"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Al via il piano di USA e Israele per seminare il caos e la guerra in Iran

Stati Uniti e Israele stabiliscono una task force per destabilizzare l’Iran dall’interno provocando il caos e la guerra.

Forti dell’esperienza già fatta in paesi come la Libia e la Siria, Israele e gli Stati Uniti hanno istituito un gruppo di lavoro congiunto volto a esercitare pressioni sullo Stato iraniano nell’ambito di un piano, che risulta particolarmente incentrato sui tentativi di sobillare le proteste antigovernative all’interno del paese per questioni economiche e rivalità interetniche.

Un funzionario israeliano ha affermato che la task force non è destinata a rovesciare il governo iraniano perché “nessuno pensa” che possa essere realizzabile, come ha riportato il canale israeliano di Channel 10 martedì, senza identificare la fonte.

Piuttosto, ha detto il funzionario, la task force ha lo scopo di esercitare pressioni sul governo iraniano dall’interno per costringere le autorità di Teheran a “cambiare il loro comportamento”.

Secondo il rapporto, la task force si è riunita diverse volte negli ultimi mesi e collega le sue attività ai recenti tentativi di sommosse anti-Iran di funzionari israeliani e americani sui social media, compresi quelli del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e del Segretario di Stato americano Mike Pompeo.

Nel rapporto dell’assessore alla sicurezza nazionale statunitense John Bolton e del suo omologo israeliano, Meir Ben-Shabbat, i due hanno recentemente discusso a Washington sulla questione di accendere il fuoco di una rivolta a Teheran, ha riferito la fonte.
All’inizio di questo mese, un gruppo di uomini d’affari nel Gran Bazar di Teheran ha chiuso le loro attività per protestare contro le questioni economiche del paese e i problemi di cambio – che sono principalmente radicati nelle politiche ostili di Washington nei confronti dell’Iran, in particolare la reintroduzione delle sanzioni economiche sull’Iran dopo aver abbandonato l’accordo nucleare del 2015.

Poco dopo, tuttavia, la calma è tornata al Gran Bazar e i proprietari dei negozi hanno riaperto i loro esercizi per riprendere le attività.

Pompeo ha cercato di collegare le proteste legate alle associazioni dei produttori a Teheran con le proteste politiche contro il  Governo iraniano, postando messaggi su Twitter per prevedere ulteriori proteste nella Repubblica islamica su quella che sosteneva essere l’agenda nucleare iraniana.

Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, tuttavia, ha risposto a Pompeo per le sue osservazioni di ingerenza, ricordando agli Stati Uniti gli impatti negativi delle proprie politiche distruttive sull’estero sulla vita degli americani.
Netanyahu ha anche pubblicato un video su Twitter, tentando di evidenziare la carenza idrica in alcune parti dell’Iran e offrendo “aiuto” sul problema.

Il premier israeliano ha recentemente pubblicato quattro video diversi su YouTube, Facebook e Twitter – tradotti in Farsi – in cui parla al popolo iraniano e li incoraggia a protestare contro il governo, in un chiaro tentativo di sobillazione. (Questo nonostante che lui sia un personaggio fra i più odiati per il popolo iraniano).

Guerra diplomatica in agenda

Inoltre, il quotidiano israeliano Hadashot TV ha riferito che il ministero degli Esteri israeliano ha inviato un documento alle missioni diplomatiche presso Israele destinato ad un numero di paesi che dettagliano un piano anti-Iran in linea con la decisione ostile del presidente americano Donald Trump a maggio di ritirare Washington dall’accordo iraniano del 2015 e re-imporre le sanzioni relative al nucleare contro l’Iran.

“L’uscita del presidente Trump dall’accordo nucleare e la politica americana per creare pressione sull’Iran sono in correlazione con la politica di Israele. Pertanto, dobbiamo espandere la pressione, con la consapevolezza che è un momento opportuno in cui l’Iran si trova in un periodo delicato, diplomatico ed economico. Gli aiuti israeliani potrebbero anche portare a un cambiamento nella posizione dell’Iran e del suo programma nucleare “, è scritto sul documento.

Il piano anti-Iran di Israele includerebbe l’invio di squadre diplomatiche in tutto il mondo, in particolare negli stati europei, impegnandosi in attività anti-Iran presso istituzioni internazionali come l’ONU, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, e tenendo eventi pubblici a Bruxelles, dove ha sede l’UE.

A maggio Netanyahu ha salutato la decisione di Trump di escludere gli Stati Uniti dal JCPOA, sostenendo che l’accordo “disastroso” ha avvicinato la regione alla guerra.

Le autorità di Teheran tuttavia hanno dichiarato che rimarranno nel patto soltanto se i governi europei che mantengono il patto ( JCPOA) daranno all’Iran garanzie pratiche che i loro interessi rimarranno intatti quando le sanzioni americane diventeranno effettive.

Gli europei stanno attualmente lavorando per mettere a punto un pacchetto di proposte per aiutare a proteggere i dividendi dell’Iran dal JCPOA e mantenere vivo l’accordo fondamentale.

Gruppo dirigente del MEK. Gruppo terrorista anti iraniano finanziato da CIA e Mossad

L’esercito israeliano nomina il direttore del progetto iraniano

Separatamente martedì, il tenente generale Gadi Eisenkot, capo dello staff militare israeliano, ha nominato il maggiore generale Nitzan Alon come il primo “direttore del progetto per le questioni iraniane”.

Alon si occuperà del programma nucleare iraniano, coordinando la raccolta di informazioni con altri paesi e contrastando la presenza dell’Iran in Siria.

Alon ha anche il compito di coordinare gli istituti di sicurezza israeliani e americani.

In precedenza, il capo del Mossad Meir Dagan era responsabile del “file Iran”, ma era limitato alle sfere dell’intelligence. Le sue competenze sono state ampliate.

Fonte:  Press Tv        HispanTv

Traduzione e sintesi: Alejandro Sanchez

*

code