Austria, Danimarca e Repubblica Ceca scaricano la Ue e la Ursula von der Leyen: “basta con questi incompetenti”.

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di Luciano Lago

Stufi per i ritardi nella distribuzione, per il pasticcio creato dalla von der Leyen con i vaccini, angustiati per la riduzione delle dosi in arrivo in Europa e disgustati per la vaghezza dei contratti siglati con le case farmaceutiche che producono i vaccini, il premier austriaco ha comunicato che il suo paese, assieme alla Danimarca ed alla Repubblica Ceca (l’Ungheria aveva già fatto la stessa scelta) si occuperanno direttamente della questione vaccini, sottraendosi alla gestione confusionale e approssimativa della Ursula.
In sostanza, mentre in Italia si vagheggia su “maggioranze Ursula” e si considera la von der Leyen come un “prestigioso” politico della UE, altri paesi mandano a quel paese la gentile signora e gli fanno capire di considerala una incompetente e pasticciona. Guarda la differenza.

Quelli sui vaccini sono solo alcuni dei problemi imputati alla von der Leyen e di cui la presidente è stata chiamata a rispondere. Già da tempo vari funzionari e osservatori europei, come riportato dal giornale spagnolo El Pais, mettono in questione la leadership della von der Leyen, che viene accusata di indulgere in una gestione personalistica e poco propensa a un confronto realmente collegiale. Secondo i suoi critici, la presidente ha preso troppo spesso importanti decisioni senza consultare i suoi colleghi, limitandosi a un confronto con un ristretto gruppo di burocrati a lei vicini.
Senza parlare di sospetti circa la vicinanza della Ursula con alcuni dei potenti lobbisti di grandi multinazionali che sono visti tallonare i componenti della Commissione europea per strappare contratti a favore delle proprie aziende rappresentate.
Per quanto il portavoce della Commissione, Eric Mamer, di recente si sia affrettato a negare le accuse, non sembra che le sue smentite siano parse convincenti tanto che le critiche sono arrivate anche dalla stessa famiglia politica di von der Leyen, il Partito popolare europeo (Ppe).
D’altra parte non si può negare che la gestione della questione vaccini, accentrata nelle mani della Commissione presieduta dalla Ursula, sia stata un totale flop totale, fra lentezze, favoritismi e confusioni.

Ursula von der Leyen giudicata incompetente e pasticciona


Così è accaduto che il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha clamorosamente dichiarato di sottrarsi alle autorità della UE e di procedere per proprio conto, in accordo con i governi di Praga, Copenaghen e Budapest. Uno schiaffo in piena regola ai burocrati onnipotenti di Bruxelles.
Kurz ha comunicato che l’Austria e gli altri paesi si riservano di acquistare i vaccini ache dove non vogliono le autorità di Bruxelles, come in Russia ed in Cina, oltre a considerare la possibilità di produrli localmente assieme ad altri paesi.

Ursula e i burocrati europei

Questo non senza far capire che le decisioni prese da Bruxelles non saranno considerate vincolanti per il proprio paese, a partire dal passaporto vaccinale ed altre amenità di cui si dilettano la Ursula e gli altri super burocrati della UE.
Burocrati sempre omaggiati e riveriti dai politici italiani che non cessano di dichiarare ad ogni piè sospinto: “ce lo chiede l’Europa”.

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