di F.Cardini Alla luce del fatto che sauditi e qatarioti sembrano essere ormai usciti allo scoperto chiamando a raccolta le forze sunnite, ovviamente curdi esclusi anche per non indispettire l’alleato o comunque l’amico Erdoğan, e quindi passando a una fase ulteriore della loro “fitna” antisciita e antiraniana, diviene molto interessante il fatto che anche i nostri media si siano di fatto allineati: e giù a sottolineare il comportamento aggressivo russo (una nave da guerra nel Bosforo: orrore!; navi che dal Mediterraneo lanciano missili sugli obiettivi filo-IS, perché ormai è chiaro che le milizie siriane antiassadiste sono quanto meno obiettivamente tali: raccapriccio!; Putin “si augura” – minacciosamente, “terroristicamente” – di non dover armare i suoi missili con testata atomica: ah, il criminale! Perché ovviamente i missili a testata atomica nel Vicino Oriente non ce l’ha nessuno, e il vero pericolo sono i missili convenzionali “a media gittata” che sarebbero stati testati dagli iraniani, come sempre i nostri media informano).

I populismi europei tra conservazione dello status quo e rovesciamento dell'élite di Sebastiano Caputo In questo ultimo decennio due elementi hanno fatto da collante tra i poli opposti della politica: la rivendicazione della sovranità nazionale e il populismo come nuova forma consensuale. La nascita o il successo elettorale di schieramenti partitici programmati per combattere lo status quo (atlantista e/o europeista) è riuscito a minacciare improvvisamente il sistema delle élite senza però vincere il duello democratico. La capacità del potere costituito di rigenerarsi di fronte all’avanzata dei “populismi” (vedi la nomina di Matteo Renzi in Italia) ha demoralizzato quelle forze politiche che dal nulla sono riuscite a conquistare la doppia cifra percentuale (dallo Ukip di Nigel Farage al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo passando per Podemos di Pablo Iglesias e Fidesz di Viktor Orban).

di Cristina Amoroso Il sistema delle colonie era il mezzo degli imperi tradizionali per mantenere il controllo delle popolazioni sottomesse, dopo la seconda guerra mondiale gli Stati Uniti hanno invertito la rotta sviluppando un vasto sistema di centinaia di basi militari in tutto il mondo a copertura dei loro interessi strategici. Lo sa bene l’Italia che, per tutto il corso della guerra fredda, è stata puntellata nel territorio da sempre più numerose basi militari americane, fortemente controllata e guidata nella sua politica, contaminata nella sua cultura, in nome di un probabile attacco sovietico, ma, quando il 1989 segnò il collasso dell’Unione Sovietica, non poté assistere alla smobilitazione delle forze armate dello zio Sam. Gli Stati Uniti, infatti, andarono sempre più accelerando il militarismo in risposta sia a problemi economici che politici.

Il giornale britannico "The Independent" ha pubblicato ieri un lungo reportage basato in una conferenza pronunciata dall'antico capo del servizio di intelligence estero britannico (M16) e attuale docente all'Università di Cambrige, Richard Dearlove, la scorsa settimana nel Royal United Services Institute. In questa conferenaza Dearlove ha indicato che l'Arabia Saudita ha aiutato l'ISIS nel nord dell'Iraq come pate di una grande operazione per sterminare gli sciiti in questo paese. Che questa sarebbe una operazione "similare a quella che attuarono i nazisti contro gli ebrei".

di Luciano Lago Marine Le Pen ha tutte le ragioni nel sostenere che il Brexit (l'uscita dell Regno Unito dalla UE) sarà la pietra tombale dell'Unione Europea ma gli eurocrati fingono di non sentire il sinistro scricchiolio di tutta la costruzione europea che si percepisce dopo il no secco della Danimarca (al referendum pro Europa) a cui si è aggiunto il risultato delle elezioni regionali in Francia . Si poteva pensare che gli eurocrati avrebbero deciso di rispondere in qualche modo allo straordinario successo del Front National della Le Pen alle elezioni regionali in Francia. Nessuna reazione significativa viene registrata, piuttosto si finge indifferenza, come se nulla fosse accaduto. Per l'eurocrazia di Bruxelles la costruzione europea è un dogma di fede e di quelle che sono le preoccupazioni ed il malumore della gente dei paesi europei non è questione che interessi più di tanto i responsabili delle Istituzioni europee. D'altra parte si sa che, per gli eurocrati di Bruxelles, il principale problema è mantenere le loro posizioni di potere ed i loro lucrosi stipendi, oltre ai privilegi ed ai favori dalle grandi lobbies che popolano gli uffici della UE.

A seguito dell'attacco inaspettato effettuato dalla denominata "coalizione anti ISIS", diretta dagli USA, che ha colpito un avamposto dell'Esercito siriano nella provincia di Deir al-Zur, nell' est della Siria, il comando delle forze aeree russe ha deciso di scortare e dare protezione aerea all'Esercito siriano ed alle operazioni che questo conduce sul terreno. L'attacco improvviso ed inaspettato delle forze USA aveva lasciato sul terreno 4 soldati siriani morti e 13 feriti.

di Eugenio Orso Il Front National vince il primo turno delle amministrative francesi di domenica scorsa, però non riesce a strappare neppure una regione e deve andare al ballottaggio. Il 28%, a livello nazionale, non è sufficiente per cambiare il quadro politico, o anche soltanto amministrativo, dato l’isolamento del Fronte e l’elevata astensione. Per tale motivo, scatterà la trappola del sistema, perché i socialistoidi e gli scarti della sinistra voteranno in massa per Sarkozy, come accadde più di un decennio fa, nel ballottaggio per la presidenza, con Jaques Chirac contro il “fascista” Le Pen padre. Chirac vinse e J.M. Le Pen restò con un palmo di naso, ben la di sotto del venti per cento dei consensi.

Un attacco improvviso dell'aviazione USA in Siria, diretto contro una postazione dell'esercito siriano a Deir ez Zor, nel sud est del paese arabo, ha ucciso quattro soldati e ferito altre 16 persone, causando la distruzione di alcuni mezzi dell'Esercito ed il danneggiamento di un deposito di munizioni. La postazione militare rientra in quelle create dall'Esercito siriano che sta operando per espellere dalla zona i miliziani dell'ISIS, che godono della protezione di alcuni paesi che fanno parte della coalizione internazionale diretta dagli USA.

di Luciano Lago "Se l'Iran e la Russia bloccheranno il processo di transizione del potere in Siria e permetteranno che il presidente Bashar al-Assad faccia fallire tale processo, ci vedremo obbligati a prendere duri provvedimenti", così si è espresso il segretario di Stato USA John Kerry nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Washington lo scorso Sabato. Secondo il suo commento, "gli USA non possono permettersi che gli avvenimenti si sviluppino di tale forma perchè rappresenterebbe una minaccia (?) alla sicurezza degli Stati Uniti e dei paesi d'Europa".  Inoltre il segretario Kerry ha aggiunto che, secondo lui, sarebbe impossibile far terminare la guerra in Siria fino a che Assad rimanga al potere.

di Luciano Lago La prossima annunciata vittoria del Front National della Marine Le Pen, nelle elezioni regionali francesi di oggi, turba il sonno dei principali esponenti della sinistra mondialista europea, Da Buxelles a Berlino, da Stoccolma a Parigi, si susseguono le dichiarazioni preoccupate, i moniti e gli scongiuri dei principali esponenti politici euroservi e sostenitori dell'Europa multiculturale, globalizzata ed al servizio degli interessi americani. I sondaggi danno vincente il Fronti National in 6 delle 12 regioni in cui si andrà a votare in Francia e tutte le indicazioni preannunciano che il partito della Marine Le Pen potrebbe raccogliere un 40% circa dei voti.