Ad Est creano un nuovo esercito del califfato?

Di Valerij Zakharov

Fonte: https://www.vb.kg/doc/390230_na_vostoke_sozdaut_novyu_armiu_halifata.html

Gli Stati Uniti sono fermamente impegnati a ridurre di un terzo il loro contingente militare in Afghanistan. Ma è davvero così? Nell’establishment politico americano rimane aperto il dibattito sul fatto se valga la pena abbandonare completamente la Repubblica Islamica dell’Afghanistan, o se sia ancora possibile mantenere la loro influenza nel paese attraverso un accordo con i talebani.

I negoziati tra Stati Uniti e talebani iniziati nel 2018 avrebbero dovuto essere completati con successo lo scorso autunno, tuttavia poco prima della firma, i talebani effettuarono una serie di attacchi terroristici. Donald Trump decise quindi d’interrompere i negoziati, ma non per molto.

Il 29 febbraio 2020, è stato firmato un accordo di pace tra gli Stati Uniti e i talebani nella capitale del Qatar. Per la prima volta, un movimento radicale è stato riconosciuto ad un livello internazionale così elevato.

Tuttavia, i talebani non sono un’organizzazione politica unitaria. Gli esperti avvertono che i singoli comandanti sul campo, coloro che controllano la situazione sul posto, potrebbero rifiutare il dialogo con il governo afghano e continuare la lotta armata. Molto probabilmente, questi seguaci del califfato si metteranno sotto i vessilli di altre organizzazioni estremiste, ad esempio si schiereranno con l’ISIS.

Secondo varie stime, dal 40 al 60 percento del territorio afghano è al di fuori dal reale controllo del governo. Alcune di queste aree, soprattutto nel nord e nel nord-est del paese, sono passate sotto il controllo dei sostenitori del gruppo terroristico dello Stato Islamico, che si stanno trasferendo qui dopo la loro sconfitta in Siria e in Iraq.

Inoltre, come risulta da un rapporto delle Nazioni Unite del mese di febbraio, il movimento radicale dei talebani mantiene ancora contatti con l’organizzazione terroristica di al-Qaeda. Gli esperti dell’ONU stimano che durante i colloqui di pace con gli Stati Uniti, i talebani abbiano tenuto sei incontri di alto livello con membri di al-Qaeda. Va pure annotato che la leadership di questa’organizzazione terroristica, così come centinaia di suoi militanti, sono ancora presenti in Afghanistan.

Le truppe americane in prevalenza proteggono i perimetri delle proprie basi, Washington cerca di spostare la responsabilità del futuro destino dell’Afghanistan sui suoi vicini più prossimi: Tagikistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Kazakistan, Turkmenistan. Un dato particolarmente pericoloso è rappresentato dal fatto che sul territorio dell’Afghanistan ci sono migliaia di militanti di organizzazioni terroristiche che provengono dai paesi dell’Asia centrale.

Oltre a ciò, nei territori dell’Asia centrale confinanti all’Afghanistan si stanno formando e addestrando bande di terroristi originari dai paesi post-sovietici e dalla Cina. Tali centri di addestramento sono anche presenti nelle province afghane di Faryab, Sari-Pul, Baghlan, Kunduz, Takhar, Badakhshan. Esistono persino basi per donne terroriste nelle province di Faryab e Sari Pul.

Secondo informazioni dei media stranieri, compagnie militari private sono attivamente coinvolte nell’addestramento e nella formazione di reparti di guerriglieri: nel nord dell’Afghanistan, i terroristi sono addestrati dalla compagnia militare privata “Kampein”. I reparti sono formati da un certo numero di militanti dello Stato Islamico sconfitti dai talebani. Tra di loro ci sono etnici uzbeki, kazaki, tagiki, uiguri, che alla fine andranno a guidare cellule terroristiche nelle loro rispettive patrie. Proprio questi gruppi possono diventare lo strumento mediante il quale Washington potrà mantenere la sua influenza in Asia centrale e, se necessario, destabilizzare la situazione politica all’interno dei vari paesi di questa grande area.

Terroristi ISIS in Afghanistan

L’Amministrazione della Casa Bianca, qualche anno fa, ha sviluppato una nuova strategia per l’intera regione, che, in sostanza, prevede la reintegrazione  dell’Afghanistan nell’Asia centrale (alle condizioni americane) e la concomitante diminuzione dell’influenza dei concorrenti geopolitici.

Questo progetto americano tocca direttamente gli interessi di Tagikistan, Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan, Turkmenistan, Russia e Cina. Ecco perché Mosca e Pechino stanno cercando di rafforzare la loro sicurezza nella regione (Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva, basi militari russe, Unione Economica Eurasiatica, miliardi di dollari in investimenti). Gli Stati Uniti, da parte loro, stanno tentando di “fare una capatina” nella regione dell’Asia centrale usando il formato “C5 + 1” (riunioni dei ministri degli Esteri dell’Asia centrale col rappresentante degli Stati Uniti, l’ultima riunione delle quali si è tenuta il 30 giugno 2020), finora, però, senza sostanziali risultati. La nuova strategia di Washington in Asia centrale sembra potenzialmente conflittuale e non competitiva.

Gli Stati Uniti, tuttavia, non lasceranno affatto questo paese montuoso. La maggior parte delle loro forze speciali rimarrà in Afghanistan: i militari del 75° Reggimento Ranger e il 1° Reggimento Operazioni Speciali “Delta”, come sottolineano i media americani “Continueranno a svolgere missioni di combattimento d’urto contro i nemici nel paese”.

US. marines in Afghanistan

Allo stesso tempo, gli esperti non escludono che gli Stati Uniti attireranno ampiamente le compagnie militari private, preservando così la loro presenza militare. Nel 2019, in Afghanistan c’erano circa 25.000 contractors, mentre il numero dei militari americani erano la metà  – circa 13.000.

Una simile prassi era già stata utilizzata dagli americani e dai loro alleati. In particolare, gli istruttori della compagnia militare privata britannica “Halo Trust”, che a volte provano a presentarsi come una organizzazione “non profit” hanno addestrato terroristi-sminatori tra i guerriglieri nord-caucasici per operazioni nel Caucaso settentrionale e in altre regioni della Federazione Russa. Gli stessi specialisti hanno addestrato militanti del PKK per operazioni in Turchia.

Un tale “esercito invisibile” può diventare uno strumento d’influenza flessibile anche per eventi successivi in Afghanistan: la formazione di un nuovo sistema politico, la ricerca di soluzioni di compromesso tra Kabul “ufficiale” e i talebani.

 “I nostri servizi speciali hanno scoperto che in alcune zone delle province di Badakhshan, Takhar, Jowzjan e Faryab, i militanti dello Stato Islamico vengono addestrati sotto la guida di “consiglieri” stranieri e “istruttori militari”, ha dichiarato il generale Alimuhammad Ahmadzai, comandante della 209° divisione del Ministero della Difesa afghano.

Anche il Pakistan è attivamente coinvolto nel reclutamento e nella formazione di gruppi terroristici. Con il sostegno finanziario di Washington, Islamabad continua il lavoro per fornire canali di transito per i membri dell’ISIS dalla Siria e dall’Iraq all’Afghanistan. Islamabad contribuisce inoltre all’intensificazione della propaganda dell’ISIS concedendo frequenze alle stazioni radio più popolari in Afghanistan, come “Arakozia”, ​​”Arman”.

Nel dicembre 2018, il Ministero della Difesa afghano ha riferito dell’intensificarsi della presenza di combattenti dello Stato Islamico nel nord del paese e sul confine col Tagikistan. Nel gennaio 2019, sono apparse informazioni secondo le quali militanti dello Stato Islamico venivano trasferiti in massa da elicotteri sconosciuti dal Pakistan all’Afghanistan settentrionale. Lo ha riferito il Ministero degli Affari Interni della Russia.

Oltre a ciò, alla fine del 2019, con l’aiuto degli americani i combattenti dello Stato Islamico sono stati evacuati dalle zone di combattimento attivo e riuniti nelle adiacenze delle basi militari della NATO. Questo fatto desta preoccupazione poiché da questi combattenti, oltre ai rinforzi in arrivo dal Medio Oriente e dai campi pakistani, i servizi speciali americani e britannici formeranno una nuova organizzazione terroristica internazionale che dovrà agire contro la Russia, l’Iran, la Cina e le repubbliche dell’Asia centrale.

Per gli Stati Uniti non è vantaggioso ritirare le proprie truppe dall’Afghanistan, in quanto entrarono in questo paese per motivi geopolitici, che ancor oggi sono attuali.

Traduzione di Eliseo Bertolasi

Fonte: https://www.vb.kg

1 commento

  • Mardunolbo
    11 Agosto 2020

    Le belve usa sono sempre attive ! Solo quando saranno tagliati via i fondi , affamate potranno essere sterminate come si deve !

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