Arriva l’implosione per il Movimento 5 Stelle e, a Di Maio e soci, la vecchia base si prepara a presentare il conto

di Luciano Lago

Tutti i media hanno dato massimo risalto all’espulsione del senatore Gianluigi Paragone che è ormai fuori dal Movimento 5 Stelle. Paragone era una figura di spicco nel movimento e si era distinto per portare avanti le battaglie di principio del movimento, che erano quelle della prima ora, contro lo strapotere della finanza, contro i burocrati di Bruxelles e per abolire le concessioni pubbliche come quella scandalosa sulle autostrade ai Benetton.
Il senatore è stato espulso dal Collegio dei probiviri composto da Raffaella Andreola, Jacopo Berti e Fabiana Dadone. Una decisione che era prevista e scontata già da tempo ma che è diventata ufficiale solo ieri con un comunicato diffusa in giornata.

Sono stato espulso dal nulla” – è stato il commento a caldo del senatore – “quando perdi 2 elettori su 3 ti espelle il nulla. Ormai il M5s si è accomodato nel palazzo, è un Movimento che si è messo le pantofole. Sto ricevendo tanti messaggi: c’è una grande rabbia di quegli attivisti che pensavano che il Movimento fosse anti-sistema”. Subito dopo lo stesso Paragone ha promesso: “Racconterò alcuni retroscena di questa espulsione, perché ci sono particolari succosi”. E su Luigi Di Maio Paragone ha sparato a zero: “E’ l’uomo che ha accumulato più poltrone di qualsiasi altro, non ha mai lavorato ed è stato ministro del Lavoro, non sa una parola d’Inglese e si è fatto nominare ministro degli Esteri”.
Da rilevare che, a prendere le difese di Paragone è intervenuto tempestivamente Alessandro Di Battista, esponente di spicco del movimento. «Gianluigi è infinitamente più grillino di tanti che si professano tali», ha commentato su Facebook rispondendo ad una attivista, «non c’è mai stata una volta che non fossi d’accordo con lui. Vi esorto a leggere quel che dice e a trovare differenze con quel che dicevo io nell’ultima campagna elettorale che ho fatto. Quella da non candidato, quella del 33%».
Non per nulla Di Battista è l’uomo che conserva ancora un forte ascendente su quella che era la base elettorale dei 5 Stelle e non è un caso che fino ad ora era rimasto in silenzio. Un caso di “silenzio senza assenso” alle scelte del movimento.

Con l’espulsione di Paragone si assottigliano ancora di più i numeri del Movimento 5 Stelle al Senato. Solo il mese scorso tre senatori Ugo Grassi, Francesco Urraro e Stefano Lucidi sono passati alla Lega. E esattamente un anno fa venivano espulsi i senatori Gregorio De Falco e Saverio De Bonis per “reiterate violazioni dello statuto” mentre a giugno era stata espulsa la senatrice Paola Nugnes. A settembre la senatrice del M5s Gelsomina Vono aveva aderito al gruppo Italia Viva mentre a novembre del 2019 la senatrice Elena Fattori era passato al gruppo Misto.
La situazione a Palazzo Madama è quindi sempre più precaria e nelle prossime settimane non si escludono altri addii nelle file pentastellate.

Grillo, Di Maio e Fico, il trio presto alla resa dei conti


Come avevamo facilmente predetto, arriverà il conto per Di Maio e compagnia e sarà salatissimo. Sarà un conto che verrà presentato a Di Maio e soci prima di tutto dai loro stessi elettori, traditi dalla promessa di battersi contro il sistema, contro l’Eurocrazia di Bruxelles e che oggi si trovano al governo questi che sono divenuti i peggiori collaborazionisti delle oligarchie eurocratiche.
Con l’espulsione di Paragone, a tutti gli effetti volge al capitolo finale la sagra dei 5 Stelle, da quella che è l’attuale irrilevanza numerica del movimento, cui sono stati ridotti dalle scelte scellerate del gruppo dirigente, i grillini stanno ormai arrivando, in poco tempo, all’implosione interna.
Se il governo andrà in crisi, come ormai probabile, dopo le elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria, allora i grillini dovranno abbandonare di corsa le loro poltrone (a cui si erano già molto affezionati) e dovranno correre per cercare riparo e candidature in altre forze politiche. Facile prevedere che saranno in pochi a restare nel palazzo ma che la maggior parte di loro dovrà tornare a casa e cercarsi un qualche lavoro.
Non sarà facile anche per loro trovarsi un posto di lavoro, visto come è ridotto il paese dove, fra una manovra e l’altra, le imposte salgono, la burocrazia la fa da padrona, le imprese strozzate dai debiti, dalle imposte e dalla crisi, chiudono o delocalizzano e la disoccupazione sale a livelli record.
Rimane una speranza per i grillini che ritorneranno a casa e si troveranno senza arte nè parte: fare domanda per il reddito di cittadinanza.

14 Commenti

  • michele
    2 Gennaio 2020

    siamo alle solite….cambiare x non cambiare nulla,questa classe politica ha un solo credo,il dio denaro, tutto è studiato per ricreare ogni volta la speranza di un cambiamento futuro che non avrà un presente………..il teatro andrà avanti con altri attori in un continuo loop di futura speranza fino alla fine.

  • luciano casprini
    2 Gennaio 2020

    GRILLO E IL SUO VASSALO DI MAIO HANNO TRADITO TUTTI QUELLI CHE HANNO VOTATO 5 STELLE
    Appoggiare il potere finanziario europeo è stato tradire tutti gli iideali del movimento
    ma cosa ci si poteva aspettare da Grillo che del potere finanziario ne è parte integrante
    basta pensare alle sue ville , una sa genova, una in costa smeralda ed una in Maremma e a tutti gli investimenti che fa ed ha fatto nel mercato mobilare ed immobiliare per capire di che stoffa è.

  • nicholas
    2 Gennaio 2020

    Penso che la gente stanca di questo teatrino, non avrà più fiducia nella politica.
    I poteri forti,il vero potere, avrà così raggiunto il suo scopo, non far votare la gente.
    Forse, gli Italiani quando saremo con il cul… per terra veramente, ci sveglieremo.
    Bisogna capire quando ci avverrà!!!

  • Franco
    2 Gennaio 2020

    Anche arroganza e miopia politica autolesionista.
    Se fossero stati furbi, avrebbero aspettato almeno il dopo-elezioni regionali per espellere Paragone, uno in più, ma uno giusto, che dirà qualcosa contro.
    Lo avevo capito tanti anni addietro, frequentandoli e vedendoci qualcosa che somigliava al veto reciproco dei tempi del pentapartito.

  • Idea3online
    2 Gennaio 2020

    Leggete e rileggete il primo commento, quello di Michele, se non desiderate essere una marmellata fluida che tende alla muffa, fate vostro il concetto del primo commento, se dopo non desiderate fare ciò, tuffatevi nuovamente dentro la marmellata e nuotate dentro la massa appiccicosa.

  • Eugenio Orso
    3 Gennaio 2020

    Diciamo che questo movimentuncolo pseudo rivoluzionario è durato abbastanza, come specchietto per le allodole di massa, favorendo i piani elitisti per l’Italia.
    L'”asse” di battista – paragone contribuirà a dargli il colpo di grazia elettorale?
    Forse l’élite finanz-globalista-giudaica ha deciso che è venuto il momento di “rottamarlo”, sostituendolo con qualcosa d’altro.
    Sono già pronte per l’uso politico a tutto campo le sardine?

    Cari saluti

  • Fabio Franceschini
    3 Gennaio 2020

    Il m5s si è rivelato come un gruppo di poveracci e miserabili baciati dalla fortuna. La loro principale attività attuale,oltre ad aumentare la colla sulle loro poltrone e cercare ben pagati posti di lavoro nella pubblica amministrazione! Come il caso della neoministra azzolina insegna che è divenuta preside pur senza avere nessuna competenza linguistica o scolastica!

  • Monk
    3 Gennaio 2020

    Chi crede al Di Battista eroico che difende Paragone non ha capito un casso, egli è pronto per sostituire il bibitaro coglione e riformare la setta-droga sociale stellata: altro giro, altra corsa, buona per i coglioni che credono ancora a questi farabutti

  • Man
    3 Gennaio 2020

    Altro giro e altro c’è già per adesso in scatola: sardine. E si è già rivolto il Grillo nazipopolare a tenerlo in considerazione mentre passa il testimone e a sua volta del già precedente Di Pietro lo sbirro assoldato: qualcuno ricorda la fine di Italia dei Valori? Memoria corta, consigli per gli acquisti va…

    Ps. Accozzaglia M5 Stelle (nato per incanalare la piazza) e basta vedere il loro simbolo con quelle corna in forma di V: non è forse vero che il Mondo è governato da segni e simboli?

    • Eugenio Orso
      3 Gennaio 2020

      E’ possibile che le sardine, nate con il pretesto anti-salvini come supporto per il piddì e fiancheggiatrici del Mes, diventino un partito o movimento – ovviamente di plastica -pronto per le future elezioni.
      Questo lo sostengo da tempo, nonostante il burattino-leader, Mattia Santoni sostenga che ciò non accadrà.
      Dopo la sola a cinque stelle, le sardine in scatola, pronte ad essere “scatolate” e servite su un piatto d’argento ai gonzi che credono nella democrazia.

      Cari saluti.

  • Idea3online
    3 Gennaio 2020

    Avete dimenticato Fusaro, e lui fra qualche anno a prendere il posto ed ingabbiare la rabbia del popolo. Solo qualche anno e Fusaro batterà Salvini…….

    • atlas
      4 Gennaio 2020

      Fusaro per questa gente beota e democratica ? Il 70% non è capace neanche di capirlo quando parla, la maggior parte del resto si addormenta

      mi meraviglio di Eugenio che si mette a commentare dinamiche suinocratiche da cui io personalmente sono del tutto estraneo. Se un giorno ci saranno le Due Sicilie come dico io vi saranno solo i Comitati Popolari. E nei Centri di rieducazione Nazional Socialisti non vorrei essere al posto nè dei democratici nè dei massoni. Tanto meno dei giudei

  • Idea3online
    3 Gennaio 2020

    Inoltre a Di Maio non lo bruceranno, probabilmente a breve gli daranno la via d’uscita, o uscita di emergenza. Zingaretti come del resto tanti del PD per adesso posizioni tampone. A breve su Di Maio l’uscita di emergenza dal Governo.

  • Birratarelli
    4 Gennaio 2020

    Basta solo ricordarsi da cosa deriva l’ idea dell’ omicida stradale : 1992 civitavecchia
    Alla fonda c’era il panfilo BRITANNIA noto covo estivo dei Rotschild dal quale scendeva come un ladro il finto ecologista ( dopo aver smerdato di cemento con suo fratello le colline del genovese con la gestimar..).
    In quell’ incontro c’ era anche la serva di soros ( Bonino ) che chiese ai suoi padroni che c’ entrava il grullo parlante al loro consesso………….
    Adesso qualcuno se la da una risposta della metamorfosi dei grullini pentastallati ?
    Quando ci si siede al tavolo anglo-sionista vuol dire seguire pedissequamente gli ordini che arrivano dai padroni.

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