“Aiutateci a Salvare i Bambini”: un impegno di vent’anni all’aiuto dei bambini russi

Di Eliseo Bertolasi

Da vent’anni in Italia opera “Aiutateci a Salvare i Bambini” un’Associazione di volontariato nata per aiutare i bambini che nessuno aiutava: i bambini “figli” della più grande tragedia del XX secolo – il crollo dell’URSS.

Il fondatore e presidente dell’Associazione “Aiutateci a Salvare i Bambini” – Ennio Bordato ha dedicato gli ultimi vent’anni della sua vita ad aiutare i bambini della Russia e dei Paesi ove vivono popolazioni russofone: le vittime più fragili ed indifese degli “esperimenti economici”, delle guerre e della violenza terroristica che hanno duramente colpito ed ancora colpiscono la Russia e soprattutto i Paesi ex URSS.
Da Beslan fino all’Ossezia del Sud, da Volgograd fino ai territori insanguinati del Donbass, con la sua Associazione, Bordato ha portato aiuto concreto non solo alle vittime di queste tragedie, ma anche alla pediatria russa, alle sue strutture sanitarie ed alle famiglie dove la malattia grave di un figlio metteva a rischio tutta la loro esistenza.
Un aiuto a quei bambini che per l’Europa e l’Occidente non esistono, che non valgono una riga delle “fonti autorevoli” dell’informazione “ufficiale”.

Il rapporto di Bordato con l’URSS prima, e la Russia poi, è datato. Tutto ebbe inizio oltre quarant’anni fa in occasione di un fortuito viaggio turistico nell’allora URSS. Lo pervase una sensazione di profondo legame, di profonda appartenenza, razionalmente impossibile da spiegare: “La gente, il cielo, gli odori della Russia… non saprei dire.. ma c’era qualcosa che mi faceva sentire a casa.  Poi l’implosione dell’URSS, la tragedia epocale di un popolo e la volontà, quasi la necessità di fare “qualcosa”. Fra i gruppi sociali più colpiti dagli esperimenti della “democrazia occidentale e dal mercato” vi erano i bambini: centinaia di migliaia di orfani, il sistema sanitario distrutto con la pediatria in testa. “Aiutateci a Salvare i Bambini” nacque per questo” – racconta Bordato. 

“Aiutateci a Salvare i Bambini” opera su due direttrici:
La prima – i casi singoli: bambini che vengono aiutati a guarire dalle malattie più gravi (tumori pediatrici in primis, ma anche ogni forma di malattia grave), bambini vittime dell’abbandono (per fortuna ora questo intervento è venuto meno grazie alle politiche dello Stato russo che ha ridotto drasticamente il numero di orfani), bambini vittime del terrorismo e delle guerre.
Dal 2001 “Aiutateci a Salvare i Bambini” ha aiutato, più di 3mila bambini: dai casi più gravi che magari necessitavano di un intervento chirurgico salvavita all’estero, fino al finanziamento di farmaci nei primi anni non presenti nel prontuario della pediatria russa.   
La seconda – i progetti “comunitari”: indirizzati ad aiutare gruppi di bambini, sia sul versante delle strutture pediatriche che in altri ambiti della popolazione infantile.
La lista di questi interventi è lunga: la prima foresteria pediatrica di tutta la Russia per la clinica RDKB di Mosca, sempre nella stessa clinica, l’apertura del primo reparto per la cura delle malattie rare ed orfane, alcune ristrutturazioni di reparti di Oncologia pediatrica ed altre specialità.
In ambito sociale, da citare l’intervento dopo la tragedia della scuola n. 1 di Beslan, un intervento durato sei anni con l’aiuto di un’equipe di psicologhe dell’emergenza dell’Università di Padova.
Gli interventi sono proseguiti anche in varie località della Federazione Russa: da Volgograd per dar sostegno ai bambini vittime degli attentati terroristici del dicembre 2013, sino al finanziamento di molti progetti in favore della pediatria della regione di Archangel’sk.

Bambini del Donbass vittime della guerra

Ultimo progetto, da poco terminato, sempre nella regione di Archangel’sk, quello di una piattaforma informatica in grado di mettere in rete i punti della sanità rurale (oltre 3.200 villaggi sperduti nel grande Nord russo) con il nuovo Centro regionale di neonatologia per il monitoraggio a distanza delle donne in gravidanza. Un importante aiuto su una regione vasta come la Francia con una popolazione appena superiore al milione di abitanti.

Il bilancio dell’attività di “Aiutateci a Salvare i Bambini” stima almeno una trentina di questi progetti “comunitari”, alcuni dei quali hanno contribuito a cambiare la pediatria russa. Come ama dire Bordato: “Doniamo la canna da pesca e non il pesce”, di fatto, i progetti comunitari finanziati dopo il periodo di avvio diventano parte dell’esperienza della pediatria russa che li gestisce al meglio.   

Ecco la testimonianza diretta di Ennio Bordato:

Signor Bordato quali sono le Vostre iniziative attualmente in corso?

  • Dall’attività prevalentemente radicata nella Federazione Russa, dopo il 2014 a seguito dell’inizio della guerra fratricida in Ucraina orientale, le nostre attività in favore della popolazione del Donbass, come pure in favore dei bambini che vivono sotto l’amministrazione di Kiev, stanno assorbendo molte risorse.
    Non abbiamo dimenticato né i bambini di Russia, né i molti progetto comunitari, ma questa terribile guerra non ci poteva vedere indifferenti. Nel Donbass in sette anni d’interventi abbiamo portato l’aiuto umanitario italiano in oltre trenta città e villaggi delle due autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e di Lugansk e centinaia sono stati i bambini e le famiglie aiutate. Molti anche i casi di bambini ucraini aiutati a curarsi, anche loro vittime di una guerra che ha portato a tutti estrema povertà e disperazione.
    Oltre agli aiuti umanitari (vestiti, farmaci, generi alimentari e per l’igiene) molti aiuti sono andati ai troppi bambini feriti o mutilati, o alle famiglie cadute in povertà assoluta. In Donbass basta veramente poco per dare un aiuto concreto in grado di far sopravvivere un nucleo famigliare: 150, 200 euro per alcuni mesi. 
    Sin dal 2014, in quella realtà così drammatica, abbiamo “adottato” un intero villaggio della periferia di Gorlovka le cui case si trovano a poche decine di metri dal fronte di guerra. Quei bambini, come moltissimi altri, vivono spesso negli scantinati, ascoltano i sibili delle pallottole. Il gioco è un ricordo, addirittura ci sono bambini piccoli che non hanno mai conosciuto nella loro vita un solo giorno di pace.
  • In che modo è possibile aiutare “Aiutateci a Salvare i Bambini”?
  • Innanzitutto approfondendo chi siamo visitando il nostro sito www.aasib.org . Poi, nonostante la situazione sia sempre più precaria anche per la nostra Italia, chi può, sostenendoci con donazioni.
    Ma soprattutto chiediamo un aiuto gratuito, chiediamo con il cuore l’attenzione di tutti a donarci nelle loro prossime dichiarazioni dei redditi (730) il 5xMille – con il nostro codice fiscale 94025210223 . È un contributo immenso per le nostre attività.
    Gratuito finanziariamente, ma di grande valore nel ricordarsi di supportarci con questo importante strumento, è un aiuto concreto rivolto alla vita di molti bambini.
    Perché… Chi salva un bambino, salva il mondo intero.
    Ringrazio quindi in anticipo quanti, tra i lettori di “Controinformazione”, vorranno aiutarci.
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