"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Assassinata dagli israeliani una infermiera palestinese di 21 anni mentre aiutava i feriti

Una infermiera palestinese di 21 anni è stata uccisa dal fuoco dei soldati israeliani nel corso delle maniìfestazioni palestinesi a Gaza, quando ci sono state in questi giorni un totale di oltre cento vittime e diverse migliaia di feriti causati dal fuoco aperto dai cecchini militari israeliani che hanno sparato contro la folla disarmata.

L’infermiera Razan Ashraf Najjar , una ragazza di 21 anni, è stata colpita dal piombo israeliano mentre stava prestando i primi soccorsi ai feriti vicino alla zona di frontiera ad est del Khan Younes, nel sud della Striscia di Gaza. La sua colpa è stata quella di soccorrere i feriti palestinesi fra cui vi erano donne e bambini colpiti dal fuoco israeliano.  Vedi: YouTube.com/Watch

L’infermiera è stata colpita nonostante fosse vestita di bianco, uniforme dei soccorritori, medici e paramendici, e come tale perfettamente visibile. Questo è stato stigmatizzato dall’Ufficio palestinese per la Salute che ha organizzato l’assistenza medica ai manifestanti di Gaza.

Infermiera palestinese

Numerose persone hanno segnalato su Twitter questa azione come un delitto senza giustificazioni, troppo crudele e devastante per definirlo un “incidente”. L’unico delitto da parte della vittima è stato quello di offrire aiuto ed assistenza medica ai suoi concittadini.
Un portavoce militare israeliano ha dichiarato che le autorità indagheranno su quanto accaduto e sostenedo che i manifestanti palestinesi, riunitisi vicino alla frontiera, rappresentavano “un pericolo per la sicurezza” di Israele.

Nota: Siamo comunque sicuri che nessuno nel mondo piangerà per Razan Ashraf, questa ragazza, essendo palestinese, non avrà diritto neppure alla pietà ed alla commiserazione da parte dei grandi media. Sono gli stessi media che parlano di “scontri alla frontiera di Gaza” come se ci fossero due parti contrapposte armate. Si vuole nascondere il massacro dei palestinesi disarmati effettuato dai soldati israeliani in spregio ad ogni norma di carattere internazionale.

Fonte: RT Actualidad

Traduzione e nota. : Luciano Lago

*

code

  1. The Crow 2 settimane fa

    Questo ci dimostra come in guerra non possano esistere regole di comportamento, palesando in questo modo l’istinto violento intrinseco nell’essere umano: Se vuoi uccidere, e ne hai la possibilità, te ne freghi altamente di tutto il resto.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Silvia 2 settimane fa

    Mi spiace per la ragazza, pero’ sullo “spregio verso ogni norma di diritto internazionale” ci andrei piano. Se una folla di Italiani disarmati (fino a un certo punto, magari con pietre e Molotov e dopo aver lanciato qualche razzo dall’interno dell’Italia) superasse la fontiera svizzera o austriaca, credo che i militari svizzeri o austriaci ci sparerebbero.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. animaligebbia 2 settimane fa

      Sono assolutamente d’accordo con te; un’infermiera di 21 anni costituisce un’intollerablie minaccia per “l’unicademocraziadelmediooriente”,(ah ah ah).

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. silvia 2 settimane fa

        Ma io non credo (non posso essere sicura, non ero la’) che abbiano sparato a lei intenzionalmente. Potrebbe essere stata colpita in una sparatoria generale.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. Mardunolbo 2 settimane fa

          Hai ragione, Silvia ! Accidentaccio , in una sparatoria generale ,effettuata solo da parte israeliana, hanno colpito quella vestita di bianco perchè era molto visibile…
          Accidentaccio , che bel bersaglio !

          Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. Citodacal 2 settimane fa

      Non esiste più nemmeno il senso di non sparare sulla Croce Rossa?

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Citodacal 2 settimane fa

    Durante i duri scontri della WWII le norme che regolavano le tregue temporanee per soccorrere i feriti vennero sostanzialmente rispettate un po’ ovunque, fatta eccezione in alcuni scenari del Pacifico ove i giapponesi avevano spesso la cattiva abitudine di sparare sugli assistenti di sanità americani (a cui venne assegnata in via eccezionale una pistola d’ordinanza, tolte le insegne con la croce rossa e raccomandati di dissimulare la tracolla con garze e medicinali).
    In genere gli assistenti di sanità, molti dei quali volontari, godevano di un notevole rispetto anche tra le truppe combattenti avversarie per il delicato lavoro che svolgevano e per il coraggio che frequentemente dimostravano nell’andare a soccorre i feriti sotto al fuoco.
    Si segnalano casi sensibili, come ad esempio quello occorso durante la battaglia di Arnhem (Operazione Market-Garden, Olanda settembre 1944) in cui i durissimi scontri tra la 1a Airborne Division britannica e le 10a SS-Panzer-Division “Frundsberg” e 9a SS-Panzer-Division “Hohenstaufen” non impedirono di concordare piccole tregue attorno ai posti di soccorso, fino a quella negli ultimi giorni della battaglia decisa direttamente tra l’ufficiale medico britannico, il colonnello Graeme Warrack, e il comandante tedesco, l’Obergruppenführer Wilhelm Bittrich: nell’occasione molti feriti vennero fatti convergere al Queen Elizabeth Hospital ad Arnhem, ove medici inglesi, tedeschi ed olandesi lavoravano fianco a fianco.
    La fatalità è sempre in agguato, soprattutto in scontri tra opponenti più o meno adeguatamente armati; tuttavia non è questo il caso di Gaza. Qualche mese fa un responsabile israeliano dichiarò che i soldati di Tel Aviv aprirono il fuoco perché nervosi; nervosi per cosa: per dover fronteggiare, sebbene equipaggiati di elmetto e forse giubbotto in kevlar, impugnando un fucile automatico Galil o TAR-21 una folla che impiega le frombole? Di certo una pietra sul volto non è il massimo della salute, ma l’impatto di un 7,62 o 5,56 su un corpo umano produce effetti ben peggiori…

    Rispondi Mi piace Non mi piace