di Cecilia Della Negra “La colonizzazione sionista della terra di Israele può solo arrestarsi o procedere a dispetto della popolazione nativa palestinese. Questo significa che può procedere e svilupparsi solo con la protezione di una potenza indipendente, dietro un muro di ferro che i nativi non potranno penetrare” (Vladimir Jabotinsky, fondatore di “Irgun”, 1923). STORIA VECCHIA – Potrebbero essere sufficienti queste parole, messe nero su bianco dal leader di “Irgun ” – organizzazione sionista, armata e clandestina, nel lontano 1923 per comprendere che le “security reasons ” opposte dal governo israeliano per giustificare la costruzione del muro, con la sicurezza c’entrano ben poco. È piuttosto una palese operazione politica – così come lo è l’insediamento delle colonie illegali in Cisgiordania – di annessione territoriale. Un modo per spingere il popolo palestinese sempre più nell’angolo di terra che gli resta – frammentato – chiudendolo dentro una gabbia a cielo aperto. Ampia, ma pur sempre una gabbia.

di Mikel Itulain A seguito  degli avvenimenti in Medio Oriente, in questo periodo  i grandi media occidentali parlano e scrivono  tutti concordemente degli  efferati  crimini degli jihadisti dello Stato Islamico (ISIS) (per quanto in alcuni casi i video delle decapitazioni sembrano un montaggio con effetti speciali). Fino a poco tempo prima  questi media erano rimasti assolutamente in silenzio davanti ai feroci e reali crimini commessi da questi mercenari contro la popolazione della Libia e della Siria, quando allora arrivarono persino a esaltare  il loro "lavoro" parlando di quegli stessi mercenari come di "combattenti per la libertà". In definitiva adesso la verità viene a galla e si rende evidente che tutti che questi fanatici jihadisti non sono altro che mercenari , sia quelli dello "Stato Islamico", sia quelli dell'Esercito siriano libero o di Al Nusra e degli altri gruppi che combattono in Siria e che  sempre e comunque hanno svolto il loro lavoro di carnefici per conto del potere economico occidentale.

di Luciano Lago Se andiamo ad analizzare la storia degli ultimi 40 anni, possiamo facilmente accorgerci che determinate situazioni , verificatesi in varie parti del mondo, tendono a ripetersi.  Non per nulla un grande storico italiano, Gian Battista Vico, storico e filosofo del XVII secolo, aveva esposto una sua teoria  dei cicli storici o dei "corsi e ricorsi storici", che, a nostro modesto parere, si potrebbe ben applicare anche alla storia economica dell'ultimo secolo. Se consideriamo quello che sta accadendo in Europa in questa fase della sua Storia e paragoniamo questa situazione di grave crisi economica e di forte indebitamento degli Stati europei con quanto accaduto in America Latina nella decade degli anni '80, sembra inevitabile trovare delle impressionanti analogie. Qualora  si volesse  verificare quale sia stata la condotta dei grandi organismi internazionali quali il FMI , la Banca Mondiale, nonchè le grandi banche internazionali, si potrà facilmente comprovare che le strategie, le fasi e persino la terminologia che furono teorizzate in quell'epoca (fine anni '80) nella crisi economica e finanziaria in cui furono coinvolti quasi tutti i paesi dell'America Latina, coincidono esattamente  con quelle  che attualmente vengono utilizzate per le nazioni del Sud Europa.

La CIA sta progettando di realizzare in Ucraina delle prigioni similari a quella di Guantanamo  dove conta di rinchiudere i terroristi dell'ISIS (Stato Islamico). Anche il governo di Kiev le potrà utilizzare per internare i detenuti del Donbass, ha informato il Kriminform, facedo riferimento alle sue fonti. Nel corso dei negoziati di alto livello che hanno avuto luogo tra Agosto ed Ottobre, Kiev e Washington hanno concordato che da parte statunitense si finanzierebbero, come debiti a lungo termine, attività per rinforzare la difesa dell'Ucraina. In cambio dell'appoggio finanziario, il governo di Kiev si è impegnato ad installare nel suo territorio varie prigioni segrete per i combattenti dello Stato Islamico, lo rivela l'agenzia di notizie Kriminform.

Di Udo Ulfkotte "Ora gli americani stanno perfino pensando di far saltare in aria un impianto nucleare in Ucraina per poi incolpare dell'azione i separatisti o i russi", lo afferma il giornalista tedesco Udo Ulfkotte, ex corrispondente del Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei maggiori giornali tedeschi. Egli ha pubblicato un libro, "Giornalisti comprati", nel quale descrive come i politici americani e tedeschi sviano i media tedeschi affinché i giornalisti diano l'interpretazione desiderata agli eventi mondiali. Ulfkotte dichiara che i reporter vengono sollecitati a scrivere articoli favorevoli alla posizione americana e contrari alla Russia. Nella seguente intervista ci parla in dettaglio di come questo avviene e di come le sue rivelazioni stanno influenzando la sua vita.

di Vicky Pelaez La verità e l'integrità sono parole  composte da lettere morte . Nessuno sa più  che cosa significhino", lo ha detto Paul Craig  Roberts,  l' ex assistente segretario del Tesoro degli Stati Uniti,  parlando della situazione di vuoto morale dell'Occidente. Tuttavia, la vita è piena di sorprese e quando il mondo era già stato abituato a parole ambigue  e mescolate, tutto il mondo  è rimasto  colpito dal discorso diretto e inequivocabile fatto  dal presidente russo Vladimir Putin alla undicesima riunione della International Discussion Club di Valdai (Sochi, Russia) a cui  hanno partecipato 108 esperti, storici e analisti provenienti da 25 paesi. Senza mezzi termini e preamboli,  il presidente russo ha esposto la verità  pura  e semplice di ciò che sta accadendo nel sistema mondiale attuale che si presenta  sempre di più "indebolito, frammentato e  distorto" e dalle nuova realtà . Ha indicato  gli Stati Uniti che, ritenendosi  vincitori  della guerra fredda, hanno  creato "le condizioni per uno squilibrio internazionale acuto e profondo" .

Di Peter Koenig* La BCE ha appena lanciato (in vigore dal 4 novembre 2014) un nuovo sistema per controllare e regolare il sistema bancario europeo. Si chiama "Meccanismo Unico di Supervisione" (SSM) e dovrebbe monitorare e disciplinare le banche europee che non si "comportano bene" in termini di investimenti troppo rischiosi in confronto al loro capitale di base. Di fatto, il SSM è uno dei tre pilastri del sistema di "sicurezza" posto in essere dalla BCE e dalla Commissione Europea (CE). Il Meccanismo Unico di Soluzione (SRM) è il braccio forte della BCE per salvare o liquidare le banche "nei guai". In altre parole, somministrerà alle banche "troppo grandi per fallire" in difficoltà il cosiddetto "salvataggio dall'interno" (bail-in), il che significa che le banche troppo indebitate si salveranno con il denaro dei correntisti o degli azionisti.

di Luciano Lago Emergono le complicità e gli interessi del Presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, con le grandi multinazionali che per anni hanno goduto di un regime fiscale privilegiato in Lussemburgo sotto la presidenza di Junker. In realtà si è scoperta "l'acqua calda": che il Lussemburgo fosse una paese molto accogliente per i detentori dei grandi capitali, che i grandi gruppi industriali e finanziari europei potevano godere di un regime privilegiato per le società capogruppo che permetteva loro di eludere le imposte da corrispondere nei paesi di provenienza (con il sistema degli utili accreditati alla capogruppo) era cosa nota a chiunque avesse conoscenza del sistema lussemburghese.

di Gianni Petrosillo L’Italia è il Paese delle varianti in corso d’opera, dei costi infrastrutturali che schizzano alle stelle, nonostante i contratti stipulati e quasi mai rispettati nel “conquibus”, e degli sprechi gestionali con i quali vengono coperti i costi di accomodamento delle pratiche amministrative, nonché le copiose regalie ai consulenti amici dei politici. Nel Belpaese non c’è investimento che rispetti le aspettative di spesa, in tutti settori dove s’impiega denaro pubblico, eppure ci sentiamo raccontare dall’AD di Eni che l’azienda di San Donato potrebbe uscire dal South Stream per non sforare i bilanci. Dice Descalzi: “Dobbiamo guardare i nostri conti. O l’Eni riesce a mantenere il suo impegno budgetario di 600 milioni o i conti verrebbero ad essere messi in pericolo. Eni non spenderà più di quello messo in budget, abbiamo l’opportunità contrattuale di uscire e la valuteremo”.

L'Esercito siriano che presidia le colline nel nordest della regione di Latakia ha subito attacchi quotidiani da parte dei militanti affiliati al gruppo terrorista dello Stato Islamico (Daesh in arabo) che ha utilizzato missili di fabbricazione USA. Ufficiali dell'Esercito siriano, incluso paracadutisti, hanno rivelato al giornale britannico "The Independent " che si è verificato un cambiamento a livello di armamento ed equipaggiamenti dei terroristi ,dopo la presa di controllo di questi della città di Mosul. Questi ufficiali hanno dettagliato i cambiamenti a livello di sistemi di comunicazione tra i ceceni, turcomanni ed arabi che compongono questi gruppi.