Decine di cittadini tunisini si sono recati nella sera del venerdì ad esprimere la propria repulsione per la presenza nel loro paese del personaggio mediatico francese Bernard-Henri Levy (BHL), promotore di guerre e conflitti sociali nel Medio Oriente ed in Europa. Questo personaggio in Francia viene considerato "un grande intellettuale ed umanista". La stampa commerciale ed i media francesi lo citano, lo promuovono e lo applaudono ogni giorno. "BHL, vattene! No agli interessi sionisti sul suolo tunisino", sono stati gli slogans più urlati in coro nell'Aeroporto Internazionale di Tunisi, Cartago, dopo che nei social network si era diffusa come polvere la allarmante notizia del viaggio di Bernard-Henry Levy a Tunisi. Vedi:    Plusieurs personnes manifestent contre la venue de BHL en Tunisie

di Marco Della Luna - Giorgio Cattaneo E’ tutto falso, ma c’è un problema: sembra vero. Viviamo in mezzo a verità di fede, spacciate per realtà. Basta ripeterle all’infinito, sui giornali e in televisione. I mercati infallibili, la spesa pubblica da tagliare, l’inevitabile Europa dell’euro. Dogmi che servono a occultare il conflitto tra oligarchia parassitaria e cittadini-lavoratori. Economia, legittimazione del potere, interpretazione della storia. Avverte Marco Della Luna: chi osa uscire dal recinto dei dogmi viene etichettato come «antagonista, estremista, antisociale, populista», viene delegittimato ed emarginato, «finché i fatti e le realtà censurate non rompono l’incantesimo del sistema dogmatico». E’ la legge del regime attuale, con la «classe finanziaria» che si prende quasi tutto il reddito disponibile ed erode, «attraverso l’indebitamento pubblico e le tasse», anche il risparmio.

La NATO sta intensificando la propria attività presso i confini occidentali della Russia. Ciò non renderà Mosca più arrendevole ma ridurrà l’efficacia della lotta comune contro le minacce reali. di Serghei  Duz A partire dall’inizio della settimana in Lituania si svolgono manovre internazionali su larga scala "Spada di ferro 2014" (Iron Sword), alle quali partecipano più di duemila cinquecento militari da nove paesi della NATO, ossia dalla Repubblica Ceca, Estonia, USA, Gran Bretagna, Canada, Lituania, Lussemburgo, Ungheria e Germania. Le manovre sono chiamate a mettere a punto l’interazione nell’ambito della risposta alla ipotetica “minaccia dall’Est”.

di Luciano Lago Si sono svolte negli USA le così dette elezioni di Midterm ed il risultato è stato disastroso per Obama e per i democratici: I repubblicani hanno consolidato la maggioranza alla Camera (che detengono da 4 anni) ed hanno conquistato la maggioranza dei seggi anche al Senato. Una pesante sconfitta su tutti i fronti per i democratici di Obama: tutto il Congresso è nelle mani della destra repubblicana e le leggi più importanti, a questo punto, non potranno passare senza l'approvazione di questa. Di conseguenza al presidente USA non resterà che cercare intese con gli avversari, sempre che trovi un accordo o altrimenti fare opposizione ad ogni singolo provvedimento. La classica situazione di un presidente con poteri limitati che negli Stati Uniti chiamano dell'"anatra zoppa".

Sulla Riforma del Processo Esecutivo di Roberta Clerici * E’ così da domani, col beneplacito di Forza Italia che - a parole - ha sempre giurato di voler difendere le piccole imprese o i cittadini vessati da banche ed Equitalia, il parlamento a trazione PD approverà una legge stangata proprio a danno di piccole imprese, artigiani, cittadini, che passa sotto il nome della “riforma del processo civile”. Nella prima parte la riforma si occupa di divorzio breve, negoziazione assistita, arbitrato, ferie dei magistrati, passaggi di riti e poco altro. Ma la maggior parte del testo è dedicata alla riforma del processo esecutivo. Ovvero alla riforma dei pignoramenti che – da domani – banche, Equitalia e professionisti potranno fare ancora più facilmente. Infatti avrebbero potuto chiamarla la riforma dei pignoramenti, ma se l’avessero fatto i cittadini avrebbero rizzato le orecchie.

di Pratap Chatterjee * Il nuovo presidente della Commissione Europea e il suo gabinetto, che insieme formano l'organo esecutivo dei 28 stati membri dell'UE, hanno profondi legami con potenti interessi aziendali, il che, affermano i critici, li rende cattive scelte per i cittadini. La Commissione Europea supervisiona un bilancio dell'unione di 142 miliardi di Euro l'anno, e un personale di oltre 23.000 unità. Le funzioni della Commissione giocano un ruolo chiave nel proporre e implementare leggi pan-europee che hanno un effetto diretto sui 507 milioni di cittadini, e anche le regole che governano i bilanci nazionali dei 28 stati membri.

di Lindom LaRouche In un lungo articolo che dovrà apparire il 6 di Novembre nella rivista "The New York Review of Books", intitolato, "Svegliati, Europa", il pioniere dei fondi finanziari speculativi, George Soros, di fatto chiede all'Europa di "mettere in forma" l'Ucraina (fornirle armamenti ed appoggio militare) affinchè possa essere in grado di lanciare una nuova offensiva suicida contro la Federazione Russa nell'Est dell'Ucraina, qualche cosa di abbastanza simile a quello che ha fatto il Presidente Petro Poroshenko in Agosto con la sua offensiva "Endsieg" (Vittoria finale) che è culminata  inaspettatamente con un centinaio di veicoli blindati dell'Esercito ucraino bruciati ed in fiamme  nel momento in cui  sono stati fermati da quelle che, secondo Soros, erano truppe russe.

Il turismo è diventato un indice di sottomissione al colonialismo economico globale. di Sebastiano Caputo Negli anni Sessanta, priva di materie prime e senza tecnologie avanzate, l’Italia riuscì a diventare la quarta potenza industriale del mondo superando persino l’Inghilterra (fautrice della rivoluzione industriale). In un sistema economico di tipo misto, “l’Italia del miracolo”, veniva sostenuta da una serie di aziende pubbliche, che aiutavano quelle private fornendo semilavorati a basso costo come l’acciaio, i servizi, la telefonia, l’energia, il gas e il petrolio dell’Eni. La vitalità produttiva italiana si traduceva così nei settori agricoli, manifatturieri, alimentari, metallurgici, meccanici, tessili, chimici, tecnologici.

"Gli Stati Uniti hanno necessità di di fare guerra in tutto il mondo": queste le parole dell'analista russo Nikolai Starikov che diventano specialmente attuali o si sviluppano in un ambiente di militarizzazione della politica degli USA senza precedenti. Secondo l'analista Nikolai Malishevsku in un articolo del giornale "Fond Strateguicheskoi Kulturi", gli Stati Uniti traggono sempre profitto dalle guerre: l'instabilità internazionale beneficia il dollaro e la domanda dei bond del Governo in questi momenti aumenta bruscamente. Qualche tempo dopo l'anno fiscale degli Stati Uniti, che è iniziato (il 1 ° ottobre), il Pentagono ha riferito, in cifre aggiornate al 27 ottobre, che il costo medio giornaliero della lotta contro i militanti dello Stato islamico (ISIS) è salito a 8,3 milioni dollari, per un totale di 580 milioni dollari tra agosto (quando il primo colpo è stato consegnato) e il 16 ottobre, il costo, come il ritmo della campagna aerea, si è intensificata di recente.