A Verona si è svolto il presidio “Fuori l’Italia dalla NATO, stop sanzioni alla Russia”

Eliseo Bertolasi

Sabato 29 a Verona, verso le ore 11, si è svolto un altro evento contro la NATO. Le autorità cittadine, in questa occasione, hanno concesso l’autorizzazione solo per un presidio, in via dell’Artigliere, davanti alla sede del consolato onorario della Federazione Russa.
Lo slogan scritto sullo striscione presentato dai partecipanti, da sé era già programmatico e molto chiaro sull’orientamento della manifestazione: “Fuori l’Italia dalla NATO, stop sanzioni alla Russia”.
Promotori dell’iniziativa: il «Comitato Verona per la libertà», l’Associazione «Veneto Russia», il «Comitato Veneto Indipendente» e «Sindacato Libero».

Il presidente dell’Associazione “Veneto Russia” e del “Comitato Veneto Indipendente” Palmarino Zoccatelli presente all’evento ha dichiarato:
“Siamo qui a manifestare il nostro sostegno alle ragioni della Federazione Russa in questo momento, in questo conflitto in Ucraina, dove tutto l’Occidente tende ad addossare le colpe unicamente alle scelte del governo russo, quando in realtà sappiamo che sono otto anni che c’è una guerra contro le popolazioni russofone del Donbass, che hanno subito oltre 16mila vittime, in questi anni. I nostri media hanno taciuto sostanzialmente questa guerra che era già in corso. È una guerra per difendere quel popolo, per liberare quella nazione da un governo che si è rivelato essere tiranno e che ha rispolverato le ideologie peggiori del nazismo, sostenuto purtroppo dagli Stati Uniti. Noi siamo qui per dire:
NO ALLA GUERRA dicendo però anche le ragioni di chi ha creato questa guerra, che sono per l’appunto quelle degli stati Uniti;
NO ALLA NATO che è diventata un’organizzazione ormai che promuove le guerre invece che prevenirle;
STOP ALLE SANZIONI alla Russia che sono state imposte ingiustamente e che danneggiano enormemente la nostra economia;
SI AL DIALOGO con la Federazione Russa;
SI ALL’AMICIZIA coi popoli della Federazione Russa che hanno sempre amato l’Italia e vogliono continuare questo rapporto di amicizia anche in questo momento molto difficile”.

Durante la manifestazione Francesca Menin presidente del “Comitato Verona per la libertà” ha rivolto un appello al nuovo governo italiano:
“Chiediamo al nuovo governo di prendere atto della situazione, di non proseguire la politica atlantista di Mario Draghi e di non trascinare l’occidente in guerra. Il presidente Berlusconi ha spiegato chiaramente la realtà di questa situazione. Chiediamo a Giorgia Meloni e al suo governo di rivedere i propri passi”.

Gli attivisti hanno più volte sottolineato che l’unico modo per raggiungere la pace in Ucraina è attraverso la diplomazia e non l’invio di armi, come fanno USA, NATO, e UE, a cui l’Italia si è prontamente allineata.
Numerosi sono stati i veronesi che si sono avvicinati al presidio per avere maggiori delucidazioni, molti addirittura per applaudire esprimendo direttamente il loro sostegno.

Nella stessa giornata iniziative e manifestazioni di questo tipo si sono svolte in altre città italiane. La manifestazione veronese va quindi ad inserirsi in un più vasto movimento che interessa tutto il paese, che parte dal basso, dalla gente comune, che nasce da un sentimento diffuso di sfiducia verso le scelte del governo e verso l’informazione acritica e a senso unico dei media nazionali italiani.
Tra gli italiani si fa strada la consapevolezza che qualcosa non torna nelle scelte dell’Italia: se davanti poniamo gli interessi del paese e il benessere degli italiani, allora perché auto-castigarci con le sanzioni alla Russia? perché precipitare verso la crisi energetica, gli stenti e povertà, rischiare una terza guerra mondiale? A favore della NATO degli USA? In nome della russofobia di matrice ucraina? Ma la Russia ha sempre avuto e mantenuto relazioni estremamente amichevoli e stabili con l’Italia!
L’evidenza dei fatti, tra l’altro, ci mostra ampiamente quanto le tanto declamate sanzioni alla Russia adottate dal governo italiano, alla fine si siano rivelate soprattutto sanzioni contro gli stessi italiani: gente comune, famiglie, imprese..

Si fa sempre più ampio il numero d’italiani che chiedono al governo un approccio alla situazione attuale più basato sulla realpolitik, piuttosto che sull’ideologia. Sarà sempre più difficile per il “potere” convincere chi è rimasto senza lavoro, o chi si ritroverà in casa al freddo e magari senza i soldi per far la spesa che tutto ciò è “cosa buona e giusta” per punire la Russia.

Eliseo Bertolasi

5 Commenti
  • Giorgio
    Inserito alle 17:26h, 30 Ottobre Rispondi

    Ormai la sinistra è accanitamente oltranzista filo Nato (oltre che iper liberista e globalista) …
    Ma alla “estrema” sinistra non c’erano partiti, associazioni e comitati che sventolavano lo slogan “FUORI L’ITALIA DALLA NATO … ????
    Dove sono i manifestanti del G8 di Genova (anti nato e anti globalizzazione) del 2001 ????
    Non posso credere che in 20 anni siano tutti diventati liberisti e pro Nato !!!!
    Cosi come i numerosi partecipanti alle manifestazioni NO GREEN PASS ….. e NO dittatura sanitaria …
    Se c’è ancora qualcuno vivo …. batta un colpo !!!!!

  • Vito Ernesto Baggi
    Inserito alle 17:52h, 30 Ottobre Rispondi

    Precisazione: le Autorità hanno autorizzato SOLTANTO un presidio e non una manifestazione. Per questo motivo non potevano che esserci poche persone. Comunque è pur sempre un segno di protesta.

  • Giovanni
    Inserito alle 17:55h, 30 Ottobre Rispondi

    Come al solito le buone idee portatrici di benessere, pace e prosperità per tutti sono ad appannaggio di pochi, illuminati cervelli. La Sapienza urla agli angoli delle strade e nelle piazze, ma pochi vi pongono orecchio. Il percorso intrapreso avvicina sempre di più l’abisso, nonostante la travagliata storia umana sia piena di questi periodi che, inevitabilmente, portano al galoppare dei cavalieri apocalittici. Qualche generazione dopo tutto viene dimenticato.

  • Silvia
    Inserito alle 20:57h, 30 Ottobre Rispondi

    Legga la spiegazione data dal commento di Vito BAGGI

  • andrearossidevrgnano
    Inserito alle 00:31h, 31 Ottobre Rispondi

    fuori l’Italia dalla NATO? potrebbe essere meglio, ma mi viene da ridere. durante il terribile periodo della guerra del Vietnam (atrocita’ descritte anche nel libro “A.I.D.S.: Roger è guarito” (Bob L. Owen)), mentre molti in Pianûra Padâna lavoravano duramente in industriê e quindi lontani da attacchi militàri nemici, (guerra nn giùsta quanto si vuole ma intanto) sarebbero morti cîrca 50.000 statunitensi (+300.000 feriti). piu’ facile fare gli europei (che lavorano ma nn combattono). o no? ma la bella vita, prima o poi, nn si paga? x come l’ho capita io, se l’Italia (e o Padânia e o Veneto e o 2Sicilie, se qualcuno preferisse) uscisse dalla NATO, molte attività lavorative commerciali/industriali… dovrebbero essere riconvertite in attività militàri. è pronto, l’italiâno, a questo? o sn io con ragionamento fuori strada?

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