Il principale obiettivo del premier israeliano Benyamin Netanyahu e dei falchi del Congresso Statunitense, dove predominano i repubblicani, è quello di affossare qualsiasi possibilità di accordo con l'Iran su qualsiasi questione, ha stimato il celebre politologo statunitense, Noam Chomsky. Chomsky inoltre ha smentito le avvertenze formulate da Netanyahu circa i piani  di guerra che avrebbe  Teheran contro questo regime di usurpatori ed ha qualificato il regime di Israele come un regime "ipocrita sfacciato ed aggressivo".

di Luciano Lago Se gli esponenti della sinistra si fossero impegnati nel cercare un nuovo pretesto per distrarre l'opinione pubblica dai problemi pressanti dell'attualità, forse avrebbero potuto trovare qualche cosa di meglio ma l'occasione gli è stata offerta quasi inaspettata dalla manifestazione dello scorso Sabato a Roma di Salvini,  in cui hanno partecipato anche  Casapound  ed altri gruppi dell'estrema destra. Il "pericolo fascista" alle porte è sempre un buon pretesto per ricompattare la sinistra in crisi di consenso e le forze sostenitrici dell'eurosistema di Bruxelles come "credo unico" e della preminenza dei mercati, dal PD, a SEL , oltre   alle nuove destre tecnocratiche dei Passera e degli Alfano.  Un pericolo ed una accusa che serve a screditare gli avversari ma ancora di più  è utile per "creare un diversivo" nell'attenzione del pubblico.  Una vecchia tecnica di comunicazione di massa a cui si ricorre con frequenza.

I tentativi di fare pressione sul presidente Vladimir Putin per fargli cambiare la sua posizione non hanno assolutamente alcuna speranza, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Oggi in una conferenza stampa il segretario di Stato USA John Kerry aveva affermato che le sanzioni hanno un effetto significativo sull'economia russa, tuttavia non bastano per far cambiare la posizione di Putin. "Abbiamo più volte sottolineato a vari livelli che i tentativi di mettere pressione su Putin per modificare la linea politica sono assolutamente senza speranza," — ha detto Peskov, rispondendo alla domanda dei giornalisti se la Federazione Russa avesse potuto cambiare strategia a seguito delle sanzioni occidentali.  Tratto da Sputiniknews

di  Giuseppe PALMA Venerdì 27 febbraio 2015. Su tutti i mezzi di informazione e i social network impazza la notizia che lo spread BTP/BUND è sceso sotto i 100 punti base (98). Non accadeva dal 2010. Giudizi trionfalistici si sprecano nei telegiornali e talk show; politici della maggioranza parlamentare e ministri fanno a gara per complimentarsi con il Presidente del Consiglio; alcuni giornaloni nazionali si spingono addirittura oltre il buon senso affermando che è tutto merito del Jobs Act… e chi più ne ha, più ne metta! Non riesco a capire come si possa giungere a fare una tale cattiva informazione, tanto più che – al di là della totale assenza di qualsiasi nesso di causalità – i decreti attuativi del Jobs Act non erano ancora neppure entrati in vigore. Insomma, tutti acriticamente balzati sul carro del vincitore con un grido comune: “W il Presidente!” (mi sembra di ricordare una scena di Fantozzi mentre lui e Filini apprendono in sala mensa dell’invito a casa del direttore per un torneo di biliardo: “E’ un graaaan direttore!…”.

di  Danielle Bleitrach L’assassinio di Nemtsov è uno spettacolo montato per l’occidente, secondo il deputato Valerij Fjodorovich Rashkin del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF), primo segretario del Comitato Municipale di Mosca del Partito Comunista, recentemente soggetto alle sanzioni europee. In un editoriale adotta un tono che contrasta con la compassione universale che sembra prevalere in tutti i politici ed editorialisti russi. Ma ciò che dice riflette l’emozione presso i politici, anche della “quinta colonna” che si rende conto che i servizi d’intelligence occidentali sono disposti a sacrificarli se i loro piani di destabilizzazione necessitano di una vittima. Rashkin non tergiversa e dice: “In politica, Nemtsov era da tempo finito (“Il vecchio cobra ha perso la potenza del suo veleno”, diceva Mowgli di Kipling). Era morto dieci anni fa. Nemtsov è stato ucciso e il suo cadavere politico manipolato a profitto delle provocazioni contro l’attuale governo. L’azione è destinata principalmente al pubblico occidentale, essendo la vittima ben nota in occidente.

di Mario Sommossa Questa era la risposta tedesca al problema dalla crisi greca e l’inflessibilità doveva servire ad impedire che altre “cicale” si immaginassero di poter seguire la stessa strada. Tuttavia, il successo del partito SYRIZA nelle ultime elezioni e l'effetto domino che questo potrebbe avere su Podemos in Spagna, sul Front National in Francia e sui partiti anti-euro ed anti-austerità, in Italia ed altrove, hanno obbligato Berlino a venire in qualche modo a patti. Dopo l'accordo di 20 Febbraio tra i vertici europei ed il governo greco, nonostante l'ipocrisia generale consentirà a tutti di dirsi vincitori, anche la rigidità tedesca ha dovuto fare concessioni. Nella realtà, l'ipocrisia non sarà solo nelle parole ma anche nella sostanza perché da quell'intesa usciranno solo tutti perdenti.

Riceviamo e pubblichiamo di Roberto Tollini QUALCHE COMMILITONE HA CHIESTO A ZARATHUSTRA LA PROVENIENZA DEL FONDAMENTALISMO E COME NASCE... IL FONDAMENTALISMO, UNA LUNGA ALLEANZA CON GLI AMERICANI... ALLEANZA CHE INIZIO' IL 14 FEBBRAIO DEL '45... IL PRESIDENTE ROOSEVELT INCONTRO' IL RE DELL'ARABIA SAUDITA IBN SAUD SU UNA NAVE STATUNITENSE E DISCUSSERO MOLTO... L'ACCORDO FU STIPULATO PETROLIO SAUDITA IN CAMBIO DI AIUTI MILITARI E CHIUSURA DI AMBEDUE OCCHI SUL REGIME PIU' DISPOTICO E INTOLLERANTE DEL MONDO... IL PEGGIOR ISLAM EBBE LA BENEDIZIONE DEGLI AMERICANI... FU ANCHE PER QUESTO CHE, MALGRADO I PRESUNTI DIROTTATORI DEGLI AEREI NELL'ATTENTATO PRESUNTO DELL'11 SETTEMBRE FOSSERO QUASI TUTTI SAUDITI, GLI AMERICANI INVECE DI ATTACCARE L'ARABIA SAUDITA E FARLA FINITA PER SEMPRE CON L'INTEGRALISMO WAHABBITA ATTACCARONO L'AFGHANISTAN...

di Luciano Lago Se la nuova linea politica seguita da Matteo Salvini, il nuovo leader della Lega, ha avuto un effetto dirompente, questo è stato esattamente quello di far ricompattare assieme tutto il blocco unito della sinistra mondialista (dal PD al Sel ai vari movimenti, Centro sociali, ecc.) ed assieme a questo le formazioni del centro destra "moderato" che hanno condannato e preso le dovute distanze dai contenuti del discorso del leader leghista e dalle alleanze con formazioni di estrema destra (Casa Pound ed altri) che Salvini e la sua Lega hanno sottoscritto. Queste le reazioni che si sono avute dopo la manifestazione della Lega a P.zza del Popolo a Roma, vista come un successo dalla parte di chi era in quella piazza per il numero dei presenti e per l'entusiasmo, vista come un mezzo "flop" da alcuni giornalisti di sinistra che hanno dato più spazio alla contromanifestazione indetta in parallelo dalle varie sigle della sinistra. Indubbiamente mai prima di sabato la Lega si sarebbe sognata di tenere una manifestazione del genere a Roma in una delle principali piazze e questo di per se' non può non considerarsi come un successo che ha gratificato la linea politica seguita da Salvini, rafforzando la sua posizione anche all'interno della Lega.

di A. Terrenzio La sfilata che ha visto un centinaio di soldati della Nato, britannici, olandesi e dei tre stati baltici, con due blindati per il trasporto delle truppe e dei tank olandesi CV 90, nella cittadina di Narva in Estonia a 300 metri dal confine russo, in occasione dell’anniversario dell’indipendenza della Repubblica Estone, deve essere interpretata come l’ennesima provocazione nei confronti della Federazione Russa, che in concomitanza al conflitto ucraino vede la minaccia aprirsi anche sul fronte baltico. Se gli scenari di guerra trovano il proprio epicentro nel Donbass, dove i ribelli filo-russi sembrano avere avuto la meglio ed hanno ottenuto anche la  conquista  la città di Debaltsevo, sbaragliando un esercito ucraino sempre piu’ malridotto, confermando cosi’ la fragilità degli accordi di Minsk, la Nato ripiega sui tre satelliti baltici,che, in preda ad un’autentica isteria antirussa, richiedono il rinforzo dei propri confini, con l’arrivo di 30 mila uomini, velivoli Typhon e blindati leggeri.

Gerusalemme-Quds Press e Ma’an. Giovedì, coloni ebrei hanno dato fuoco a un seminario greco-ortodosso a Gerusalemme e hanno cosparso i muri di slogan razzisti. Fonti palestinesi hanno affermato che i coloni hanno appiccato incendi in diverse stanze del seminario “Monte Sion”, situato vicino alla Porta di Jaffa. Da parte sua, il ministero degli Esteri palestinese ha condannato l’atto vandalico: “Martedì i coloni hanno dato fuoco alla moschea al-Huda di Jaba’a, e oggi hanno commesso un nuovo crimine e aggressione razziale violento contro la chiesa ortodossa. Questa ripetuta aggressività degli estremisti ebrei e delle loro organizzazioni terroriste viene compiuta sotto gli occhi del governo israeliano e delle sue istituzioni che non fanno nulla per impedirla”.