"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Alternanza scuola lavoro, la solita truffa all’italiana

di Sebastiano Lo Monaco

L’alternanza scuola lavoro, proposta dalla ministra Fedeli come una straordinaria novità, ha dimostrato tutte le sue pecche; se è vero che nel resto d’Europa essa è una prassi consolidata, in Italia è diventata una truffa ai danni di chi ne avrebbe dovuto beneficiare, gli studenti.
Da un monitoraggio effettuato in nove regioni, l’alternanza scuola lavoro è stata bocciata dai ragazzi: oltre la metà degli intervistati ha dichiarato di aver partecipato a percorsi che nulla avevano a che vedere col proprio corso di studio. A fare da contraltare alle dichiarazioni di chi ha partecipato all’iniziativa, vi sono le dichiarazioni del sottosegretario all’istruzione che afferma: “sono uno strumento utilissimo.” Utilissimo senza dubbio, ma certamente non per gli studenti.

Dalle dichiarazioni dei partecipanti al progetto si è appreso che molti sono stati costretti a pagarsi le trasferte di tasca propria, come se si andasse a vedere un concerto invece che adempiere a un obbligo di dubbia per non dire nulla utilità. Moltissimi i casi in cui gli studenti si sono trovati a svolgere attività estranee a qualsiasi attività didattica, emblematica la foto della studentessa di un liceo fotografata mentre con guanti e spugna puliva un water.

Tornando ai freddi numeri dell’alternanza scuola lavoro, il 57% degli studenti ha dichiarato che l’attività svolta è totalmente avulsa dal proprio piano di studi; uno su quattro ha affermato di essere stato sfruttato con tutto il seguito di diritti negati, assenza del tutor e difficoltà nello studio (quello per cui si era iscritto a scuola) per via dei ritmi imposti dalla cervellotica attività.

A stonare, visto lo scenario descritto, sono le affermazioni di Gabriele Toccafondi, sottosegretario all’Istruzione: totalmente scollegato dal mondo reale descritto dagli studenti, ha affermato che l’idea dell’alternanza scuola lavoro è ottima, ma che ci vuole tempo per sistemare la situazione frutto di 50 anni di immobilismo; a dar man forte al sottosegretario entra in campo anche il Ministro Fedeli.

Minsro Fedeli

La riforma della Buona Scuola ha introdotto l’alternanza scuola lavoro già dalle terze classi dello scorso anno e l’ha estesa quest’anno alle quarte: vi è l’obbligo di 200 ore di attività in azienda (musei, enti no profit, associazioni professionali, camere di commercio ed altri enti) se liceali e 400 per gli studenti iscritti nei percorsi tecnici e professionali da completare nell’arco dell’ultimo triennio di studi; in pratica 67 ore all’anno per i licei e 133 ore per i professionali, ma è qui che c’è l’inghippo.

Se l’alternanza scuola lavoro appare come una logica conseguenza per gli studi professionali, trovare attività da far svolgere agli studenti dei licei appare impresa ardua; a peggiorare la situazione vi è anche l’atteggiamento delle aziende che, stando alle dichiarazioni dei ragazzi, hanno richiesto che fossero quest’ultimi a pagarsi le spese per frequentare le ore di alternanza.

La scriteriata riforma ha mostrato tutte le sue lacune soprattutto in regioni come la Sardegna o il Molise dove, per mancanza di un tessuto aziendale sul territorio, molte scuole hanno dovuto far spostare i propri allievi in altre regioni, il tutto a spese delle famiglie degli studenti con somme che si sono aggirate fra i 300 e 400 euro, e per partecipare ad attività che, nell’87% dei casi, sono state scelte senza avere l’avallo degli interessati. A non dire che diverse aziende hanno preferito mandare a casa gli operai, usufruendo della mano d’opera gratuita dei ragazzi; ecco la vera convenienza dell’alternanza scuola lavoro.

Insomma, la classica riforma all’italiana, pessima per tanti e ottima per qualcuno, ovvero per l’azienda che vende panini e hamburger, nella quale gli studenti hanno preso le ordinazioni o per quella multinazionale di abbigliamento per la quale i ragazzi hanno abbandonato lo studio e fornito mano d’opera a costo zero. Il tutto con la benedizione di un Ministro fuori dalla realtà e indegno del ruolo che occupa.

Fonte: Il Faro sul Mondo

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  1. Mario Rossi 1 settimana fa

    La fedeli???????? Questa “signora” ha una faccia tosta che rasenta l’incredibile!!!! pensate che una che non ha nemmeno frequentato un percorso di studi serio si arroga il diritto di mettere mano a testi di legge scritti da personaggi del calibro di Giovanni Gentile. Ci vuole proprio un faccia come il culo a mettersi al livello di personaggi che hanno scritto le pagine più importanti della riflessione filosofica e storiografica del 900. Abbiamo una mediocrità al governo che fa spavento, senza alcun ritegno ne coscienza, senza alcun freno andiamo a scrivere leggi sopra leggi con una totale incompetenza e una ignoranza spventosa. Dall’estero ci guardano e sicuramente non capiscono, si faranno un sacco di domande per capire come può essere che nel paese culla della cultura antica e base fondamentale per lo sviluppo della cultura moderna si possano vedere simili teatrini.

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  2. XL 1 settimana fa

    Come rovinare un’idea buona per superficialità, incompetenza, e ciarlataneria.
    Il lavoro ha 3 funzioni nei confronti dello studio:
    1 – deterrente motivazionale (se non studi ti mando a lavorare)
    2 – alimentare la coscienza della realtà: dedicarsi alla sola alternanza di studio/vacanza può essere alienante per i ragazzi, che hanno bisogno di capire come è fatta la vita.
    3 – svolgere funzione di apprendistato in coerenza con le materie apprese

    Per l’apprendistato dice bene l’articolo, può essere riferito agli studi tecnici ed è sempre stato fatto.
    Per il punto 2 bastano poche ore, ad esempio imporre agli studenti di tener pulita la propria classe, i propri cessi etc
    Per il primo punto, istituirei il lavoro estivo obbligatorio per i ragazzi bocciati: ci manca che questi non studiano, fanno i ca@@oni e poi vengono premiati con le vacanze…???
    Sempre per il primo punto una menzione speciale per il ministro (lo scrivo con fatica) Fedeli: appunto, mandatela a lavorare!

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  3. PieroValleregia 1 settimana fa

    salve
    un mio nipote, quinta superiore linguistico, sta svolgendo questa attività in questi giorni a Genova (dove studia) come ?
    semplice, sta seguendo le paraolimpiadi giovanili che si stanno tenendo nel capoluogo ligure.
    Gli ho chiesto: fai l’interprete per gli atleti stranieri ? no zio, faccio il guardialinee durante le partite di calcio per non vedenti.
    … un modo per sfruttarli … fossero vivi Dickens, Cronin e Verga, troverebbero linfa per nuovi libri …
    saluti
    Piero e famiglia

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  4. Citodacal 1 settimana fa

    Non dimentichiamo la proposta di Poletti di qualche anno fa (altro soggetto per cui faticare a pronunziare la parola “ministro”) per far lavorare “aggratiss” i giovani studenti durante parte delle ferie estive. “Bisogna incominciare a far capire ai giovani cosa sia il lavoro e cosa sia un’impresa”, aveva detto il personaggio (cioè, che lavorare sommariamente in un’azienda preveda l’assenza di retribuzione? In linea con la tendenza a decurtare gli stipendi; educhiamoli da subito quindi): l’equivalente taglio mentale del tragico procedere per il ritorno in prima linea nella Grande Guerra, per cui veniva rispedito in trincea chiunque sapesse tenere in mano un fucile (e sono date testimonianze storiche di medici i quali, a chi aveva seri problemi alle gambe a seguito di ferite, davano egualmente l’idoneità per ritornare nel fango e nel massacro con la confortante giustificazione che, in trincea, si poteva stare benissimo seduti su una sedia – i colpi in arrivo da 305 e 152 sarebbero stati divertenti fuochi d’artificio da osservare assisi sulla seggioletta).

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    1. PieroValleregia 1 settimana fa

      … mi ricorda un motto dell’Armir durante la ritirata di Russia; tutti i vivi all’attacco …
      saluti
      Piero e famiglia

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      1. Citodacal 1 settimana fa

        “Tutti eroi o tutti accoppati”, altro grido che gli Alpini scambiarono prima e durante l’assalto a Nikolajewka. Fanno venire la pelle d’oca entrambi i motti. La variante è che allora c’erano giovani tragicamente consapevoli di dover sfondare perché almeno qualcuno si salvasse, ora soltanto idiozia e lassismo clientelare di certi governanti e di un sistema economico-sociale sempre più orrido e lungi dall’essere il primo ad impartire una vera formazione (educativa, morale, sociale, finanche coscienziosamente critica – e intendiamo formazione viva e non imposizione coatta) perché le masse mantenute informi sono più agevoli a manovrarsi e modellarsi come creta (ma c’è l’iPad a cambiare in meglio tutte le prospettive di vita, invece dell’antiquato Carcano Mod. 91, e allora…).

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  5. Annibale55 1 settimana fa

    I p…..i del governo devono abituare i giovani ad essere schiavi. A questo serve la alternanza scuola lavoro.

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  6. Eugenio Orso 1 settimana fa

    A dire il vero, c’è anche l’impronta americana – cibo spazzatura e sfruttamento della manodopera – garantita da Mc Donald’s (vedi scontri di piazza di oggi …).
    L’alternanza scuola-lavoro, nel nostro caso, prepara le nuove generazioni ad assumere il ruolo di precari, con lavoretti, come quelli offerti da Mc Donald’s, privi di contenuti scientifici o tecnologici e, ovviamente, mal pagati o non pagati.
    La Fedeli, orrenda piddiota politicamente corretta che mette la sua brutta faccia sulla distruzione della scuola pubblica, mi pare un clown … Anche se la parrucca riccia è rossa e non bionda, non ha neppure bisogno del naso finto e rubizzo … Come clown è credibile così com’è!

    Cari saluti

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  7. Nicholas 1 settimana fa

    Confermo, è una truffa legalizzata. Ricordo l’anno scorso , quando ero in azienda, le scuole telefonava per “piazzare” gli alunni nelle
    aziende per svolgere l’alternanza scuola-lavoro. L’azienda, rifiutava sempre l’invito.
    Soltatnto, un anno accettammo studenti. Ho ricevuto l’ordine dal mio capo reparto di non fargli fare nulla, solo osservare.
    Inoltre, io dovevo stare attento che non combinassero guai.
    Però, so di altri settori, come quello alberghiero, che invece cercavano studenti per farli lavorare.
    Parlando con questi studenti del quinto(5) anno, mi sono reso conto che il programma scolastico era metà rispetto a quello
    che ho svolto io quando facevo la scuola superiore.
    Io, penso che si dovrebbe aumentare le ore di laboratorio nelle scuole ed eliminare l’alternanza suola-lavoro.

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    1. XL 1 settimana fa

      “Parlando con questi studenti del quinto(5) anno, mi sono reso conto che il programma scolastico era metà rispetto a quello
      che ho svolto io quando facevo la scuola superiore.”

      E questa è la tragedia.
      Invece che ISTRUIRE (con lo studio) ed EDUCARE (eventualmente con qualche assaggio razionale di lavoro, ma comunque con la disciplina, con l’impegno etc) qui si parcheggiano i giovani che non imparano più niente e credono che la realtà sia una dineyland a base di erasmus e scemenze varie.

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    2. animaligebbia 1 settimana fa

      Gli studenti dell’alberghiero,almeno qui a Roma,servono a sostituire camerieri professionisti e a risparmiare 50 euro a servizio ai datori di lavoro.

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  8. Mario Rossi 1 settimana fa

    In questi giorni sento parlare sempre di più di questa boiata della fedeli. Ho un figlio e mi domando perchè un governo faccia una legge che obbliga mio figlio a fare cose per cui io che ne sono responsabile potrei non essere d’accordo. Questa situazione è di certo incostituzionale e di sicuro quando verrà il momento mio figlio farà una seria scuola superiore privata e io comincerò a scrivere lettere al capo dello stato per informarlo che quello che sta avvenendo non è costituzionale. Ma a parte tutto mi immagino la maggior parte degli studenti che non avranno possibilità di pagarsi le scuole private come cresceranno. Una massa di ignoranti e avvezzi alla schiavitù che andranno direttamente in concorrenza con le masse di immigrati fatti arrivare apposta dall’africa. Per foirtuna che ho messo da parte un bel gruzzolo per garantire il futuro a mio figlio. Comunque questa situazione l’abbiamo voluta noi e per questo non mi sento più parte di questo paese, non voglio più partecipare alla vita politica ed istituzionale, non voglio pagare nessuna tassa, non voglio nbemmeno viverci in italia anche se per il momento sono costretto. Non darò più nemmeno un capello per un paese che vuole distruggere i suoi figli e vuole vendere la sua gente come carne da cannone.

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    1. XD 5 giorni fa

      Gran bel discorso!

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