Ahed Tamimi: Il simbolo della nuova generazione palestinese ribelle

di Hossal Shaker

Ahed è uni dei simboli di una generazione palestinese piena di audacia che si rifiuta di reprimere la propria rabbia. Si tratta di una generazione che sfida l’occupazione ed a cui non importano le bastonate, gli arresti e le esecuzioni che ne derivano costantemente da parte delle forze di occupazione israeliane contro i minori palestinesi dall’ottobre del 2015.
Una ragazzina ha sfidato l’occupazione con un coraggio ineguagliabile. Nel corso degli ultimi anni i media hanno pubblicato video della Ahed mentre affrontava con coraggio i soldati dell’occupazione armata esigendo che questi  si allontonassero dai territori che stavano occupando con la forza, indifferente alle loro minacce ed ai loro attacchi.

Questa giovane bionda palestinese ha solo 16 anni e si chiama Ahed Tamimi. Lei è cresciuta nel paese di Nabi Saleh, in Cisgordania. Questo paese ha una esperienza nell’arte della resistenza popolare e negli scontri di massa con i coloni ed i soldati dell’occupazione militare.
Già da piccola , Ahed aveva iniziato a dominane l’utilizzo del linguaggio dei primi scolari con gli aggressivi soldati armati. Gli parla come a dei bambini ribelli, li riprende con abilità e degrada questo esercito di occupanti. Nel farlo utilizza la sua arma: un telefono che registra le sue azioni di coraggio in modo che il suo paese e il mondo intero le possa vedere.

Tutta la famiglia Tamimi si è coinvolta in questa tradizione, dopo essersi resa conto dell’impatto derivante dall’utilizzo delle macchine fotografiche nel momento di contrastare i soldati dell’occupazione e frenare il loro abituale comportamento aggressivo. I soldati hanno difficoltà ad affrontare una macchina fotografica che può documentare la loro brutalità contro i palestinesi in tutto il mondo e rivelare i loro volti.

Ahed Tamimi con i suoi genitori

L’occupazione non aveva tenuto in conto che sono stati inventati gli smartphones e che si sarebbero aggiunti alle armi dei palestinesi durante gli scontri nella città, nei paesi e negli accampamenti dei rifugiati della Palestina. Oggigiorno, mentre il popolo palestinese vince la battaglia dell’immagine nell’esporre la realtà della repressione e dell’apartheid praticata da Israele, quando il regime di Tel Aviv cercava di distrarre l’opinione pubblica e nascondere l’occupazione e gli insediamenti illegali .

La macchina della propaganda israeliana cerca anche di giustificare la costruzione dei muri e l’imposizione di un nuovo sistema che isola i palestinesi. Per quanto i palestinesi ben sanno che la loro lotta non sarà decisa da qualche camera fotografica, sono però coscienti del loro impatto, per lo meno al momento di contrastare la propaganda di Israele di fronte al mondo.

Ahed Tamimi arrestata

Ahed Tamimi è stata arrestata e trattenuta in carcere il 19 dicembre del 2017. Poco dopo è stata arrestata anche sua madre dopo essere andata a visitarla in un centro di detenzione dell’esercito israeliano. L’arresto è avvenuto dopo che Ahed aveva espresso ammonimenti e improperi contro i soldati dell’occupazione che si erano riuniti vicino alla casa della sua famiglia per attaccare i giovani palestinesi del paese. La coraggiosa giovanetta ha urlato loro di allontanarsi immediatamente e, dopo che questi hanno cercato di colpirla, lei, assieme alla sorella, ha risposto mostrando i pugni con le sue piccole braccia e tirando calci, costringendoli ad allontanarsi. Milioni di persone sono stati testimoni dell’accaduto grazie i social media collegati con il suo telefono. Vedi: Youtube.com/Watch

Ahed è divuta così uno dei simboli di una generazione palestinese piena di audacia che si rifiuta di reprimere la sua rabbia. E’ una generazione che sfida l’occupazione e a cui non importa di subire le botte, gli arresti e le detenzioni illegali che vengono costantemente effettuate dai soldati israeliani contro i minori palestinesi dall’ottobre del 2015. Attualmente ai soldati risulta facile aprire il fuoco a sangue freddo contro questi minori, nella totale impunità.

Ahed Tamimi è un esempio della crescita di una nuova generazione successiva a quelle della prima intifada palestuinese. Questa generazione dichiara apetamente la sua ribellione contro la realtà dell’apartheid e l’intimidazione sistematica che i palestinesi subiscono ogni giorno dalle forze di occupazione. Questo include le campagne di arresti e detenzioni arbitrarie che avvengono ogni giorno con il tramonto del sole, oltre agli attacchi dei militari ed alle retate che avvengono nel mezzo della notte. Migliaia di bambini palestinesi hanno impresso nella loro mente  il ricordo di essere stati svegliati nella notte da soldati armati mentre dormivano nelle loro camere; alcuni di questi mascherati, e Ahed è una di queste bambine. Lei è stata testimone dell’arresto di vari membri della sua famiglia, incluso suo padre, Bassem Tamimi, con l’occupazione delle loro terre.

Fawzi Al-Junaidi, 16 anni, simbolo resistenza palestinese

Questa generazione di adolescenti palestinesi, piena di rabbia e di ira causate dalla realtà dell’occupazione militare, non conosce la paura. Quando un insensato presidente USA vuole consegnare Gerusalemme all’occupazione militare di Israele, questo diviene un fattore sufficiente per accendere la fiammata dell’ira popolare palesstinese che covava sotto la supoerficie. Questa sembra essere una nuova ondata di rivolta che ha iniziato a prendere le caratteristiche di una nuova intifada, con utilizzo dei sassi e dei telefoni cellulari per riprendere la brutalità dei soldati.

Il governo israeliano puiò credere di aver alla fine conquistato Gerusalemme, di aver spianato il percorso per stabilire una resa palestinese e di aver assicurato il suo controllo militare su tutto il territorio. Tuttavia questa logica arrogante porta ad una difficile situazione che ha creato di per se stessa. Le forze dell’esercito, con le loro armi e munizioni, devono perseguitare i bambini attraverso i paesi ogni giorno, partecipare a scontri giornalieri con la gioventù iraconda in vari incroci di strade e posti di controllo.

Il mondo intero è oggi testimone di questi incidenti, come il giorno in cui 15 soldati armati hanno picchiato un giovane palestinese indifeso, tanto giovane come i loro figli. Questo ragazzo si chiama Fawzi Al-Junaidi, il quale ha subito queste botte con la testa alta, senza battere ciglio. Anche lui è diventato un altro simbolo della generazione palestinese che l’occupazione israeliana non potrà dominare. Questi  ragazzi hanno del fegato e non sarà facile domarli per le forze dell’occupazione militare.

Fonte: Middle east Monitor

Traduzione: Luciano Lago

6 Commenti

  • Eugenio Orso
    30 dicembre 2017

    Pensiamo per un attimo ai giovani italiani, al loro uso ludico degli smartphones, al fatto che molti sono generazione incognita, né studia né lavora, né – aggiungo io – si occupa di politica.
    Pensiamo alle differenze … Chi affronterà meglio un futuro, sotto il gioco delle élite finanziarie mondiali (in parte ebreo-sioniste), che sarà durissimo?
    Ai posteri la (non!) ardua sentenza.

    Cari saluti

    • Jack
      31 dicembre 2017

      Elites finanziarie(IN PARTE EBREO-SIONISTE)…e le altre elites chi sono? Me lo dica lei per favore,che io non riesco a capire.
      Grazie.

      Cari saluti

      • Eugenio Orso
        31 dicembre 2017

        Ad esempio ariani americani o europei, arabi (quindi semiti come gli ebrei) come i miliardari sauditi, eccetera.

        Cari saluti

        • Grande Puffo
          31 dicembre 2017

          Mi dispiace, ma esiste soltanto una elite che sta governando il mondo, quella ebreo sionista. Le altre elite che lei cita sono formate dagli utili idioti che pensano di contare qualcosa, e che invece non contano nulla. Sono servitori più o meno consapevoli. Per quanto riguarda gli arabi (“semiti come gli ebrei”), lei da per scontato che gli ebrei siano semiti, cosa tutt’altro che scontata. E smentita dalle analisi del DNA. Gli ebrei NON sono semiti. E nemmeno kazari…

  • Silvia
    31 dicembre 2017

    Alla coraggiosa giovane palestinese e’ andata bene, perche’ i cattivi soldati israeliani avevano l’ordine di non reagire

    • Jack
      31 dicembre 2017

      Ma cosa dici? In Israele c’è la democrazia.

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