di Claudio Moffa - L’onda antieuro è in crescita, e non solo per effetto della vittoria di Marine Le Pen in Francia: si diffonde la coscienza nei media e nel paese che così non si può andare avanti, è bloccata l’economia, aumenta la disoccupazione, le famiglie non arrivano a fine mese. Dunque via dall’euro: il ritorno alla lira rappresenterebbe infatti un modo di uscire dalla pestifera gabbia della BCE, che ha distrutto e sta distruggendo l’economia reale italiana. MA… Ma il fatto è che uscire dall’euro non basta, e come in caso di permanenza nell’eurozona sarà necessario rivedere radicalmente il Trattato dell’Unione Europea per fare della BCE una banca degli Stati europei sotto il controllo dei Governi europei, così a livello nazionale occorrerà accompagnare la fuoriuscita dall’euro con una legge sintetica e efficace che disponga il controllo dell’emissione e della politica monetaria da parte dello Stato, secondo le indicazioni di tanti economisti, tra cui il poco citato Premio Nobel Maurice Allais.

di John Pilger e Alan Lowery "The New Rulers of the World" , in questo filmato inchiesta si analizza la nuova economia globale e si rivela che le divisioni fra ricchi e poveri non sono mai state maggiori come oggi - due terzi dei bambini del mondo vivono nella povertà ed il divario si allarga come mai prima.

di Alfonso Piscitelli Siamo arrivati al punto in cui è possibile avere uno sguardo di insieme del colpo di Stato avvenuto in Ucraina. Gli Stati Uniti hanno promosso l’insurrezione, investendo – pare – la cifra di cinque miliardi di euro. L’obiettivo dell’operazione era abbastanza articolato: - porre basi NATO-americane al ridosso del confine russo. - Ricacciare la Russia indietro verso l’Asia. - Creare un nuovo clima da guerra fredda tra Europa occidentale e Russia, far calare attraverso i Paesi baltici e la Polonia, l’Ucraina e la Romania una nuova cortina di ferro, che impedisse quel naturale processo di integrazione continentale che si è messo in moto a partire dal 1989. - Impedire in particolare che l’Europa occidentale sviluppasse le reti energetiche da Est e Ovest, imponendo, nel clima di nuova guerra fredda il nuovo monopolio dello Shale Gas americano. Per quanto si può giudicare, lo stesso presidente Obama, come sempre abbastanza attendista, è stato scavalcato dalle iniziative delle ali più interventiste della politica americana: Kerry e la Clinton tra i Democratici, Mc Cain tra i Repubblicani. Un ruolo particolare ha avuto la Nudeln: è stata lei in una nota telefonata a indicare il nome di colui che poi è divenuto amministratore fiduciario di Kiev per conto degli occidentali, Yatsenyuk.

Pubblichiamo una interessante analisi di Marco Della Luna La ragione per cui le riforme del Senato e della legge elettorale vengono prima di tutto. Qualcuno si stupisce che il governo Renzi, in una situazione economica drammatica, dia la priorità alla riforma del Senato e della legge elettorale. La spiegazione di questa apparente incongruità è chiara, purtroppo. Renzi è stato scelto non certo per dimostrate capacità, ma per la sua immagine di bravo ragazzo a capo di un governo di giovani rassicuranti – un’immagine che lo rende idoneo, con l’aiuto di contentini demagogici su tasse e bollette, a far passare una riforma elettorale e del Senato estremamente pericolosa e aggressiva verso la democrazia e lo stesso impianto della Costituzione. Una riforma che prepara l’ambiente giuridico-costituzionale adatto in cui il successivo premier potrà esercitare una dittatura formalmente legittima per gestire un prevedibile e imminente periodo di peggioramento economico e di protesta sociale.

di Thierry Meyssan L’evoluzione politica turca con il primo ministro Erdogan ne rivela l’appartenenza alla Fratellanza musulmana paragonabile a quella dell’Egitto: il sostegno indiscutibile non ha equivalenti nell’odio che suscita. Più che mai il Paese è diviso, nessuna soluzione democratica è in vista, e ciò che verrà, qualsiasi sia, sarà necessariamente violento. La politica turca discende nel caos dopo la pubblicazione anonima su YouTube, il 27 marzo, di due registrazioni su un vertice della sicurezza nazionale in cui il governo valuta una manovra per entrare in guerra aperta contro la Siria [1].

Ecco come fare per salvare il paese Di Francesco Amodeo In questi mesi si parla tanto del fiscal compact e dei famosi parametri che stanno mettendo o che metteranno in ginocchio il nostro paese condannandolo all’austerity ed a uno stato di crisi permanente. Mi riferisco al vincolo del 3% su rapporto defici/pil, al pareggio di bilancio introdotto in costituzione e alla necessità per i paesi con un rapporto debito/pil superiore al 60% di ridurre entro un ventennio l’eccedenza. Nel caso dell’Italia con un debito pubblico al 130% è stato già calcolato che questo vincolo potrà essere raggiunto nei tempi imposti solo con una media di 40 miliardi di euro di tagli o tasse ogni anno per vent’anni.

di Andrea Signini Oggi, che in tutta Europa il clima è rovente e le frizioni sociali sono prossime al limite massimo, il rischio che si verifichino dei colpi di testa è reale. Come è reale che forze occulte si stiano già preparando per eseguire qualche messinscena su cui servire qualche cadavere tipo una bomba al mercato, l'omicidio di un magistrato, il sequestro di un politico ecc. D’altra parte l’atmosfera è questa. Lo sentiamo spesso ripetere agli angoli delle strade, alle fermate del bus come all'interno dei bar: “andrebbero eliminati tutti” - riferendosi alla nutrita e ben pasciuta casta politica. È un sentimento dilagante che tuttavia non genera allarme in quanto tale; nessuna persona assennata oserebbe mai compiere un gesto simile come quello di ammazzare una persona. Tutt'altro discorso va fatto per i disturbati di mente ma non è di costoro che ci preoccupiamo ora.

Di Alex Lantier Esponendo in modo devastante la criminalità della guerra per interposta persona condotta dagli USA contro la Siria, gli ufficiali turchi sono stati sorpresi a pianificare un attacco contro le loro stesse forze, per creare un pretesto per attaccare la Siria. Questo è il contenuto di una registrazione audio, postata su YouTube, di un incontro tra i maggiori diplomatici turchi e ufficiali dell'intelligence, compresi il ministro degli esteri Ahmet Davutoglu e Hakan Fidan, capo dell'Organizzazione Nazionale d'Intelligence Turca (MIT). A un certo punto dell'incontro, questi ufficiali discutono la possibilità di organizzare un attacco dall'interno della Siria attraverso il confine con la Turchia, oppure sulla tomba dello Shah Suleiman.

Un documentario australiano racconta le violazioni dei diritti dell’infanzia da parte dei soldati israeliani. Maltrattamenti “inaccettabili”, secondo il portavoce del ministero degli Esteri israeliano. E le sue dichiarazioni fanno polemica di Sonia Grieco Roma, Marzo 2014, Nena News – Hanno destato polemiche, e una certa dose di stupore, le dichiarazioni del portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Yigal Palmor, che in un documentario andato in onda sulla tv australiana, dal titolo ‘Stone Cold Justice’, ha ammesso gli abusi dei militari israeliani sui minorenni palestinesi in Cisgiordania.

Di Timothy Alexander Guzman Il fracking sara "buono per il nostro paese", ha affermato secondo il Guardian il primo ministro britannico David Cameron ad un recente Summit sulla Sicurezza Nucleare a L'Aia. Cameron crede che l'industria del fracking otterrà il supporto del pubblico, visto che, se saranno imposte sanzioni per la crisi politica in Ucraina, non si potrà più dipendere dalle fonti energetiche russe. L'amministrazione Obama sta anche proponendo un accordo commerciale tra US e UE che ridurrebbe la dipendenza dell'Europa dalle risorse russe. Il Guardian ha riportato l'affermazione di Cameron sul fracking in Europa: "Il primo ministro ha detto che, una volta che i pozzi saranno in funzione quest'anno, ci sarà maggiore entusiasmo del pubblico, e che sfruttare le riserve di gas di scisto potrebbe aiutare l'Europa a perdere l'abitudine di affidarsi alle esportazioni della Russia; ha aggiunto che <La crisi ucraina ha reso più urgenti gli sforzi europei di trovare fonti di energia alternative, per ridurre l'influenza del petrolio e del gas russi nel continente>"