Il presidente Barack Obama ha emesso un ordine esecutivo in cui dichiara il Venezuela una "minaccia nazionale", sanzionando sette persone ed esprimendo timori sul trattamento da parte del governo venezuelano degli oppositori politici. Il governo americano ha accusato il presidente Maduro di violare la dichiarazione dell'Organizzazione degli Stati Americani "e altri strumenti fondamentali di democrazia e diritti umani". I membri del governo venezuelano sanzionati che, secondo gli USA, avrebbero partecipato "all'arresto o processo giudiziario di persone che volevano esercitare il diritto alla libertà di espressione" e "ad atti di violenza contro manifestanti dell'opposizione" sono il comandante della regione di difesa integrale centrale, Antonio Benavides Torres, il direttore della polizia politica SEBIN, Gustavo González López, il presidente della corporazione venezuelana di Guayana ed ex comandante della Guardia Nacional, Justo Noguera Pietri, il pubblico ministero Katherine Haringhton, il direttore della polizia nazionale bolivariana, Manuel Pérez Urdaneta, il comandante della 31° brigata armata dell'esercito, Manuel Bernal Martínez e l'ispettore generale delle forze armate, Miguel Vivas Landino. Le sanzioni consistono nel congelamento di beni negli Usa e nella proibizione all'ingresso negli Stati Uniti.

Per spezzare le catene dell'euro, debito e austerità, l'Europa del sud è di fronte ad un bivio storico. Nel racconto distorto dei media mainstream, la “crisi” in Europa è ormai finita, i paesi hanno iniziato la “ripresa” e le “riforme”, anche in Grecia, hanno funzionato. Per Renzi e tutti i media a lui asserviti, l'economia italiana ha cambiato marcia: uno 0,1% di crescita trimestrale in un contesto di caduta del Pil dello 0,4% su base annua e crollo del 10% dal 2010 ne sarebbero la dimostrazione. La partecipazione alla zona euro ha prodotto per i paesi dell'Europa meridionale – ma questo difficilmente lo leggete sui giornali - una stagnazione-recessione permanente e una trappola debito-deflazione peggiore di quella registrata negli anni '30. Con un giovane su due che non lavora e con la necessità di reprimere i salari all'infinito per compensare i gap di competitività all'interno della trappola euro, l'Europa del sud è di fronte ad un bivio storico.

di Eugenio Orso Se per le boriose sub-élite italiche, legate mani e piedi al sistema euro-atlantico, ci sono le Leopolde e le cene da mille euro, per il bestiame democratico, progressista, “ben pensante” ci sono i circoli del pd. Le sub-élite popolano sale congressi, ristoranti di lusso e vecchie stazioni ferroviarie restaurate, il bestiame idiotizzato (semi-colti in buon numero ivi compresi) è sparso a pascolare sul territorio e ha come ricoveri le sedi piddine, ma con l’aggravarsi della situazione sociale le piazze rischiano di restare scoperte, in preda a una possibile protesta popolare anti-renziana e anti-troika.

Lo scorso lunedì è arrivata nel porto di Riga, capitale della Lettonia, una nave da carico, la "Liberty Promise",  delle Forze Armate degli Stati Uniti, da cui sono sbarcati carri armati M1A2 Abrams e M2A3 Bradley, più di 120 veicoli blindati sono arrivati in Lettonia di provenienza dagli USA, secondo le informazioni fornite dal Ministero della Difesa del paese baltico. Il ministro della difesa, Raimond Vējonis, ha dichiarato, nel suo conto Twitter, che "la presenza delle forze statunitensi e della NATO nel suo paese sono "testimonianza di solidarietà e di sicurezza nella regione".

Sempre più evidenti le prove della collusione tra Israele ed il terrorismo jihadista che insanguina la Siria. Dopo una informativa degli osservatori delle Nazioni Unite, stanziati sul confine del Golan, arrivano anche le foto, prese di nascosto da corrispondenti di Press Tv,  sulla zona del Golan e che dimostrano i  "buoni rapporti" di collaborazione intercorrenti fra israeliani e miliziani jihadisti di Al Nusra, quelli che combattono in Siria contro l'Esercito Siriano per rovesciare il regime di Bashar al-Assad e destabilizzare la Siria, secondo i piani elaborati dagli strateghi di Washington e Tel Aviv.

di Thierry Meyssan Su richiesta del Presidente François Hollande, il Partito Socialista francese ha pubblicato in questi giorni una Nota sul movimento internazionale «cospirazionista». Lo scopo: elaborare una nuova legislazione che gli proibisca di esprimersi. Negli Stati Uniti, il colpo di Stato dell’11 settembre 2001 ha permesso la messa in atto di uno «stato d’urgenza permanente» (Patriot Act) e l’inizio di una serie di guerre imperiali. Poco a poco, le élite europee si sono allineate sulle loro omologhe d’Oltreatlantico. Dovunque i cittadini temono di essere abbandonati dai loro Stati e mettono in discussione le loro istituzioni. Nel tentativo di mantenersi al potere, le élite sono ormai pronte a usare la forza per imbavagliare i loro oppositori. Presidente della Repubblica francese, François Hollande, ha assimilato ciò che definisce «teorie del complotto» al nazismo e lanciato un appello affinché se ne proibisca la diffusione su internet e sui social network.

Ancora una ulteriore prova del collegamento degli USA con il terrorismo dello Stato islamico che proviene questa volta dalla Libia. La recente rivelazione che il sig. Abdelhakim Belhadj, alleato degli Stati Uniti nell'operazione fatta per spodestare Gheddafi in Libia, è ora il leader  dell'ISIS (Stato Islamico)   in Libia, potrebbe essere una sorpresa per chi non ha seguito la politica degli Stati Uniti in quel paese, ed  in tutta la regione. Questo fatto dimostra per l'ennesima volta che Washington ha fornito aiuto ed assistenza proprio a quelle forze che sostiene di combattere in tutto il mondo.

Berlino esprime il fondato timore che i falchi di Washington siano intenzionati a sabotare la soluzione diplomatica della crisi ucraina. La Germania si sforza  di evitare una soluzione militare alla crisi ucraina e non vuole rovinare i rapporti con la Russia, mentre gli Stati Uniti mirano a bloccare l'espansione dell'influenza di Mosca e sono pronti ad adottare misure radicali per raggiungere questo obiettivo, lo scrive il portale n-tv.de. Dopo le dichiarazioni del comandante delle forze armate della NATO in Europa Philip Breedlove, per la prima volta la Germania è entrata in aperto conflitto con l'Alleanza Atlantica, scrive Deutsche Wirtschafts Nachrichten.

di Marco Mori Equitalia oggi sta vessando un numero spropositato di italiani. Credo che ogni cittadino abbia avuto il “piacere” di tenere tra le mani una delle famigerate cartelle. I media continuano ad elevare la lotta all’evasione a panacea di tutti i mali nazionali senza evidenziare mai, che dal 1992 in poi, è stata proprio l’evasione fiscale ad impedire alla finanza di distruggerci. Equitalia per chi lavora in realtà? Chi c’è dietro a questo attuale livello di pressione fiscale? Secondo voi lo scopo è la giustizia sociale? Se lo pensate siete ingenui oltre ogni limite è dannatamente male informati.

di Piero Laporta Le barbarie delle marmaglie mussulmane, le sistematiche frantumazioni dei siti archeologici millenari fanno più impressione delle decapitazioni. Forse perché pochissimi hanno il coraggio di guardare sino in fondo come il coltello affondi nel collo delle povere vittime, per poi lacerare la carne fino al distacco della testa. I colpi di mazza dei barbari sui monumenti sono invece sotto gli occhi di tutti. D’altronde non occorre andare sino in Iraq per comprendere quale sia il livello di barbarie al di là del Mediterraneo. Nei Balcani, in Kosovo o in Bosnia si può vedere in che stato sono ridotti, se non sono stati distrutti del tutto, i monumenti della chiesa ortodossa.