Aerei turchi hanno bombardato l’Iraq e la Siria per diverse ore di seguito per colpire le basi dei militanti del PKK

Il Ministero della Difesa turco ha annunciato attacchi aerei nel nord dell’Iraq che hanno distrutto 16 installazioni militari di militanti curdi e “neutralizzato” molti militanti, ha riferito Reuters. Secondo il ministero, gli attacchi sono stati effettuati nelle aree di Harkuk, Gara, Metina e Qandil, situate nel nord dell’Iraq. Gli attacchi hanno colpito grotte, rifugi e magazzini utilizzati dagli estremisti curdi. Sono stati attaccati anche obiettivi del PKK in Siria.

Il Ministero della Difesa turco ha sottolineato che tutte le operazioni vengono effettuate nel quadro del diritto internazionale, nel rispetto dell’integrità territoriale e della sovranità dei paesi vicini. La Turchia ha già ripetutamente affermato di considerare tutti gli obiettivi dei militanti curdi in Siria e Iraq come obiettivi militari legittimi.
L’operazione diventa parte di una più ampia campagna di Ankara contro i militanti curdi, che la Turchia considera terroristi e una minaccia alla sicurezza nazionale. Le azioni della Turchia nel nord dell’Iraq destano preoccupazione nella regione e nella comunità internazionale a causa del potenziale deterioramento della situazione nell’area e del rischio di interrompere il processo di pace.

Fonte: avia.pro/news/tureckaya-aviaciya-neskolko-chasov-podryad-bombila-irak-i-siriyu-iz-za-boevikov-rpk

Traduzione: Mirko Vlobodic

10 commenti su “Aerei turchi hanno bombardato l’Iraq e la Siria per diverse ore di seguito per colpire le basi dei militanti del PKK

  1. Mai fidarsi di erdogan e dei turcoidi … Mosca e Teheran dovrebbero saperlo. Nonstante i proclami a favore dei palestinesi di Gaza, il furbo tiranno ottomano nulla ha fatto per salvare i civili palestinesi, non volendo “rovinare” completamente i rapporti con l’entità sionista, ma ora bombarda Siria e Iraq con il pretesto del PKK.

    Ricordiamoci che erdogan fa ancora parte della nato … e ho detto tutto!

    Cari saluti

  2. Auguri al popolo siriano di buone feste e che gli americani se ne vadano dalla Siria dimostrando di rispettare il diritto alla vita del popolo siriano.

  3. In teoria questi bombardamenti contro i curdi dovrebbero essere anti-U$A visto che quello sfortunato popolo ha creduto alle sirene americane.

  4. Gli israeliani con il pretesto del terrorismo stanno sterminando i palestinesi. I turchi si sentono legittimati a fare altrettanto ai curdi. È logico e la nato cosa può controbattere? Tra parentesi alla regione Lombardia sventola la bandiera israeliana. Chi ha avuto questa idea infelice?

  5. Effettuare bombardamenti in altri paesi rispetta il diritto internazionale certo. Chissà c’era un accordo con il governo Irakeno. cmq si curdi e pkk in mano alla nato …

  6. E’ vero … la Turchia fa parte della Nato. Ma se i sionisti con il pretesto di combattere il terrorismo possono sterminare i palestinesi, perchè la Turchia con lo stesso pretesto non può sterminare il popolo curdo ? Infatti gli USA non fiatano ! Inoltre gli attacchi turchi su Siria e Iraq non sono diretti contro le milizie sciite irachene o l’esercito siriano. Ricordiamoci che i curdi sono manovalanza USA per destabilizzare Iraq e Siria. Conclusione … il nemico del mio nemico è mio amico ! Naturalmente senza dimenticare il doppiogiochismo di Erdogan.

  7. Il regime di Ankara teme che il PKK possa destabilizzare la situazione interna della Turchia, in quanto ad oggi i curdi sono tra il 25 e il 30% della popolazione, ma hanno un rating demografico di 4-5 figli per donna contro gli 1,8-1,9 dei turcofoni, che a loro volta non sono etnicamente turchi se non per il 20-30% mentre il resto sono greci, armeni, slavi, albanesi, circassi, islamizzati e a cui è stata imposta la lingua turca dal sanguinario regime di Mustafà Kemal.
    Del resto sembra che perfino il 40% della popolazione di 85 milioni di turchi sia alevita, una variante della shia duodecimana (ovvero quella canonica che segue i Dodici Imam).
    Insomma la società turca è molto frammentata, al confronto l’Iran grazie alla plurimillenaria civiltà persiana è riuscito ad iranizzare i turcofoni, che oggi parlano tutti farsi, e a ridurre i sunniti ad un 5% scarso della popolazione.
    Se la Turchia venisse curdizzata e trasformata in un paese a maggioranza sciita, succube dell’Iran, per l’entità sionista sarebbero problemi.
    Pare che la maggioranza dei curdi turchi siano aleviti, o almeno lo siano al 50%.

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