"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

“Abbiamo un fottuto problema”

di  Seymour M. Hersh *, Welt 25.06.2017

I funzionari dell’intelligence dubitavano dell’asserito attacco con il Sarin a Qan Shayqun (Siria).

I giornale tedesco “Welt am Sonntag”  presenta le note della chiacchierata tra un consulente della sicurezza e un soldato statunitense in servizio in una base della regione. La conversazione fu fornita a Seymour Hersh. Si tratta di un consulente della sicurezza e di un soldato in servizio in una base operativa sugli eventi di Qan Shayqun. Le abbreviazioni sono: soldato statunitense (SS) e consigliere per la sicurezza (CS). Welt am Sonntag conosce la posizione del dispiegamento. Per motivi di sicurezza, alcuni dettagli delle operazioni militari sono stati omessi.


6 aprile 2017
-Soldato statunitense: abbiamo un fottuto problema.
Consigliere per la sicurezza: Cos’è successo? Trump ignora l’Intelligence e cerca di colpire i siriani? Stiamo infastidendo i russi?

-SS: Va male… Le cose si aggravano.
CS: Non è possibile che tu non abbia visto la conferenza stampa di ieri di Trump. S’è bevuto la storia dei media senza chiedere di vedere l’intelligence. Probabilmente i nostri asini saranno battuti dai russi. È fottutamente pericoloso. Dove sono gli adulti, dannazione? La mancanza del comando nel dire al Presidente la verità, se vuole ascoltarla o meno, passerà alla storia come uno dei nostri momenti peggiori.

-SS: Non lo so. Nulla di ciò ha senso. Sappiamo che non ci sono stati attacchi chimici. I siriani hanno colpito un deposito di armi (legittimo bersaglio militare) e ci sono stati danni collaterali. Questo è tutto. Non hanno effettuato alcun tipo di attacco chimico. E ora istighiamo un grosso lancio di TLAM (Tomahawk) sul loro culo.
SA: Per tutto il tempo c’è stato un piano occulto. Si tratta di provare ad attaccare, in ultima analisi, l’Iran. La gente intorno a Trump non capisce che i russi non sono una tigre di carta e che hanno una capacità militare maggiore della nostra.

-SS: Non so cosa vogliano i russi. Potrebbero ritornarsene e lasciare che i siriani difendano i propri confini, o potrebbero offrire una sorta di tiepido sostegno, o spararsi dallo spazio aereo e piombare in Iraq. Sinceramente non so cosa aspettarmi. Ma sento che tutto è possibile. Il sistema di difesa aerea russo è in grado di eliminare i nostri TLAM. È un grosso problema… abbiamo ancora tutti i sistemi attivi…
CS: Hai ragione. La Russia non intende starsene in panciolle.

-SS: Chi istiga? Votel (Generale Joseph L. Votel, Comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, nota del redattore)?
CS: Non lo so. Qualcuno di grosso però… è un grosso problema.

-SS: deve essere il POTUS. Quelli (i russi) valutano le opzioni. Vi sono indicazioni che saranno sostenitori passivi della Siria e non impegneranno i loro sistemi a meno che i loro mezzi non siano minacciati… in altre parole, il cielo è limpido.

7 aprile 2017
CS: Cosa fanno o dicono i russi. Ho ragione a pensare che abbiamo inflitto pochi danni a Russia o Siria?
-SS: Non abbiamo colpito una dannata cosa, per fortuna. Hanno ritirato tutti i loro aerei e personale. In sostanza gli abbiamo concesso un spettacolo con fuochi d’artificio molto costosi. Sapevano dove erano le navi e seguirono tutto l’attacco, dal lancio all’obiettivo. I russi sono furiosi. Affermano che abbiamo la vera intelligence e sappiamo la verità sull’attacco al deposito di armi. Hanno ragione. Immagino che davvero non gli importi se abbiamo eletto Clinton o Trump. Fanculo. Nessuno parla della vera ragione per cui siamo in Iraq e Siria, in primo luogo. La missione è fottuta adesso.

Aerei russi in Siria

CS: Qualcuno dei tuoi colleghi è incazzato o tutti continuano dicendo che va tutto bene.
-SS: È un manicomio… l’abbiamo anche detto ai russi un’ora prima dell’impatto. Ma sapevano chiaramente che stava per accadere. Oh, naturalmente. Ora la Fox dice che abbiamo scelto di colpire la base aerea siriana perché da lì erano stati lanciati gli attacchi chimici. Grande. Non riesco a sentire questa merda.

CS: Devono. Voglio dire, devono farlo.
AS: È un fottuto male.

CS: Amen!!!

8 aprile 2017
-SS: I russi sono estremamente ragionevoli. Nonostante i notiziari, ancora cercano di ridurre il conflitto e di coordinare la campagna aerea.
CS: Non credo che la Russia sappia ancora quanto Trump sia pazzo. E non credo che capiscano quanti danni i russi ci possano fare.

-SS: Dimostrano una freddezza straordinaria e sono stati incredibilmente calmi. Sembrano per lo più interessati a ridimensionare il tutto. Non vogliono perdere il nostro sostegno nel distruggere lo SIIL.
CS: Ma ho la sensazione che stiano semplicemente tentando questo approccio da sempre, da quando credono possa funzionare. Se continuiamo con l’attuale atteggiamento aggressivo, reagiranno.

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* Seymour Myron “Sy” Hersh è un giornalista e scrittore statunitense. Ha vinto il Premio Pulitzer per le sue numerose inchieste giornalistiche in ambito militare. È attualmente giornalista e autore per The New Yorker, per il quale si occupa di temi geopolitici, di sicurezza e militari, in particolare riguardo l’operato dei servizi segreti e di intelligence.
Nascita: 8 aprile 1937 (età 80), Chicago, Illinois, Stati Uniti
Istruzione: Università di Chicago
Premi: Premio Pulitzer per il giornalismo internazionale, George Polk Awards, National Book Critics Circle Award per la saggistica. Ha pubblicato diversi libri fra cui alcuni famosi.
L’inchiesta che l’ha reso famoso è stata quella con cui svelò il Massacro di My Lai durante la Guerra del Vietnam (1969); per essa ricevette il Premio Pulitzer nel 1970. Divenuto, in seguito al reporting su My Lai, uno dei giornalisti più noti degli Stati Uniti, è stato negli anni successivi autore di numerosi articoli e volumi sui retroscena dell’establishment politico-militare statunitense.
Nel 2004 la trasmissione 60 Minutes della CBS mostrò le foto dello scandalo di Abu Ghraib. Qualche giorno dopo pubblicò sul New Yorker una serie di articoli sul trattamento dei prigionieri e notizie relative agli abusi nel carcere.[2]

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  1. Citodacal 3 mesi fa

    “Contro la stupidità gli stessi dei lottano invano”.
    (Friedrich Schiller)

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    1. leopardo 3 mesi fa

      Schiller ha detto una grande veritá. Basta osservare il nostro Paese.
      Se si facesse una verifica del Q.I degli elettori, ho la certezza che
      i piddini si piazzerebbero agli ultimi posti. Ed i cosiddetti ” buonisti”
      tra di loro, tipo la boldrini, quelli che fanno invadere l´Italia da orde
      di africani, denuncerebbero livelli intellettivi piú attinenti con i macachi.

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  2. Anonimo 3 mesi fa

    Peccato che queste interviste restino del tutto sconosciute alle masse… perché potrebbero procurare almeno qualche piccolo campanello d’allarme anche nelle loro menti ottenebrate…

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  3. mardunolbo 3 mesi fa

    l’ENNESIMA DIMOSTRAZIONE della demenza criminale americana ! E della stupidita´cronica dei loro residenti che ,eletti, diventano marionette gestite da altri, cretini,pure, e furbastri

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