Arrivano rinforzi di unità navali russe in Siria per la nuova fase del conflitto

DUE FREGATE LANCIAMISSILI SI UNISCONO ALLA TASK FORCE NAVALE RUSSA VICINO ALLA SIRIA (FOTO)

Il 25 agosto, l’ufficio stampa della Flotta del Mar Nero della Marina Russa ha annunciato che le fregate ‘Ammiraglio Grigorovich” e dell'”ammiraglio di Essen” si uniranno alla task force del Mediterraneo della Marina Russa.

“Le fregate della flotta del Mar Nero, l’ammiraglio Grigorovich e l’ammiraglio Essen stanno effettuando un passaggio programmato da Sebastopoli al Mar Mediterraneo. Attualmente, gli equipaggi delle navi da guerra stanno attraversando lo Stretto del Bosforo e dei Dardanelli del Mar Nero … Secondo il piano, le navi da guerra si uniranno alla task force permanente delle unità navali della Marina Russa già entro la fine della giornata “, ha detto l’ufficio stampa.

Sia l’Ammiraglio Grigorovich che l’Ammiraglio che l’Ammiraglio Essen sono state viste attraversare lo Stretto del Bosforo ore prima della dichiarazione della Flotta del Mar Nero. Le due fregate sono armate con missili da crociera Kalibr e equipaggiate con sistemi missilistici terra-aria a medio raggio Shtil-1.
Un giorno prima, Yörük Işık, un fotografo e un osservatore del Bosforo, a riferito che la fregata di classe Krivak II Pytlivy e due navi da sbarco di classe Tapir Orsk e Nikolay Filchenkov erano passate dallo stretto con rotta verso il governatorato costiero siriano di Tartus.

Queste navi sosterranno le operazioni militari delle forze russe in Siria. L’ammiraglio Grigorovich e l’ammiraglio Essen potrebbero addirittura sostenere l’imminente attacco dell’esercito arabo siriano (SAA) nel nord della Siria con l’utilizzo di missili cruise, in appoggio alle forze siriane.

Unità navali lanciamissili russe passano il Bosforo

Nota: Risulta chiaro che il Governo di Mosca è deciso a sostenere lo sforzo delle forze siriane a riconquistare l’ultima sacca del territorio siriano, quella di Idlib, nel nord della Siria, ancora sotto il controllo dei gruppi terroristi takfiri supportati dalla coalizione USA e dell’Arabia Saudita. Questo anche a costo di contrastare una eventuale azione di attacco della coalizione USA, minacciata ultimamente dall’addetto alla sicurezza di Washington, John Bolton, sulla base di un pretesto di utilizzo di armi chimiche da parte dell’Esercito siriano. Pretesto che, come avvenuto altre volte,viene prefabbricsto appositamente dai servizi di intelligence anglo USA.

In questo momento rischiano di scontrarsi due volontà opposte in Siria, quella dei neocon USA, rappresentate da Jonn Bolton e Mike Pompeo, diretta a capovolgere la situazione in Siria impedendo al governo di Damasco di riprendere il controllo di tutto il territorio. Quella di Mosca che intende rafforzare il suo alleato siriano e chiudere una volta per tutte la partita impedendo agli USA di rovesciare il Governo  di Damasco e balcanizzare la Siria, secondo il piano originario che ha fatto scatenare l’aggressione per procura contro quel paese da  parte di Washington, di Tel Aviv e di Rijad. La Russia si gioca il suo ruolo e non intende rinunciare alla difesa del proprio alleato, anche perchè è cosciente che questo aprirebbe la porta al caos ed alla destabilizzazione di tutta la regione, come avvenuto in Libia, mettendo in pericolo la stessa sicurezza nazionale russa.

Non ci sono più compromessi possibili fra le due parti e questo rende la situazione piuttosto seria ed allarmante: la scintilla di un conflitto generale fra USA e Russia, con il coinvolgimento delle altre potenze regionali, diventa molto reale e  concreta.

Fonte: South Front

Traduzione e nota: Luciano Lago

4 Commenti

  • Eugenio Orso
    26 Ago 2018

    Quando scatterà l’offensiva finale nella provincia di Idlib, per ripulirla dall’ultima, grande concentrazione di ratti mercenari in Siria, è probabile che la feccia usatlantista, con ebrei e sauditi, bombardi con il solito pretesto dell’attacco chimico …
    La battaglia finale, in Siria, sarà il preludio di un conflitto mondiale?
    Finora la Russia ha evitato lo scontro diretto, ma i criminali dell’asse del male non demordono e la battaglia per Idlib sarà, per loro, un’ottima occasione (con o senza i famigerati “caschi bianchi”).

    Cari saluti

    • atlas
      28 Ago 2018

      radiazioni atomiche ? Per i giudei si avvicina l’ora della resa dei conti: soffriranno per sempre.

  • Fabio Franceschini
    26 Ago 2018

    Beh speriamo.sinceramente mi pare che tra le incognite dell’equazione manchi quella turca. Comunque che la sacca di idlib debba ridursi territorialmente per mettere in sicurezza Aleppo ,le città della costa ,le basi russe e l’eliminazione dei gruppi terroristi che si rifanno ad al qaeda è l’obbiettivo minimo dei russi.se riusciranno ad ottenerlo senza un vero scontro che visti i numeri sarebbe imponente sarebbe meglio ma almeno con al nusra credo sarà impossibie. però anche in caso di scontro generalizzato la Russia non potrà decidere di salvare capra e cavoli.per quanto riguarda gli usa i russi devono semplicemente chiarire che risponderanno in caso di attacchi “umanitari” gli usa potrebbero anche “accorgersi” che gli attacchi chimici sono provocazioni dei terroristi.un consiglio a russi e siriani :eliminare gli agenti occidentali che si trovano in zona e colpire con omicidi mirati gli elmetti bianchi.i

  • atlas
    28 Ago 2018

    moriremo tutti ? Per ora credo di no, prima dovrà tornare sulla terra Il Messia, Il Figlio di Maria. Poi la guerra nucleare tra il bene (Socialismo Nazionale) e il male (democrazia internazionale). L’importante è non soffrire, non sono giudeo

Inserisci un Commento

*

code