APPROFONDIMENTI: La guerra di tutti contro tutti

di Roberto Pecchioli

Sarebbe bello osservare dall’esterno ciò che accade in questi mesi e poter esprimere giudizi da lontano, senza essere coinvolti, senza far parte del panorama. Invece, vince il principio di indeterminazione di Heisenberg. Il fisico tedesco mostrò che non è possibile misurare contemporaneamente e con assoluta precisione le proprietà che definiscono lo stato di una particella. Se determiniamo con precisione assoluta la posizione, ci troviamo ad avere incertezza sulla velocità, per cui le due misure comportano un’indeterminazione complessiva. Da un punto di vista concettuale, significa che l’osservatore non è mai un semplice spettatore, poiché il suo intervento, la sua stessa presenza, produce effetti non calcolabili.

Questa strana associazione d’idee ci è balzata in testa leggendo le sciocche affermazioni di un politico in ascesa, Giovanni Toti, governatore di centrodestra della Liguria, rieletto a larga maggioranza. Per confermare l’antica regola per cui un bel tacer non fu mai scritto, l’ex giornalista, berlusconiano critico, ha proposto attraverso le reti sociali gli arresti domiciliari per gli anziani, sulla base del fatto che i decessi per coronavirus colpiscono soprattutto quella fascia di età, che il prode Giovanni bolla come formata da “persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese”. Trascuriamo le goffe scuse successive, nonché il vergognoso scaricabarile verso la giovane responsabile della comunicazione in rete.

L’apartheid degli anziani, la sottile deriva eugenetica delle sue affermazioni fanno il paio con analoghe proposte governative. Toti, da bravo liberale di “destra” non è dissimile dai “liberal” di opposta (opposta?) estrazione. Tuttavia, memori del principio di indeterminazione, non vogliamo aggiungere la nostra alle tante voci che giudicano le affermazioni nel merito. La nostra osservazione è un’altra: il virus ha portato al suo massimo grado di intensità e di pericolosità la guerra di tutti contro tutti. Nel secolo XXI iper tecnologico e progressista, torniamo a Thomas Hobbes. Per il pensatore inglese del XVII secolo il bellum omnium contro omnes è la descrizione del caotico stato di natura, il conflitto generalizzato e perenne per porre fine al quale occorre affidarsi a un potere superiore e onnipotente, che chiama Leviatano, il nome di un mostro biblico.

Il virus non solo ci sta consegnando a una tecnodittatura sanitaria, ma ha scatenato forme di egoismo, divisioni, lotte intestine che davvero evocano la guerra di ciascuno contro tutti gli altri. Homo homini virus come esito di processi sociali, culturali e antropologici antichi – divide et impera è la massima del potere di ogni tempo – che la contemporaneità enfatizza al massimo grado. Giovani contro anziani, uomini contro donne, lavoratori contro disoccupati, garantiti contro precari, minoranze di ogni tipo, rancorose, offese e sovreccitate impegnate in una rissosa competizione fatta di ostilità reciproca. Viviamo in una strana società il cui metronomo oscilla impazzito e la bussola, come nella poesia di Eugenio Montale, “va impazzita all’avventura, e il calcolo dei dadi più non torna”. Ipocrita sino al midollo, il nostro è il tempo di una violenza nuova, gelida, impersonale, “tecnica”, un banchetto di cannibali con coltello e forchetta, in cui si vive e si muore di intrighi, prevaricazioni e inganni, chiamati civiltà, democrazia e tolleranza. Ma è la prassi, ci scandalizziamo solo quando la peggio tocca a noi.

I governi, prestanome del vero potere, aumentano la confusione alimentando il conflitto in una fase storica nella quale l’altro, il prossimo, è sempre più visto come un nemico da combattere e isolare perché potenziale vettore di contagio, omicida seriale inconsapevole. Di qui la diffidenza reciproca, l’orrore per gesti quotidiani come tendere la mano, la fine del sorriso, nascosto dalla mascherina, che significava in origine l’assenza di ostilità: esibisco la bocca e i denti per farti capire che non ho intenzioni violente. Sei vecchio? Sei un pericolo per la mia sopravvivenza: chiuditi in casa e non rompere le scatole. Infinite rivalità, un numero sterminato di rivendicazioni nemiche ed incompatibili spappolano quanto resta della convivenza civile. L’identitarismo forsennato e fanatico ci ha divisi in mille tribù ostili e il metronomo corre all’impazzata senza trovare un equilibrio. La cancrena sociale è così avanzata che la maggioranza non è più capace di riconoscere il marcio che ci avvolge.

Manipolazione di massa

Al tempo del virus, le divisioni si acuiscono e divengono vero e proprio rancore reciproco. Alle altre divisioni funzionali al potere, si aggiunge la rivalità generazionale che si strappa reciprocamente il diritto alla vita, il clima di spionaggio, l’irriducibile distanza tra i più impauriti e gli altri. E’ una situazione ideale per l’oligarchia e per la Grande Trasformazione in atto, tanto più che la gente non ha voglia e tempo per pensare, dominata dal baccano terrorizzante. Un signore anziano è caduto a terra a pochi metri da noi: è stato raggelante constatare non l’indifferenza dei passanti, ma la fretta con cui procedevano oltre fingendo di non avere notato l’accaduto. Quel vecchio mi contagerà, se mi avvicino per soccorrerlo? La fine della comunità è avvenuta da tempo, ma la polverizzazione della società è più recente; non ci tiene insieme più nulla, a parte la paura comune, ma non condivisa, poiché ciascuno teme esclusivamente per la sua pellaccia.

La rivoluzione individualista iniziata nel 1968 ha concluso il suo tragitto vincente, diventando, come era logico, guerra di tutti contro tutti, malamente coperta dal velo sempre più sottile della menzogna “umanitaria”. Lo ripetiamo con tristezza infinita: siamo figli del disastro del Sessantotto, la rivoluzione post borghese e individualista. E’ futile esercizio retorico domandarsi come l’Occidente avrebbe affrontato il virus se non avesse introiettato sino in fondo il contagio culturale e antropologico dell’ultimo mezzo secolo.

Incredibile eterogenesi dei fini, quella di una rivoluzione che non fu mai anticapitalista, oltre la momentanea coincidenza di interessi tra studenti, intellettuali e lavoratori. Fu piuttosto una disputa generazionale contro i padri che puntava a distruggere i principi che reggevano le comunità da lunga data. L’esito libertario fu e resta un esito individualista, i cui precipitati osserviamo ogni giorno. Non solo la famiglia e la religione erano i bersagli, ma anche formazioni sociali come i sindacati e ogni gerarchia istituzionalizzata. L’immaginazione al potere non era orientata alla costruzione di un progetto collettivo, ma a plasmare l’individuo edonista, incline al consumo oggi del tutto disarmato nell’anima dinanzi al primo vero dramma – soggettivo e comune – da settant’anni, l’irruzione del Coronavirus nell’intimo delle nostre vite.

In più, da quella stagione fatidica, è sorto un nuovo concetto dell’essere giovani. La giovinezza è diventata un soggetto politico sociale rivendicativo. Ne ha approfittato il capitalismo per cambiare pelle come un serpente e lavorare per l’abolizione di ogni limite. La giovinezza non è più un’età ma una modalità esistenziale, un’ansia di consumare, mordere la vita e, di passaggio, frammentare ogni rivendicazione in miriadi di identità in cui si può entrare o uscire a volontà. Ridotto a macchina desiderante e insieme strumento della produzione, l’uomo non è più tale e Giovanni Toti – o il suo ghost writers, lo scrittore ombra della comunicazione sociale- può scrivere senza vergognarsi che gli anziani non sono soggetti indispensabili “allo sforzo produttivo”. Liberali di tutte le tendenze, uniti nelle parole del governatore ligure: produci, consuma, crepa.

L’anziano e la vecchiaia sono gli sconfitti assoluti del tempo nuovo, i nemici mortali non dei giovani, ma dell’efficienza produttiva, destino unico della presenza umana sulla scena del mondo. Il vecchio serve (ancora) se ha un reddito che ne fa un consumatore, altrimenti è un gran brutto fastidio, da eliminare convincendolo a togliersi dai piedi (eutanasia, “morte degna”), non prima di aver regolato le successioni ereditarie, giacché l’unico testamento che la postmodernità è ben lieta di ricevere è quello dei beni materiali. In caso di emergenze come quella presente, il sogno non rivelato apertamente è il genocidio generazionale, e, in subordine, la reclusione.

Comprese tutto Michel Clouscard, intellettuale vicino al Partito Comunista francese, il primo a vedere il Sessantotto come controrivoluzione liberale, interessata ad accelerare la rovina dei vecchi valori borghesi e popolari per instaurare un modello edonista e permissivo. Herbert Marcuse parlò di nuovo ordine libidinale e Gilles Deleuze di macchine desideranti. Con molti altri, furono gli animatori di un processo culturale che presentava come rivoluzionario un modello di consumismo “trasgressivo” che, nel fondo, corrispondeva all’arrivismo e alla sete di potere delle nuove classi medie. Il disprezzo per la vecchiaia ne è una componente importante: la vita è stata riformulata in “qualità della vita” in base a parametri materiali di efficienza, produttività, propensione ai consumi e, naturalmente, salute fisica. Nella società di mezzo secolo fa, non si conosceva la professione di badante e ricoverare i propri vecchi all’ospizio, il nome verace delle odierne “residenze sanitarie assistite” era visto come un disonore, tutt’al più una triste necessità.

Al tempo d’Ognissanti e dei Morti, sono chiusi e comunque pressoché deserti i cimiteri, il segnale più tangibile e drammatico della fine della famiglia, ovvero della memoria, trasmissione e riproduzione della società. Il virus ha funzionato anche in questo caso da acceleratore: funerali negati ai morti della prima ondata, persino fosse comuni, l’orrore più assoluto e manifesto per il corpo dei defunti, ossia, in fin dei conti, l’orrore per noi stessi. In più, ci stiamo convincendo di un’ulteriore deriva: esaurito il compito di produttori, consumatori, ufficiali pagatori e ausiliari di figli e nipoti, i vecchi devono essere eliminati anche per la loro condizione di testimoni del passato, custodi di principi, valori e modi di vivere che la postmodernità “liberata” ha dissolto.

Il degrado non deve mai essere mostrato, tanto meno evocato da chi sa che la civiltà – con tutti i suoi limiti e difetti- non fu sempre il deserto spirituale odierno. La guerra di tutti contro tutti è il risultato della riduzione dell’essere umano a pura esistenza materiale, al trionfo di Dioniso e di una permanente notte di Valpurga sull’ordine morale e civile e la retta ragione. Nel mondo di Hobbes, il Leviatano è la razionalizzazione della legge del più forte. Il tempo del virus ci riporta alla foresta primigenia, che l’uomo ha lottato per redimere e ordinare non appena ha saputo volgere lo sguardo verso l’alto. In tutte le società “normali”, non diciamo tradizionali, il rispetto per la morte, per il corpo defunto e per l’anziano si è accompagnato alla luce della civiltà. Le parole improvvide di Giovanni Toti, politico in carriera di centrodestra (a sinistra sono più scaltri, certe idee le praticano ma non le rivelano) rendono palese la verità. Il potere è in mano a un Leviatano che, a differenza di quello di Hobbes, ha interesse a promuovere, enfatizzare, inventare contrasti e divisioni sempre nuove per fare di noi altrettante fungibili “particelle elementari “.

Le particelle elementari è il titolo del primo romanzo di successo del discusso scrittore francese Michel Houellebecq. Uno dei temi è il percorso della degradazione occidentale post Sessantotto. Due fratellastri vivono una complicata relazione con la madre che li abbandonò. Il minore è un biologo molecolare, incapace suo malgrado di provare emozione verso gli esseri umani, impegnato a creare le basi di una mutazione radicale (culturale e fisica) dell’intero genere umano. L’altro, vissuto in un ambiente fatto di soprusi, condivide con il fratellastro l’incapacità ad amare, manifestata in morbosa dipendenza dal sesso. La madre li abbandonò per inseguire un obiettivo di radicale edonismo. Attraverso di lei, orami anziana, Houellebecq mostra che cosa è diventata la comunità hippy in cui vive, dove si sperimentavano le sostanze psichedeliche, si praticava l’amore libero e si abbracciavano confusamente pezzi di tradizioni orientali. Lontana da ogni rivoluzione, la comunità è diventata un’istituzione dove si organizzano seminari New Age per grandi aziende e funziona come spazio per sesso casuale, compulsivo, per ex giovani rivoluzionari invecchiati senza essere diventati adulti.

Ci pare un affresco assai somigliante alla nostra condizione di atomi terminali, tolleranti, civilizzati e sedicenti pacifisti, capponi di Renzo di ogni età, sesso e condizione in guerra intestina permanente, saldamente tenuti alla catena in attesa di finire in pentola.

Fonte: Il Pensiero Forte.it

32 Commenti

  • Monia De Moniax
    5 Novembre 2020

    ogni uscita evitata è una boccata d’aria respirata. Esco solo quando non ho più niente da mangiare. Tanto chi incontrerei? Mascherinati pusillanimi vili codardi. Vade retro. forza Trump !

    • atlas
      5 Novembre 2020

      “Joe Biden rappresenta l’Establishment, il Deep State, la sottomissione all’ideologia dominante, l’immigrazionismo, il progressismo, il capitalismo deterritorializzato, il politicamente corretto, Black Lives Matter, i media mainstream, insomma quell’abominevole Nouvelle Classe di cui la strega Hillary Clinton era già rappresentante quattro anni fa.” A. De Benoist

  • giulio
    5 Novembre 2020

    Ottimo articolo…non c’è niente da aggiungere se non che il bonzo Toti fa parte di quella destra in cui si trovano anche i salvini che espongono manifesti pro Trump…la meloni mi sembra che non è ancora arrivata a tanto ma qualcosa mi dice che se trump vincerà si adeguerà presto anche lei che indossa la mascherina tricolore… in questo paese ci sono strani nazionalisti e sovranisti …si ritengono tali solo per qualche loro opposizione alla Ue…vedono il dito e non la foresta.

    • atlas
      5 Novembre 2020

      facciamo come dici tu

      mettiamo tutto in mano ai centri sociali sinistri, democratici e antifascisti

      chi nomina il fascismo sarà arrestato, chi nomina Hitler sarà seviziato, chi nomina i giudei sarà condannato, chi dice che i negri sono stranieri ai lavori forzati sarà inviato. Chi non è omofilo a una brutta fine sarà destinato, a chi difende la Famiglia del papà e della mamma il suo membro verrà amputato e a chi è religioso il capo verrà tagliato

      iscrivetevi al mondo dei Giuli, vi conviene

      • giulio
        5 Novembre 2020

        “Chi non è omofilo a una brutta fine sarà destinato,”

        casomai si potrebbe dire che sono omofobo e non omofilo! a me piace la fica …non so a te!

        • atlas
          6 Novembre 2020

          io faccio tutto quello che ordini tu. Mi piace tutto quello che piace a te. Ci tengo alla mia testa e non voglio finire in galera. Il mondo deve girare sinistramente come vuoi tu. Non solo quì, Biden imporrà lo stile ‘giulio’ a tutte le nazioni della terra e Putin è un cretino. Lavrov un delinquente

          solo che la fine dei tempi è vicina

        • Kaius
          6 Novembre 2020

          L “omofobia” come la “pedofobia” o la “zoofobia” non esiste.
          Perché a nessuno fanno paura gli omofili,i pedofili o gli zoofili.
          Ci sono solo odio,disprezzo e disgusto GIUSTISSIMI,NATURALISSIMI E NORMALISSIMI contro abomini contro natura psicosessualmente malati che non devono esistere e che meritano la morte.
          A questo punto se utilizzi certi termini sei te che te le cerchi.

  • giulio
    5 Novembre 2020

    mistificatore e falsario! quando mai ho scritto a favore dei centri sociali? non so neppure dove stanno! non sono fascista nè nazista ma anche a fascisti e nazisti qualche volta ho augurato la galera solo quando qualcuno di loro che è fascista almeno nei modi di scrivere pretendeva che me ne andassi in corea.
    Sui negri importati ho scritto il peggio definendoli complici delle mafie e indicando come unico rimedio allo scempio quello di arrestarli immediatamente dopo gli sbarchi. Quanto alle famiglie se c’è uno che non rispetta neppure madri e mogli altrui sei proprio te!
    La religione? ho sempre detto che rispetto la religione degli altri qualunque essa sia rivendicando solo di non essere iscritto a nessuna religione ufficiale sebbene ho una religiosità tutta mia. Naturalmente una cosa è la religione è altra cosa è l’uso della religioni per ragioni di potere!
    Ma quando la finirai di raccontare balle sul mio conto?
    Se vuoi combattermi fallo con degli argomenti e non con le falsità, con provocazioni e con le volgarità di ogni tipo

    • giulio
      5 Novembre 2020

      ho parlato per errore di religione mentre avrei dovuto rispondere alla tua cazzata sui giudei! Io non odio i giudei (ebrei) in quanto tali…questa è roba da nazisti e fascisti…io odio i sionisti che sono qualcosa di diverso!

      • atlas
        6 Novembre 2020

        ma guarda che io AMO la democrazia. Evviva la democrazia di questo sito, hanno vinto i giuli evviva i giuli, una decina di articoli dedicati solo agli usa e alle loro e-lezioni fanno capire che gli usa comandano e sono i più importanti di tutto il resto e delle cose del mondo, giuli compresi

        scrivo solo che non ne avremo per tanto altro tempo ancora, sono solo convinto, Luciano, Giuli e teoclimeni dubbiosi, che DIO sia superiore al tutto, posso ?

        • Teoclimeno
          6 Novembre 2020

          Atlas, Io non sono dubbioso, tranne che per un solo aspetto: la pagano ad ore o ad intervento?

          • atlas
            6 Novembre 2020

            riscendesse sulla terra Gesù adesso, tu teoclimeno lo accuseresti di essere pagato da qualcuno, quando invece la sua retribuzione spetta al DIO, che tu neghi

            avrai anche tu ciò che ti spetta, non allarmarti, solo che Dio non paga il Sabato

        • giulio
          6 Novembre 2020

          l’unica cosa che m’interessa “vincere” è poter scrivere le mie opinioni anche sui Lavrov senza dover essere oggetto di intolleranza e di offese che fanno venire il vomito!
          Tu, gli “arditi” e qualche altro avete le vostre idee e opinioni e nessuno vi impedisce di esprimerle…chiedo troppo di poter fare lo stesso? te l’ho detto e te lo ripeto: contesta con argomenti chi non ti piace…mi sta bene anche la battuta ironica purchè non tocchi la dignità delle persone che critichi e lasci stare familiari e affetti personali.
          Ti riesce difficile? allora hai qualche problema…non te la prendere con la “democrazia” di questo sito che permette anche la tua presenza.

          • atlas
            6 Novembre 2020

            evvabbene Giulio. Ti diamo un’altra possibilità. Ma Lavrov non si tocca. E su Putin, nemmeno si discute

    • Kaius
      6 Novembre 2020

      L “omofobia” come la “pedofobia” o la “zoofobia” non esiste.
      Perché a nessuno fanno paura gli omofili,i pedofili o gli zoofili.
      Ci sono solo odio,disprezzo e disgusto GIUSTISSIMI,NATURALISSIMI E NORMALISSIMI contro abomini contro natura psicosessualmente malati che non devono esistere e che meritano la morte.
      A questo punto se utilizzi certi termini sei te che te le cerchi.

      • giulio
        6 Novembre 2020

        guarda che definendomi “omofobo” e non “omofilo” intendevo solo fare una battuta in risposta a quel tizio che si mette sempre in cattedra a DEFINIRE chi è buono e chi cattivo!
        Io me ne frego degli omofili e degli omofobi…non sono nè l’uno nè l’altro…semplicemente preferisco il sesso femminile…gli altri facciano come gli pare…in questo sono “democratico” con un limite che definirei “putiniano”: non è accettabile la propaganda dell’omosessualità!

    • Arditi, a difesa del confine
      6 Novembre 2020

      la Corea continua ad essere il suo posto, poi quando morirà di fame si ricorderà di cosa vuol dire combattere il comunismo

      Avanti ragazzi di Buda, avanti ragazzi di Pest
      studenti braccianti operai, il sole non sorge più ad est
      Abbiamo vegliato una notte, la notte dei cento e più mesi
      quell’alba radiosa di ottobre, quell‘alba dei giovani ungheresi

      Ricordo tu avevi un moschetto, su portalo in piazza ti aspetto
      nascosta fra i libri di scuola, anch’io porterò una pistola
      Sei giorni, sei notti di gloria durò questa nostra vittoria
      al settimo sono arrivati i russi con i carri armati.

      IL COMUNISMO NON PASSERA’ ! ! !

      Onore agli Arditi e gli altri 600.000 caduti per la Patria e che ora si ritrovano gente come lei, massimo disprezzo per lei e per i traditori come lei

      IX Reparto d’assalto Arditi… PRESENTE !!!!!!!!!!

      • Kaius
        6 Novembre 2020

        Ecco neanche l ” omosessualità” come la ” pedosessualitá ” o la ” zoosessualitá” esiste.
        La sessualità è una sola e non ha varianti.
        Il maschio ha la sessualità del maschio,la femmina la sessualità della femmina.
        Il sesso è possibile solo tra il maschio e la femmina,gli unici organi sessuali sono pene e vagina,scopo =riproduzione.
        Poi ci sono le parafilie,le malattie psico sessuali,le mostruosità e gli abomini contro natura come l omofilia,la pedofilia e la zoofilia che non devono neanche esistere e che meritano la morte insieme a tutti i deviati che sostengono questo schifo.
        Usando certi termini te le cerchi.
        Se poi hai paura dei froci sono problemi tuoi.

      • giulio
        6 Novembre 2020

        se i nazisti ucraini non fossero degli assassini e fossero contro gli imperialisti americani , io mi batterei assieme a loro,
        Se gli ebrei fossero contro il sionismo e contro l’imperialismo americano, io mi batterei assieme a loro.
        Se i neo fascisti o neo nazisti di qua sopra fossero contro l’imperialismo americano io mi batterei assieme a loro.
        I coreani, gli iraniani, i russi, i cinesi, i venezuelani, gli yemeniti, i siriani, gli iracheni e chiunque altro sia contro l’imperialismo gangsteristico americano lo considero un mio alleato!
        E’ chiaro sig. “ardito”?
        Non ho il mito di nessuno, non alzo inni nè alla corea nè ai russi nè ai cinesi e a nessun altro ma di sicuro odio e disprezzo l’arroganza delle elite americane e il loro imperialismo.
        Lei parla di “FAME” dei coreani, dei cinesi e di chiunque altro dica di essere socialista o, peggio, comunista perchè odia il socialismo e, ancora di più, il comunismo.
        A me non risulta che coreani, russi, cinesi e altri soffrono la fame per colpa del socialismo o comunismo, se la soffrono è solo perchè un pugno di paesi imperialisti e colonialisti cerca di ridurli alla fame ricorrendo a ogni mezzo anche in lampante violazione di ogni regola di diritto internazionale o della stessa Onu: sanzioni che strangolano le loro economie, boicottaggio, pirateria, ricatti e, se non basta, la guerra!
        Se quel pugno di criminali paesi “democratici” a chiacchiere rientrano tra i suoi preferiti, se li tenga pure stretti … tra non molto probabilmente anche lei soffrirà la fame a meno che non sarà un loro prezzolato servitore….roba che non è da “arditi” … o sbaglio?

  • Teoclimeno
    6 Novembre 2020

    Giovanni Toti ha ragione: “gli anziani non sono soggetti indispensabili allo sforzo produttivo”. Lo esortiamo quindi a dare il buon esempio, dandosi la “Dolce Morte” liberando il mondo da un’ inutile bocca da sfamare.

    • Sandro
      6 Novembre 2020

      Io, invece, l’”uscita” di Toti l’ho presa bene. Bloccare il parlamento che brulica di vecchi che non possono recarvici, è una buona idea.

    • giulio
      6 Novembre 2020

      approvo!

      • giulio
        6 Novembre 2020

        intendo Teoclimeno!

  • giorgio
    6 Novembre 2020

    La frase di Toti …… la dimostrazione che il liberismo è di per sè un delirio …….

    • atlas
      6 Novembre 2020

      come al solito la massoneria la mette sul piano tecnico/materiale, ma che si tolgano le libertà fondamentali alla gente, che la si mette innocente in galera piace, è il sogno che si avvera, il virus se non c’era s’inventava

  • Teoclimeno
    7 Novembre 2020

    Atlas, vedo che adesso gioca a fare il cristiano. Mi sembrava di ricordare che si fosse convertito all’Islam, ma forse nel frattempo mi sono perso qualche puntata. Per il futuro le suggerisco, per l’ennesima volta, di ignorarmi e smetterla di assillarmi con le sue flatulenze para religiose duo siciliane. Non c’è abbastanza spazio nella sua testa per contenere uno come me.

    • atlas
      7 Novembre 2020

      io ci provo a confrontarmi, sono quì per imparare da tutti, belli e brutti, e l’Islam non è per tutti. Non crederai a Gesù ma dovrai credere a quello che leggi da me, credo, perchè credo che lo leggi, cioè Dio ti ha creato con degli occhi per leggere, non lo puoi negare, credo. Se non vuoi leggere risposte non scrivere commenti pubblici. Se fossimo su facebook potevi scegliere di cancellarmi e non leggermi, con quegli stessi occhi che ti ha dato Il Dio, io lo credo. E non puoi evitare di leggere che io lo credo. Al Creatore. Però lo puoi negare, chi te lo vieta. L’Islam non è per tutti. Un caro saluto, educato e sincero, con ossequi e grande stima e rispetto

      • atlas
        7 Novembre 2020

        non crederai a Dio, ma, pur se non si può essere d’accordo su tutto devi credere che io sono contento che quì c’è una testa come la tua, credimi, si vive più sereni e tranquilli

        suggerimento per suggerimento, se vedi Gesù ignoralo, non gli credere, allontanati, fai spazio, semplice no ?

    • atlas
      7 Novembre 2020

      p.s. io mi sono convertito al giuliaismo; anche Giulio si convertirà vedrai, è l’unica soluzione per vivere bene

  • Teoclimeno
    7 Novembre 2020

    Atlas dixit…“Se non vuoi leggere risposte non scrivere commenti pubblici.”. Ovvio, il suo scopo, ed è il motivo per cui viene pagato, è proprio quello di allontanare dal sito gli utenti, che non si bevono le sue flatulenze ano-religiose-duo siciliane. Lo ripeto per l’ennesima volta, e vorrei che fosse l’ultima: creda quello che vuole, scriva quello che vuole, ma mi lasci in pace.

    • atlas
      7 Novembre 2020

      ‘La Pace’, in Arabo ‘Al Salaam’ (ma il significato è molto più ampio, anche per la tua grande testa) non ce la si deve guadagnare, la si deve avere. Io cerco solo di arricchirti ma non voglio ringraziamenti. Se vuoi rimanere povero è una tua libera scelta, soggettiva, ma non credo tu stia in pace. Nemmeno in quella tua grande testa

  • Teoclimeno
    8 Novembre 2020

    Atlas, lei è una fossa biologica a cielo aperto, che diffonde i suoi miasmi maleolenti in tutto il sito.

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