Articolo di Dmitry Orlov Questa potrebbe sembrare una strana linea di ragionamento da seguire, visto quanto chiunque altro sta dicendo. Alcuni pensano che il 2015 sarà una ripetizione del 2014 con alcuni cambiamenti incrementali (sempre una scomessa sicura, ma una lettura noiosa) mentre altri stanno stanno mettendo in guardia su di un potenziale scontro nucleare tra USA e Russia (sempre una possibilità, alla pari con l’impatto di un asteroide o una supernova nelle vicinanze della nostra galassia). Ma questa é sempre la solita storia. La domanda interessante é: com’é cambiato il terreno nel 2014, sempre che l’abbia fatto?

di Luciano Lago Si è finalmente conclusa in un diluvio di retorica e di proclami (che prosegue anche oggi) la grottesca marcia per le vie di Parigi che ha visto sfilare assieme tutti i rappresentanti del grande capitale e della NATO, con in testa il primo ministro israeliano Netanyahu il quale, come leader dell'entità sionista, anche simbolicamente, era il capo in testa di tutta la manifestazione assieme con Francois Hollande, il presidente francese che faceva gli onori di casa agli importanti ospiti: dal leader britannico David Cameron, alla tedesca Angela Merkel, allo spagnolo Marano Rajoy, all'ex presidente Nicolas Sarcozy, a Matteo Renzi, al Re di Giordania, ed a tutti gli altri responsabili politici dei paesi europei e non, incluso Poroshenko, il presidente golpista ucraino, nota marionetta degli USA. Tutti hanno sfilato in segno di solidarietà con la Francia e con le vittime del giornale satirico Charlie Hebdo e del supermercato di alimenti ebraici. Alla sfilata non sono mancate neppure le rappresentanti del gruppo "Le Femen", quello finanziato da George Soros, nonchè di altre ONLUS notoriamente impegnate nella diffusione del Pensiero Unico laicista, radicale e relativista, in solidarietà con i vignettisti rimasti vittime degli jihadisti islamici.

L'urgenza di rendere pubbliche le 28 pagine del rapporto del Congresso sull'11 settembre, da cui emergono chiaramente i finanziamenti di alcuni paesi, quali Arabia Saudita e Qatar, al terrorismo islamico, è stata al centro di una affollata conferenza stampa a Capitol Hill, coincisa con la strage di Parigi. La conferenza stampa bipartisan, era stata indetta dai congressisti Walter Jones (repubblicano) e Stephen Lynch (democratico) che il 6 gennaio hanno ripresentato la loro mozione in cui esigono che il Presidente Obama desecreti quelle 28 pagine, coperte dal segreto prima sotto Bush e poi sotto la propria presidenza. Ha parlato anche il Sen. Bob Graham (democratico) che era copresidente della Commissione d'Inchiesta sull'11 settembre e che si batte da 12 anni per la pubblicazione di quelle 28 pagine. Sia l'on. Jones sia il Sen. Graham hanno esordito parlando della strage di Parigi e dichiarando che “la tragedia di oggi in Francia dimostra che nessun paese può tutelarsi dal terrorismo senza conoscere la verità sui suoi finanziatori”.

Pubblichiamo la lettera aperta del "Saker " (- vedi: Intervista a "The Saker" ) dove questi manifesta le sue preoccupazioni per quanto sta accadendo in questi giorni, preoccupazioni che ci sentiamo di condividere. Cari amici, sta succedendo qualcosa di straordinario, assistiamo addirittura a un ampio “11 settembre francese”. In questo momento non sto affermando che lo Stato francese lo abbia organizzato né reso possibile. È però sicuro che come minimo lo Stato francese e i mass media ‘corporativi’ strumentalizzino al massimo i vari omicidi per promuovere i loro interessi. Sappiamo tutti cosa successe l’ultima volta che accadde (cliccate qui se lo avete dimenticato – link a un video in inglese, ndt). La casa brucia! Da molti mesi ormai Alain Soral e altri hanno segnalato con preoccupazione che il regime francese stava promuovendo in Francia una guerra tra comunità Musulmane e non-Musulmane e questo è esattamente quanto stiamo vedendo ora: non su scala unicamente nazionale ma ormai in tutta Europa.

di Gilles Munier Secondo l’Iraq Body Count, 17049 civili iracheni sono stati uccisi nel 2014, quasi il doppio del numero di vittime registrate nel 2013… che era già il doppio del 2012. Nel 2 014, 734 civili sono stati uccisi a Kirkuk, in scontri fra Turkmeni, Curdi e Arabi; fra questi si contano 500 persone che qui si erano rifugiate. I bombardamenti aerei della coalizione americana e dell’esercito governativo hanno ucciso almeno 1 748 civili iracheni. Novembre e dicembre in cifre Il 30 dicembre 2014, 2 Paesi, Stati Uniti e Australia, hanno votato contro la risoluzione presentata dalla Giordania al Consiglio di Sicurezza dell'ONU per chiedere la fine dell'occupazione israeliana dei territori palestinesi entro il il 2017. I due "no", insieme alle astensioni del Regno Unito, della Corea del Sud, del Ruanda, della Lituania e della Nigeria, hanno bloccato la risoluzione che aveva bisogno di nove "sì" per passare. Gli otto Paesi che hanno votato a favore sono stati la Russia, la Cina, la Francia, l’Argentina, il Ciad, il Cile, la Giordania e il Lussemburgo.

di Luciano Lago La reazione dei governi e dei media occidentali a quanto avvenuto questa settimana a Parigi a seguito degli attacchi terroristici e del massacro avvenuto nella redazione del giornale satirico Charlie, lascia un forte senso di ripugnanza per l'ipocrisia che ha caratterizzato tutti i commenti e le prese di posizioni ufficiali dei leaders dei governi dei vari paesi occidentali. Tutti gli esponenti politici si sono affrettati a condannare il massacro ed hanno trasmesso il loro cordoglio per le vittime degli attacchi terroristici. Lo ha condannato energicamente anche il presidente Francois Hollande, il quale ha definito “barbari” i terroristi come i due elementi che hanno attuato l’attacco, reduci dalla Siria. Eppure era proprio lui, assieme al suo ministro degli Esteri Fabius, a definire i terroristi che combattono in Siria come “ribelli democratici”, ed era sempre lui che si era persino vantato (vedi: intervista a Le Monde) di aver fornito armi ed equipaggiamenti a quei terroristi jihaddisti per rovesciare l’odiato regime di Bashar al-Assad. Vedi: Il presidente Hollande riconosce che la Francia ha armato le milizie antisiriane che collaboravano con i terroristi dell'ISIS

Il presidente della Turchia, Recep Erdogan, cerca di cancellare le prove della collaborazione del suo governo con lo Stato Islamico, visto che teme di essere messo sotto processo un giorno dai tribunali internazionali, lo rivela un giornale turco. Erdogan ha trasmesso un ordine a Hakan Fidan, massimo responsabile dell'intelligence turca e suo braccio destro, di nascondere tutte le prove ed i documenti che dimostrano che il Governo turco ha aiutato lo Stato islamico, lo scrive il giornale "Aydinlik Daily". La decisione del presidente turco viene motivata dal suo timore che questi documenti possano essere utilizzati contro di lui nei tribunali internazionali. Il giornale spiega che che ultimamente vari governi cercano di indagare sulle relazioni che Ankara intrattiene con il gruppo radicale dell'ISIS.

Di James Perloff Pare che in questi giorni stiano sfornando operazioni di manipolazione psicologica più velocemente di chi scrive le trame delle telenovelas. Ottawa e Sidney sono già notizie vecchie. Gli ultimi titoli sono: l'attacco a Charlie Hebdo in Francia, la caduta del volo AirAsia e "Attacco informatico della Corea del Nord a Sony". Sebbene non siano state ancora raggiunte spiegazioni definitive, questi tre avvenimenti apparentemente distinti hanno qualcosa in comune: il contrasto con Israele. Il 2 dicembre il parlamento francese ha approvato una risoluzione per chiedere che la Francia riconosca lo stato palestinese ( French Parliament votes to recognise Palestinian State). E appena una settimana fa Israele ha informato la Francia che era "profondamente delusa" dal voto francese su di una risoluzione ONU che avrebbe richiesto alle forze israeliane di ritirarsi entro il 2017 all'interno dei confini pre-1967.

L’onda anti-Islam in Europa Gli ultimi dieci anni hanno visto un aumento dell’islamofobia in Francia e più in generale in Occidente. Secondo Raphaël Lioger, la  « grande svolta» (a partire dalla quale l’islamizzazione è considerata dai responsabili politici come un problema rilevante) avviene in Francia nel 2003, anno dell’intervento americano in Irak. Ѐ in questo periodo che nasce un insieme di associazioni anti-islamiche, come l’Osservatorio dell’islamizzazione, Bloc Identitaire, Riposte Laïque o ancora Ni Putes Ni Soumises. Sempre nel 2003, François Baroin, su richiesta dell’allora Primo Ministro Jean-Pierre Raffarin, fa una relazione dove propone una nuova concezione di laicità. Essa porterà al voto della prima legge anti-velo nel marzo del 2004. Ne seguiranno altre che contribuiranno a escludere le manifestazioni visibili della religione musulmana da un numero sempre crescente di luoghi pubblici.

C'è un fatto che nessuno ha mai potuto raccontare e che oggi, all'indomani dell'attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi, acquista nuovo significato di Alessandro Aramu. Nel 2012 la città di Baba Amr, nel distretto di Homs, venne riconquistata dall'Esercito Arabo Siriano dopo circa un anno di assedio e bombardamenti. Baba Amr era una roccaforte dei ribelli. La sua capitolazione avvenne in poche ore. C'è un fatto che nessuno ha mai potuto raccontare e che oggi, all'indomani dell'attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi, acquista un nuovo significato, anche alla luce delle dichiarazioni del Presidente Hollande che ha ribadito la sua volontà di combattere il terrorismo "in ogni sua forma" e "dovunque".