di Andranik Migranjan Una valanga d’informazione demonizza Putin e la Russia dipingendoli come aggressori. Oltre a varie dichiarazioni di coloro che chiaramente vivono ancora, e felicemente, nella Guerra Fredda, come i senatori John McCain e Lindsey Graham, analisti di Fox News e neoconservatori, vi sono coloro che avanzano un’analisi obiettiva ed equilibrata degli eventi in Ucraina. Tra questi gli ex-funzionari del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti Tom Graham e Jack Matlock, il professore della Columbia University Robert Legvold nonché il redattore di National Interest Dimitri Simes. Ma non sono molti. Purtroppo, anche dei funzionari a volte partecipano a tale spiacevole tentativo aggravando gli sforzi di esperti e giornalisti. McCain s’è dimostrato un buffone anche prima, quando credeva che la Pravda fosse ancora il principale giornale del governo russo.  Ciò indica in modo eloquente il basso livello di comprensione di ciò che accade in Russia. Purtroppo, affermazioni incompetenti e perniciose sulla Russia vengono fatte anche dal segretario di Stato John Kerry, dimostrando di vivere in un’altra dimensione, definendo le azioni russe (quando i militari russi probabilmente si erano diretti in Crimea) come politica del XIX secolo nel XXI secolo, dimenticando facilmente che gli Stati Uniti adottano esattamente tale politica da sempre, sia nel ventesimo che nel ventunesimo secolo.

L’atteggiamento negativo dell’Ucraina e dell’Occidente nel rispondere alle domande scomode di Mosca spiega la dura posizione  della Russia circa la crisi di Kiev. Non fare caso alle preoccupazioni della Russia è una consuetudine occidentale adottata dopo il collasso dell’URSS: quando la NATO effettuò i bombardamenti sulla Jugoslavia, durante il riconoscimento dell’autonomia del Kossovo come stato indipendente o con i piani degli USA per installare uno scudo anti missilistico in Europa che può essere diretto contro la Russia.

Intervistiamo Andrea Giacobazzi, storico ed analista, specializzato nella storia del sionismo, autore de "L’Asse Roma-Berlino-Tel Aviv", "Il Fez e la Kippah" e  "Anche se non sembra"." Discorsi su rapporti internazionali e teologia politica",  curatore del sito sul Cattolicesimo integrale Radio Spada. -In questi giorni abbiamo avuto modo di veder sorgere, durante le manifestazioni di piazza ucraine, un’eterogenea alleanza di liberali, europeisti, attivisti per i diritti civili e neofascisti. Qual è il collante che ha permesso la riuscita strutturale di questa improbabile collaborazione? La dinamica delle rivoluzioni – ammesso che si voglia parlare di rivoluzione in questi casi – spesso prevede una fase di transizione a carattere pluralista ma con un elemento guida che ne determina gli esiti. Pensiamo all’insediamento del Governo Mussolini o del Governo Hitler. In entrambi i casi non si trattava di gabinetti “monocolore”. In Italia la situazione era ancora più marcata di quanto non lo fosse in Germania: sedevano nello stesso consiglio dei ministri esponenti liberali, popolari, democratico-sociali e fascisti.

La colonizzazione della Germania da parte del mondialismo: un caso analogo all’Ucraina di oggi. di Luca Steinmann La capitolazione della Germania e delle potenze dell’Asse nel 1945 è stata da sempre interpretata come la più significativa vittoria militare della democrazia su un’ideologia totalitaria. Questa concezione è in realtà troppo semplicistica, perché attraverso di essa non si è in grado di leggere la storia come lo studio delle forze politiche che ne comportarono gli avvenimenti che ne determinarono il corso. Per fare ciò è necessario comprendere la fine della Seconda Guerra Mondiale come la sconfitta di un’ideologia totalitaria, il nazionalsocialismo, a favore della vittoria di un’altra ideologia totalitaria: il mondialismo, ossia il piano secondo cui le nazioni non sono controllate dai rispettivi governi, ma da sistemi bancari centrali che rappresentano gli interessi particolari di oligarchie economico-finanziarie. Secondo questa visione, la politica interna ed estera degli stati è subordinata all’economia internazionale amministrata da strutture di potere decentralizzate (le oligarchie appunto) che annientano lo stato-nazione sovrano.

Di Paul Craig Roberts traduzione: Anacronista L'Ucraina orientale e meridionale sono ex territori russi di lingua russa aggiunti all'Ucraina negli anni '50 dai leader del partito comunista dell'Unione Sovietica. Queste province si stanno mobilitando per tornare alla Madre Russia, a cui certamente appartengono. Sono determinate a non essere parte del regime neo-nazista che sarà saccheggiato dai banchieri e dalle imprese occidentali, e costretto ad ospitare basi missilistiche USA che renderanno l'Ucraina occidentale un bersaglio di distruzione nucleare, al pari di Polonia e Repubblica Ceca.

Di Robert Parry Traduzione di Anacronista Foto del Dipartimento di Stato USA: l'assistente segretario di stato per gli affari europei ed eurasiatici Victoria Nuland, figura di primo piano nel supporto al golpe contro il presidente dell'Ucraina Viktor Yanukovych. La Washington ufficiale è profondamente offesa dall'intervento russo in Ucraina dopo che un colpo di stato appoggiato dagli USA ha rovesciato il presidente democraticamente eletto. Alcuni neo-con di primo piano vogliono una nuova guerra fredda, ma non vogliono che alcuno noti la loro sconcertante ipocrisia. Dalla seconda guerra mondiale, e fino al 21° secolo, gli Stati Uniti hanno invaso o sono intervenuti in così tante nazioni che sarebbe arduo compilarne la lista completa. Solo nell'ultimo decennio ci sono state invasioni USA vere e proprie in Afghanistan e Iraq, oltre a bombardamenti americani dal Pakistan allo Yemen alla Libia.

  Almeno 11 persone sono rimaste ferite questo Mercoledì in una serie di attacchi effettuati dal regime israeliano in territorio siriano. Secondo le fonti siriane e libanesi, gli attacchi sono stati effettuati dalle alture del Golan, occupate dal 1967 dalle forze israeliane ed hanno avuto come obiettivo una scuola ed una moschea localizzate nei paesi siriani di Al-Hamidiyah e di Al-Hurriyah; nelle offensive sette elementi delle forze di sicurezza e quattro civili siriano sono rimasti feriti.

I funzionari del servizio di sicurezza ucraino hanno intercettato la conversazione telefonica in cui i politici scambiavano le loro impressioni circa gli avvenimenti verificatisi di recente in Ucraina. Si rivela pubblicamente un dialogo registrato tra il ministro degli esteri dell’Estonia, Umas Paet, con  la responsabile della diplomazia dell’Unione Europea, Catherine Ashton,  la quale conferma che i cecchini (snipers) di Kiev furono ingaggiati dall’opposizione  Ucraina. Quando approvarono l’uso della forza durante le proteste, Paet ha dato informazioni che confermano le voci secondo le quali i franco tiratori furono contrattati dagli stessi leaders della protesta della piazza Maidan.

di GPG Vi faccio notare, testualmente alcuni passaggi: La Commissione ritiene che 14 Stati membri presentino squilibri: Belgio, Bulgaria, Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Slovenia, Finlandia, Svezia e Regno Unito. Nel caso di Croazia, Italia e Slovenia, tali squilibri sono considerati eccessivi. Notate, con estrema attenzione, che dalla Lista dei Paesi  la SPAGNA ha squilibri non eccessivi, mentre e’ presente l’ITALIA. In pratica per la Commissione Europea, “Squilibri” significano “Produttivita’ e Competitivita’ nel settore privato”, ergo CLUP (Costo del Lavoro per Unita’ di Prodotto). Infatti, la Grecia e la Spagna hanno ridotto il CLUP aumentando a dismisura i disoccupati e riducendo i salari , e quindi hanno “fatto i compiti a casa“, e non l’Italia.