Attacchi a Kabul, accuse negli Stati Uniti, reazione della Russia

di Zornitza Ilieva

Stranamente, nel suo recente discorso sulla politica estera degli Stati Uniti, il presidente Joe Biden non ha ritenuto necessario soffermarsi su alcune importanti questioni di politica internazionale: l’accordo nucleare con l’Iran, l’“accordo del secolo” del presidente Trump sul conflitto israelo-palestinese, la situazione in Afghanistan e in Siria.

Biden ha preferito concentrarsi sulle “crescenti ambizioni della Cina”, o sui conflitti con la Russia, che non precludono interazioni come l’estensione del trattato Start III sulla riduzione e limitazione delle armi nucleari strategiche, l’ultimo sopravvissuto tra i due paesi.
Non una parola sulle truppe statunitensi in Afghanistan e se il loro numero sarà ridotto, come dichiarato da Trump.

In una conversazione telefonica con Putin, Biden non ha mancato di ribadire le accuse secondo cui “i russi pagano i talebani per uccidere i soldati americani in Afghanistan”. La Russia, ovviamente, lo ha negato, ed è difficile supporre che questa possa rappresentare una politica appropriata in un Paese come l’Afghanistan, dove tutto è un affare e le informazioni possono venir passate a coloro che ne siano interessati.

A tal proposito, stranamente, nel flusso informativo globale è sfuggita una notizia, quella del 1° dicembre dello scorso anno: ignoti hanno fatto saltare in aria un’auto della missione diplomatica russa a Kabul con un congegno improvvisato (https://ria.ru/20201201/diplomaty-1587238282.html ndr.). L’incidente è avvenuto vicino all’edificio dell’Ambasciata russa, provocando gravi ferite a diversi diplomatici russi.
Non c’è ancora risposta alla domanda: se si tratti di un atto terroristico contro i dipendenti della missione diplomatica russa in Afghanistan, oppure se lo scopo fosse solo quello di far saltare in aria il pickup delle forze di sicurezza afghane, che di solito si trova di fronte all’Ambasciata. Non è marginale il fatto che in quell’auto specifica si trovassero soldati delle forze di sicurezza afghane.

Kabul, attentato auto dell’Ambasciata russa

Mosca ha richiesto di condurre immediatamente indagini approfondite sull’incidente e serie misure per garantire la sicurezza dei diplomatici e dei funzionari russi a Kabul. È normale che la stessa Ambasciata russa abbia intrapreso azioni autonome in tale direzione. Almeno questo è ciò che scrivono molti media russi.

In effetti, sorge inevitabilmente la domanda se un simile evento possa avere un nesso con una politica di “pagamento dei talebani per uccidere i soldati americani”. Perché è noto che in Afghanistan c’è ancora una guerra tra i talebani, considerati un’organizzazione terroristica, e le autorità ufficiali di Kabul. Talebani che la Russia stessa ha dichiarato “terroristi” con una decisione della Corte Suprema.

L’Afghanistan rimane un Paese instabile. L’indagine sul caso dell’esplosione dell’auto diplomatica russa non solo non è ancora stata completata, ma potrebbe anche non avere successo: viene condotta contro ignoti. Allo stesso tempo, è noto che le accuse (verso i russi ndr,) di “pagamenti per l’omicidio di soldati americani” sono state avanzate dopo una pubblicazione sul New York Times, (https://www.nytimes.com/2020/06/26/us/politics/russia-afghanistan-bounties.html ndr.) in seguito alla quale i diplomatici russi a Washington e a Londra hanno iniziato a ricevere minacce di morte.

Veduta aerea satellite Afghanistan

Ma perché Mosca dovrebbe perseguire una tale politica? Secondo i media russi, l’Ambasciata russa a Washington ha dichiarato su Twitter, un marchio di Trump, che tali accuse sono “infondate e anonime”, tuttavia non c’è dubbio che questo faccia parte di una guerra ibrida tra attori geopolitici. In ogni caso, però, la situazione si aggrava ulteriormente e aumentano le tensioni tra Mosca e Washington.

Anche se non provata, dicono i russi, ma è stata formulata un’accusa per la quale ci sono già conseguenze! Sono bastate le minacce per cui “è possibile pagare per uccidere i vostri diplomatici!”. Davanti a tal situazione, l’Ambasciata russa non ha potuto far a meno di chiedere alle autorità statunitensi di “adottare misure efficaci per proteggere i diplomatici russi a Washington, secondo la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961”.
Anche in Afghanistan i diplomatici sono considerati inviolabili, ma li ci sono altre abitudini; in risposta le autorità USA hanno arrestato Reza Masheahi, che nell’agosto 2020 ha lanciato pietre contro le auto del Consolato generale russo e ha minacciato di morte i diplomatici russi. Ha persino minacciato, in inglese, i visitatori al Consolato. Questo è durato per molti giorni.

In Afghanistan, dall’altra parte del mondo, dal 2018 i terroristi attaccano non solo le ambasciate occidentali e i diplomatici stranieri, ma anche il palazzo presidenziale. La situazione in Afghanistan non è affatto sicura e merita un’analisi approfondita; questo è lavoro per i vari servizi, sebbene si comprenda il ruolo primario delle attuali battaglie ibride.
In Afghanistan operano vari gruppi estremisti e terroristici, e il governo ufficiale non è in grado di controllare la situazione. Ogni giorno ci sono sparatorie, attacchi e minacce da parte dei talebani, ma non c’è via d’uscita.
Il 25 gennaio è stata fatta saltare in aria un’auto blindata dell’Ambasciata italiana, al cui interno si trovavano dipendenti italiani e afghani, uno è rimasto ferito. (https://news.ru/incidents/smi-v-kabule-vzorvali-mashinu-italyanskih-dipomatov/ ndr.) E come al solito, nessuno ha ancora rivendicato l’atto terroristico.

Ma allora perché pagare i talebani per condurre omicidi? Questi gruppi hanno già un obiettivo: gli attacchi contro le forze straniere, che secondo loro dovrebbero lasciare il Paese.
Un altro Paese confuso e in rovina alla ricerca di una via per il suo sviluppo, in condizioni di guerra civile e con molti militari stranieri sul suo territorio. Per questo, una serie di accuse e confutazioni non può portare ad una speranza di pacificazione. Almeno questo è certo.

Fonte: https://pogled.info/avtorski/Zornitsa-Ilieva/napadeniya-v-kabul-obvineniya-v-sasht-reaktsiya-na-rusiya.125748

Traduzione di Eliseo Bertolasi

4 Commenti

  • atlas
    14 Febbraio 2021

    i talebani sono wahhabiti antinazionalisti

    la merda

  • eusebio
    14 Febbraio 2021

    I rapporti tra USA e Russia sono ai minimi storici, la moglie di Navalny è scappata in Germania forse per sfuggire all’arresto, oppure per essere preparata a sostituire il marito che resterà in carcere per un paio di anni, e hanno provato ad inscenare una mini manifestazione sul posto, ma ormai non funziona, pure in Bielorussia hanno smesso di manifestare, dicono per il freddo rinviando a marzo, insomma Putin e Lukashenko hanno sventato le rivoluzioni colorate e questo fa imbestialire gli USA.
    L’Ucraina si sta avviando alla dissoluzione come stato, hanno finito il gas, il carbone, l’FMI non le eroga più prestiti in quanto non può restituirli, la Russia la assorbirà a pezzi, prima il Donbass, poi forse gli oblast di Odessa e Karkhiv, e chissà poi tutto il resto.
    Un’altro stato fantasma che potrebbe essere assorbito nel medio termine dalla Russia è l’Estonia, dove gli estoni sono ormai solo mezzo milione e molti con un genitore russo mentre i russi e russofoni sono forse perfino di più, infatti oggi la confessione religiosa di maggioranza relativa è l’ortodossia.

  • antonio
    15 Febbraio 2021

    la NATO controlla il mercato di coca ed oppio nel mondo , non vuole mollara Colombia nè Afganistan

  • antonio
    15 Febbraio 2021

    Falcone stava denunciando, è finito come Carrero Blanco che non voleva aprire alla Nato ?

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