Appello dell’ arcivescovo Atallah Hanna : La comunità internazionale non deve restare a guardare mentre l’occupazione israeliana viola i diritti umani

L’arcivescovo Atallah Hanna di Sebastia per i greco-ortodossi ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché adotti posizioni chiare e dirette nei confronti dei crimini dell’occupazione israeliana contro il popolo palestinese.

In una dichiarazione al quotidiano “Syria Times”, l’arcivescovo ha criticato le posizioni deboli della cosiddetta comunità internazionale nei confronti dei palestinesi, che vengono attaccati e repressi dall’occupazione di Al-Quds [Gerusalemme] e dei suoi quartieri.

“La cosiddetta comunità internazionale resta inerte di fronte alle pericolose violazioni dei diritti umani da parte di Israele e si limita a rilasciare dichiarazioni timide e inutili”, ha aggiunto, affermando che nessuno ha il diritto di cancellare i diritti del popolo palestinese.
“Esortiamo le persone libere di tutto il mondo a sostenere la causa palestinese che è la causa di ogni persona libera indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa o culturale o etnica”, ha concluso l’arcivescovo.

Tutti i crimini israeliani purtroppo accadono con la piena conoscenza della comunità internazionale, che sta assistendo a questi gravi crimini, inclusa l’uccisione di bambini, donne e uomini innocenti, il tutto in nome del radicamento della più lunga occupazione belligerante della storia moderna.

Tuttavia, la comunità internazionale rimane paralizzata nonostante i ripetuti appelli di molti governi, parlamenti, società civile e persone di coscienza in tutto il mondo per porre fine a questa ingiustizia, consentendo all’impunità di Israele di mutare a un ritmo allarmante mentre il diritto internazionale e le vite umane vengono calpestate e le prospettive di una pace giusta sono distrutte.

L’entità delle violazioni coordinate da parte delle forze di occupazione israeliane (IOF) e dei coloni israeliani estremisti sta raggiungendo livelli senza precedenti, provocando l’uccisione a sangue freddo di civili palestinesi e l’espropriazione di massa del nostro popolo mentre il governo israeliano porta avanti la sua impresa di colonizzazione illegale, secondo i resoconti dei media.

Forze di occupazione israeliane

Il 6 agosto, un palestinese innocente è stato ucciso dalle IOF, che hanno risposto con la forza letale alle legittime proteste dei civili contro i piani di colonizzazione israeliana nel villaggio di Beita. Emad Ali Dwaikat, 37 anni, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco dalle IOF mentre protestava insieme ad altri abitanti del villaggio di Beita che cercavano di salvare la loro terra dalla confisca e dall’insediamento. Emad era padre di quattro bambini piccoli, quattro figli che ora sono rimasti orfani a causa di questa occupazione criminale, che ha devastato la sua famiglia e ha alterato per sempre le loro vite. (Altri quattro palestinesi sono stati uccisi dalle forze di occupazione nel corso di proteste verificatisi nelle ultime settimane di agosto in Cisgiordania, N.d.R. .vedi: https://www.reuters.com/world/middle-east/israeli-forces-kill-4-palestinians-west-bank-clash-palestinian-official-2021-08-16/).

Sono state inviate all’ONU 728 lettere riguardanti la crisi in corso nei Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, che costituisce il territorio dello Stato di Palestina. Tali lettere, datate dal 29 settembre 2000 (A/55/432-S/2000/921) al 23 luglio 2021 (A/ES-10/xxx-S/2021/xxx) costituiscono un atto fondamentale dei reati commessi da Israele, la potenza occupante, contro il popolo palestinese dal settembre 2000, ha affermato recentemente la missione palestinese all’ONU.

Per tutti questi crimini di guerra, atti di terrorismo di Stato e sistematiche violazioni dei diritti umani commessi contro il popolo palestinese, Israele, la potenza occupante, deve essere ritenuta responsabile e gli autori devono essere assicurati alla giustizia.

Basma Qaddour

Fonte: Syria Times

Traduzione: Luciano Lago

2 Commenti
  • sublime
    Inserito alle 18:14h, 31 Agosto Rispondi

    Mi sembra che l’incentivo sia un orsacchiotto di peluche per chi becca al primo colpo una signora incinta della striscia di Gaza.

    • Giorgio
      Inserito alle 18:33h, 31 Agosto Rispondi

      Domandiamoci come incentivare chi, tra i palestinesi, becca al primo colpo un sionista che passeggia per Tel Aviv con la Kippah in testa ……..

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