Arrivano le conferme: sauditi e servizi intelligence USA dietro l’ISIS K in Afghanistan

Come si sospettava iniziano ad arrivare testimonianze e conferme del ruolo assegnato al gruupo dell’ISIS K in Afghanistan e chi siano i suoi mandanti.
Il primo a parlarne apertamente è un ex esponente della oligarchia saudita, Al-Suhaimi, che è divenuto antagonista del principe ereditario Bin Salman, il fantoccio degli americani e noto come il “principe sanguinario” (vedi come ha ordinato di fare a pezzi il giornalista Jamal Khashoggi al consolato di Istanbul).

Il dissidente saudita, Abdul Rahman Al-Suhaimi, ha accusato apertamente il principe ereditario Mohammed bin Salman di essere dietro l’attentato all’aeroporto di Kabul e di sostenere l’Isis in Afghanistan.

La scorsa settimana un attentato terroristico rivendicato dall’Isis è avvenuto vicino all’aeroporto di Kabul, uccidendo 85 civili e 13 soldati americani e ferendone più di 150.
Al-Suhaimi ha affermato in un video clip che le sue fonti, ben introdotte negli uffici e nei ministeri di Mohammed bin Salman, confermano il sostegno del principe ereditario all’organizzazione terroristica – secondo lui – sottolineando anche che “anche gli americani sono a conoscenza di queste fonti”.

C’è Mohammed bin Salman dietro ISIS Afghanistan?

Al-Suhaimi ha spiegato che, attraverso questo attacco, Ibn Salman voleva raggiungere 3 obiettivi, il primo dei quali era mettere in imbarazzo Biden (il presidente degli Stati Uniti); Questo perché ultimamente Biden si è rifiutato di riceverlo e ha rifiutato di ricevere suo fratello il principe Khaled, suo vice al Ministero della Difesa, perché questi era diventato un emarginato dopo l’assassinio di Jamal Khashoggi.

Il secondo obiettivo – secondo Al-Suhaimi – è mostrare il movimento talebano come un movimento impotente che non può fornire sicurezza e protezione ai cittadini, come ha detto lui.

Il terzo obiettivo è che Bin Salman stia cercando di mostrare al mondo che l’Afghanistan diventerà un focolaio di terrorismo sotto il dominio dei talebani. (….)
Al-Suhaimi ha continuato: Noi, in qualità di Prime Time Zone del Paese delle Due Sacre Moschee (Arabia Sudita), non siamo responsabili del comportamento sconsiderato della leadership saudita e del suo sostegno al terrorismo, né in America né in Afghanistan. Chi sostiene il terrorismo è la leadership saudita, che è protetta dal governo americano.

Ha continuato: Finché Biden sostiene coloro che siedono sul trono saudita, sappiamo che è lui stesso che accetta il ​​terrorismo e non lo previene, poiché il popolo saudita non ha nulla a che fare con quello.

Miliziani ISIS in Afghanistan

Al-Suhaimi ha rivelato che c’è una fonte saudita che lavora in un ministero guidato da Mohammed bin Salman – il Ministero della Difesa – che ha fornito al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti informazioni sui movimenti dell’Arabia Saudita in Pakistan dopo che i talebani hanno preso il controllo dell’Afghanistan.

Nota: Guarda caso i servizi di intelligence russi avevano segnalato alcuni mesi addietro i movimenti sospetti di elicotteri americani che avevano trasbordato dalla Siria all’Afghanistan un numero imprecisto di elementi dell’ISIS che erano stati fatti liberare dalle prigioni dei curdi dove erano custoditi. Questo spiega perchè Biden ha dichiarato dopo l’attentato, “sappiamo dove sono e chi sono gli autori…”.
Tale rivelazione ancora una volta smaschera le complicità degli USA con i terroristi e dimostra quanto sia vuota e strumentale la retorica di Washington sulla “lotta al terrorismo”.

Fonti: Primetzone.comHispan Tv

Traduzione e note: Luciano Lago

2 Commenti
  • Mario
    Inserito alle 11:44h, 02 Settembre Rispondi

    QUESTI BASTARDI ASSASSINI DI EBREI AMERICANI SONO I MANDANTI DI TUTTE LE STRAGI E DI TUTTI GLI OMICIDI …IN TUTTO IL PIANETA

  • Manente
    Inserito alle 14:42h, 02 Settembre Rispondi

    Mi chiedo che cosa aspettino Iran, Russia e Cina ad armare fino ai denti il martoriato e coraggioso popolo yemenita per metterlo in condizione di occupare militarmente l’Arabia Saudita ed abbattere il regime criminale del “principe motosega” Bin Salman. Senza i dollari sauditi la palude terroristica verrebbe prosciugata non solo in Afganistan quanto anche in Europa. Annientare chi finanzia le bande terroristiche è una priorità assoluta ed è il modo più efficace per tagliare l’erba sotto i piedi allo zio Sam ed a Israello.

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