In Siria è una guerra globale per procura dell'occidente contro Russia, Iran, Hezbollah... Intervenendo alla conferenza organizzata da Pandora Tv di Giulietto Chiesa alla Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dal titolo "Global Warning", il corrispondente della tv libanese Al Manar Talal Khrais ricorda, come premessa al suo discorso, il suo periodo di corrispondente in Italia quando il centro del potere sovrano del paese era detenuto a Roma mentre oggi “le persone non sanno neanche più neanche chi è il ministro degli esteri”, tanto non è influente in nessun modo. Ma perché i politici italiani non parlano mai delle ragioni di questa crisi economica che sta distruggendo il paese? Vedendo da inviato diretto i conflitti di Iraq, Libia, Libano e Siria la risposta è semplice: un paese industriale come l’Italia sta perdendo i suoi clienti, distrutti dalle scelte di politica estera del suo alleato americano.

Succede che il primo ministro indiano, Narendra Modi, riceve questa settimana con tutti gli onori il presidente russo Vladimir Putin ma il grande paese asiatico non soltanto ha firmato importanti accordi di cooperazione commerciale nel settore della difesa e dell’energia con la Russia, nel corso della  visita del presidente russo ma ha anche ricevuto, assieme a Putin, il governatore della Repubblica russa della Crimea, Serguei Aksenov. Un riconoscimento di fatto della nuova repubblica integratasi con la Federazione russa quest’anno a seguito di un referendum popolare la cui validità viene contestato dall’Occidente. L’India si è  anche nettamente rifiutata di aderire alle sanzioni dell’Occidente contro la Russia e non ha alcuna intenzione di farsi influenzare dall’atteggiamento dei paesi occidentali, lo segnala fra gli altri Igor Morozov, del Comitato di Affari Internazionali del Consiglio della Federazione russa.

Il noto giornalista statunitense Seymour Hersh ha partecipato di recente ad un convegno ad Amman, Giordania, dove ha segnalato che il presidente della Siria, Bashar al-Assad seguirà nel suo incarico fintanto che il popolo siriano voglia e nessuno potrà impedirlo. "L'Iran attacca l'ISIS (Stato Islamico), la Siria attacca l''ISIS, anche gli Stati Uniti ed i loro alleati stanno bombardando l'ISIS. Tutti dicono che non esiste coordinamento ma nessuno guida un aereo se non sa che lo spazio aereo sia sicuro", ha segnalato."Esiste una grande opportunità per ottenere la pace e la stabilizzazione della regione, ma questo da fastidio a qualcuno", ha detto riferendosi agli alleati tradizionali degli USA, come Israele e l'Arabia Saudita.

di Rakesh Krishan Simha La tensione tra la Russia e l'Occidente si è acuita negli ultimi mesi. In Siria, in Crimea ed in Ucraina il paese slavo ha ottenuto il consolidamento delle sue posizioni. Inoltre, assieme al gruppo dei BRICS ed alla robusta posizione della Cina, pretende di fare fronte allo strapotere del dollaro statunitense. Ci sono 7.200 milioni di persone nel mondo, ma gli USA temono soltanto un uomo: Vladimir Putin. Questo avviene perchè in pratica in tutti i fronti della nuova guerra fredda, il presidente russo sta segnando dei punti sulla sfida collettiva che gli ha lanciato l'Occidente. La paura ti obbliga a fare cose strane. La rivista Forbes ha eletto per il secondo anno consecutivo Putin come la persona più influente del pianeta. Si dice che i russi tardino molto a sellare i loro cavalli, tuttavia cavalcano molto veloci. In Siria, in Crimea ed in Ucraina, l'Occidente si è sgretolato di fronte a questo atteggiamento ed ha dovuto subire umilianti sconfitte. Nel campo dell'energia, saranno gli oleodotti russi, non quelli occidentali a dominare il continente euroasiatico.

"Wieder Krieg in Europa? Nicht in unserem namen!" (Un'altra guerra in Europa? Non in nostro nome!) - Mentre si fa sempre più concreta la minaccia di una nuova guerra con la Russia, cresce in Germania la resistenza alla politica del Cancelliere tedesco Merkel, ormai allineata sulla politica anti-russa. Ed era ora, visto che la Germania potrebbe diventare un fattore determinante nel fermare la corsa dell'Occidente verso lo scontro. Il 5 dicembre il quotidiano Die Zeit ha pubblicato sul suo sito un appello firmato da 60 personalità tedesche di vari partiti politici (SPD, CDU e Verdi), nonché esponenti delle chiese e del mondo della cultura, col titolo `Di nuovo guerra in Europa? Noi non ci stiamo!`.

di Harry J. Bentham * Tenendo  conto dell'appoggio che offrono gli Stati Uniti ai signori della guerra in Ucraina, le loro assurde teorie della "democratizzazione" sembrano completamente condannate al fallimento. In tutte le aule delle relazioni Internazionali del mondo anglofono, si insegna la famosa teoria detta della "pace democratica". La teoria sostiene che ci sono meno probabilità che i paesi democratici siano coinvolti nelle guerre  e considera la instaurazione dei governi democratici come una via verso la pace e la sicurezza nel mondo.  Paradossalmente avviene che la teoria si utilizza con maggiore frequenza per giustificare le guerre piuttosto che  che per mettere fine alle stesse.

di Luciano Lago Se qualcuno pensava che l'Italia avrebbe potuto evitare il commissariamento della Troika e cavarsela per il rotto della cuffia, adesso si deve ricredere, i nodi sono venuti al pettine e le chiacchiere del fiorentino e dei sostenitori dell'euro non bastano più a nascondere la dura realtà. I fatti sono questi: con un debito del 138% del Pil ed una situazione di stagnazione e deflazione dell'economia, aggravata da riduzione degli introiti fiscali, questo inevitabilmente porta il "Bel Paese" verso l'avvitamento economico, diventa sicuro il default dell'Italia, a breve termine, si spiega quindi il declassamento del debito italiano operato da Standard & Poors lo scorso Venerdì, a livello di quasi spazzatura. Vedi: Il Telegraph: "L'Italia è al capolinea, dovrà uscire dall'Euro" Per evitare il default si muoverà a giorni la Troika che verrà a breve a portare il suo "regalino di Natale" (o per la Befana ): il commissariamento del governo ed dei conti pubblici dello Stato italiano.

Sempre più forti le relazioni della Russia con il popolo siriano: si forniranno armi avanzate russe all'Esercito siriano per contrastare l'aggressione dei gruppi terroristi armati e finanziati dall'Occidente e dai suoi alleati regionali (Arabia Saudita, Qatar e Turchia). Nel corso della recente visita del ministro degli Esteri siriano a Mosca, Walid al Muallim, i due paesi hanno manifestato il loro impegno di lottare fino all’eliminazione totale del terrorismo in Siria e nella regione ed hanno scartato qualsiasi possibilità di dialogo con questi gruppi.  La Russia si è impegnata a fornire nuovi e più avanzati sistemi militari alla Siria, includendo il sistema di difesa antiaerea S-300 di grande efficacia di fronte ad aerei, droni e missili da crociera.

Il vice segretario generale del movimento di resistenza Hezbollah in Iraq, Hussein al-Ramahi, asserisce di avere le prove che gli USA stanno fornendo armi e rifornimenti al gruppo terrorista dell'ISIS (Stato Islamico) nella città di Samarra, nella provincia di Din (centro). "Gli Stati Uniti cercano di destabilizzare l'Iraq attraverso il loro appoggio militare e logistico ai terroristi dello Stato Islamico a Samarra. Gli aerei statunitensi lanciano con frequenza armi per l'ISIS nelle regioni che si trovano sotto il controllo di questo gruppo e successivamente dichiarano che non si tratta di una misura premeditata ma che tutto avviene accidentalmente", ha denunciato Al.Ramahi. "Nelle regioni liberate che in precedenza erano sotto il controllo dell'ISIS, abbiamo trovato armi e munizioni di fabbricazione statunitense (......). Tutti sanno che gli Stati Uniti dispongono di alta tecnologia quindi risulta impossibile credere che gli americani commettano tali errori", ha aggiunto.

di Alexander Ionov Pubblichiamo la traduzione di un’intervista a Alexander Ionov, Presidente del Movineto Anti-globalista Russo -Qual è la ragione dei disordini di Ferguson, dal suo punto di vista? Gli USA preparano attivamente un resoconto annuale riguardante l’osservazione dei diritti umani in numerosi paesi. Queste statistiche sono uno strumento politico di influenza e “giustificano” il supporto dato a diversi Paesi da parte del Dipartimento di Stato. In Ucraina questo supporto risulta evidente negli eventi di Maidan. La Cina, d’altro canto, prepara resoconti simili che si riferiscono alla violazione dei diritti umani negli Stati Uniti, e studiandoli si può arrivare alla conclusione che il governo “più democratico” al mondo stermina e opprime i suoi cittadini.