ASPETTATEVI L’INASPETTATO DAL VERTICE DELLA NATO A LONDRA

L’incontro della NATO, previsto per il 2 dicembre, minaccia di portare molte sorprese. L’intervista del presidente francese Emmanuel Macron, rilasciata a The Economist, è stata pubblicata il 7 novembre ed è stata ampiamente ascoltata. Macron, accompagnando il suo discorso con frasi accattivanti come la “morte cerebrale della NATO”, ha cercato di dimostrare al pubblico che l’Europa non deve solo fare affidamento sulla protezione degli Stati Uniti ma deve creare il proprio esercito. Il leader francese ha espresso l’idea matura in Europa della necessità di emergere dalla tutela diretta degli Stati Uniti e dell’Unione Europea e di diventare un giocatore geopolitico con il suo potenziale di potenza corrispondente.

Va detto che tentativi simili sono stati fatti per creare un “esercito europeo”. Inizialmente nel 1963, quando fu firmata l’Unione franco-tedesca, e poi nei primi anni 2000, quando fu fatto un altro tentativo. È difficile dire se il prossimo vertice degli europei porterà in campo militare l’ambita “sovranità” degli Stati Uniti. Ma è ovvio che l’idea stessa è viva e molto popolare in Europa.

L’amministrazione Donald Trump, in una certa misura, sta spingendo l’Europa a creare il proprio esercito professionale. Gli americani hanno già raggiunto un aumento della spesa militare degli Alleati al 2% del PIL entro il 2024. Trump ha affermato che la spesa degli europei deve raggiungere il 4% del PIL della NATO. D’altro canto, gli Stati Uniti stanno sistematicamente riducendo i propri costi di mantenimento della NATO per ribaltarlo sugli alleati.

Gli europei stanno ora lanciando numerosi progetti su larga scala, tra cui un pacchetto di 17 programmi volti a integrare e adattare congiuntamente il progetto degli eserciti europei chiamato PESCO. Basti pensare che questo progetto è stato assegnato a 500 miliardi di euro e l’elenco dei partecipanti è impressionante: Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna e Svezia.

Osservare tendenze come la “fine delle idee euro-atlantiche” non vale la pena. Tuttavia, il fatto che in Europa stiano iniziando a pensare ad un proprio percorso, non disposti a obbedire alla volontà del “fratello maggiore” degli Stati Uniti, è un fatto ovvio.

Igor Perminov

Fonte: New Front

Traduzione: Sergei Leonov

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