"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Americani, sauditi e turchi stringono il cerchio intorno alla Siria

Gli  Stati Uniti ed i loro alleati stanno consegnando armi pesanti ai ribelli siriani

Per la prima volta in quasi cinque anni di guerra in Siria, le forze dell’opposizione come l’Esercito della Conquista e l’Esercito Libero di Siria, stanno ricevendo grandi quantità di armi pesanti dagli Stati Uniti, da Israele, dall’Arabia Saudita, dalla Giordania, da Turchia, Qatar e da Emirati Arabi Uniti, secondo le fonti militari di Debkafile, la pubblicazione non ufficiale del Mossad.

L’equilibrio delle forze nel conflitto in Siria di conseguenza si è spostato a favore delle forze ribelli che stanno ottenendo delle piccole vittorie contro l’Esercito di Bashar al-Assad.
Nelle ultime due settimane, l’armata dei ribelli e mercenari armata dagli USA e dai loro alleati, è riuscita a conquistare Jisr al-Shughour, nella provincia settentrionale del paese di Idlib, riuscendosi a muovere su nuove posizioni giusto di fronte al bastione alawita di Assad a Latakia ed a Homs. I ribelli hanno anche guadagnato terreno nel sud della Siria nella regione di Quneitra di fronte ad Israele che fornisce loro appoggio ed armamenti.

Le fonti dell’intelligence israeliane informano che l’esercito di ribelli e mercenari anti Assad adesso risulta armato come mai prima, disponendo di armi pesanti come carri armati T-55, T-62 e T-72, BMP veicoli da fanteria da combattimento, lancia missili, mortai e mitragliatrici pesanti antiaeree (da 12,7 14,5 e 23 mm.) montate su veicoli. Adesso i ribelli dispongono di almeno quattro tipi di armi anti carro, includendo RPG-7, RPG-22, M79s ed hanno ricevuto anche una fornitura di missili anticarro TOW, made in USA. Oltre a questo dispongono di materiali per la visione notturna.

Missles Tow
Ognuna delle  potenze che appoggiano l’armata ribelle ha le sue ragioni per farlo.
Gli USA ad esempio sono decisi ad evitare che il governo siriano di Assad ed i suoi alleati, la Guardia Rivoluzionaria iraniana, gli Hezbollah e le milizie sciite vincano la guerra.

Israele vuole tenere a distanza la Guardia iraniana e gli Hezbollah dalle sue frontiere con la Siria.
L’Arabia Saudita vuole ottenere il rovesciamento di Assad.

Tuttavia, nel percorso verso questi obiettivi, i sostenitori dei ribelli si trovano di fronte ad un preoccupante sottoprodotto del loro appoggio: la maggior parte delle armi fornite all’opposizione siriana vengono canalizzate verso i gruppi ribelli radicali islamici associati o identificati con Al Qaeda.  Debkafile, ben informato a proposito, elenca i destinatari:

1. Il Fronte Al Nusra, ala siriana di Al Qaeda, lo Stato Islamico in Iraq ed il principale rivale del Levante per la dominazione in Siria. Nusra è la più forte e la più professionale di tutte le milizie dell’opposizione che combattono contro il regime di Assad. Nel disporre di una quantità di armi avanzate, Nusra ha stabilito in centro di addestramento sulle montagne di Qalamoun, attraverso la frontiera siriana e libanese, per perfezionare le capacità dei sui combattenti nell’utilizzo, specialmente dei missili TOW anticarro.
2. Ahrar al-Sham, il cui principale sponsor è il Qatar, è più radicale di Nusra e mantiene legami limitati ed operativi con l’ISIS.
3. La Divisione Costiera, la cui area di operazioni è Latakia, che è formalmente un ramo dell’esercito Libero di Siria, tuttavia in pratica prende gli ordini dal fronte al-Nusra.
4. Le Brigate Sukur Al Ahab, che operano principalmente sulle montagne di Qalamoun, ugualmente agli ordini di Al Nusra.
5- La coalizione Fronte Sudm che è presente nel sud della Siria, vicino alla frontiera con Israele anche questa sotto il comandoi di al Nusra.
Questo assortito gruppo di milizie ha sostenuto il mese scorso la battaglia per Quneitra contro il Jaish al-Jihad (l’esercito della Jihad) che ha promesso lealtà all’ISIS.

Rebeldes sirios presentan victimas

Non può sfuggire a nessuno dei governi  stranieri che, armando l’opposizione siriana (costituita in massima parte da mercenari stranieri arrivati dall’estero), di fatto si stanno sostenendo le organizzazioni terroriste islamiche radicali. Tuttavia questo non si ammette apertamente. Funzionari del governo USA preferiscono far credere che i destinatari delle armi siano i “ribelli moderati”. Fonti israeliane ammettono che il loro aiuto militare arriva nelle mani di Al Nusra ma si giustificano affermando che si tratterebbe di un gruppo locale che non ha legami con Al Qaeda.

Sembra difficile pensare che qualche cosa di buono possa uscire dalla politica siriana perseguita in questi giorni dagli Stati Uniti, da Israele, dalla Giordania, dall’Arabia Saudita, dagli Emirati e dalla Turchia : se le milizie dell’opposizione che vengono armate e finanziate dagli USA e dai loro alleati dovessero uscire vittoriose, gli associati di Al Qaeda e dell’ISIS finirebbero con divenire padroni di ampie regioni della Siria; o al contrario vanno a rovesciare il regime di al-Assad e governare al suo posto a Damasco. La Siria allora sarebbe il  primo paese arabo a cadere nelle mani di Al Qaeda (analogamente  a quanto sta accadendo in Libia).

Ancora una volta le forze USA bombardano per errore le forze popolari irachene

Membri  della coalizione comandata dagli USA sono tornati a bombardare per errore (così affermano) questo Lunedì, durante un attacco aereo, le posizioni delle forze popolari dell’Iraq che combattono al fianco delle forze governative contro i terroristi dell’ISIS. Il risultato è stato quello della morte di due combattenti iracheni e della distruzione di un deposito di munizioni e della fabbrica annessa al deposito. Naturalmente questo viene fatto passare dal comando USA come un ennesimo “errore” delle forze aeree statunitensi  che avrebbero “sbagliato l’obiettivo”.

Fonti:    El Espia Digital      Debka File

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Nella foto in alto: un carro armato in dotazione ai ribelli siriani di Al-Nusra

Nella foto al centro: miliziani islamici si addestrano con il nuovo lanciamissili  Tow, fornito dagli USA

Nella foto in basso: miliziani islamici dell’ISIS mostrano le teste dei soldati siriani uccisi e sgozzati

*

code

  1. Andrea 3 anni fa

    In Ucraina la situazione è in stallo, ma in medio oriente sta precipitando. Qui inizierà quel conflitto che coinvolgerà tutti, Europa compresa. Bisognerebbe che l’Arabia Saudita venga coinvolta in rivolte interne. E’ l’unica soluzione.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Luciano Lago 3 anni fa

      In effetti tutto lascia pensare che Washington abbia deciso di sferrare il colpo definitivo sull’Asse della Resistenza Siria, Hezbollah ed Iran e voglia annientarlo per poi passare al nemico del Nord: la Russia. Per questo sta mobilitando tutte le forze in campo, inclusi Arabia Saudita (vedi attacco allo Yemen filo iraniano) ed Israele che attaccherà’ sul fronte del Libano per annientare Hezbollah. Tuttavia non è’ detto che tutto vada come previsto: russi e cinesi hanno mangiato la foglia e sanno che dopo Siria ed Iran l’Impero USA sionista si rivolgerà’ a loro. Vedremo a breve termine prossimi tragici sviluppi, facile previsione.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Christian 3 anni fa

    Cazzo! ma non pensavo davvero che vi sareste basati sulle veline disinformative di una nota centrale della disinformazione come “Debkafile”… per redigere e pubblicare un articolo! Roba da matti. Allora, primo, per ciò che concerne la situazione in Siria, a Jisr al-Shughour, avete le idee confuse perchè questa località NON è stata conquistata, ripeto, NON è stata conquistata dai terroristi takfiri.

    http://palaestinafelix.blogspot.it/2015/04/i-terroristi-takfiri-disperati-tentano.html

    A “Luciano Lago”, invece, vorrei dirgli, che si faccia qualche ricerca (non su debkafile, e che cazzo…) seria in merito alle capacità di Hezbollah, (che già nel 2006 le diede di santa ragione all’entità sionista, impressionando il comando delle forze armate, e l’intelligence che non si aspettavano una cosa del genere), nel caso l’entità sionista dovesse nuovamente muoversi militarmente in Libano.

    Ad “Andrea”, invece dico che la situazione interna dell’Arabia Wahabita (ops, volevo dire Arabia Saudita…. ah già.. è la stessa cosa), non certo ciò che si può definire una situazione stabile e calma, al contrario, nelle regioni di confine con lo Yemen, e nelle regoni a stragrande maggioranza Sciita, la situazione è molto tesa. Da sempre gli Sciiti in Arabia Wahabita, vengono schiacciati e privati di qualsiasi diritto, in tutti i modi, tanto che nel 2014 e nel 2015, il regime oscurantista dei Saud, arrivò addirittura ad attaccare militarmente la località di Awamiyah, sulla costa occidentale del Golfo Persico, effettuando bombardamenti con artiglieria, elicotteri e mezzi corazzati!!!

    http://palaestinafelix.blogspot.it/2014/12/pogrom-militare-saudita-contro-gli.html

    Ma ci sono tantissimi altri episodi simili (come a Qatif), e le proteste concomitanti l’aggressione illegale dello Yemen, continuano a crescere, di pari misura con la repressione interna dei saud.

    http://palaestinafelix.blogspot.it/2015/04/gli-sgherri-di-re-saoud-si-scatenano.html

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Luciano Lago 3 anni fa

      Attenzione, non prendiamo certo per oro colato le informazioni che provengono da Debka file, piuttosto disponiamo di altre fonti di informazioni di agenzie libanesi, iraniane,russe, siriane, venezuelane, ecc.. non allineate con la fonti ufficiali. Attraverso queste ci facciamo un’ idea di quale sia la situazione sul terreno e cosa si stia muovendo nel contesto della regione. Oltre ad avere qualche nostro amico nella regione che, quando può, ci trasmette le sue corrispondenze.Cerchiamo di trasmettere queste informazioni ai nostri lettori per contrastare la disinformazione vergognosa dei media ufficiali. Ora, da quello che rileviamo attualmente, tutto lascia pensare che sia in atto una grossa offensiva concomitante contro la Siria e che l’Impero USA Sionista voglia colpire l’asse Siria-Hezbollah-Iran.Sappiamo bene quale sia il valore e la capacità militare dei combattenti Hezbollah e siamo sicuri che in ogni caso venderanno cara la pelle. Idem per le forze di resistenza yemenite che stanno resistendo all’aggressione saudita nello Yemen. Vedremo a breve termine quale sarà lo sviluppo della situazione.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Christian 3 anni fa

        D’accordo. In ogni caso è un pò di mesi che seguo questo sito, e personalmente lo ritengo valido. La situazione generale in Siria e molto intricata, e non è facile capire sempre come stiano davvero andando le cose, ma sono sicuro che Russia e Iran, d’accordo con il governo siriano, stiano prendendo tutte le contromisure necessarie, e la Siria se la caverà anche questa volta.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. Luciano Lago 3 anni fa

          Ci auguriamo che l’Esercito siriano ed Hezbollah possono scrivere un’altra pagina vittoriosa nella lotta di resistenza dei popoli contro l’impero USA Sionista. In ogni caso, il popolo siriano, con la sua determinazione a combattere contro forze soverchianti e non arrendersi, sta fornendo un esempio ed una lezione morale a tutto il mondo, che altri un domani raccoglieranno.

          Rispondi Mi piace Non mi piace