A Milano il quinto presidio di “Stop Killing Donbass”

Eliseo Bertolasi

Il 21 gennaio a Milano si è tento un presidio di “Stop Killing Donbass”. L’iniziativa di protesta, già al suo quinto appuntamento, si sta sviluppando pure a livello europeo: nella stessa giornata oltre a Milano si è svolta anche nella città di Tarbes in Francia e a Olot in Spagna. L’obiettivo è sensibilizzare l’attenzione delle persone su ciò che avviene nel Donbass ormai da quasi nove anni e sul pericolo imminente di un escalation che potrebbe portare ad una guerra atomica.

Alla manifestazione italiana, le persone intervenute hanno chiesto semplicemente tre cose:

  • la fine dei bombardamenti ucraini sulle città del Donbass, che purtroppo sono attuati anche con l’uso delle armi italiane,
  • la fine dell’invio delle armi all’Ucraina,
  • soprattutto la pace.
    La pace può essere raggiunta solo con la trattativa diplomatica, i paesi occidentali che inviano le armi non vogliono la pace, ma vogliono l’escalation del conflitto.

Ecco le parole di Mirko Preatoni attivista di “Stop killing Donbass”:
“Nove anni di conflitto. Conflitto durissimo che interessa soprattutto la popolazione civile del Donbass. È molto tempo che si cerca di distruggere la Russia, di farla implodere, di disarticolarla dall’interno, ma questa strategia non ha effetto e quindi oggi siamo di fronte a un pericoloso cambio di scala in virtù del quale si giunge ad esplicitare l’obiettivo di una distruzione militare della Russia. Ora, a prescindere da chi l’abbia detto, se semplicemente facciamo appello alla logica è evidente che una potenza nucleare non può perdere in un conflitto convenzionale, in un conflitto in cui si minaccia la sua esistenza. Questo chiunque lo può capire, portare in modo esplicito un attacco alla Russia significa esplicitamente cercare la terza guerra mondiale. Un segretario della NATO che auspica l’ingresso dell’Ucraina nella NATO oggi è un criminale, chiunque lo può capire. Una volta si diceva che il “verosimile” è più importante del “vero”, se devo convincere la massa non importa che un fatto sia vero o no, l’importante che sia “verosimile”, oggi abbiamo perso anche questo. Il “verosimile” è un lusso, oggi si può letteralmente dire qualsiasi cosa e la gente, o se lo beve, o comunque si rassegna. Stiamo vivendo un momento paragonabile alla vigilia di una catastrofe, un momento che non so quanti di voi, avrebbero mai pensato di vivere..”.

In seguito a preso la parola l’avvocato Gaia Fusai attivista del movimento “Fronte del Dissenso”, che lei stessa rappresenta a livello regionale:
“Oggi siamo qua perché il nostro desiderio, il nostro bisogno, la nostra necessità di pace va oltre ogni altro bisogno. Siamo qua per manifestare contro le sanzioni alla Russia e siamo qua per protestare contro l’invio delle armi in Ucraina… L’invio delle armi e le sanzioni alla Russia finora sono state l’unica risposta dell’intera comunità internazionale subito dopo il 24 febbraio, l’inizio dell’Operazione Speciale Militare. In totale dall’inizio dell’operazione sono stati più di 28 i paesi che hanno inviato all’Ucraina armamenti a sostegno della guerra, 25 solo dell’area NATO. Soltanto in questi giorni la signora Von der Leyen ci ha informato che l’Europa è già pronta ad inviare una prima trance dei propri finanziamenti che equivalgono a circa 3 miliardi dei 18 miliardi concordati. Mi verrebbe da chiedere con chi li ha concordati visto che almeno la maggior parte degli italiani e probabilmente non solo degli italiani sono contrari. In Europa ho visto molte manifestazioni, anche oggi, anche a Berlino, seppure non fa parte di questo contesto, manifestare contro l’invio dei carri armati Leopard. Di fatto, solo l’invio di armi e l’invio di finanziamenti, ma operazioni di pace, operazioni diplomatiche ben strutturate che andassero al fondo del problema finora non ce ne sono state… Le sanzioni economiche alla Russia hanno rischiato, rischiano e di fatto sono, l’azione che determina la demolizione controllata dell’economia europea, e nello specifico di quella italiana”.

Manifestazione a Verona del Comitato per la pace

Per ciò che concerne le azioni dell’Italia l’avvocato Fusai ha aggiunto:
“In questi ultimi mesi il nuovo governo non segna nessuna distanza né discontinuità dal precedente, anche in termini di politica estera. L’Italia ha firmato il sesto pacchetto d’invio di armi all’Ucraina. Questa volta però è stato autorizzato anche l’invio di sistemi antimissilistici, che in prospettiva verranno concordati con la Francia. I famosi SAMP-T. Il nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha assicurato che “non ci sono freni sulla consegna dello scudo per la difesa aerea in Ucraina, abbiamo votato il rinnovo dell’autorizzazione a inviare armi a Kiev in un contesto europeo e della NATO”. Fornire sistemi missilistici di difesa aerea all’Ucraina produrrà gli stessi osceni incidenti come quello che ha fatto più di 30 vittime civili a Dnipro”…“Rifornire l’Ucraina di sistemi di difesa antimissilistica di questa potenza significa ovviamente alimentare, allungare, procrastinare i tempi della sofferenza del popolo ucraino.. che è diventato carne da cannone dell’arma americana dell’arma europea, di Washington e di Bruxelles…”.

L’avvocato Fusai ha concluso il suo intervento con un avvertimento sui rischi di questa escalation:
“Quello che si profila anche all’esito della firma di questo sesto pacchetto d’invio di armi è di fatto un’escalation militare. Verosimilmente trattandosi di una potenza nucleare, una super potenza, parlando della Russia, ci espone a un pericolosissimo balletto sull’abisso nucleare”.

Col “Fronte” l’avvocato Fusai ha promosso fin da subito le prime iniziative contro la guerra  (nell’ambito di una manifestazione regionale a Bologna, il 12 marzo del 2022) “Guerra e pandemia, stessa strategia”. Con il “Fronte” è in programma una conferenza di pace, a tal fine il comitato promotore/organizzatore dovrebbe incontrarsi a Roma ai primi di Marzo.

Relazione di Eliseo Bertolasi

8 Commenti
  • Leboeuf
    Inserito alle 17:27h, 23 Gennaio Rispondi

    Audaci , temerari nella citta’ piu fake , piu pidiota piu ukraina di Italia fanno ben comunque cerca di sensibilizzare una opinione pubblica fatta fuori dai social , dalle tv di regime , dalla stampa digitale , a parte telegram e ottimi siti come Controiformazione.

  • Andrea
    Inserito alle 20:00h, 23 Gennaio Rispondi

    Guardate quel video del 2017 in cui Mummiarella chiedeva a Putin di itenrvenire per risolvere la crisi del Donbass. Ipocrisia tutta italiana

  • Silvia
    Inserito alle 06:46h, 24 Gennaio Rispondi

    QUESTE iniziative sono anche poco pubblicizzate. Forse la gente non ci va anche perche’ non ne e’ a conoscenza.

    • Aplu
      Inserito alle 16:16h, 24 Gennaio Rispondi

      E’ proprio così!

  • enzo
    Inserito alle 09:59h, 24 Gennaio Rispondi

    Fanno bene che si conoscano e cose , cosi come un sacco di manifestazioni contro i governanti di tutta europa non e fanno vedere , magari ne leggiamo quacosa di straforo su qualche sito alternativo. . de resto il clichè e’ pari a quello de c19 di copertura degi eventi.

  • Giorgio
    Inserito alle 13:10h, 24 Gennaio Rispondi

    Solito qualunquismo fatalista ….
    18 persone o anche meno … possono essere la scintilla che incendia la prateria !

    • Aplu
      Inserito alle 16:12h, 24 Gennaio Rispondi

      Sì, caro Giorgio! Sono persone vere e uomini e donne veri che hanno il coraggio di opporsi e di esporsi! Io li ammiro!

  • Aplu
    Inserito alle 16:15h, 24 Gennaio Rispondi

    La strategia dei media asserviti è di non far sapere nulla di nulla; del resto nella città di Milano è una gran fatica, visto che è divenuta una città del terzo mondo, e già all’epoca del bombardamento della Serbia, il PD spadroneggiava e non dava spazio a chi fosse assolutamente contrario.

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