stato molto apprezzato dai residenti nelle borgate romane di Tor Sapienza, di Torre Angela, Ponte di Nona o di Corcolle , visto che anzi sono scesi in piazza a centinaia per protestare contro il degrado, i furti, gli scippi, i tentativi di violenza sulle donne, assediando il centro di accoglienza dove vengono ospitati (a spese dei contribuenti )alcune centinaia di clandestini africani e nordafricani.

Sul Financial Times il prestigioso opinionista Wolfgang Münchau mette in guardia tutti: la rottura dell’euro potrebbe essere molto vicina, non tanto per cause finanziarie, ma politiche. La forza dei partiti euroscettici è in aumento ovunque, e le condizioni economiche in continuo peggioramento non potranno che accentuare questa tendenza. di Wolfgang Münchau L’Eurozona non ha meccanismi di autodifesa contro una depressione prolungata. Se c’è una cosa su cui i responsabili della politica europea concordano, è che la sopravvivenza dell’euro non è più in dubbio. L’economia non va alla grande, ma almeno la crisi è finita.

di Thierry Meyssan Washington sembra aver abbandonato la sua mappa di rimodellamento del Levante in favore di un’altra. Tuttavia, il fallimento del primo progetto e la resistenza del popolo siriano non sono di buon auspicio per l’attuazione di questo nuovo piano. Thierry Meyssan torna a parlare degli adattamenti ora richiesti da ciò e della divisione che ha determinato all’interno della Coalizione: da una parte gli Stati Uniti, Israele e l’Arabia Saudita, dall’altra Francia e Turchia. Washington non si augura più il rovesciamento della Repubblica araba siriana, perché considera la Coalizione Nazionale incapace di governare e non desidera vedere il paese sprofondare in un’anarchia ingestibile. Infatti, a differenza della Libia e dell’Iraq, la Siria è vicina a Israele e il caos in questa zona potrebbe risultare fatale al suo protetto.

Nel nord del Libano, nella Valle della Bekaa, i cristiani che sono favorevoli alla presenza delle Forze Libanesi, sotto il comando di Samir  Geagea, ed integrati nella coalizione del 14 Marzo, avevano avuto per anni una attitudine ostile verso Hezbollah*.  Tuttavia la nuova minaccia del gruppo terrorista dello Stato Islamico (Daesh in arabo) e del Fronte al-Nusra, collegato ad Al Qaeda, hanno fatto cambiare il loro atteggiamento. Gli stessi cristiani adesso affermano che la lotta di Hezbollah contro le organizzazioni terroriste ha allontanato il pericolo dell'invasione da parte dell'ISIS sulle loro località, come in quella di Qaa.

di Roberta Clerici Potrei essere ripetitiva, ma quando sento i politici in TV ripetere a tamburo  battente le solite frasi, ad ogni ora del giorno e della sera, mi chiedo perché nessuno dei giornalisti presenti abbia la voglia - o anche solo la curiosità - di fare delle domande che a me vengono spontanee. Non parlo di domande colte o complesse, ma semplici e quasi banali. Ad esempio: 1) quando i vari politici dicono che per far ripartire le produzioni bisogna far ripartire i consumi (frase onnipresente in ogni dibattito) a me viene spontaneo chiedere: a che pro, visto che oramai la merce che si vende in Italia è quasi tutta cinese o comunque importata? (vestiti, scarpe, accessori, mobilio). 2) Oppure quando i politici dicono che bisogna attrarre investimenti esteri, a me non è chiaro il beneficio che ne potremmo avere, visto che quando una nostra ditta storica finisce in mano straniera, tutti siamo consapevoli che si tratta di un altro passo nella svendita del paese.

La guerra contro la Russia e la Cina è imminente se Obama non viene destituito, lo afferma l'analista Mike Billington, argomentando che gli oligarchi finanziari occidentali hanno come obiettivo quello di fermare la crescita del gruppo dei BRICS. Si tratta di una guerra che inizierà molto presto, incluso imminente, se Obama non viene destituito immediatamente, è quanto afferma Mike Billington, un analista della rivista settimanale asiatica "Executive Intelligence", in una intervista concessa al canale iraniano Press TV.

Un vecchio militante dell'ISIS (Stato Islamico) ha rivelato nel corso di una intervista con Newsweek fino a che punto la cooperazione con l'Esercito turco ha permesso al gruppo terrorista, che attualmente controlla una buona parte del territorio dell'Iraq e parte della Siria, di viaggiare liberamente per il territorio turco per attaccare alle spalle le forze curde che combattono contro l'ISIS nel nord est della Siria. "Sherko Omer" è lo pseudonimo di un esperto tecnico delle comunicazioni che ha lottato nelle file dello Stato Islamico e che è riuscito a fuggire dal gruppo. Questi ha riferito a Newsweek che egli aveva viaggiato in un convoglio di camions che erano parte di una unità dell'ISIS dalle posizioni del gruppo a Raqqa (nord della Siria) fino in Turchia e dopo è ritornato in territorio siriano attraversando di nuovo la frontiera per attaccare i kurdi siriani nella città di Serekaniye, nel nord della Siria, in Febbraio. Durante il tragitto, i miliziani dell'ISIS hanno alloggiato in varie dimore assicurategli nel territorio turco.

Di Michael Snyder Come si mette a posto una superpotenza con livelli di debito esplosivi, una popolazione in rapido invecchiamento, che consuma molta più ricchezza di quanta ne produce, e che ha dozzine di banche zombi che potrebbero collassare da un momento all'altro? Potreste pensare che stia parlando degli Stati Uniti, invece mi riferisco all'Europa. La verità è che l'Unione Europea ha una popolazione maggiore degli Stati Uniti, un'economia anch'essa maggiore ( List of countries by GDP ) e un sistema bancario molto più vasto. Di solito scrivo articoli sugli orribili problemi economici che si trovano a fronteggiare gli USA, ma senza dubbio al momento le condizioni economiche in Europa sono ancora peggiori. Di fatto sono in molti (compreso il Washington Post:  Worse than the 1930s: Europe’s recession is really a depression )  a definire ciò che sta accadendo in Europa una piena "depressione". Purtroppo, probabilmente questo è solo l'inizio. Nei mesi a venire, in Europa le cose molto verosimilmente peggioreranno.