AUMENTANO LE TENSIONI AL CONFINE LIBANESE-ISRAELIANO MENTRE GLI SCONTRI SI INTENSIFICANO (VIDEO)

Hezbollah e i suoi alleati hanno lanciato una nuova serie di attacchi contro Israele dal sud del Libano il 15 dicembre, provocando la risposta delle Forze di Difesa Israeliane (IDF).

In dichiarazioni separate, Hezbollah ha affermato che i suoi combattenti hanno attaccato il sito militare israeliano di Bayad Blida con “armi adeguate” e hanno lanciato razzi pesanti Burkan contro i siti di al-Jardah e al-Raheb. Ha inoltre annunciato attacchi contro assembramenti israeliani di manodopera e attrezzature nella caserma Ramim, nel sito di Hanita e nell’area di Horsh Shtoula.

Anche una forza israeliana che entrava nel quartier generale del battaglione dell’intelligence nella caserma Mitat è stata presa di mira dai combattenti di Hezbollah con “armi adeguate”.

Gli attacchi sono stati effettuati “per sostenere il tenace popolo palestinese nella Striscia di Gaza e a sostegno della sua coraggiosa e onorevole resistenza”, ha sottolineato Hezbollah in tutte le sue dichiarazioni.

Oltre agli attacchi annunciati da Hezbollah, una salva di razzi lanciati dal sud del Libano ha preso di mira l’insediamento israeliano settentrionale di Kiryat Shmona. L’IDF ha affermato che alcuni dei razzi sono stati intercettati dal sistema di difesa aerea Iron Dome, mentre altri sono atterrati in aree aperte.

Secondo l’IDF, l’Iron Dome ha anche intercettato un “bersaglio aereo sospetto” che è entrato nello spazio aereo israeliano dal Libano, e un drone lanciato dal Libano meridionale si è schiantato vicino a una postazione militare vicino a Menara.
In risposta, l’IDF ha affermato che un elicottero d’attacco e un drone da combattimento hanno colpito una serie di obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano, compreso un lanciarazzi utilizzato nell’attacco a Kiryat Shmona.

In precedenza, l’IDF aveva affermato che l’aviazione militare aveva colpito un obiettivo di Hezbollah nel sud del Libano e aveva effettuato un attacco contro due uomini armati identificati vicino al confine.

Fonte: South Front

Traduzione: Luciano Lago

Un commento su “AUMENTANO LE TENSIONI AL CONFINE LIBANESE-ISRAELIANO MENTRE GLI SCONTRI SI INTENSIFICANO (VIDEO)

  1. La data dell’invasione del Libano da parte dell’esercito sionista pare ormai fissata, l’Iran è tenuto sotto scacco, secondo i sionisti, dalla squadra navale NATO-AUKUS capeggiata dalla vecchia portaerei Eisenhower, anche se i caccia F-35 avrebbero problemi a raggiungere Teheran per bombardarla senza i vulnerabili aerei-cisterna da rifornimento, intanto il regime di Tel Aviv ei funzionari ebrei dello ZOG di Washington stanno cercando di convincere i sauditi e gli emiratini ad attaccare di nuovo lo Yemen, il quale ha chiuso il Mar Rosso al traffico commerciale sionista e di conseguenza sta strangolando l’economia dell’entità, la quale di suo non produce niente, vive con i fondi estorti ai contribuenti americani e quindi deve importare tutto dall’Asia.
    In questi giorni i sionisti si giocano tutto, sembra che già oltre 400000 ebrei siano scappati dalla Palestina, forse quelli con doppia cittadinanza se ne andranno tutti, e quindi devono andare fino in fondo.
    Incredibile come un paese come gli USA, con circa 340, forse 350 milioni di abitanti con i clandestini, sia controllato da un 1% scarso della popolazione, forse 3-4 milioni di persone tra l’altro con magari solo un genitore ebreo.
    Inoltre le comunità ebraiche americane si concentrano quasi tutte negli stati di nord-est, le comunità californiane si sono molto ridotte a causa dell’irreversibile crisi economica e sociale a cui hanno ridotto quello stato, spremuto come un limone per finanziare l’entità sionista.
    Oggi in California ci sono forse 1-200000 ebrei nella zona di San Francisco e 2-300000 in quella di Los Angeles, tanti sono scappati in Florida, dove sono circa un milione, e infatti pure quello stato un tempo fiorente comincia a collassare.
    Quando uno stato comincia a diventare troppo cattolico gli ebrei scappano, forse si ricordano di Torquemada.
    Il nord-est degli USA, dal Maine alla Pennsylvania, con i suoi 60 milioni di abitanti in maggioranza relativa cattolici, ne deve sopportare 2-3 milioni, la maggior percentuale al mondo dopo l’entità sionista.
    Però pure lì stanno arrivando molti ispanici cattolici dal sud-ovest e quindi forse si trasferiranno.
    Gli resta solo la Penisola Antartica.

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