"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Attacco dell’aviazione USA contro moschea in Siria: 42 morti ma non se ne parla

Gli aerei della coalizione USA in Siria hanno bombardato ieri una moschea nella provincia di Idlib ed hanno prodotto 42 vittime civili. Una delle tante stragi di civili effettuate dall’aviazione USA in Siria, passate sotto silenzio dai media occidentali.
La Russia ha richiesto spiegazioni agli USA circa questo bombardamento contro un obiettivo civile e nel contempo ha esibito i resti di un missile statunitense AGM-114 Helfire nel luogo dove si è verificato l’attacco che ha lasciato sul terreno decine di morti e decine di feriti fra i fedeli che si trovavano nella moschea.
I resti del missile USA Hellfire, fotografati sul posto del bombardamento, non lasciano dubbi sulla implicazione USA nell’attacco, come ha assicurato anche il Ministero russo della Difesa.

L’offensiva USA ha lasciato 42 morti fra i civili.
“Credo che presto dovremo aspettarci dei commenti rilevanti da parte dei nostri soci statunitensi”, ha indicato questo venerdì il portavoce del Ministero Russo, Igor Konashenkov, per poi sottolineare che la fotografia in questione “non lascia alcuna opportunità alla coalizione internazionale diretta dagli USA di passare la cosa sotto silenzio.

Resti missile USA

Nelle dichiarazioni concesse all’agenzia russa Ria Novosti, Konashenkov ha espresso l’opinione che, con questi indizi sul “tragico incidente”, Washington già non potrà scatenare la sua “retorica antirussa”, appoggiandosi sulle campagne mediatiche ben orchestrate in Occidente che coinvolgono i grandi network, dalla CNN alla Reuters, BBC, NBC, Sky News, ecc.. (in Italia la RAI, Media set, i Tg della 7, Il Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, ecc..).

Il responsabile militare ha segnalato altresì all’agenzia russa che risulta una pratica comune che l’Occidente utilizzi prove false per accusare l’aviazione russa o le truppe siriane di presunti crimini di guerra.
Poco dopo il bombardamento ad Al-Joina, il portavoce del Comando Centrale delle Forze Armate USA (Centcom), John Thomas, citato dal New York Times, ha assicurato che un caccia bombardiere  statunitense avrebbe bombardato l’area limitrofa dell’edificio e non la moschea. Le prove raccolte dai russi lo smentiscono.

Idlib è obiettivo frequente degli attacchi aerei della denominata “coalizione anti-ISIS” diretta da Washington. Le autorità siriane hanno sempre messo in questione l’efficacia di tali bombardamenti ed hanno criticato la coalizione per i danni che provoca come per le numerose vittime civili e per le distruzioni attuate sulle infrastrutture.
Per queste vittime non interverranno le ONG come “Amnesty International” o “Human Right Watch”, ed altre che, in occasione dell’assedio di Aleppo, strepitavano contro i bombardamenti ed accusavano i russi ed i siriani di “crimini di guerra”. Un completo silenzio avvolge questi crimini da parte di questi organismi e dai grandi media europei ed occidentali.

Le vittime sono suddivise per categorie dai media occidentali: categoria AA per quelle derivanti dai bombardamenti russi e siriani, categora ZV per quelli dei bombardamenti USA e sauditi (vedi anche Mosul, vedi anche il conflitto nello Yemen). Di questi ultimi è meglio non parlare……

Di recente la Siria ha presentato una urgente richiesta alle Nazioni Unite per far interrompere i bombardamenti USA contro le dighe sul fiume Tigri ed Eufrate che rischiano di produrre una catastrofe nelle città e nelle zone soggette alle inondazioni delle acque. L’ambasciatore della Siria presso l’ONU, Mounzer Mounzer, ha inviato una lettera al Segretario generale António Guterres, ed una al Consiglio di Sicurezza dell’ONU perchè questi organismi intevengano per evitare una catastrofe che coinvolgerebbe centinaia di migliaia di persone che vivono in quelle regioni. Vedi: Siria pide a la ONU que ponga fina a ataques  de EEUU a sus presas

Nota: Sembra che da parte USA ci sia un particolare accanimento nel voler distruggere tutte le infrastrutture della Siria, in particolare i ponti sull’Eufrate, le centrali elettriche, le stazioni di pompaggio di acqua, ed altre infrastrutture che non sono obiettivi militari e che quindi dovrebbero essere esclusi dai bombardamenti. Si comprende che il piano USA è quello di voler punire il paese arabo per non essersi piegato alle direttive di Washington e di aver sempre rifiutato di arrendersi.

Fonti: Hispan TV

Al Mayadeen

Traduzione e nota: Luciano Lago

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  1. Giorgio 9 mesi fa

    Ma questa mirabolante difesa Russa è forse un colabrodo o guarda da altre parti?

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    1. Antonio 9 mesi fa

      Basta usare la ragione (e al Cremlino, un certo Putin, per furtuna ne usa tanta): la zona di Idlib, secondo gli accordi raggiunti, è di competenza della fantomatica “coalizione anti-ISIS” capeggiata da Washington. Tali accordi sono stati raggiunti proprio per evitare scontri tra aviazione russa ed usa; quindi il contatto diretto tra potenze “nucleari”.
      Poi purtroppo vi è la “strana contingenza” chiamata CIA (Israele).
      Quindi non pensiate che qualsiasi cosa che si muove nel cieli siriani i russi debbano abbatterla. Si accetterebbe il “gioco” dei folli che vogliono il conflitto totale.
      L’unica cosa scontata, purtroppo, e che questo assurdo “gioco” è la povera gente a rimetterci sempre la vita.

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      1. Giorgio 9 mesi fa

        Sono i siriani che devono abbattere tutto ciò che si muove nel loro territorio grazie alla tecnologia Russa, e non i russi, probabilmente non sono stato sufficientemente chiaro, ma l’ho avevo già espresso anche in altri commenti.

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        1. Antonio 9 mesi fa

          Mi spiace ma non avevo letto gli altri suoi commenti. Comunque è la stessa cosa. Visto che la tecnologia è russa i siriani per abbattere devono sempre ricevere prima il via libera dal Cremlino non credi?
          Con i folli bisogna andarci sempre cauti perchè imprevedibili.

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  2. Paolo 9 mesi fa

    La questione che pone Giorgio non è cosa da poco

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  3. 9 mesi fa

    Soluzione? SS 200 300
    Mad dog Donald ha gettato la maschera , i suoi strusciamenti con
    Bibi lo facevano capire.
    Qualcuno credeva che USraele dopo il caccia abbattuto non rispondesse?
    Il canetto ringhioso dopo il calcio sui denti ha chiamato in soccorso
    Il pit bull americano.
    Ora vediamo se il pastore del Caucaso deciderà di fargli sentire i denti

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  4. 9 mesi fa

    La difesa russa antiaerea
    Li avrebbe tirati giù senza problemi, ma prima hanno preferito
    fare vedere cosa USraele e’ capace di fare, i nostri media ovviamente silenzio
    Aspettiamo la prossima ,non credo che Putin sia andato in Siria per
    Farsi prendere per il culo , bella la storiella Delle truppe usa inviate in
    Nord Siria per separare i curdi dai turchi.
    Ora il quadro si fa più chiaro Trump ,il solito letame usa con consistenza differente ma stessa sostanza
    Per scatenare un conflitto tradizionale ,(non lo stile subdolo Obama droni)ci voleva
    Il personaggio adeguato al ruolo basta Will Smith ,e arrivato Clint Eastwood

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  5. Paolo 9 mesi fa

    La partita è ad un punto che i bluff volgono al termine, se i giocatori sono quello che sembrano si aprono due scenari: di fronte alla determinazione russa, usa e ebrei mollano l’osso, oppure si va dritti verso un conflitto i cui esiti non faranno ridere nessuno

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    1. nessuno 9 mesi fa

      Chiaro e limpido….

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  6. Ubaldo Croce 9 mesi fa

    Sarebbe l’ora di abbattere anche gli arei Usa.

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