A PARIGI, “INDIVIDUI IN NERO” SONO STATI VISTI IN ATTACCO NELLA MANIFESTAZIONE PER IL CLIMA: POLIZIA IN BORGHESE O PROVOCATORI


Alla manifestazione di “Gilet Gialli” e allo sciopero del clima che si sono tenuti a Parigi sabato, attivisti nella folla hanno avvistato persone non identificate con giacche nere e armi da fuoco. Questo è stato segnalato dagli utenti di Twitter.

Il filmato mostra come uomini mascherati e armi da fuoco camminano lentamente per le strade della capitale francese. You Tube.com/Watch

https://www.youtube.com/watch?time_continue=11&v=nWTQt8fei48

“Un blocco nero o un poliziotto nero?”, Ha chiesto ai partecipanti del movimento “Gilet Gialli” su Twitter.
Sembra certo che questi siano gli abituali metodi del Governo di Macron per crear incidenti, suscitare violenze gratuite e di conseguenza allontanare il consenso dalle manifestazioni di protesta dei gilet gialli che da mesi si svolgono a Parigi ed in tutta la Francia. Una vecchia tecnica adottata dai servizi di sicurezza che lavorano per conto del governo Macron.

Immagine dei cortei a Parigi


Gli agitatori in nero travestiti erano stati visti compiere atti di violenza nel corso delle recenti manifestazioni dei gilet gialli. Varie denunce erano state inoltrate ma sono rimaste senza esito.

Agente provocatore in azione


Naturalemte le TV e i media controllati riferiscono di queste violenze attribuendole ai manifestanti e appelli contro la violenza sono stati lanciati dalle stesse autorità responsabili di aver infiltrato gli agenti provocatori al’interno dei cortei dei manifestanti.

Nel frattempo il crollo del tasso di gradimento del Governo Macron continua senza sosta fra il pubblico francese.
Secondo un sondaggio della Bva, pubblicato venerdì per Orange, Rtl e La Tribune, il presidente ottiene il sostegno soltanto dal 32% dei propri concittadini, toccando il livello più basso dalla sua elezione nel maggio 2017. La percentuale di francesi che esprime un giudizio negativo sul capo dello Stato è arrivata al 67%: un punto percentuale in più in un solo mese.

Disordini a Parigi

Negli ultimi tre mesi “monsieur le Président” ha perso nove punti di popolarità: una vera e propria caduta libera. Forse per questo che il presidente ha dato ordine di contrarrestare la sua scarsa popolarità cercando di attestarsi come presidio dell’ordine e della sicurezza.
Tuttavia, per quanto si sforzi Macron, il distacco fra il popolo francese e la elite rappresentata dai fiduciari delle grandi banche e dei potentati finanziari, di cui Macron è il simbolo più eclatante, non potrebbe essere maggiore. Questo fa pensare che gli sviluppi, in un paese sempre più spaccato, potranno essere imprevedibili. L’ondata di repressione non ferma le proteste.

Fonte: News Front

Traduzione e sintesi: Sergei Leonov

5 Commenti

  • Man
    23 Settembre 2019

    A 0.27 secondi del video Yotube si vede un “nero” con fascia rossa al braccio destro tipico dei Flic francesi: ognuno poi tragga conclusione da sé!

    • Sandro
      23 Settembre 2019

      “ognuno poi tragga conclusione………” Attenzione a trarre conclusioni da certi indizi. Di norma gli indizi posti volutamente in evidenza sono fuorvianti. Un esempio? Il caso Moro; siamo sicuri che le brigate fossero rosse come esse stesse ci tenevano a definirsi?

  • Eugenio Orso
    23 Settembre 2019

    Lasciando perdere le testine di cazzo da salotto che “manifestano per il Clima”, l’infiltrazione di provocatori fra i Gilet Gialli mi sembrano cosa scontata.
    Si criminalizza la protesta di pari passo con la perdita di “gradimento” del locale Quisling della troika, alfiere del neoliberismo mondializzato.
    Cosa c’è di strano?

    Cari saluti

  • Alex
    24 Settembre 2019

    @Sandro
    Si, visto che molti di quei compagni furono arrestati e visto che alcuni di loro continuano ad abbracciare quella ideologia.

    • Sandro
      26 Settembre 2019

      Accetto la “tirata di orecchie” . Per come ci hanno raccontato i fatti non posso darti che ragione. Su certi avvenimenti, però, si può discutere in concreto solo dopo aver considerato attentamente tutti gli aspetti di una questione quando questi, DI FATTO, si son verificati. Siccome, però, come diceva l’esimio Dario Fo, la storia viene raccontata dai vincenti, non sapremo mai come si svilupparono realmente i fatti. Pertanto mi sento costretto a far ricorso alla logica. La logica mi dice che è contro la medesima che persone di sinistra interrompano l’iter di uno statista dello spessore di Aldo Moro uccidendolo, nel mentre era intento ad avvicinare le sinistre al governo del Paese attraverso il compromesso storico proposto da Berlinguer. Inoltre trapassare un essere umano con 12 proiettili in parti del corpo non vitali, non mi sembra lo si voglia soltanto uccidere. Si, si dice anche, a comprova, che alcuni dei responsabili hanno scontato numerosi anni di galera. Su quest’ultimo argomento non mi dilungo per non offendere l’intelligenza di chi mi legge. E, per finire, la serietà delle notizie elargite alle masse, prendono il valore che meritano quando si racconta che le indagini si son svolte anche attorno ad un tavolo tondo in seduta spiritica.

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