"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Allarme in Germania sulle infiltrazioni fra gli immigrati

In Germania le autorità iniziano a lanciare allarmi sulla situazione degli immigrati che hanno determinato una ambiente sempre più incontrollabile.
Così da ultimo sono state pubblicate le dichiarazioni del direttore dell’Istituto di Berlino per la popolazione e lo sviluppo, Reiner Klingholz, il quale nel corso di un’intervista al Die Welt, ha lanciato il suo grido d’allarme: “La Germania – ha detto – necessita di nuovi lavoratori. Tuttavia continuando ad accettare questa massa di persone, la situazione rischia di uscire fuori controllo. Abbiamo già verificato che, se accoglieremo un numero così alto di rifugiati come l’anno scorso, il governo rischierà di trovarsi in difficoltà e di non riuscire ad intervenire”.

Lo studioso ha aggiunto: “Non si possono fare false promesse. Noi facciamo credere loro che tutto vada bene in Europa e che ci sia posto ed accoglienza per tutti. Ma un’integrazione di queste persone è possibile solo se riescono a trovare lavoro. In queste dimensioni, il fenomeno non può essere gestito.

La massa di rifugiati accolta in Germania nel corso del 2015 è stata di circa un milione di immigrati provenienti principalmente da Siria, Afghanistan, Pakistam, Egitto ed altri paesi. Questo è stato il più alto numero di migranti arrivato in un singolo paese in Europa, in base all’apertura fatta dal Governo della Merkel, che contava di poter utilizzare questa massa di persone come nuova riserva di mano d’opera.

A distanza di oltre un anno e mezzo, si iniziano a fare le prime analisi ed emerge il problema che buona parte di questi migranti non sono integrabili e rifiutano, per loro mentalità e per cultura, l’idea di un lavoro in fabbrica. La stragrande maggioranza non parla tedesco ed ha poca voglia di impararlo, non hanno qualifiche professionali e non partecipano ai corsi di formazione organizzati dalle autorità, disertando anche le offerte di stage in alcuni settori industriali. Alcune fonti citano una serie di esempi che sono eclatanti e confermano il fenomeno.

Inoltre risulta che fra i migranti siano stati riscontrati un elevato numero di casi di potenziali terroristi infiltrati e collegati ai gruppi jihadisti radicali.
Le indagini dei servizi di sicurezza tedeschi, impegnati dopo i recenti allarmi a monitorare con molta più attenzione gli oltre 900mila immigrati entrati in Germania nell’ultimo anno rivelano l’esistenza di un’enorme bolla jihadista.

Una bolla alimentata dalla presenza di almeno 523 migranti che, secondo quanto riferito da Holger Munch, capo della polizia federale tedesca, hanno legami con il terrorismo islamista e rappresentano un pericolo per la sicurezza del paese e dei cittadini tedeschi.
A far continuamente espandere quella bolla contribuisce l’opera sistematica di radicalizzazione che viene condotta dai gruppi salafiti nei centri di accoglienza dove oltre 300 minori sono già caduti sotto l’influenza dei cattivi maestri della jihad.

A rendere ancora più insidiosa questa infiltrazione jihadista s’aggiunge l’appoggio esterno garantito dagli almeno 700 militanti jihadisti d’origine tedesca, censiti dalla Polizia che si sono trasferiti negli ultimi anni in Siria o Irak per combattere sotto le bandiere del Califfato.

Ha destato scalpore il caso di Saber Albakr, il 22enne siriano, arrestato dalla polizia tedesca, non era un semplice migrante, ma un infiltrato dello Stato Islamico. Saber Al Bakr, il sospetto terrorista siriano che aveva legami con l’Isis e che nel suo appartamento a Chemnitz aveva una cintura esplosiva e 1.500 grammi di esplosivo Tatp, lo stesso usato a Parigi e Bruxelles. Tanto da far dire al ministro dell’interno federale Thomas de Maiziere che «Jaber Albakr pianificava un attentato terroristico stile Parigi o Bruxelles». Era stato catturato grazie alla collaborazione di altri due siriani che lo avevano immobilizzato e avvertito la polizia. Successivamente il giovane si è suicidato in carcere, un fatto inspiegabile che ha suscitato forti polemiche.

L’opinione pubblica tedesca oggi si chiede quanti Saber Albakr ci possano essere infiltrati tra i tanti migranti arrivati in Germania ed il senso di insicurezza va crescendo fra la gente comune, con grave scontento nei confronti del Governo Merkel.

Il grave problema si sta verificando nei centri di accoglienza per migranti dove i gruppi jihadisti, quelli ispirati dall’ideologia radicale wahabita e salafita, si prodigano nel distribuire denaro e vestiti ed introducono clandestinamente predicatori e iman travestiti come volontari dell’assistenza, molti dei quali sono stati segnalati per aver irretito minori, plagiati e indotti ad abbracciare l’ideologia radicale jihadista . Queste persone rappresentano la fanteria d’assalto dello Stato Islamico che, secondo vari analisti , arriverà a individuare e colpire i suoi obiettivi in Germania seguendo le indicazioni fornite dai capi del Califfato.

Dietro questo fenomeno si potrebbero facilmente individuare dei mandanti e degli ispiratori ma gli investigatori e le autorità di polizia hanno le mani legate e non possono arrivare ad indicare precisamente quali siano i mandanti, visto che tutte le strade portano a Rijhad, in Arabia Saudita ed il Governo tedesco si guarda bene di interferire nei rapporti di cooperazione di alleanza, oltre che di business che lo legano alla Monarchia saudita.

Fonti: Focus.de

Express.co

Traduzione e sintesi:  Herbert W. Fuller

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  1. giannetto 11 mesi fa

    I nodi vengono al pettine e dimostrano ancora una volta che i krukki sono, fondamentalmente, scemi. Ma saltassero in aria solo loro, per la loro smania di essere la Mammona mercantile del pianeta e di essere uber alles sulle miserie altrui, il gioco varrebbe la candela. Ma siccome sono, fondamentalmente, scemi, non impareranno mai e sono condannati per l’eternità all’eterno ritorno dell’ identico (la loro fedeltà congenita alla scemenza originaria). Il fatto è poi che il materiale esplosivo che si piazzano nello loro fabbrichette, ossia i jihadisti travestiti da operai, è contagioso e si propaga ai paesi vicini. E gli italioti, che pure, per altri motivi, son scemi a ruota, pur senza poter riempire le loro fabbrichette (di disoccupati) con materiale esplosivo d’importazione, lo lascian circolare per le strade come un cane sciolto, e gridano giulivi: “Ma che venghino qui, che c’è-p-posto!”

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